Viaggio in Pakistan fai da te

Dall’incredibile ospitalità del suo popolo alla seconda catena montuoso più alta al mondo, il Karakoram, il Pakistan è un Paese incredibile che purtroppo non gode di una bellissima reputazione, ma ti assicuro che dopo averlo visitato di persona cambierai sicuramente idea.

Ho passato un mese circa viaggiando zaino in spalla ed esplorando principalmente il nord del Paese e in questa guida troverai un sacco di informazioni e consigli per organizzare al meglio il tuo viaggio fai da te, lontano dai principali circuito turistici, come sempre con un occhio di riguardo per il budget.

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Il ghiacciaio di Hopper. 

Quando visitare il Pakistan

Considerando che la maggior parte dei viaggiatori si reca nel Paese per visitare le sue famigerate montagne, il periodo migliore per andare in Pakistan è quello che va indicativamente da aprile ad ottobre, in quanto durante il resto dell’anno moltissime zone sono completamente inaccessibili a causa della neve e, più in generale, la temperature sono estremamente basse e spostarsi all’interno del territorio diventa davvero complicato.

D’altro canto, se non hai intenzione di visitare il Karakoram ma ti vuoi semplicemente dedicare alle città di interesse storico e culturale che si trovano nell’enorme pianura del Pakistan, allora il periodo migliore è quello che va da novembre a marzo, cioè durante l’inverno quando le temperature sono decisamente più piacevoli. Durante l’estate si possono tranquillamente superare i 40 gradi e, ti assicuro per esperienza personale, non è assolutamente piacevole.

Documenti e vaccinazioni per entrare in Pakistan

Ottenere un visto non è mai stato così facile. Infatti, a partire da gennaio 2019 è possibile fare richiesta online tramite il sito ufficiale, e per noi italiani si può pure richiedere il cosiddetto “visa on arrival” che viene solitamente rilasciato in 48-72 ore. Il visto turistico ad entrata singola della durata di tre mesi costa 35$ ma volendo si può fare richiesta per visti più lunghi e ad entrata multipla – ovviamente il costo è maggiore. Tramite lo stesso portarle si può anche estendere il visto nel caso fosse necessario. A questa pagina trovi il calcolatore dei costi.

N.b. Nonostante il sito faccia intendere che il visto on arrival viene accettato solo all’aeroporto, dopo aver contatto l’immigrazione tramite l’apposito form, mi è stato confermato che il visto on arrival mi sarebbe stato accettato senza alcun problema anche al confine terrestre con l’India e infatti così è stato, per altri confine terrestri consiglio di contattare l’immigrazione.

Il Pakistan non richiede vaccinazione obbligatorie ma Epatite A e Epatite B sono sempre consigliate.

Il forte di Altit.

Cosa fare e vedere in Pakistan

In questa guida i prezzi sono spesso espressi nella moneta locale. La moneta ufficiale del Pakistan è chiamata “Rupia pakistana” abbreviata con “PKR”.

Il cambio, al momento della pubblicazione di questo articolo, è 1€ = 172 PKR. Per il cambio attuale ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina.

Il Pakistan è un Paese piuttosto grande ma, come detto in precedenza, la maggior parte dei visitatori si concentra – per buoni motivi – quasi esclusivamente sulle regioni a nord e, più precisamente, nello stato del Gilgit – Baltistan, seguendo sostanzialmente la Karakorum Highway, la strada che attraversa la catena montuosa del Karakorum fino al confine con la Cina.

È proprio nel Gilgit – Baltistan che ho passato la grande maggioranza del tempo durante il mio viaggio in Pakistan e per questo troverai che le informazioni su questa regione sono le più complete. Nel caso fossi interessato ad altre aree del Paese, non disperare in quanto ho raccolto un bel po’ di informazioni che credo ti torneranno utili.

Islamabad

Costruita sostanzialmente dal niente nel 1960 con il solo scopo di diventare la capitale del Paese, Islamabad è una città davvero atipica rispetto al resto del Pakistan: le strade che attraversano la città sono ampie e scorrevoli, c’è un sacco di verde e vedere case e macchine di lusso non è assolutamente raro, qui vive infatti tutta la classe politica e l’elite del Paese.

Cosa fare e vedere a Islamabad

Vista la sua recente fondazione, la città non ha molto da offrire sotto l’aspetto storico e il mio consiglio è di dedicare il tuo tempo ad altre destinazioni, ma se hai anche solo un giorno a disposizione allora ci sono un paio di cose che vale la pena visitare.

Consiglio di visitare la moschea Faisal che è la più grande del Paese e una delle più grandi al mondo; si può facilmente raggiungere in taxi, o meglio ancora usando uber, e a prescindere da dove alloggi non dovrebbe costare più di un paio di euro.

Un’altra attività interessante da fare in città è visitare le Margalla Hills: questa zona collinare che si trova alle porte di Islamabad (molti dei sentieri partono dalla città stessa!) offre un sacco di possibilità per fare escursioni giornaliere. Durante la mia visita in agosto faceva davvero troppo caldo ma se è qualcosa a cui sei interessato, a questa pagina trovi una breve descrizione dei vari sentieri con relativi punti di partenza.

Se invece vuoi semplicemente godere della vista sulla città senza fare fatica, prendi un taxi o noleggia una moto e vai Monal. Si tratta di un punto panoramico al termine del sentiero numero tre che è raggiunto anche dalla strada, qui ci sono un paio di ristoranti e caffé da dove puoi ammirare il tramonto sulla città. Un altro punto panoramico ancora più vicino alla città è il Daman-e-Koh, anche in questo caso si può raggiungere sia a piedi che in macchina.

Moschea Faisal.

Come raggiungere Islamabad?

Islamabad è connessa con collegamenti diretti a molte delle principali città del Pakistan, ci sono bus da Lahore ogni mezz’ora circa e il viaggio dura più o meno quattro ore. Mentre i bus che arrivano da Gilgit partono nella tarda mattinata/primo pomeriggio per arrivare il mattino presto a Islamabad, 15 ore circa.

Dove dormire a Islamabad?

Backpackers Hostel & Guest House è davvero un’ottima sistemazione, più che un ostello si tratta di un appartamento adibito ad ostello, sala comune davvero spaziosa, cucina in comune, wifi ottimo, staff gentile e disponibile. Consiglio di prenotare per tempo in quanto non hanno molti posti letto ed è spesso tutto esaurito. Altre due opzioni economiche sono The Travelers Den E11 e The Travelers Den.

Se cerchi qualcosa di più lussuoso, Shelton’s Rezidor ha buone recensioni ed è a due passi dalla moschea Faisal.

Lahore

Lahore è la seconda città del Pakistan per dimensioni ed è a tutti gli effetti considerata la capitale culturale del Paese. Se arrivi via terra dall’India allora si tratta di una tappa obbligata ma consiglio fortemente la visita a chiunque.

Cosa fare e vedere a Lahore

La città murata è dove si trovano tutte le principali attrazioni turistiche e gli edifici storici. Consiglio fortemente di passare almeno un paio d’ore a camminare per le viuzze che pullulano di vita, bazar e street food sono letteralmente ovunque e la cosa più bella è che il traffico all’interno della città murata è praticamente assente. Da Mall Road, dove si trovano la maggior parte degli alloggi, alla città murata via taxi sono100-200 rupie durante il giorno e 200-300 rupie la sera.

Moschea Badshahi

Anche in questo caso si tratta di una delle moschee più grandi al mondo, il cortile interno può contenere fino a 100.000 fedeli, al contrario di quella ad Islamabad, ha uno stile più classico.

Qualsiasi tassista sa qual è l’entrata corretta, ma nel caso volessi raggiungere la moschea a piedi, l’unico ingresso per il pubblico è quello situato in questo punto, si tratta di un complesso davvero grande dove oltre alla moschea ci sono un paio di ristoranti, un bella area verde, il Forte di Lahore e un tempio Sikh.

Sono arrivato nel tardo pomeriggio e ho avuto modo di visitare la sola moschea, l’ingresso è gratuito ma lasciare le scarpe fuori in custodia costa 20 rupie e quando si entra si è diretti verso il museo dove all’uscita viene chiesto di lasciare un’offerta.

Il tempio è visitabile solo la mattina (non ricordo l’orario) mentre l’ingresso (200 rupie) al forte è solo fino alle 17:40, la moschea è invece aperta fino alle 20:00.

Moschea Badshahi.

Moschea Wazir Khan

Nella città murata c’è un’altra moschea davvero interessante che vale la pena visitare. Si chiama Wazir Khan ed è stata costruita nel diciassettesimo secolo, seppure non impressionante come Badshahi, vale sicuramente la pena visitarla se non altro perché pagando 100-200 rupie (il prezzo è trattabile) si può salire su una delle torri ai lati della moschea da dove si hanno delle viste incredibili sulla città.

Museo della città di Lahore

È il museo più grande e importante del Paese, aperto nel 1864 durante il periodo coloniale, ha una raccolta di artefatti davvero impressionante che va dall’arte buddista a quella islamica con un sacco di manoscritti, armi, costumi e gioielli antichi. È aperto ogni giorno dalle 9:00 alle 19:00 eccetto il venerdì, l’ingresso per gli stranieri è di 400 rupie.

La cerimonia a Wagah Border

Il confine di Wagah (lato pakistano) o Attari (lato indiano) è l’unico confine aperto tra i due Paesi e qui ogni giorno prende luogo una cerimonia alquanto particolare. La frontiera è aperta solo dalle 10:00 alle 16:00 e verso le 15:00 circa inizia una vera e propria di cerimonia di chiusura durante la quale le forze di frontiera dei due stati sfilano con costumi tradizionali e danno luogo ad un vero e proprio spettacolo mentre la gente assiste dagli spalti.

Ho assistito alla cerimonia dal lato indiano ma ovviamente si è bene accetti anche dal lato pakistano. L’ingresso è gratuito e – per quanto non condivida queste gare a chi ce l’ha più grosso tra i due Paesi, che non hanno certo bisogno di alzare la tensione – credo sia assolutamente da non perdere.

Un tuk tuk da Lahore al confine costa 600/700 rupie e se gli chiedi di aspettare il tuo ritorno probabilmente puoi combinare per 1.000 rupie andata e ritorno, sono poco più di 30km, un’ora circa.

N.b. Gli orari di apertura e chiusura del confine sembrano variare spesso e di conseguenza anche l’inizio della cerimonia, quindi ti invito a verificare sul posto.

Cerimonia al Wagah Border.

Come raggiungere Lahore?

Da e verso Islamabad ci sono bus praticamente ogni mezz’ora. Tra gli autobus “carini”, Nazi express è la compagnia più economica, 900 rupie. Skyways 1.100 rupie e Faisel Movers 1.200 rupie. I terminal delle tre compagnie si trovano tutti a poco distanza tra di loro, a sud di Lahore, un tuk tuk da Mall Road costa circa 300 rupie.

Se arrivi dall’India (Amritsar) allora potresti combinare la cerimonia al Wagah Border con l’attraversamento del confine: passa per l’immigrazione e poi torna indietro per vedere la cerimonia, così facendo dovrebbe pure essere più facile trovare un passaggio per andare a Lahore al termine della cerimonia.

Dove dormire a Lahore?

Lahore Backpackers sembra essere l’opzione più popolare tra i viaggiatori zaino in spalle, io ho dormito poco distante a Regale Internet Inn, il dormitorio costa solo 500 rupie, internet è davvero veloce e lo staff è gentile e disponibile, ma non aspettarti nulla di più per quanto riguarda gli ambienti.

Moschea Wazir Khan.

Gilgit

Gilgit è la capitale dello stato del Gilgit – Baltistan e tappa praticamente obbligata per chiunque voglia esplorare il nord del Paese. La città di per sé non ha però molto da offrire ma resta comunque la base ideale per iniziare ad esplorare le valli circostanti.

In ogni caso, visto che molto probabilmente ci dovrai passare almeno un giorno o due, appena arrivi e prima del tuo rientro ad Islamabad, consiglio di fare una camminata lungo la strada principale che porta al Bazar e, se sei amante del pollo, devi provare assolutamente questo ristorante.

Un’altra attrazione poco distante dalla città che potresti visitare è il Kargah Buddha, si tratta di un sito archeologico risalente al settimo secolo localizzato a circa 8 km a ovest di Gilgit dove si trova una rappresentazione del Buddha scolpita sulla roccia.

Come raggiungere Gilgit?

Da Islamabad ci sono almeno due compagnie che operano bus notturni ogni notte: la NATCO che è la compagnia governativa, ha partenze alle 15:00, 18:00 e 20:00, i prezzi vanno da 1.800 PKR a 2.500 PKR, in base ai servizi offerti, per esempio l’aria condizionata. Io ho preferito optare per Faisel Movers su consiglio dell’ostello dove sono stato ad Islamabad, ha partenze alle 20:00 e alle 22:00, il costo è di 2.700 PKR ma il servizio è a dir poco impeccabile, gli autobus sono nuovi e ogni sedile ha lo schermo stile aereo, fortemente consigliata anche in base ai racconti di altri viaggiatori che hanno preso NATCO, in ogni caso sono almeno 15 ore di autobus.

Un’altro consiglio per chi viaggia con un budget limitato: una volta sceso alla stazione degli autobus di Gilgit, senza prendere un taxi, lungo la strada principale (a lato della stazione), passano dei piccoli camioncini della Suzuki che fanno avanti e indietro lungo la strada e fungono da trasporto pubblico, il passaggio costa solo 25 rupie.

Per chi ha invece un budget più abbondante, ha poco tempo o semplicemente vuole risparmiare 15 ore di autobus, Gilgit ha collegamenti aerei giornalieri con Islamabad, 100€ circa, attenzione però perché a causa maltempo ad alta quota, i voli possono essere cancellati senza preavviso.

Dove dormire a Gilgit?

Medina Hotel 2 ottimo hotel economico e pulito che ha anche un dormitorio. Tutte le camere si affacciano su un cortile interno davvero carino, il ristorante offre ottimo cibo ad un prezzo contenuto, il wifi non è affatto male e lo staff è super gentile e disponibile. Nel caso ne avessi bisogno è inoltre possibile lasciare in custodia alcune cose mentre esplori il resto della regione, organizzare tour e noleggiare veicoli. Fortemente consigliato. Dormitorio 1.000 PKR, camera privata 1.500 PKR, doppia 2.000 PKR.

Fairy Meadows (Campo Base Nanga Parbat)

Fairy Meadows è senza dubbio la destinazione turistica per eccellenza nel nord del Pakistan. quello che in passato era solo un alpeggio con pochi pastori ora è diventato un vero e proprio centro turistico immerso tra il verde e le montagne con alloggi per tutte le tasche. Da qui si hanno delle viste spettacolari sul ghiacciaio Rakhiot e il Nanga Parbat poco distante che a 8.126 metri è la nona montagna più alta al mondo!

Nanga Parbat visto da Fairy Meadows.

Cosa fare e vedere a Fairy Meadows

Come suggerisce il titolo del paragrafo, partendo da Fairy Meadows, se si goda di discreta forma fisica, si può raggiungere il campo base del Nanga Parbat in giornata. Sono poco più di 8 km e circa 700 metri di dislivello, il sentiero è tracciato su maps.me (che consiglio fortemente di scaricare!) e se si procede a passo spedito si può raggiungere in 3/4 ore. Una volta raggiunto questo punto panoramico, prendi il sentiero di destra – all’andata io ho preso quello di sinistra che passa più in basso e oltre a dover attraversare un paio di torrenti in maniera non esattamente sicura, il sentiero ha un sacco di tracce diverse e non è per niente facile da seguire. Mentre il sentiero di destra è molto più battuto e credo sia quello “ufficiale” anche se il tratto che attraversa il ghiacciaio anche in questo caso non è esattamente facile da seguire, nonostante ci sia qualche pila di pietre ogni tanto a segnalare la via. In ogni caso assolutamente niente di impossibile, ma fai attenzione a dove metti i piedi!

Una volta raggiunto il campo base non aspettarti chissà quale struttura o monumento, c’è solo una croce e quattro placche di numero, oltretutto il giorno della mia visita ero l’unica persona sul posto ma le viste del Nanga Parbat sono davvero spettacolari!

Ricapitolando, dovresti impiegare 3 – 5 ore massimo per raggiungere il campo base partendo da Fairy Meadow e non più di 3 – 4 ore per tornare, consiglio di partire il mattino presto in quanto le mattinate sono tendenzialmente più serene. Per esperienza personale il tutto può tranquillamente essere fatto in autonomia ma dopo aver parlato con un altro viaggiatore, al punto panoramico citato in precedenza (dove si trova il bivio) se si arriva tardi potrebbe esserci un agente della polizia (evidentemente sono passato troppo presto) che non ti permette di procedere oltre da solo per questioni di sicurezza. Non disperare in quanto da quello che mi è stato riferito l’agente ti accompagna gratuitamente e sostanzialmente funge da guida.

Nel caso non ti sentissi a tuo agio a fare quanto descritto in autonomia, una guida per l’intera giornata non dovrebbe costarti più di 2.000 PKR e se credi che fare tutta una tirata in giornata sia troppa, allora puoi passare la notte a Behal, un insediamento di pastori che si trova a metà strada circa tra Fairy Meadow e il campo base. Anche qui è possibile dormire e ci sono alloggi che vanno dalle tende a dei bei bungalow in legno, inoltre l’atmosfera è più rilassata rispetto a Fairy Meadow dove alloggiano la maggior parte delle persone.

In alternativa potresti semplicemente visitare Behal e poi raggiungere il punto panoramico in giornata senza procedere oltre (moltissimi fanno proprio così) e godere nei numerosi altri punti panoramici lungo il sentiero che fino a questo punto è assolutamente facile da seguire e davvero piacevole.

Infine, come molti turisti locali fanno, potresti semplicemente passare qualche giorno di relax a Fairy Meadows e dintorni sorseggiando qualche tazza di caffè ed ammirando il panorama circostante.

Il Nanga Parbat visto da Behal.

Come raggiungere Fairy Meadows?

Raggiungere Fairy Meadows non è esattamente semplice. Il primo passo è raggiungere Rakhiot Bridge che si trova a circa 80 km a sud di Gilgit lungo la Karakoram Highway, per farlo hai sostanzialmente tre opzione: prendere i minivan diretti a Chilas che partono ogni ora dalla stazione di Gilgit (costo 250 rupie, un’ora e mezza circa), prendere un taxi oppure fare l’autostop che funziona alla grande. Tecnicamente, se arrivi a Gilgit in autobus da Islamabad potresti pure farti lasciare direttamente a Rakhiot bridge senza prima passare per Gilgit, qui ci sono un paio di hotel dove potresti lasciare i tuoi bagagli extra prima di procedere verso Fairy Meadow.

Qualunque sia la tua scelta, ti consiglio di arrivare a Rakhiot bridge il prima possibile. L’unico modo legale per proseguire (c’è un agente di polizia che non permette di proseguire a piedi), è salire a bordo di un jeep gestita dai locali che ne approfittano alla grande, il costo sembra aumentare ogni anno. In ogni caso ad agosto 2019 il prezzo (andata e ritorno) era 8.000 PKR e diviso con un massimo di 5 persone che però devono essere d’accordo sulla data e ora del ritorno. Se per esempio tu vuoi passare due notti a Fairy Meadow e le altre persone che stanno cercando di riempire una jeep voglio rimanere una sola notte, non ti è possibile condividere la jeep solo per l’andata e dovresti pagare interamente per la jeep, in sostanza senza le 8.000 rupie, la jeep non si muove. A mio modo di vedere è una truffa ma purtroppo le cose funzionano così, in ogni caso una volta salito a bordo ti aspettano quasi due ore per coprire appena 14 km lungo una strada che non è sicuramente adatta ai deboli di cuore e una volta arrivato in questo punto, dove sostanzialmente termina la strada, ti aspettano 1-2 ore di cammino per raggiungere Fairy Meadows.

Dove dormire a Fairy Meadows?

Come già detto, Fairy Meadows seppur più costosa rispetto al resto del Paese, dalle tende a lussuosi bungalows, ha opzioni un po’ per tutte le tasche, i prezzi sono fortemente trattabile e anche il periodo dell’anno influisce non poco, ma tenda e sacco a pelo dovrebbero costare circa 500 PKR a notte mentre una bungalow basico 2.000 PKR. Greenland Resort è un’opzione popolare tra i viaggiatori. Personalmente ho dormito al The Public House dove, dopo aver contrattato di brutto, ho pagato 2.500 PKR per due notti in una camera privata con bagno.

Minapin (Campo Base Rakaposhi)

Minapin è un piccolo Paese che si trova circa 80 km a nord di Gilgit e il punto di partenza ideale per chiunque voglia raggiungere il campo base del Rakaposhi. Se non sei in vena di fare una bella sfaticata, ti consiglio di saltare questa tappa, ma se hai la possibilità, fermati perlomeno a questo punto panoramico che si trova letteralmente lungo la Karakoram Highway da dove si hanno comunque delle fantastiche viste sul monte Rakaposhi senza per forza raggiungere il campo base.

Il ghiacciaio Rakaposhi.

Come raggiungere il Campo Base del Rakaposhi

Come già detto, raggiungere il campo base e tornare a Minapin in giornata è una bella sfaticata ma assolutamente fattibile in 7-9 ore a seconda del proprio passo, sono circa 18 km e 1600 metri di dislivello in totale. Insomma non proprio una passeggiata ma ti assicuro che ne vale la pena: una volta arrivati in cima si gode di una vista incredibile sul Monte Rakaposhi e il ghiacciaio sottostante, uno dei luoghi più spettacolari che abbia visto in vita mia.

Anche in questo caso, purtroppo, il sentiero da seguire non è esattamente chiaro ed è solo parzialmente segnato su maps.me; in ogni caso non disperare, con le indicazioni seguenti non dovresti avere nessun problema. Per la prima parte del percorso puoi semplicemente affidarti a maps.me in quanto il sentiero segue una strada sterrata che termina in questo punto. Volendo su wikiloc puoi scaricare le coordinate gps del sentiero.

Da qui in poi il sentiero è ancora chiaro e non dovresti aver nessun problema a seguirlo, si attraversa un piccolissimo villaggio di pastori (alcune case di pietra) e si continua a salire. Il sentiero è di tanto in tanto segnalato con bandierine, arriva però un punto in cui c’è un bivio dove, quando sono passato io, c’erano due cartelloni di plastica, uno con una freccia verso destra con scritto “Upper Hapakun Hotel & Camping” e l’altro che suggerisce di andare dritti con scritto “Chashmah Hotel & Camping”. Anche se credo arriveresti comunque al campo base, consiglio fortemente di girare a destra verso Upper Hapakun, in quanto da questa parte la via è molto più chiara; continua a salire fino a quando arrivi in uno spazio aperto dove ci sono due tende bianche, questo è l’Upper Hapakun Hotel & Camping, qui puoi mangiare e volendo pure passare la notte per poi proseguire il giorno successivo.

Da questo punto in poi ci sono un sacco di tracce che salgono su per la montagna, io ho chiesto indicazioni al ragazzo che gestisce il camping e non ho avuto grossi problemi anche perchè, dopo la parte iniziale, il sentiero diventa di nuovo facile da seguire fino a quando si arriva in cima al crinale da dove le viste sono già fantastiche. Il sentiero poi spiana e per raggiungere il campo base basta un quarto d’ora circa. Cerca di partire la mattina presto, portati un pranzo al sacco e goditi il panorama!

N.b. Nel caso fossi interessato, puoi passare la notte al campo base con la tua attrezzatura se ce l’hai, oppure con dei locali che hanno un presidio fisso ed offrono vitto e alloggio. Nel secondo caso credo però sia meglio organizzare la cosa da valle. Infine, potresti affidarti ad una guida locale e il giorno successivo attraversare il ghiacciaio per raggiungere il campo base del monte Diran. Io non l’ho fatto ma a quanto pare è una bella escursione, assolutamente da non fare senza guida!

Il campo base del Rakaposhi.

Come raggiungere Minapin?

Personalmente ho raggiunto Minapin in giornata da Fairy Meadow facendo l’autostop da Raikot bridge a Gilgit, da dove ho poi preso un minibus diretto a Aliabad, chiedendo di essere lasciato all’intersezione che porta a Minapin. Qui ho iniziato a camminare i 3 km che portano in paese anche se, dopo nemmeno 5 minuti, un locale si è fermato e mi ha offerto un passaggio. Credo ci siano anche minibus che vanno direttamente a Minapin ma sono molto meno frequenti rispetto a quelli che vanno a Aliabad, in ogni caso l’autostop è probabilmente l’opzione più comoda e veloce in assoluto.

Dove dormire a Minapin?

Consiglio fortemente di dormire a Osho Thang Hotel, la struttura è davvero pulita, ha un bel giardino interno, lo staff è cordiale e il cibo è semplicemente delizioso! La richiesta iniziale per una camera private con bagno era di 1.500 PKR a notte ma dopo una brevissima negoziazione il manager è sceso a 1.000 PKR.

Karimabad

Karimabad è stata per secoli la principale città nella valle dell’Hunza e ne è tuttora la capitale. Anche se Aliabad l’ha superata in grandezza, la città conserva un patrimonio storico e culturale non indifferente con un sacco di luoghi di interesse nel giro di pochi chilometri. Qui gli abitanti sono quasi tutti Ismailis, il ramo più liberale dell’islam, moltissime donne camminano per strada senza il burqa e potrebbero anche rivolgerti la parola e reperire dell’alcol non è affatto difficile tanto che più di qualche giovane pakistano vede Karimabad un po’ come la nostra Amsterdam.

Cosa fare e vedere a Karimabad

Karimabad non a caso era la principale città della valle che infatti domina dall’alto in una posizione che era sicuramente considerata strategica in passato e oggigiorno offre viste spettacolari su tutti i picchi circostanti: il luogo ideale dove passare un paio di giorni in relax magari assaggiando la torta alle noci (walnut cake) del Café de Hunza.

Il forte Baltit visto dal sentiero che porta a Ultar Meadows.

Forte Baltit

Il forte Baltit è invece quello che domina Karimabad dall’alto, per raggiungerlo si cammina attraverso il borgo di case più antico che a tratti ricorda le vie di un antico borgo europeo. Non ho visitato l’interno del forte ma mi sono limitato al cortile esterno quindi non mi esprimo. Da quello che mi è stato detto l’interno del forte è meno spoglio rispetto a quello di Altit e c’è effettivamente qualcosa da vedere. L’ingresso anche qui costa 1.000 PRK. Aperto ogni giorno dalle 9:30 alle 17:30.

Forte Altit

Il forte Altit tecnicamente non si trova a Karimabad ma bensì nella vicina Altit ma può tranquillamente essere raggiunto a piedi in quanto si trova a soli 3km da Karimabad. Il forte è un sito Unesco ed è stato restaurato di recente, costruito sulla cima di un dirupo è davvero suggestivo ma a mio parere non vale il prezzo dell’entrata che, per noi stranieri, ammonta a 1.000 PKR.

Poco se si pensa agli standard europei ma una vera e propria follia per quelli locali, a te la scelta. In ogni caso che tu decida di visitare il forte o meno, consiglio di fare la camminata che porta al suo ingresso in quanto si attraversa la parte antica di Altit con edifici tradizionali da entrambi i lati, davvero carina. Aperto ogni giorno dalle 9:30 alle 17:30.

Eagle’s nest

Visto che ti trovi ad Altit consiglio di salire fino al punto panoramico chiamato il Nido dell’aquila, che si trova in questo punto: da qui si gode di una vista ancora più spettacolare sull’intera valle e sull’iconica montagna chiamata “Lady Finger”, e si vedono anche Diran e Rakaposhi in distanza. Io sono salito in giornata ma volendo si potrebbe anche passare la notte qui visto che ci sono numerosi alberghi e ristoranti.

Tecnicamente potresti camminare fino alla cima ma, partendo da Karimabad, ti ci vorrebbero almeno un paio d’ore. Io era partito con questa idea ma, come spesso mi è successo in Pakistan, a metà strada un locale in moto si è fermato e mi ha offerto un passaggio e al ritorno non ho fatto nemmeno 200 metri prima che succedesse la stessa cosa. Nel caso non fosse il tuo stile e non avessi nemmeno voglia di camminare, un taxi non dovrebbe costarti più di qualche euro.

La Hunza Valley vista da Eagle nest.

Villaggio di Ganish

Qualcosa che invece a mio parere vale il prezzo del biglietto, è la visita al villaggio di Ganish: anche in questo caso si può tranquillamente raggiungere a piedi da Karimabad, l’ingresso per la visita guidata si trova più o meno in questo punto. Si tratta del più antico insediamento lungo l’antica via della seta nella valle dell’Hunza e qui si trovano tuttora edifici e moschee risalenti ad oltre 400 anni fa. L’ingresso al villaggio costa 500 rupie ed include una guida che nel mio caso era un uomo estremamente gentile che ci ha fornito molte informazioni. L’uomo, dopo aver guidato per anni tour in tutto il Pakistan, è tornato al suo paese di origine per cercare di contribuire alla visibilità di questo sito.

Campo Base Ultar (Ultar Meadows)

Il sentiero che porta al campo base del monte Ultar inizia poco distante dal forte Baltit in questo punto. Teoricamente si tratta di un’escursione piuttosto breve e carina ma non ho potuta farla in quanto il canalone poco dopo l’inizio del sentiero appena fuori Karimabad è soggetto da sempre a continue frane e durante la mia visita stavano lavorando nel tentativo di risolvere la situazione. Quindi, nel caso fossi interessato, consiglio fortemente di informarsi sullo stato attuale della sicurezza.

Come raggiungere Karimabad?

Personalmente ho fatto l’autostop dall’incrocio che porta a Minapin senza aspettare più di 5 minuti, in alternativa puoi prendere qualsiasi minivan diretto ad Aliabad e da lì cercare di capire se c’è qualche minivan diretto a Karimabad oppure prendere taxi/camminare. In teoria c’è un minivan che parte la mattina presto direttamente da Minapin diretto ad Aliabad.

Dove dormire a Karimabad?

Consiglio Old Hunza Inn, stanze pulite ed economiche, wifi, staff davvero gentile e una bellissima sala comune con delle ampie vetrate con vista su tutta la valle. Il manager voleva 1.500 rupie ma dopo una breve contrattazione ho pagato 1.000 rupie a notte per una camera privata con bagno.

Hopper

La valle di Hopper non fa parte del classico itinerario lungo la Karakorum Highway ma se hai qualche giorno da dedicarci, personalmente credo valga assolutamente la pena. In particolare consiglio il piccolo paese che si trova al termine della strada che risale lungo la valle dove a due passi dal ghiacciaio Hopper si trova il piccolo centro di Hopper.

Il piccolo villaggio di Hopper.

Cosa fare e vedere a Hopper

Molti vengono fin qui semplicemente per ammirare il ghiacciaio Hopper. Si tratti di uno dei ghiacciai più lunghi al mondo, al di fuori dai circoli polari s’intende, il cui fronte si trova proprio a poca distanza dal paese che dall’alto di un dirupo, dai numerosi punti panoramici, lo domina completamente offrendo una vista unica. È quindi possibile semplicemente venire ad Hopper e godersi delle fantastiche viste sul ghiacciaio sottostante senza fare troppi sforzi. Nel caso fossi interessato ci sono anche un paio di escursioni che partono proprio da qui.

La via più popolare in assoluto è quella che porta al Rush Lake ai piedi del monte Rush, il secondo lago alpino più alto di tutta l’Asia, a quasi 4.700 metri, è un trekking di 4-5 giorni che passa anche un punto panoramico da dove è possibile vedere il K2. Se si è esperti può essere completato in autonomia (su wikiloc trovi l’itinerario caricato) ma visto che bisogna dormire in tenda e attraversare due ghiacci, lo sconsiglio a chiunque non sia esperto. In paese ci sono molte guide e portatori disposti ad offrire i propri servizi senza spendere una fortuna.

Io sinceramente non avevo tutto questo tempo a disposizione e su consiglio di un locale mi sono limitato a raggiungere un insediamento di pastori da dove si hanno dalle ottime viste sul Rush Peak in lontananza e sul ghiacciaio Barpu, che si congiunge a Hopper in prossimità del paese.

Nel mezzo del ghiacciaio di Hopper.

È un’escursione carina che può essere fatta in giornata, purtroppo il sentiero non è tracciato su maps.me (io sono arrivato fino a questo punto in poco meno di 3 ore e credo sia sufficiente per avere un bel panorama ma volendo si potrebbe proseguire). Nonostante questo è davvero facile da seguire in quanto viene usato spesso dai pastori del luogo, l’unico problema è che bisogna attraversare il ghiacciaio Hopper, cosa che si è rivelata un po’ più complicato di quanto pensassi. Soprattutto entrare e uscire dal ghiacciaio, come mi era stato anticipato dalla gente del luogo: sono comunque riuscito a trovare la via ma non è stato per niente immediato quindi per scaricarmi da ogni responsabilità consiglio di prendersi una guida locale!

Punto in cui è terminata la mia escursione, ghiacciaio Barpu.

Come raggiungere Hopper?

Se vuoi raggiungere Hopper con i mezzi pubblici hai solo una possibilità: c’è infatti un unico minibus che parte ogni giorno alle 12:00 da Aliabad e scende il giorno successivo verso le 7:00. All’andata ho però fatto l’autostop con successo aspettando in questo punto che si può facilmente raggiungere a piedi da Karimabad. Mentre al ritorno sono riuscito a “salire” sul retro di un minibus che era già pieno e mi ha scaricato allo stesso incrocio, tutto per 70 rupie.

Dove dormire a Hopper?

Io ho dormito al Rush Lake Gateway Hotel “obbligato” dal fatto che il signore che mi ha dato un passaggio mentre facevo l’autostop era una amico del gestore, quindi mi sono sentito in obbligo. In ogni caso ho avuto una camera privata con bagno per 1.500 PKR e il cibo servito era delizioso ma potrebbero esserci opzioni più economiche in paese.

Passu

Passu è un’altra ottima tappa lungo la Karakorum Highway, si tratta di un piccolo paesino sulla via che porta al confine cinese, qui si trova una delle catene montuose più iconiche del Paese: i “coni di Passu” che con la loro forma appuntita sembrano quasi impossibili da scalare.

I coni di Passu.

Cosa fare e vedere a Passu

Lago Attabad

Prima ancora di arrivare a Passu, volendo si può fare un tappa al Lago Attabad, si tratta di un lago di un colore blu smeraldo estremamente intenso formatosi nel 2010 a seguito di una disastrosa frana che ha letteralmente spazzato via un villaggio intero. Passando per la Karakorum Highway si riesce chiaramente a vedere il pezzo gigante di montagna che si è staccato e ha dato origine al lago che ora è un’attrazione turistica dove sono offerte attività come le moto d’acqua, la pesca o semplicemente un giro barca.

Ponte sospeso di Passu

Sempre proseguendo verso Passu, un’altra attrazione è il ponte sospeso che attraversa il fiume Hunza, è considerato uno dei più pericolosi al mondo in quanto non è per niente in ottime condizioni e le assi dove appoggiare i piedi sono distanti tra di loro, l’attraversamento è interdetto per questioni di sicurezza ma ci si può fare la foto di rito all’inizio del ponte.

Il ghiacciaio Passu

Il ghiacciaio si può vedere anche passando per la strada ma consiglio fortemente una brevissima escursione che parte dal Lago Borith. Da qui basta camminare neanche un’ora e raggiungere dei bellissimi punti panoramici sul ghiacciaio sottostante; all’inizio si cammina lungo la strada, mentre l’ultimo tratto è su un sentiero ben mantenuto e facile da seguire, è inoltre tracciato su maps.me. Io sono arrivato fino a questo punto panoramico ma volendo si potrebbe proseguire oltre.

Ho raggiunto il lago in compagnia di un ragazzo spagnolo automunito conosciuto qualche giorno prima ma se sei senza mezzo non dovresti aver nessun problema con l’autostop, sono solo 10 km da Passu.

Il ghiacciaio di Passu.

Il ghiacciaio Batura

Il ghiacciaio Batura è ancora più vicino al paese e si può tranquillamente raggiungere a piedi, potrebbero esserci altri sentieri che portano a punti panoramici migliori ma personalmente ho seguito questo (l’unico presente su maps.me). Anche in questo caso il sentiero è facile da seguire e si vede chiaramente che risale il versante anche da fondo valle. Dalla cima del “colle” si vede chiaramente il ghiacciaio, ma le viste non sono eccezionali in quanto quest’ultimo svolta dietro alla montagna. Volendo si può proseguire oltre ma si stava facendo tardi e ho preferito tornare indietro, in ogni caso ne vale la pena, anche se la vista sul ghiacciaio non è il massimo, quella sulla valle e i Coni di Passu merita.

Infine, all’hotel dove alloggiavo offrivano anche altri trekking più lunghi ed escursione sui ghiacciai ma sinceramente non ho informazioni a riguardo.

Come raggiungere Passu?

Anche in questo caso sono arrivato in autostop: un dottore di Gilgit mi ha dato un passaggio dal crocevia che porta a Minapin fino a Passu nonostante lui avesse dovuto fermarsi prima. In alternativa puoi sempre prendere qualsiasi minivan che passa e che è diretto verso nord.

Dove dormire a Passu?

Io ho dormito a Passu Inn. La famiglia che gestisce l’hotel è davvero ospitale (soprattutto l’anziano), la camera era pulita, il cibo ottimo e c’è un cortile carino dove rilassarsi e, quando c’è corrente, hanno pure il wifi! La richiesta iniziale era di 1.500 PKR a notte ma sono riuscito a scendere a 1.000 PKR. Un’altra opzione popolare sembra essere Passu Peak ma da quello che mi hanno riferito è più caro.

Il sentiero che porta al punto panoramico sul ghiacciaio Passu.

Sost

Premetto che io una volta arrivato a Passu mi sono girato o sono tornato indietro un po’ per questioni di tempo, un po’ perchè arrivare al confine cinese per farmi la foto di rito in cima al passo non mi interessava più di tanto.

In ogni caso, Sost è sostanzialmente l’ultimo villaggio prima del confine con la Cina che si trova appena 80 km più a nord. Non c’è molto da fare se non cercare di organizzare un taxi per raggiungere il passo il giorno successivo.

N.b. L’immigrazione pakistana si trova qui. Se quindi vuoi procedere oltre verso la Cina, ricorda che devi essere già in possesso di un visto e da quello che ho capito sei anche obbligato a farti accompagnare da una guida cinese perché la zona di interesse militare ha delle regolamentazioni davvero strette. Se hai in programma di attraversare il confine, a questa pagina trovi una guida dettagliata.

Come raggiungere Sost?

Il trasporto pubblico arriva proprio fino a qui, quindi qualsiasi minivan diretto verso nord dovrebbe portarti a destinazione, in alternativa puoi sempre fare l’autostop.

Dove dormire a Sost?

Pamir Serai Guesthouse sembra essere un’opzione popolare tra i viaggiatori.

Passo Khunjerab

Localizzato a 4.600 metri sul livello del mare, è il punto più alto della Karakorum Highway e il passo di frontiera più alto del mondo, per questo è diventato a tutti gli effetti un’attrazione turistica con moltissime persone che ogni giorno, durante il periodo estivo (il passo è chiuso in inverno), lo raggiungono per scattare la foto di rito. Io, come detto in precedenza non ci sono stato, ma se hai tempo a disposizione potrebbe essere qualcosa di carino e diverso da fare.

Inoltre, da quello che mi è stato detto, la strada che porta al passo è davvero scenografica. Non è però possibile raggiungere il passo con il trasporto pubblico in quanto, nonostante ci siano bus diretti verso la Cina, scendere al confine per poi tornare indietro con un bus proveniente dalla direzione opposta o facendo l’autostop non è consentito. Quindi l’unica opzione è prendere un taxi, che secondo le mie ricerche dovrebbe costare circa 3.000 PKR; l’ideale sarebbe riuscire a condividerlo, ricorda che inoltre c’è da pagare l’ingresso del parco nazionale Khunjerab, 1.300 PKR.

Passo Khunjerab.

Skardu

Skardu è il crocevia di tutte le spedizioni dirette al K2 così come anche i trekking che portano al campo base. Da qui infatti si procede verso Askole dove termina la strada e inizia il trekking vero e proprio. Nel caso fossi interessato, sappi che ci vogliono almeno 12 giorni e i prezzi partono da 1.500$.

Cosa fare e vedere a Skardu

A Skardu sinceramente non c’è moltissimo da fare e credo che una giornata sia più che sufficiente per visitare il Museo del K2, che stranamente non è segnato su google maps ma si trova a lato del PTDC Motel; il museo è stato finanziato dal governo italiano e merita sicuramente una visita!

Altri siti di interesse non troppo distanti da Skardu sono il forte Kharpocho, il deserto Katpana e infine la cosiddetta “Buddha Rock”. Anche solo visitare questi ultimi due siti senza un mezzo proprio è abbastanza scomodo ed è per questo che consiglio di passare solo una giornata a Skardu. Nel caso avessi un mezzo tuo, o fossi disposto a noleggiare o pagare un autista, potresti anche visitare alcune cascate che si trovano nei dintorni di Skardu come Manthokha, Khamosh e Basho.

Infine, Hushe è un villaggio remoto che si trova all’interno dell’omonima valle a circa 150km da Skardu; una ragazza del posto me l’ha descritto come una villaggio fiabesco e per molti, soprattutto motociclisti, è la meta finale di questa regione del Karakorum, da qui partono inoltre numerosi trekking come il Gondogoro La, Concordia e Charakus.

Il deserto Katpana.

Come raggiungere Skardu?

Io ho avuto la fortuna di fare il viaggio a bordo del Toyota Runner del mio amico spagnolo conosciuto qualche giorno prima, quindi mi sono evitato quello che in linea di massima è un viaggio piuttosto scomodo se fatto con il trasporto pubblico. La strada che collega Gilgit a Skardu infatti non è esattamente in buone condizioni e ci sono cantieri disseminati un po’ ovunque (2019), l’ideale sarebbe viaggiare il venerdì, giorno di riposo per i lavoratori e quindi senza stop dovuti ai cantieri, 7 ore circa. Gli altri giorni della settimane possono volerci anche 12 ore. Il primo minibus parte da Gilgit alle 9:00 quindi teoricamente potresti fare tutta una tirata partendo da Sost dove c’è un bus che parte alle 5:00. Volendo, Skardu ha un aeroporto con voli da e verso Islamabad.

Dove dormire a Skardu?

Io ho dormito all’Indus Motel, camera spaziosa e pulita con bagno privato, la richiesta iniziale era di 2.500 PKR a notte ma sono riuscito a scendere fino a 1.000 PKR. Staff gentile e buon cibo a prezzi economici.

Parco nazionale Deosai

L’altopiano di Deosai, situato ad un’altitudine media di 4.141 metri sul livello del mare, è considerato il secondo altopiano più alto al mondo. Il panorama che si incontra è completamente diverso da quanto visto finora, si tratta infatti di un paesaggio collinare estremamente verde che non ha davvero niente a che fare con i picchi rocciosi che caratterizzano il resto della regione.

Il nostro campeggio per la notte.

Cosa fare e vedere a Deosai

Il parco nazionale Deosai è perfetto per gli amanti del campeggio, della pesca e della natura in generale. Non ci sono particolari escursioni che si possono fare all’interno del parco e sostanzialmente ci si limita a seguire la strada sterrata che lo attraversa, facendo qualche tappa qua e là.

Lungo il percorso potresti avvistare alcune delle specie autoctone come l’orso bruno himalayano, il lupo grigio e il leopardo delle nevi! Due classiche fermate sono al Bara Pani Bridge, dove c’è un ristorante e credo offrano anche tende dove passare la notte, Chota Pani che offre più o meno le stesse strutture e infine il lago Shausar. L’entrata al parco costa 1.300 PKR.

Come raggiungere Deosai?

Nel caso non fosse chiaro, ho fatto questa parte del viaggio in compagnia del mio amico spagnolo automunito con il quale abbiamo anche passato la notte nel parco. Purtroppo il trasporto pubblico non è un’opzione: se quindi vuoi visitarlo, verosimilmente è più economico pagare una jeep che ti porti da Skardu ad Astore in giornata, visitando il parco che sta nel mezzo. Secondo le mie ricerche, il costo si aggira tra le 8.000 e le 10.000; quindi trovare qualcuno con cui condividerla sarebbe l’ideale, il gruppo backpacking Pakistan potrebbe essere il posto giusto. Il viaggio da Skardu ad Astore dura circa 7 ore.

Dove dormire a Deosai?

Come già detto molti visitano il parco in giornata, al Bara Pani Bridge e a Choto Pani tecnicamente vengono offerte delle tende per dormire. Noi avevamo la nostra attrezzatura da campeggio e ci siamo piazzati lungo il fiume prima di arrivare a Bari Pani, da quello che ci è stato detto si può campeggiare un po’ ovunque senza problemi. Anche in agosto la notte faceva davvero freddo.

Il lago Shausar.

Astore e Lago Rama

Astore di per sé non ha molto da offrire ma è una tappa praticamente forzata per chi vuole visitare il decisamente più carino Rama Lake: questo lago alpino si trova infatti a piedi della parete nord del Nanga Parbat, sostanzialmente al lato opposto delle Fairy Meadows delle quali ho parlato in precedenza.

Il lago di color verde smeraldo circondato dai picchi innevati è indubbiamente un luogo davvero suggestivo. Purtroppo, o per fortuna, si raggiunge piuttosto facilmente in quanto la strada arriva fino alle Rama Meadows da dove poi in mezz’ora circa si arriva al lago: questo fa sì che sia estremamente popolare. Per raggiungere le Rama Meadows da Astore, fare l’autostop non dovrebbe essere affatto difficile, in alternativa puoi organizzare un taxi.

Per concludere, da Rupal, un villaggio che si trova a poco più di 30 km da Astore, parte un trekking di 5 giorni che non ho avuto il piacere di fare ma sembra davvero carino e che sostanzialmente porta al campo base della parete sud del Nanga Parbat. A questa pagina trovi una breve descrizione.

Il lago Rama.

Come raggiungere Astore?

Se provieni da Skardu via Deosai in jeep, allora considera l’idea di includere il trasporto fino al lago Rama facendo magari qualcosa del genere:

  • primo giorno, Skardu – Deosai – Astore
  • secondo giorno, Astore – Rama Lake – Astore. Su un altro sito è stato riportato che una jeep per tre giorni e due notti (una passata a Deosai e l’altra passata a Rama Lake) inclusa attrezzatura da campeggio e da pesca, è costata 18.000 PKR.

Da Astore ci sono poi collegamenti frequenti con il trasporto pubblico verso Gilgit, la strada è in buone condizioni, 4-5 ore.

Dove dormire ad Astore?

Personalmente abbiamo campeggiato all’interno del bosco delle Rama Meadows, che si trovano sostanzialmente dove termina la strada ed inizia il sentiero che porta al lago. Qui nei dintorni ci sono una serie di campeggi che offrono cibo e tende dove dormire, oltre a un paio di strutture che affittano camere, incluso un PTDC. Se non campeggi, visitare il lago in giornata e dormire ad Astore è sicuramente più economico.

Altre destinazioni a nord

Quanto descritto finora sono le principali destinazioni nel nord del Paese seguendo bene o male il classico itinerario lungo la Karakoram Highway, in questa sezione voglio però dare qualche spunto a chi ha più tempo a disposizione o semplicemente vuole avventurarsi verso destinazioni fuori dai principali circuiti turistici.

Provincia Khyber Pakhtunkhwa

La provincia copre sostanzialmente il nord ovest del Paese e può essere combinata con la Karakoram highway. Invece di puntare verso Gilgit, dirigiti verso Peshawar e procedi verso nord attraversando la Swat valley e Chitral, per poi rientrare nella regione del Gilgit Baltistan attraverso il passo Shandur.

Prima di intraprendere questo itinerario, sappi però che questa regione è la più conservativa del Paese, la maggior parte della popolazione, appartiene infatti al gruppo etnico Pashtuns, uno dei più fondamentalisti dell’Islam. Se quindi sei una donna cerca assolutamente di vestirti a modo e per gli uomini è consigliato indossare il vestito locale “salwar kameez”.

N.b. Alcune regioni appartenenti a questo stato, soprattutto quelle vicine al confine afgano, sono da considerarsi instabili e non esattamente sicure, ti invito a fare le dovute ricerche in quanto la situazione cambia in continuazione.

Animali curiosi tra le montagne del Pakistan.

Peshawar

Peshawar è la città più antica del Pakistan e una tra le più antiche dell’intera Asia. Oggigiorno è la capitale della provincia Khyber Pakhtunkhwa e qui, all’interno della città antica, si trovano alcuni dei migliori bazar del Paese. Un altro sito di interesse turistico è il forte Bala Hisar. Ci sono collegamenti frequenti tra Peshawar e Islamabad.

Swat Valley

Da Peshawar procedi verso nord attraversando la Swat Valley, un’area montagnosa davvero spettacolare che offre parecchie possibilità per fare trekking, distanti dai principali percorsi turistici. In passato l’area era sotto il controllo dei talebani – anche nel 2017 quindi non moltissimo tempo fa – e la valle era stata interdetta ai turisti ma ora sembrerebbe che le cose si fossere stabilizzate.

Le principali destinazioni turistiche nella valle sono: Malam Jabba, Mingora (la principale città da dove è possibile organizzare parecchi trekking) e infine Kalam. A questa pagina trovi delle ottime informazioni su possibili escursioni da Kalam mentre a quest’altra una panoramica generale sulla Swat Valley.

Chitral

Chitral è una città piuttosto grande che funge da base per visitare le vicine valli del Kalash: Bumburet, Birir e Rumbur. Sappi che se vuoi visitare le Kalash valleys ti devi registrare alla stazione di polizia e ti verrà assegnata una guardia privata: nel 2009, infatti, un gruppo di talebani ha attraversato il confine uccidendo svariate persone. Se possibile, è consigliabile visitare la regione durante il Chilam Joshi Festival che dura quattro giorni a partire dal 13 maggio di ogni anno.

Per raggiungere Chitral da sud: da Mingora ci sono minibus diretti a Timargara da dove puoi prendere un secondo minibus verso Chitral. Il viaggio è piuttosto lungo e possono volerci fino a 12 ore. In alternativa puoi raggiungere Chitral partendo anche da Kalam attraversando la Kumrat Valley, per la quale trovi un’ottima guida a questa pagina.

Passo Shandur.

Passo Shandur

Da Chitral, per raggiungere Gilgit, bisogna passare per il Passu Shandur che si trova a 3.700 metri di altitudine. Sono 390 km che se fatti con il trasporto pubblico portano via due giorni interi; bisogna, infatti, raggiungere prima Mastuj, passare la notte qui e proseguire verso Gilgit il giorno successivo. L’ideale sarebbe trovare qualcuno con cui condividere i costi e una jeep privata che impiega circa 18 ore per coprire la tratta. Al Farooq Hotel sembra essere il punto di riferimento per gli stranieri che cercano compagni con cui condividere il viaggio.

Piccola parentesi: in cime al passo si trova il campo di Polo più alto al mondo e a quanto pare la strada che sale attraverso le montagne offre un panorama davvero spettacolare.

Yasin Valley

La Yasin Valley si trova a metà strada circa tra Gilgit e il passo Shandur, quindi potrebbe essere un buon modo per spezzare il viaggio. In alternativa puoi visitarla direttamente da Gilgit senza per forza proseguire oltre verso Chitral. Prima ancora di entrare nella Yasin valley mi sono stati consigliati il lago Khalti e il villaggio di Gupis. Se parti da Gilgit, ci sono dei minibus condivisi che partono ogni giorno verso Gupis alle 11:00, da questo punto.

Naltar Valley

Questa è un’altra valle che mi era stata consigliata e si trova a poca distanza da Gilgit. La valle è molto più verde rispetto al resto della regione ed è particolarmente popolare tra i turisti locali. L’attrazione principale sono i laghi che si trovano al termine della strada e un santuario dove è possibile ammirare il leopardo delle nevi.

Non esattamente il leopardo delle nevi.

Altre destinazioni a Sud

Ho visitato il Pakistan durante l’estate quindi non ho nemmeno preso in considerazione l’idea di visitare il sud del Paese. In quel periodo pertanto non ho raccolto molte informazioni in merito. In ogni caso, le principali tappe sono indubbiamente Karachi, ex capitale del Pakistan nonché la città più popolosa del Paese, qui tra le tante cose si trova l’impressionante mausoleo Mazar-e-Quaid costruito interamente in marmo bianco in onore del fondatore del Pakistan, e Thatta, poco distante da Karachi, che con i suoi numerosi siti Unesco è sicuramente un’altra tappa da includere in un itinerario nel sud del Paese. Quetta, crocevia per qualsiasi persona voglia proseguire il proprio viaggio via terra verso l’Iran e infine Multan, un’altra città tra le più antiche del continente asiatico che con i suoi numerosi siti storici può tenerti occupato almeno un paio di giorni.

Mazar-e-Quaid.

Possibili itinerari in Pakistan

Di seguito elenco possibili itinerari di 2, 3 e 4 o più settimane. Come per ogni Paese non esiste l’itinerario perfetto dato un lasso di tempo ed è particolarmente vero qui in Pakistan dove qualcuno potrebbe venire esclusivamente per fare il trekking che porta al campo base del K2 oppure visitare il sud del Paese. Quindi prendi ciò che segue come ispirazione e modifica o crea l’itinerario in base ai tuoi interessi/budget!

Itinerario di 15 giorni in Pakistan

Questo itinerario copre sostanzialmente le principali attrazioni lungo la Karakorum Highway più qualche giorno tra Islamabad e soprattutto Lahore che userò come punto di partenza in quanto i voli verso le due città (Islamabad e Lahore) hanno prezzi spesso equiparabili e partendo da qui gli spostamenti sono leggermente più efficienti se si ha poco tempo a disposizione.

Lahore (2 notti)

Giorno 1:

Riprenditi dal jet leg, esplora brevemente la città e sali in cima alla moschea Wazir Khan per il tramonto.

Giorno 2:

Passa la mattinata alla moschea Badshahi, il vicino forte, e dai un’occhiata al tempio Sikh. Nel pomeriggio puoi camminare per la città murata, visitare il museo di Lahore e nel caso fossi interessato, procurarti una sim locale, ZONG è la compagnia migliore. Cerimonia al Wagah Border la sera.

Islamabad (1 notte)

Giorno 3:

Prendi il bus da Lahore ad Islamabad, visita la moschea Faisal al tramonto.

N.b. A mio parere Islamabad non è assolutamente un must quindi se preferisci passare il tuo tempo altrove, potresti prendere il bus la mattina da Lahore, lasciare la maggior parte dei tuoi bagagli in custodia alla stazione del bus (consiglio Faisel Movers), visitare la moschea e poi tornare in stazione a prendere il bus per Gilgit.

Gilgit (2 notti)

Giorno 4:

Se opti per il bus notturno verso Gilgit allora hai sostanzialmente tutto il giorno che potresti sfruttare per visitare le Margalla Hills.

Giorno 5:

Arrivo in mattinata a Gilgit, fatti una camminata lungo il bazar e magari visita il Khargah Buddha.

N.b. Anche qui, come descritto nella sezione “cosa fare e vedere” potresti risparmiare un giornata fermandoti direttamente a Raikot Bridge e saltare al giorno sei. Anche Gilgit, un po’ come Islamabad, a mio parere non è assolutamente un must.

Fairy Meadows (2 notti)

Giorno 6:

Raggiungi Raikot bridge il mattino presto e organizza la jeep per raggiungere l’inizio del sentiero che porta Fairy Meadows. Nel resto della giornata goditi le viste sul Nanga Parbat.

Giorno 7:

Raggiungi il campo base del Nanga parbat in giornata o in alternativa arriva fino a Behal.

Minapin (2 notti)

Giorno 8:

Lascia Fairy Meadows la mattina e raggiungi Minapin in giornata.

Giorno 9:

Escursione al campo base del Rakaposhi.

Karimabad (2 notti)

Giorno 11:

Raggiungi Karimabad. Visita la parte antica e sali fino al forte Altit.

Giorno 12:

Visita l’Eagle Nest, Baltit e Ganish.

Giorno 13:

Il bus di Faisel Movers che copre la tratta Gilgit-Islamabad ha origine proprio da Karimabad, la partenza dovrebbe essere verso le 8 del mattino.

Giorno 14:

Il bus arriva ad Islamabad il mattino presto. Volo di rientro da Islamabad oppure altre 5 ore di bus verso Lahore e volo di rientro da qui.

Itinerario di 3 settimane in Pakistan

Con tre settimane in Pakistan io consiglio di seguire l’itinerario appena descritto ed aggiungere le seguenti tappe.

Hopper (2 notti)

Giorno 13:

Raggiungi Hopper da Karimabad.

Giorno 14:

Passa la giornata a Hopper.

Passu (2 notti)

Giorno 15:

Raggiungi Passu da Hopper e nel pomeriggio visita il ghiacciaio Batura.

Giorno 16:

Breve trekking dal lago Borith al ghiacciaio Passu, ponte sospeso di Passu.

Sost (2 notti)

Giorno 17:

Raggiungi Sost da Passu e organizza il taxi verso il Passo Khunjerab per il giorno successivo.

Giorno 18:

Escursione al Passo Khunjerab.

Gilgit (1 notte)

Giorno 19:

Raggiungi Gilgit da Sost e passa il resto della giornata a Gilgit.

Giorno 20:

Bus Gilgit – Islamabad.

Giorno 21:

Il bus arriva ad Islamabad il mattino presto. Volo di rientro da Islamabad oppure altre 5 ore di bus verso Lahore e volo di rientro da qui.

Itinerario di 4 settimane in Pakistan

Con quattro settimane a disposizione io consiglio di seguire l’itinerario di tre settimane appena descritto e aggiungere il circuito Skardu – Deosai – Astore.

Itinerario di 5 o più settimane in Pakistan

Con 5 o più settimane a mio parere, la cosa migliore da fare è aggiungere Peshawar, la Swat valley e Chitral prima per poi semplicemente seguire l’itinerario di 4 settimane appena descritto.

Altopiano di Deosai.

Come spostarsi in Pakistan

Autobus in Pakistan

Gli autobus sono senza dubbio il mio più comune, pratico ed economico per spostarti tra una destinazione e l’altra del Paese, soprattutto tra le grandi città. A nord, una volta raggiunto Gilgit da un lato e Peshawar dall’altro, i grandi autobus di linea lasciano quasi sempre spazio ad un sistema di minivan che connette le zone più rurali del Paese.

La miglior compagnia in assoluto è Faisal Movers: leggermente più cara rispetto alla concorrenza ma credo ne valga la pena, gli autobus sono nuovi e ogni sedile ha la sua stazione multimediale stile aereo, particolarmente consigliata specialmente per la lunga tratta Islamabad – Gilgit. Altre buone compagnie private che connettono le grandi città e sono leggermente più economiche: Daewoo Sammi e Skyways.

Nel nord del Paese, inclusa la tratta Islamabad – Gilgit, l’opzione più economica è la compagnia statale Natco, i bus spesso però non sono in buone condizioni e per poche centinaia di rupie in meno è meglio evitare quando possibile, Natco, a differenza delle altre compagnie, raggiunge però anche destinazioni come Astore, Skardu e Chilas per le quali non ci sono alternative.

In sostanza, se ti attieni agli itinerari descritti, una volta raggiunto Gilgit per proseguire verso nord lungo la Karakorum Highway con il trasporto pubblico devi affidarti a questi minivan spesso pieni fino all’orlo che fanno da spola tra i principali villaggi: un po’ come tutti i paesi in via di sviluppo pochissime persone sono automunite, e i trasporti locali raggiungono anche zone davvero remote, per informazioni basta chiedere in giro ai locali.

I tipici camion psichedelici del Pakistan.

Taxi in Pakistan

In città i taxi sono davvero economici e se hai accesso ad internet, a Islamabad e Lahore Uber è ancora più economico rispetto ai taxi normali. Un’altra opzione davvero economica sono i famigerati tuk tuk che sono banditi dalle strade di Islamabad ma girano tranquillamente per quelle di Lahore e sono senza dubbio l’opzione più economica.

Un po’ come in tutti i Paesi in via di sviluppo, non aspettarti tassametri e cerca di concordare sempre il prezzo prima di salire a bordo. I taxi, soprattutto quelli condivisi sono particolarmenti popolari anche nel nord del Paese dove a volte sostituiscono e corrono in parallelo ai minivan per raggiungere le zone più rurali.

Aerei interni in Pakistan

I voli interni non sono esattamente economici ma se il tuo budget te lo permette, raggiungere destinazioni come Chitral, Gilgit e Skardu in aereo può letteralmente salvarti giornate intere passate in autobus. I tre aeroporti appena citati sono serviti esclusivamente da Pakistan Airlines. Attenzione però perchè nonostante ci siano quasi sempre due voli al giorno verso queste destinazioni, a causa delle condizioni meteo vengono spesso cancellati.

Verso altre destinazioni all’interno del Paese puoi dare un’occhiata anche a Airblue.

Treni in Pakistan

Nel sud del Paese sono un’ottima alternativa agli autobus ed oggettivamente più comodi soprattutto per lunghe distanza, il sito di riferimento è questo.

Autostop in Pakistan

Il Pakistan può essere considerato a tutti gli effetti un paradiso per gli autostoppisti. Più di una volta mi è capitato che qualcuno mi offrisse un passaggio senza nemmeno chiederlo mentre stavo camminando lungo strada. Questo in particolare nel nord del Paese dove moltissimi viaggiatori si affidano esclusivamente all’autostop; in particolare lungo la Karakoram Highway funziona che è una favola!

Io stesso ho fatto l’autostop in parecchie occasioni e non ho mai aspettato più di 10 minuti, i locali sono estremamenti felici di darti un passaggio e più di qualche volta hanno anche insistito nel portarmi a destinazione nonostante si dovessero fermare prima. Assolutamente da provare e ti assicuro che dopo aver fatto l’autostop un paio di volte lungo la Karakoram Highway ti passerà la voglia di prendere i minivan stra pieni di gente e molto più lenti.

Infine, nel caso volessi noleggiare una jeep per esplorare il nord, mi è stato riferito da un gruppo di locali di Lahore incontrati ad Astore, che loro era riusciti a noleggiarne una per sole 4.000 rupie al giorno.

Moto in Pakistan

Questa è un’altra opzione davvero popolare tra i viaggiatori che spesso noleggiano, o addirittura comprano, una moto durante il loro soggiorno in Pakistan. In prezzi di una moto in buone condizioni sembrano aggirarsi intorno ai 400€, se invece decidi di noleggiare per esempio la tua moto a Gilgit e percorrere la Karakorum Highway fino al confine cinese come fanno in molti allora aspettati di pagare circa 2.000 rupie al giorno.

Viaggio in Pakistan: costi

A questo punto ti starai probabilmente chiedendo quanto cosa un viaggio in Pakistan. La risposta è che si tratta di un Paese davvero economico, uno tra i più economici che abbia mai visitato! Se viaggi low cost, puoi tranquillamente dormire in camere private e mangiare fuori tre volte al giorno con un budget giornaliero di 20 euro e soprattutto ricorda che praticamente ogni prezzo è negoziabile.

Trasporto

Giusto per darti due numeri, il bus da Islamabad a Gilgit, più di 500 km e 15 ore di viaggio costa 1.800 – 2.700 PKR circa 10-15 € a seconda della compagnia e dal servizio scelto. I minibus lungo la Karakoram Highway sono in proporzione ancora più economici, 100km da Aliabad a Gilgit per 240 rupie 1,40€, 20 km da Hopper alla Karakoram Highway sul retro di un minibus 70 rupie, 0,40€.

Anche taxi e tuk tuk sono davvero economici, 5km durante il giorno non dovrebbero costare più di 200 rupie.

Cibo

Anche il cibo è estremamente economico Ci si può tranquillamente riempire la pancia con meno di 50 centesimi. Giusto per dare un po’ di numeri: un Roti, il pane piatto che viene servito praticamente con ogni pasto, costa normalmente 10-20 rupie 5-10 centesimi, una porzione di Dal, una zuppa di fagioli /lenticchie costa normalmente 80 – 100 rupie 40-50 centesimi, due bei pezzi di pollo ai ferri 200 – 300 rupie, 1,5€ circa.

Alloggio

Purtroppo gli ostelli non sono molto diffusi e si trovano principalmente nelle grandi città ma dormire resta comunque davvero economico. Durante il mio mese in Pakistan non ho mai pagato più di 1.500 PKR per una stanza privata, spesso e volentieri me la sono cavata con appena 1.000 PKR. Si trattava quasi sempre di camere abbastanza modeste ma quasi sempre con il bagno privato e tutto sommato per niente male.

Se campeggi o magari viaggi e dormi in macchina, puoi tranquillamente parcheggiare e usare gratuitamente i servizi, wifi e le aree comuni in quasi tutti i PTDC del Paese. I PTDC sono sostanzialmente una catena di alberghi che appartengono al dipartimento dello sviluppo turistico.

Couchsurfing nelle grandi città sembra essere davvero popolare e non dovresti avere difficoltà a trovare un posto dove dormire. Se invece cerchi qualcosa di più lussuoso, la catena Serena Hotels ha qualche struttura anche nel nord del Paese.

PTDC di Skardu con museo del K2 sullo sfondo.

Soldi

Per concludere, vale la pena spendere due parole su quelle che sono le commissioni di prelievo del contante nel Paese. Il contante è assolutamente necessario soprattutto appena si esce dalle grandi città e inoltre moltissime banche non accettano carte internazionali. Il mio consiglio è di portare un bel po’ di soldi in contanti, il cambio a Lahore era davvero buono, in questo punto ci sono numerosi uffici di cambio che lavorano quasi allo stesso livello del cambio interbancario.

Nel caso ti trovassi a prelevare, dopo aver provato almeno 15 banche diverse, le uniche che sembrano funzionare sono MCB con una commissione di 800 PKR a prelievo, Allied Bank 800 PKR a prelievo e Standard Chartered, l’opzione migliore 500 PKR. Tutte e tre le banche lasciano prelevare solo 20.000 PKR per transazione.

Dai un’occhiata alle migliori carte per viaggiare.

Viaggio in Pakistan: cibo

La maggior parte dei pasti consiste semplicemente in un curry servito con riso o chapati, quest’ultimo è sostanzialmente pane non lievitato cotto in forni di argilla mentre la Parantha, fatto con lo stesso impasto, è solitamente fritta e quindi molto più oleosa.

Noterai ben presto che quando il curry è servito con il chapati, quest’ultimo sostituisce completamente le posate e il pasto viene consumato usando esclusivamente le mani.

A volte invece di un curry viene servita una zuppa insieme ovviamente all’immancabile chapati, la zuppa più popolare in assoluto è il Dal, che può essere giallo (lenticchie gialle e rosse) oppure marrone, in ogni caso si tratta sostanzialmente di una zuppa di lenticchie. Mentre il ki sabzi è una zuppa di verdure che solitamente ha un ingrediente principale come per esempio Aloo ki zabzi, aloo significa patate quindi in questo caso si tratta di una zuppa di verdure dove l’ingrediente principale sono le patate, le combinazioni sono svariate e a volte includono anche carne.

Altri due piatti estremamente popolari sono il pollo ai ferri che si trova praticamente ovunque nelle grandi città dove ci sono delle vere e proprie rosticcerie che servono quasi esclusivamente pollo e il biryani, riso servito con pezzi di pollo e verdure.

Per concludere, fai attenzione a quello che bevi, evita l’acqua di rubinetto e se vuoi fare un piacere sia all’ambiente che alle tue tasche, utilizza una borraccia con filtro!

Street food In Pakistan.

Viaggio in Pakistan: sicurezza

Il Pakistan è così pericoloso come sembra? È possibile viaggiare sicuri in Pakistan?

C’è chi dice che il Paese è estremamente sicuro e spesso mi è capitato di sentire dai locali ribadire con forte convinzione “Pakistan is safe” io credo però che la verità stia nel mezzo: è vero sì che la maggior parte del Paese può considerarsi sicuro ma è anche vero che alcune regioni, soprattutto quelle vicino al confine afgano non possono essere considerate tali o perlomeno l’instabilità di queste aree è sotto gli occhi di tutti.

Detto questo, il Gilgit – Baltistan, lo stato che sicuramente riceve la maggior parte dei turisti, oltre ad essere il più liberale di tutti quando si parla di islamismo, in questi anni è stato il luogo di un solo attentato. Se per esempio diamo un’occhiata a questa pagina, notiamo che nella sola città di Quetta, negli ultimi 10 anni, ci sono stati circa 15 attentati terroristici. Per farla breve, Khyber Pakhtunkhwa e Balochistan sono due stati che se non sei disposto ad accettare qualche rischio è probabilmente meglio evitare; nel resto del Paese, con un po’ di buon senso, non dovresti avere nessun tipo di problema e anzi potrai godere dell’enorme ospitalità offerta da questo popolo.

Ci sono inoltre due argomenti sui quali è consigliabile fare attenzione a come si parla: l’India e in particolare la regione del kashmir e l’Islam. Entrambi sono argomenti sensibili per molti pakistani quindi il mio consiglio è di evitare conversazioni a riguardo o perlomeno esprimere la propria opinione con estremo rispetto.

Per concludere, nonostante abbia incontrato più di qualche viaggiatrice solitaria, l’esperienza di viaggio per una donna non abituata a società così fortemente maschilista potrebbe essere perlomeno strana. Ti invito a leggere questo bell’articolo a riguardo.

Bene, spero di non averti assolutamente spaventato con questa ultima sezione dedicata alla sicurezza, il Pakistan è assolutamente un Paese da visitare e spero che la sua storia recente e il fatto che alcune regioni siano ancora da considerarsi instabili non ti trattengano dal visitarlo!

Stai pianificando un viaggio in Pakistan? Dai un’occhiata a questi post:

Quale zaino da viaggio scegliere

Le migliori carte per viaggiare

Che cosa portare in viaggio

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