Viaggio in Nuova Caledonia fai da te

Questo arcipelago di isole, “territorio francese oltremare”, è da considerarsi a tutti gli effetti parte della Francia. Si trova nel mezzo dell’Oceano Pacifico al largo delle coste australiane, un Paese che molti non sanno nemmeno dove si trova ma decisamente tra i più belli al mondo: qui oltre a spiagge bellissime, una rigogliosa foresta pluviale e una cultura estremamente varia, troviamo la terza barriera corallina più lunga del pianeta!

Ho passato un paio di settimane esplorando questo bellissimo arcipelago zaino in spalla e in questa guida troverai un sacco di informazioni utili e consigli per organizzare al meglio il tuo viaggio.

Baia di Upi, Isola dei pini.

Quando andare in Nuova Caledonia

La Nuova Caledonia ha sostanzialmente due stagioni: quella secca che va da maggio a ottobre e quella delle piogge da novembre ad aprile.

Il clima della Nuova Caledonia è considerato semi-tropicale in quanto la differenza tra le due stagioni seppur netta è decisamente meno accentuata rispetto ad altri Paesi che si trovano più vicino all’equatore ed è per questo che il Paese può potenzialmente essere visitato tutto l’anno senza grossi problemi. È comunque preferibile evitare i mesi di febbraio e marzo che corrispondono al picco della stagione delle piogge le quali possono assumere anche carattere ciclonico.

Altri due periodi che vale la pena evitare, perché considerati alta stagione, sono sicuramente quello che va da metà dicembre alla fine di gennaio. In queste settimane troviamo le vacanze natalizie in Europa e le vacanze estive nelle vicine Australia e Nuova Zelanda che compongono la grande maggioranza del turismo nel paese. E i mesi di luglio e agosto quando ci sono le vacanze estive in Europa.

In sostanza a mio parere, il periodo migliore per un viaggio in Nuova Caledonia senza i prezzi dell’alta stagione e gli svantaggi del picco della stagione delle piogge sono i mesi che vanno da aprile a giugno e da settembre a novembre con i secondi in linea di massima meno piovosi dei primi e quindi preferibili.

Un ponte davvero suggestivo nella regione di Hienghene.

Documenti e vaccinazioni per entrare in Nuova Caledonia

Per i cittadini Italiani non è necessario richiedere nessun visto di ingresso, è infatti sufficiente un passaporto valido e si può rimanere fino a 3 mesi. Nel caso fossi interessato a permanenze più lunghe, visto lo stretto rapporto che esiste tra Nuova Caledonia, Francia e per estensione l’Unione Europea, se dimostri di avere fondi a sufficienza e un’assicurazione sanitaria, puoi tecnicamente rimanere molto più a lungo, se intendi lavorare è però necessario ottenere un permesso speciale. Maggiori informazioni su entrambe le questioni a questa pagina.

Per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie, l’unica richiesta è quella contro la febbre gialla solo nel caso si provenga da un Paese a rischio. Inoltre quando si viaggia io consiglio sempre Epatite A e Epatite B.

Piroga tradizionale.

Cosa fare e vedere in Nuova Caledonia

In questa guida i prezzi sono espressi nella moneta locale chiamata “Franco CFP” o “Franco del Pacifico” spesso abbreviata semplicemente con “CFP”. Il cambio al momento della pubblicazione di questo articolo è 1€ = 120 CFP. Per il cambio attuale ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina.

Per comodità la guida è divisa in due sezioni, la prima dedicata interamente alla Grande Terre cioè l’isola principale della Nuova Caledonia che ospita la capitale Noumea e la seconda dedicata alle isole minori.

Grande Terre

Come appena detto, per “Grande Terre” si intende l’isola principale che, come vedi dalla mappa, è di gran lunga la più grande dell’arcipelago della Nuova Caledonia. Per esplorarla in maniera indipendente è praticamente necessario munirsi di un’auto in quanto, seppur tra le principali città siano presenti collegamenti in autobus, sono poco frequenti e soprattutto raggiungono quasi sempre esclusivamente i centri città senza quindi raggiungere i punti di interesse o zone più rurali.

Noumea

La città è considerata una delle capitali più europee di tutte le isole del pacifico, qui vive la grandissima maggioranza della popolazione di origine europea (praticamente tutti francesi) dell’arcipelago.

Di certo non una delle città più affascinanti al mondo ma, viste le dimensioni compatte, le numerose spiagge nei dintorni e un clima che statisticamente parlando le dà il titolo di capitale più soleggiata del Pacifico, la città risulta decisamente piacevole e vivibile seppur alcuni quartieri anche non troppo distanti dal centro siano purtroppo decisamente sporchi e poco invitanti.

Cosa fare e vedere a Noumea

Dall’aeroporto di Noumea partono tutti i voli internazionali del Paese e i voli e i traghetti verso le isole minori. Per questo con molta probabilità dovrai passare almeno qualche giorno in città, ecco cosa fare.

Parco Ouen Toro.

Baie des Citrons, Anse Vata, le aux Carnards e Ilot Maître

Baie des Citrons e Anse Vata sono probabilmente le due spiagge più carine e popolari della città ma non aspettarti niente di paradisiaco. Per un’atmosfera decisamente più tropicale basta prendere uno dei taxi-barca che fanno da spola ogni 10 minuti circa tra la spiaggia di Anse Vata e due isolotti poco più al largo: l’Isola delle Anatre (Ile aux Carnards) e l’Isola Maestro (Ilot Maître).

Ile aux Carnards è più piccolina e ha solamente un ristorante mentre Ilot Maître è più grande e ha anche un hotel. Entrambe sono davvero carine, offrono spiagge decisamente più belle rispetto alla “terraferma” e dell’ottimo snorkeling, un bel modo per passare la giornata. Se possibile evita i weekend quando anche la gente del luogo affolla i due isolotti.

Dalla Baia di Anse Vata consiglio inoltre di visitare il parco Ouen Toro, dalla cima della collina dove c’è un un memoriale di guerra, ci sono delle bellissime viste sulla città e la baia sottostante.

l’Isola delle Anatre.

Museo Jean-Marie Tjibaou Center

Se c’è un museo che devi visitare in Nuova Caledonia è senza dubbio questo. Gli edifici che ospitano il museo sono stati progettati dal nostro Renzo Piano e già di per sé valgono il biglietto d’entrata.

Il museo, che si trova circa 8 km a nord dal centro di Noumea, celebra la cultura Kanak, la popolazione indigena dell’arcipelago, presentando storia e cultura di questa etnia prima e dopo l’avvento dei francesi.

Il centro è aperto dal martedì alla domenica dalle 9:00 alle 17:00, l’entrata costa 500 CPF (studenti, minori di 18 e anziani sopra i 65 anni anni entrano gratis) dal centro bisogna prendere la linea 40 degli autobus, 210 CPF.

Museo Jean Marie Tjibaou Center.

Il Faro di Amédée (le Phare Amédée)

Questo faro che si trova sulla bellissima isola di Amédée a circa 24 km da Noumea è un’altra destinazione particolarmente iconica e popolare, raggiungerla non è affatto economico ma tutto sommato credo ne valga la pena, specialmente se come nel mio caso tua sorella è disposto a farsi carico dell’escursione!

La compagnia MaryD ha praticamente il monopolio per quanto riguarda le escursioni organizzate, il prezzo ufficiale per gli adulti è di ben 16,200 CPF (130€ circa) e oltre al trasporto da e verso l’isola e il trasferimento dall’hotel, include una serie di attività come il giro con una barca dal fondo trasparente, l’entrata al faro, snorkeling, dimostrazioni di ballo locale e della scalate alle palme da cocco, un cocktail di benvenuto e un ottimo pranzo a buffet.

Se rientra nel tuo budget è sicuramente un bel modo per passare una giornata in quella che è senza dubbio un isolotto da cartolina. Consiglio sopratutto di dare un’occhiata alle promo flash dove ci sono alcune date in cui il tour viene venduto a 12,200 CPF.

Un’alternativa interessate al tour offerto dalla MaryD consiste nell’affidarsi a compagnie di taxi barca che offrono il solo trasporto da e verso l’isola senza includere il cibo e le altre attività, a 5000 CPF (40€ circa). Non è comunque economico e inoltre dubito offrano il servizio a questo prezzo nel caso non abbiano persone a sufficienza per riempire la barca ma nel caso di un gruppo numeroso probabilmente si può trattare. Coconuttaxiboat è la compagnia che ho trovato ma sono sicuro ce ne siano anche altre.

Il Faro di Amédée.

Come spostarsi a Noumea?

Il trasporto pubblico non è affatto male e si può utilizzare per arrivare praticamente ovunque all’interno della città. Il sito di riferimento per orari e linee è questo.

Per quanto riguarda spostamenti da e verso l’aeroporto internazionale (La Tontouta) che si trova relativamente distante dal centro città, l’opzione più economica è il bus di linea (Linea C) che passa ogni ora circa durante il giorno ma ha corse meno frequenti la sera e nei week end, fermata a circa 500 metri dall’aeroporto, 400 CPF, un’ora e mezza. Shuttle privati partono all’arrivo di ogni volo e aspettano appena fuori dall’ingresso sulla destra, servizio porta a porta in città, 3000 CPF, un’ora circa. Infine un taxi cosa circa 8500 CPF, 45 minuti.

Dove dormire a Noumea?

Per chi cerca un’opzione economica, la scelta è obbligata: aubergesdejeunesse è l’unico ostello della capitale. La struttura, situata in cima a un colle che domina la città, è ottima, i dormitori sono spaziosi così come le aree comuni, la cucina è ben attrezzata. In sostanza lo consiglio fortemente ma suggerisco di prenotare con largo anticipo in quanto la struttura fa spesso il tutto esaurito. Tra gli hotel, Hotel Beaurivage sembra essere un’ottima opzione non troppo cara.

Parc Rivière Bleu e sud della Grande Terre

Questo parco, che si trova a un’oretta di macchina a sud di Noumea, offre numerosi sentieri nel verde e un paesaggio davvero suggestivo. Tutti i sentieri sono ben tracciati ed è possibile campeggiare all’interno del parco nelle apposite aree designate. Qui trovi una mappa dettagliata e il sito ufficiale del parco (entrambi in francese).

La foresta annegata.

Come vedi dalla mappa, la parte sud del parco è accessibile con il proprio veicolo, mentre la parte nord del “Pont Pérignon” si può visitare solo a piedi, in bici o tramite le navette messe a disposizione dal parco. È inoltre possibile noleggiare dei kayak per esplorare il lago.

Alcuni dei simboli del parco sono il Grand Kaori un albero millenario, il Kagu, un uccello che vive esclusivamente in Nuova Caledonia e può essere visto di frequente all’interno del parco e infine la foresta annegata (La Forêt Noyée), una foresta di piccoli Kaori che si trova nel bel mezzo del lago Yaté.

L’unico accesso al parco è tramite l’entrata ufficiale a sud, il costo dell’entrata è di 600 CPF per gli adulti. Il parco è aperto tutti i giorni dalle 7:00 alle 17:00, eccetto il lunedì. Se ti interessa, qui trovi un ottimo racconto.

Sempre a sud di Noumea, a circa mezz’ora dall’entrata del parco, consiglio di fare un salto alle cascate de la Madeleine (vicino alle cascate c’è un ottimo campeggio in riva al fiume) e la diga di Yaté.

Ancora più a sud c’è un’altra riserva, la Réserve naturelle du Cap N’Dua, che però non ho personalmente visitato. Al suo interno c’è un punto di osservazione per le megattere che visitano annualmente la regione da metà luglio a metà settembre.

Infine, sempre a sud, troviamo una della cascate più belle del Paese. Chiamata Cascade de Goro o a volte Cascade de Wadiana si trova praticamente lungo la strada ed è quindi di facile accesso in questo punto, alla base della cascata è possibile fare il bagno.

Kagu.

La foa

Questa città, che si trova circa 100 km a nord di Noumea, è solitamente la prima tappa di un road trip verso nord. Prima ancora di arrivare in città consiglio di fermarsi alla spiaggia di Ouano dove in questo punto ci sono una serie di sentieri educazionali tra le mangrovie e un sentiero costiero che collega la spiaggia di Ouano nord a quella di Ouano sud.

Da qui prosegui verso nord, supera la città di La Foa e fermati a Fort Terembà, si tratta di un forte che ha svolto la funzione di prigione durante il periodo coloniale francese, all’interno si trova una mostra permanente piuttosto interessante. Il forte è aperto al pubblico ogni giorno dalle 9:00 alle 16:00, l’ingresso per gli adulti costa 600 CPF.

Bourail e la spiaggia di Poé

Una cinquantina di chilometri più a nord troviamo il piccolo paese di Bourail. In paese c’è un piccolo museo che racconta la storia dell’area e un paio di chiese, ma nulla di più, consiglio di proseguire verso la spiaggia di Poe e passare la notte qui.

La spiaggia di Poé.

La spiaggia è davvero carina e decisamente la più bella lungo la costa ovest della Grande Terre ed è un ottimo luogo dove passare un paio di giorni in relax, c’è inoltre la possibilità di fare del buon snorkeling in quanto la barriera corallina in questa zona è davvero vicina alla riva.

Un’altra attività che consiglio è seguire il “Sentiero delle tre baie”. Lascia l’auto in questo punto a due passi da La Roche Percée e prosegui il sentiero verso la baia delle tartarughe (Baie des tortues), (Baie des amoureux) e infine questo punto panoramico prima di tornare all’auto lungo il sentiero interno o percorrendo il sentiero a ritroso.

Su maps.me quanto appena descritto è molto più chiaro e soprattutto i sentieri sono tracciati.

Dove dormire alla spiaggia di Poé?

Lungo la spiaggia ci sono un sacco di campeggi e strutture alberghiere più o meno lussuose. Auberge de Jeunesse de Poé è un’ottima soluzione economica che offre camere private, dormitori e anche la possibilità di campeggiare. Kayak gratuiti.

La baia delle tartarughe.

Voh

Questo comune nel nord della Nuova Caledonia è diventato famoso grazie a una curiosa formazione di mangrovie che, se vista dall’alto, ha la forma di un cuore gigante.

Per vedere il famoso cuore ci sono sia voli panoramici che escursione verso la cima del monte Ketepai in 4×4 ma l’opzione più economica è senza dubbio salire a piedi. Dalla base alla cima del monte sono 5 chilometri e mezzo con 600 metri di dislivello, quindi di certo niente di impossibile ma neanche una passeggiata nel parco. In ogni caso volendo ci si può fermare più in basso dove c’è una piattaforma di osservazione che si raggiunge dopo circa 3 km e 300 metri di dislivello.

Su google maps il sentiero non è tracciato quindi per chiarezza ti consiglio di dare un’occhiata a maps.me. Consiglio di partire la mattina presto da Poé, completare l’escursione e poi proseguire verso Hienghene senza quindi passare la notte a Voh.

Il cuore di Voh.

Hienghene

Questa è senza dubbio la mia regione preferita della Grande Terre, l’intero tratto di costa è davvero scenografico con le montagne calcaree a picco sul mare e la rigogliosa foresta pluviale a fare da contrasto in un paesaggio che a tratti ricorda quello della baia di Halong in Vietnam o alcune isole della Thailandia.

La formazione rocciosa più iconica della regione è sicuramente la “Gallina di Hienghène” (Poule couveuse de Hienghène) si tratta di un isolotto poco distante dalla costa che con un po’ di fantasia sembra il profilo di una gallina. Questo è il punto panoramico ufficiale.

Gallina di Hienghène (a sinistra).

Un’altra escursione che consiglio da Hienghène è quella alla spettacolare cascata di Tao, l’intera strada verso nord è assolutamente scenografica e in questo punto bisogna salire a bordo di un piccolo traghetto che fa da spola con frequenza tra le due sponde del fiume Ouaième.

Per concludere, l’area offre un ottimo accesso alla vicina barriera corallina e a numerosi isolotti disabitati, in particolar modo consiglio Babou Diving. Il loro centro immersioni che funge anche da campeggio ben attrezzato in questo punto è dove ho passato le mie notti a Hienghène partecipando al tour all’isola Hienga che include una passeggiata naturalistica e uno dei migliori snorkeling che abbia mai fatto in vita mia, altamente consigliato.

Escursione all’isola di Hienga.

Dove dormire a Hienghène?

Ci sono numerosi campeggi nella zona ma con tutta onestà credo che Babou Côté Océan sia difficile da battere. Se invece cerchi una sistemazione più comoda, Hotel Koulnoue Village sembra essere l’unico vicino.

A Hienghène si conclude il classico road trip della Grande Terre in Nuova Caledonia, ora è il momento di tornare a Noumea ed esplorare le isole.

La costa di Hienghène.

Le Isole

Le isole minori è dove si trovano senza dubbio le spiagge più belle e incontaminate dell’arcipelago della Nuova Caledonia tanto che in molti snobbano un po’, ingiustamente, la Grande Terre.

La più famosa e turistica, e l’unica che ho personalmente visitato, è senza dubbio l’isola dei pini (île des Pins) che si trova non troppo distante da Noumea. Anche le Isole della Lealtà (îles Loyauté) di cui Lifou, Maré e Ouvéa sono le maggiori, da quello che mi è stato riferito valgono sicuramente la visita.

Isola dei pini

Per esplorare l’isola, al contrario della Grande Terre personalmente non credo sia necessario munirsi di auto specialmente se si soggiorna a Kuto e si è disposti a girare l’isola in bicicletta, viste le dimensioni è assolutamente fattibile.

Consiglio di soggiornare al Nataiwatch GuestHouse che si trova a circa due chilometri dal molo (posizione) e volendo può quindi essere tranquillamente raggiunta a piedi. La struttura offre sia bungalow sia la possibilità di campeggiare a due passi da quella che secondo me è una delle spiagge più belle dell’isola, la baia di Kanumera e anche la baia di Kutu non sono affatto distanti.

Baia di Kanumera.

Dalla struttura è possibile noleggiare delle biciclette con le quali nell’arco di una giornata si può tranquillamente pedalare fino alle grotte d’Oumagne passando per i principali villaggi dell’isola e magari visitando il cimitero e le rovine della prigione di una colonia penale (Vestiges Du Bagne).

Grotte d’ Oumagne.

Una visita all’Isola dei Pini non può considerarsi completa senza vedere le famose piscine naturali (Piscine Naturelle). Per farlo consiglio di partecipare al tour che al Nataiwatch viene chiamato “Traditional Canoe (Pirogue)” in sostanza la mattina si viene caricati su un pulmino e ci si dirige a sud della bellissima baia di Upi; qui si sale a bordo di un piroga che attraversa l’intera baia da sud a nord prima di essere lasciati sulla spiaggia e di poter così camminare per qualche chilometro (meno di un’ora) attraverso la foresta fino ad arrivare alle piscine naturali dove si passano un paio d’ore prima di tornare al Nataiwatch. L’intera escursione non è esattamente economica ma credo ne valga davvero la pena!

 

Ovviamente tramite il campeggio o anche altre agenzie dell’isola è possibile organizzare altre attività ed escursione come snorkelling, immersioni, visita di altri isolotti ecc ecc.

N.b. Il tour alle piscine naturali, così come qualsiasi altra attività, con ogni probabilità possono essere pagati di meno se si contatta direttamente la compagnia in questione che nel caso dello snorkelling/immersioni è il Kunie Scusa Center o in alternativa potresti chiedere alle altre agenzie che si trovano nei dintorni di Kuto.

Le piscine naturali.

Dove dormire all’isola dei Pini?

Come già detto, io consiglio Nataiwatch GuestHouse, la posizione è ottima, può tranquillamente essere raggiunto a piedi dal molo, la spiaggia è letteralmente a non più di 100 metri e anche i servizi sono di ottima qualità, è possibile sia campeggiare che affittare dei bungalow. Se cerchi qualche alternativa più lussuosa, l’Hotel Kou Bugny si trova a poco distanza e ha prezzi accettabili. Infine se te lo puoi permettere puoi sempre soggiornare a due passi dalle piscine naturali all’hotel Le Meridien.

Come raggiungere l’Isola dei Pini?

Hai due opzioni, la più economica è via mare a bordo di un traghetto, la compagnia è Betico, comprando il biglietto online si ha uno sconto di 300 CPF, inoltre vengono spesso fatte delle promozioni. Il traghetto impiega 2 ore circa ma potrebbe non partire a causa del maltempo e non ha partenze tutti i giorni.

L’alternativa più costosa è in aereo dall’aeroporto di Noumea Magenta (non quello internazionale di La Tontouta) con la compagnia AirCaledonie che offre partenze giornaliere decisamente meno soggette al meteo.

L’escursione Traditional Canoe (Pirogue).

Le Isole della Lealtà (Lifou, Ouvéa, Maré e Tiga) e come raggiungerle

Lifou, Ouvéa e Maré possono essere raggiunte sia in aereo con AirCaledonie che in traghetto con Betico partendo da Noumea, anche in questo caso il traghetto è più economico ma più soggetto al meteo e a partenze meno frequenti. Da quello che mi è stato detto ci sono delle navi cargo che accettano passeggeri e ovviamente sono nettamente più economiche di aereo e traghetto ma consiglio fortemente di chiedere sul posto.

Per gli spostamenti tra le isole invece i collegamenti in barca sono poco frequenti e conviene chiedere sul posto, mentre in aereo la compagnie aerea AirLoyaute opera parecchi voli tra tutte le Isole della Lealtà inclusa la piccola Tiga (un paio di volte alla settimana).

Lifou

Lifou è la seconda isola più grande dell’arcipelago della Nuova Caledonia (dopo la Grande Terre) e la più grande e popolosa tra le Isole della Lealtà, nonché la più frequentata dalle crociere di passaggio che spesso si fermano a Easo a nord ovest per fare le escursione giornaliere. Per visitare in libertà Lifou, al contrario dell’Isola dei Pini, viste le dimensioni potrebbe essere consigliabile noleggiare un’auto.

Le scogliere di Jokin (Falaises de Jokin) sono probabilmente l’attrazione più famosa dell’isola, qui delle scale di cemento danno accesso a una piccola baia davvero carina che offre dell’ottimo snorkeling.

Più a sud, invece, la spiaggia Luengoni è famosa per essere una baia dove è spesso possibile vedere le tartarughe. Nell’isola ci sono anche diverse piantagioni di vaniglia che possono essere visitate; credo sia quasi inutile dire che disseminati lungo la costa ci sono un sacco di punti di livello mondiale dove fare immersioni.

Scogliere di Jokin.

Ouvéa

Questa bellissima isola è lunga solo 35 km e larga in alcuni tratti solo 40 metri, ha un’unica strada che la percorre da nord a sud e una spiaggia bianca che si estende per 25 km sul lato interno e si affaccia sulla grande laguna formata dalla barriera corallina (giusto per darti l’idea).

Oltre alla bellissima spiaggia e le pressoché infinite possibilità per fare immersioni e snorkeling, potresti dare un’occhiata alla piccola chiesa del Santo nome di Maria, Hanawa la Galleria blu delle tartarughe (Trou Bleu d’Hanawa) e la fabbrica di olio e sapone di cocco (visita gratuita).

Per chi cerca un luogo dove campeggiare, Camping de Lekine sembra essere un’ottima soluzione.

Trou Bleu d’Hanawa.

Maré

L’isola più a sud dell’arcipelago delle Isole della Lealtà è anche la più alta, con i suoi 5 strati di barriera corallina raggiunge infatti quasi 130 metri di altitudine nei punti più alti e l’intera isola è caratterizzata da scogliere scoscese, densa foresta pluviale, numerose doline (simili ai Cenote in Messico) e ovviamente bellissime spiagge e numerose possibilità per fare snorkelling e immersioni. Anche a Maré, viste le dimensioni, è consigliabile munirsi di auto.

Le principali attrazioni dell’isola sono il salto del guerriero (Le Saut Du Guerrier), la baia di Shabadran dove si trova una piccola spiaggia considerata una delle spiagge più belle del mondo che può essere raggiunta solo a termine di due ore di cammino tra coralli appuntiti e vegetazione rigogliosa il che la rende decisamente poco visitata (ottimo foto racconto). Infine l’acquario naturale, una bellissima piscina naturale immersa nella foresta che si raggiunge al termine di un breve sentiero.

Baia di Shabadran.

Tiga

Tiga è di gran lunga l’isola più piccola delle Isole della Lealtà, misura infatti solo 6 km in lunghezza e due chilometri in larghezza, il turismo è decisamente poco sviluppato ma è possibile visitarla in giornata da Lifou se c’è un numero sufficiente di persone interessate all’escursione.

Sull’isola è come se il tempo si fosse fermato e i suoi abitanti vivono ancora come una volta e l’intera isola è considerata un tributo alla tradizioni delle tribù indigene.

La piccola Tiga vista dall’alto.

Possibili itinerari in Nuova Caledonia

Viste le distanze coinvolte partendo dall’Italia, personalmente credo che due settimane di viaggio siano davvero il minimo, ovviamente dato un lasso di tempo non esiste l’itinerario perfetto quindi ti invito a prendere quanto segue come fonte di ispirazione e adattare l’itinerario in base ai tuoi interessi e quanto letto finora.

Itinerario di due settimane in Nuova Caledonia

 

Noumea (2 notti)

Giorno 1:

Dopo almeno 24 ore di viaggio credo sia ragionevole passare almeno un paio di giorni nella capitale per riprendersi dal jet lag, se sei arrivato la sera precedente o il mattino presto allora potresti visitare il museo Jean-Marie Tjibaou Center la mattina e poi una tra gli isolotti Le aux Carnards e Ilot Maître.

Giorno 2:

Se il budget non è un problema allora visita il Faro di Amédée altrimenti tracorri un altro giorno in spiaggia o passa direttamente al giorno successivo dell’itinerario.

Parc Rivière Bleu (1 notte)

Giorno 3:

Prendi una macchina a noleggio e visita il Parc Rivière Bleu.

Spiaggia di Poe (2 notti)

Giorno 4:

Parti la mattina presto perchè ti aspetta una lunga giornata. Visita le Cascate de la Madeleine e le Cascade de Wadiana prima di dirigerti verso nord a La Foa, il Fort Terembà e la spiaggia di Ouano e infine raggiungi la spiaggia di Poe dove passare la notte.

Giorno 5:

La mattina completa il sentiero delle tre baie e trascorri il pomeriggio in spiaggia a Poe.

Hienghene (3 notti)

Giorno 6:

Vai a Voh, sali sulla cima del monte Ketepai per vedere il famoso cuore di Voh e poi dirigiti verso Hienghene per passare la notte.

Giorno 7:

Esplora la costa fino alla Cascata di Tao.

Giorno 8:

Escursione alla barriera corallina/isolotti di fronte a Hienghène.

Noumea(1 notte)

Giorno 9:

Rientra a Noumea.

Isola dei Pini (4 notti)

Giorno 10:

Trasferimento Noumea – Isola dei Pini.

Giorno 11:

Esplorare in bicicletta l’isola e le sue numerose baie.

Giorno 12:

Escursione alla baia di Upi e piscine naturali.

Giorno 13:

Snorkelling/immersioni/altre escursioni e semplicemente relax in spiaggia.

Giorno 14:

Rientro a Noumea. Rientro in Italia.

Questo appena descritto è sostanzialmente l’itinerario che ho seguito io, credo sia un buon compromesso tra esplorazione e mare ma se sei più un tipo da spiaggia o semplicemente sei alla ricerca di un viaggio “da tropici” e hai solo due settimane a disposizione allora forse la Grande Terre è sacrificabile in favore delle Isole della Lealtà.

Itinerario di tre settimane in Nuova Caledonia

Con tre settimane a disposizione oltre all’itinerario appena descritto puoi tranquillamente inserire anche una settimane alle Isole della Lealtà magari scegliendone due tra Lifou, Ouvéa, Maré.

Come spostarsi in Nuova Caledonia

Come già detto, per spostarsi nella Grande Terre la soluzione migliore è senza dubbio noleggiare un auto, le strade principali sono in ottime condizioni e il traffico è decisamente moderato il che rende la guida davvero piacevole.

Il noleggio di una piccola utilitaria, che è più che sufficiente per esplorare l’isola, parte dai 30-35€ al giorno per una settimana. Per chi ha un budget limitato, consiglio fortemente di soggiornare in ostello a Noumea e chiedere se qualcuno è disposto a condividere i costi del noleggio o magari hai la fortuna di trovare un passaggio. Io e mia sorella per esempio abbiamo trovato abbastanza facilmente due donne francesi che sono state più che felici di condividere l’auto durante il nostro road trip nella Grande Terre.

Quando si sceglie una piccola utilitaria per risparmiare.

Per quanto riguarda le isole, partendo da Noumea ci sono due opzioni per raggiungerle: la più economica in linea di massima è il traghetto con Betico, la seconda in aereo con AirCaledonie. Mentre per gli spostamenti tra un’isola e l’altra ci sono navi cargo e possibilmente altre navi ma niente di programmato e conviene chiedere sul posto, mentre AirLoyaute offre voli giornalieri.

Per concludere, se hai intenzione di visitare più isole, ti consiglio fortemente di dare un’occhiata al Pass di AirCaledonie, che in sostanza include 4 tratte a scelta per 33940 CPF. Può essere davvero vantaggioso in determinate situazioni ma ti consiglio comunque di dare un’occhiata alle singolo tariffe perché, specialmente al di fuori dell’alta stagione, spesso ci sono delle tariffe promo che se prenotate singolarmente sono più vantaggiose del pass, fai i tuoi conti.

Viaggio in Nuova Caledonia: costi

La Nuova Caledonia non è assolutamente un Paese economico, i prezzi sotto tanti aspetti sono comparabili a quelli dell’Italia, a volte anche più alti, soprattutto quando si parla di merce da importazione.

A questo si aggiungono i costi del volo che dall’Italia si aggira intorno ai 1200€ andata e ritorno, se ti interessa Aircalin è praticamente l’unica compagnia a offrire la tratta con un solo scalo partendo da Roma.

Detto questo, viaggiare low cost in Nuova Caledonia è decisamente possibile. Il campeggio è estremamente popolare e i siti sono numerosi e ben attrezzati in tutto l’arcipelago tanto che le uniche notti passate in ostello per quanto mi riguarda sono state quella a Noumea, da qualsiasi altra parte ho sempre campeggiato e in media così facendo non si spendono più di 5-10€ a notte.

Se il campeggio non fa per te, diffida dei soli siti di prenotazione online per gli alloggi, le soluzione per dormire sulle isole sono molte di più di quelle che compaiono su internet, dai un’occhiata a questa mappa selezionando gli “alloggi” e confrontali con siti come booking. Inoltre anche qui ti assicuro che comunque non compaiono tutte le strutture disponibili soprattutto i “Kanak homestays” (alloggi messi a disposizione dalla popolazione indigena) che spesso sono davvero economici specialmente in confronto agli hotel.

Un piatto di Bougna, tipico piatto locale.

Per quanto riguarda il trasporto, da e verso le isole le tariffe sono abbastanza standard ma tieni d’occhi i siti di Betico e AirCaledonie che spesso fanno delle offerte stagionali online, mentre per il noleggio macchina la soluzione migliore per risparmiare seppur palese è indubbiamente la condivisione e ricorda che in alcuni casi una bicicletta potrebbe essere più che sufficiente. Fare l’autostop è generalmente sicuro e senza dubbio un’opzione economica.

Infine, cerca di portare maschera e boccaglio da casa, questo è probabilmente il miglior consiglio che posso darti per godere delle meraviglie di questo fantastico Paese senza per forza dover noleggiare ogni volta l’attrezzatura!

Concludendo, campeggiando, cucinando la maggior parte dei tuoi pasti e cercando di non noleggiare una macchina da solo quando necessario, è decisamente fattibile esplorare il Paese con un budget di 30-40€ al giorno includendo anche qualche attività guidata.

Snorkelling all’isola dei pini.

Viaggio in Nuova Caledonia: sicurezza

La Nuova Caledonia è generalmente un Paese sicuro, e soprattutto sulle isole la criminalità è praticamente inesistente. L’unico luogo che non mi ha dato proprio una bella sensazione è stata la zona portuale di Noumea di sera ma credo che bene o male tutte le città di una certa dimensione abbiano alcuni quartieri che è meglio evitare specialmente verso sera.

Quando si è in acqua vale la pena seguire un po’ di precauzioni, evita il contatto con ricci di mare e coralli, il Tricot Rayé è un serpente di mare endemico della Nuova Caledonia, è estremamente velenoso ma altrettanto schivo, attacca solo se si sente in pericolo e tende ad evitare il contatto con gli esseri umani.

Per il resto non preoccuparti troppo, la Nuova Caledonia non è assolutamente un Paese pericoloso da visitare ma se cerchi qualche dritta puoi sempre dare una letta a miei consigli su come viaggiare sicuri ovunque nel mondo.

Stai pianificando un viaggio in Nuova Caledonia? Dai un’occhiata a questi post:

Quale zaino da viaggio scegliere

Le migliori carte per viaggiare

Che cosa portare in viaggio

Per qualsiasi cosa non esitare a lasciare un commento!

Se hai trovato questo articolo utile allora considera l’idea di acquistare la tua assicurazione viaggio tramite uno dei link presenti in questo sito, facendolo supporti il mio lavoro senza alcun costo aggiuntivo per te. L’assicurazione che uso e consiglio è World Nomads.

Ti è piaciuto il post? Pinnalo!
 





Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

*