Guida al Giappone Fai da Te

Il Giappone è un affascinante equilibrio tra tradizione e modernità, dove templi secolari convivono con metropoli ultramoderne, paesaggi naturali mozzafiato e una cultura gastronomica tra le più rinomate al mondo. Che tu voglia passeggiare tra i templi di Kyoto, immergerti nella frenesia di Tokyo, fare trekking nelle Alpi giapponesi o ammirare la natura selvaggia di Hokkaido, il Giappone è un Paese unico nel suo genere, capace di offrire qualcosa a ogni tipo di viaggiatore.

Ho trascorso tre mesi viaggiando zaino in spalla da Kyushu, nel profondo sud, fino a Hokkaido, nel nord del Paese, e in questa guida troverai tantissime informazioni pratiche e consigli utili per organizzare al meglio il tuo viaggio in Giappone.

Menu rapido

Santuario Fushimi Inari-Taisha, Kyoto.

Quando visitare il Giappone

Il periodo migliore per visitare il Giappone dipende molto da cosa intendi fare e da quali regioni intendi esplorare. Detto questo, in generale, per la maggior parte dei viaggiatori, i periodi ideali sono la primavera (marzo, aprile e maggio) durante la celebre fioritura dei ciliegi “Sakura” e l’autunno (settembre, ottobre e novembre). In entrambi i periodi il clima è generalmente mite in quasi tutto il Paese, il che li rende perfetti per un viaggio itinerante.

Se hai in programma un viaggio a lungo termine, da un punto di vista logistico è consigliabile iniziare dal sud e spostarsi verso nord in primavera, “seguendo” la fioritura, mentre in autunno conviene fare il contrario, partendo dal nord e scendendo gradualmente verso sud.

L’estate può essere un ottimo periodo per gli amanti dell’escursionismo: la rete sentieristica giapponese è di altissimo livello e, proprio come nelle nostre Alpi, la stagione escursionistica vera e propria inizia tra giugno e luglio ma fatta eccezione per l’estremo nord, nel resto del paese aspettati giornate molto calde ed umide, non esattamente un meteo piacevole. 

Infine, l’inverno rappresenta un’ottima scelta per gli appassionati di sci, grazie alle condizioni eccezionali che il Paese offre, in particolare nelle regioni settentrionali come Hokkaido e Nagano.

Valle del Kiso.

Documenti e vaccinazioni per entrare in Giappone

I possessori di passaporto italiano (con scadenza inferiore ai 6 mesi) ricevono un visto turistico gratuito della durata di 90 giorni dal momento in cui entrano nel Paese. Da quanto mi risulta, non è possibile estendere il visto turistico se non per motivi di forza maggiore come malattia, incidenti ecc ecc.

Questo è il sito ufficiale dell’immigrazione.

Ufficialmente il Giappone richiede una prova di uscita entro i limiti del proprio visto. Questo non è un problema per tutti coloro che hanno un volo di ritorno o verso un altro Paese ma potrebbe esserlo per quelli che hanno un biglietto di sola andata.

I controlli sono a discrezione dell’ufficiale di frontiera e delle compagnie aeree all’imbarco prima della partenza. Magari sono stato sfortunato ma prima di imbarcarmi sul mio volo da Taiwan mi è stato effettivamente chiesto di mostrare un volo di uscita dal paese. Se non dovessi averlo, il mio consiglio è di affittare un biglietto (vero, servizio a pagamento) su un sito come Onward Ticket.

Il Giappone non richiede nessuna vaccinazione obbligatoria ma come per ogni viaggio Epatite A e B sono consigliate. In ogni caso parlane con il tuo medico.

Per informazioni aggiornate su visti e quant’altro consiglio di consultare il sito viaggiare sicuri messo a disposizione del Ministero degli Esteri.

Tokyo.

Cosa fare e vedere in Giappone

In questa guida i prezzi sono spesso espressi nella moneta locale. La moneta ufficiale del Giappone è chiamata “Yen Giapponese” o semplicemente “Yen”, abbreviata con “JPY” o “¥”. Il cambio, al momento della pubblicazione di questo articolo, è 1€ = 179 JPY. Per il cambio attuale ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina.

Infine, le destinazioni descritte sono elencate partendo da Fukuoka proseguendo verso nord seguendo di fatto quello che è stato il mio viaggio. Questo ordine è probabilmente il modo migliore per ottimizzare gli spostamenti durante il periodo primaverile, ma chiaramente dipende molto da dove arrivi e che intenzioni hai.

N.b. Più volte nel corso della guida troverai link a https://www.alltrails.com/. Se vuoi utilizzare la navigazione offline direttamente dall’app di Alltrails devi passare alle versione pro. Puoi però aggirare il problema scaricando le coordinate dalla versione desktop del sito in formato “Google Earth KML” e poi caricandole su Organic Maps che è in assoluto una delle mie app preferite per viaggiare.

KYUSHU

Kyushu è la terza isola per dimensioni dell’arcipelago giapponese. Trovandosi relativamente lontana dai classici circuiti turistici, rappresenta un ottimo compromesso per chi cerca destinazioni meno affollate rispetto ai grandi classici del Paese.

Quest’isola è un concentrato di storia, natura e cultura: fu una delle culle del Giappone feudale e ha avuto un ruolo chiave durante il periodo dei samurai e nei secoli di apertura commerciale verso l’Occidente. Nagasaki, in particolare, è una città dal grande valore storico, simbolo sia dei contatti con l’Europa sia delle tragedie della Seconda guerra mondiale.

Kyushu è anche una terra di paesaggi spettacolari, caratterizzata da vulcani attivi, sorgenti termali naturali (come quelle famose di Beppu e Yufuin) e una natura rigogliosa e selvaggia, perfetta per chi ama escursioni, onsen e località autentiche.

Vulcano Sakurajima, Kagoshima.

Fukuoka

Fukuoka è la città più grande dell’isola di Kyushu e una delle dieci più popolose del Giappone. Grazie alla sua posizione geografica, più vicina a Seul che a Tokyo, è da secoli una delle principali porte d’ingresso del Paese verso il continente asiatico. In passato fu un importante centro commerciale e culturale, nonché il punto in cui le forze mongole tentarono di sbarcare durante le invasioni del XIII secolo.

Oggi Fukuoka è una città moderna e vivace dove, a differenza di altre grandi città, il turismo di massa è ancora limitato, e proprio per questo conserva un fascino autentico.

Cosa fare e vedere a Fukuoka

Come anticipato, Fukuoka non è esattamente una meta turistica, in città non ci sono chissà quali attrazioni ma puoi sicuramente passare almeno una mezza giornata esplorando le rovine del castello e il parco che le circonda (Google Maps), consiglio poi di fare un salto a tempio Shofukuji (Google Maps) che completato nel 1195 è il più antico tempio zen del Giappone. Infine la sera potresti camminare sul lungo fiume dove ci sono delle bancarelle che servono cibo (Yatai) (Google Maps). La zona è carina ma davvero turistica e cara per mangiare.

Le rovine del castello.

Dazaifu

Dazaifu a circa mezz’ora di treno da Fukuoka è un’escursione davvero popolare da fare in giornata e che consiglio. La stazione da raggiungere è questa (Google Maps) e puoi semplicemente usare Google Maps per gli orari delle partenze.

Dazaifu Tenmangu Shrine (Google Maps), il santuario principale, era in fase di restauro durante la mia visita, ma i giardini e i vari templi circostanti sono comunque molto belli e meritano sicuramente una visita, soprattutto se ti trovi già a Fukuoka. Consiglio di andarci durante la settimana, perché anche di giovedì c’era tantissimo turismo locale; non oso immaginare come sia nel weekend.

Vale la pena camminare fino al Tenkai Inari Shrine (Google Maps): la passeggiata è piacevole. Se vuoi, puoi proseguire fino al Kamado Jinja Shrine (Google Maps): c’è un bus che fa da spola, ma io ci sono andato a piedi.

Inoltre potresti visitare il Kyushu National Museum (Google Maps) l’ingresso costa 700 JPY per l’esposizione permanente. L’edificio è nuovo e molto bello, con numerosi reperti che vanno da vasi in terracotta di 4000 anni fa a oggetti più recenti. Personalmente, l’ho trovato un po’ noioso ma chiaramente si tratta di un giudizio soggettivo.

Se parti la mattina presto, puoi vedere praticamente tutto in un giorno, comprese le attrazioni in città menzionate in precedenza.

Dazaifu.

Yanagawa

Non sono stato a Yanagawa ma si tratta di un’altra escursione popolare da fare in giornata da Fukuoka, anche in questo caso si tratta di circa mezz’ora in treno. Qui l’attrazione principale è la gigantesca statua del buddha al Tempio Nanzō-in (Google Maps).

Dove dormire a Fukuoka?

Io ho dormito a UNPLAN Fukuoka e tutto sommato lo consiglio, economico, posizione strategica a due passi dalla fermata della metro, ambienti comuni puliti e spaziosi, colazione inclusa. 

Come raggiungere Fukuoka?

Fukuoka ha collegamenti diretti in bus da e verso tutte le principali destinazioni turistiche sull’isola di Kyushu (Nagasaki, Kumamoto, Beppu e Kagoshima) ma anche Hiroshima verso Est, puoi prenotare online su siti come global.atbus-de e Willer. Ci sono due terminal dei bus, Nishitetsu Tenjin Expressway Bus Terminal (Google Maps) e Hakata Bus Terminal (Google Maps), molti bus si fermano ad entrambi quindi puoi scegliere in base a quale sia il più conveniente in base a dove alloggi.

La principale stazione dei treni dove volendo puoi prendere gli shinkansen è Hakata Station (Google Maps). Infine, se arrivi all’aeroporto, dal terminal dei voli domestici (collegato a quello dei voli internazionali da uno shuttle gratuito) puoi salire direttamente in metro e raggiungere il centro.

Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Tempio Shofukuji.

Nagasaki

Situata sulla costa occidentale di Kyushu, Nagasaki è una città dal grande valore storico e culturale. Durante il periodo Edo fu uno dei pochi porti giapponesi aperti al commercio con l’Occidente, diventando un punto di incontro tra culture diverse. Secoli dopo, la città fu tragicamente colpita dalla seconda bomba atomica nel 1945, lasciando una memoria che ancora oggi segna la sua identità.

Cosa fare e vedere a Nagasaki

Museo della bomba atomica e Parco della Pace

Consiglio di iniziare la visita a Nagasaki dal Museo della Bomba Atomica (Google Maps). L’ingresso costa 200 yen e, personalmente, l’ho trovato molto interessante e ricco di significato per le generazioni future. Successivamente, puoi dirigerti al vicino Parco dell’Epicentro (Google Maps) e concludere al Parco della Pace (Google Maps).

Volendo, poco distante si trova pure la Cattedrale Urakami (Google Maps) che è chiaramente visibile dal parco della pace, non ci sono stato ma a quanto pare un tempo era la chiesa più grande dell’Asia.

Parco della Pace.

Chinatown e dintorni

Nagasaki Shinchi Chinatown (Google Maps) è la Chinatown più antica del Giappone. Come anticipato, Nagasaki era l’unico grande porto aperto al commercio estero durante il periodo di isolamento del Giappone e i cinesi erano gli unici commercianti ammessi in città insieme agli olandesi. Chinatown era inizialmente un’isola bonificata (da cui il nome Shinchi, letteralmente “terra nuova”). Grazie ad ulteriori bonifiche, oggi il quartiere non è più un’isola. Onestamente non l’ho trovato nulla di eccezionale ma la strada principale è sicuramente carina. 

Chinatown.

Se decidi di avventurarti da queste parti, consiglio di fare un salto anche al Ponte Megane (Google Maps), costruito nel 1634 circa, è il più antico ponte ad arco in pietra del Giappone. Poco distante si trova pure il Tempio Sofuku-ji (Google Maps). Costruito originariamente nel 1629 per i residenti cinesi di Nagasaki, il tempio è costruito in stile architettonico cinese ed è pertanto un po’ diverso dagli altri templi. C’è un cartello che chiede di donare 300 yen per l’ingresso. Carino ma niente di eccezionale. Infine, potresti scendere fino ai Giardini Glover (Google Maps) dove si trovano alcune delle più antiche residenze in stile occidentale del Giappone.

Ponte Megane.

Mount Inasa

Dalla cima del Monte Inasa (Google Maps) dove si trova una piattaforma panoramica si hanno delle fantastiche viste sull’intera città e la baia. Consiglio fortemente di salirci per il tramonto e fermarsi pure per la vista notturna. Ci sono più linee del bus che portano al parcheggio (Google Maps) dal quale basta camminare per un chilometro circa, cosa che personalmente ho fatto ma volendo c’è pure una sorta di trenino (Google Maps) che dovrebbe costare 500 yen per un biglietto di andata e ritorno oppure 300 yen solo andata. 

Mount Inasa.

Gunkanjima

Gunkanjima (Hashima), a circa 20 km da Nagasaki (Google Maps), è famosa per essere stata una delle isole più densamente popolate del mondo grazie alle miniere di carbone. Oggi si può visitare solo in parte, il tour in barca sembra essere popolare ma a quanto pare è condotto solo in giapponese e come appena detto, l’area visitabile è davvero limitata. Personalmente non ci sono andato, perché mi è sembrato che non valesse la pena, ma lascio a te giudicare. Un’alternativa potrebbe essere visitare il Gunkanjima Digital Museum (Google Maps) che ricostruisce la vita sull’isola con installazioni digitali e realtà aumentata. 

Dove dormire a Nagasaki?

Mezame Hostel ottimo ostello a due passi dal museo della bomba atomica e la stazione dei bus.

Come raggiungere Nagasaki?

Nagasaki ha collegamenti diretti in bus da e verso Fukuoka e Kumamoto, puoi prenotare online su siti come global.atbus-de e Willer. Il principale terminal dei bus è Nagasaki Ekimae (Google Maps). La principale stazione dei treni dove volendo puoi prendere gli shinkansen è Nagasaki Station (Google Maps). 

Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Tempio Sofuku-ji.

Kumamoto

Kumamoto è una città dal grande fascino storico e naturale. Celebre per il suo magnifico castello feudale, uno dei più imponenti e suggestivi del Giappone, rappresenta un simbolo dell’epoca dei samurai e della potenza dei clan locali. Intorno alla città si estende una natura spettacolare, dominata dal Monte Aso, uno dei vulcani più grandi e attivi del Paese.

Cosa fare e vedere a Kumamoto

Castello di Kumamoto e dintorni

Il castello di Kumamoto (Google Maps) è uno dei castelli più belli del Giappone e il terzo più grande. Purtroppo come per la maggior parte dei castelli in Giappone, si tratta di una replica recente, in quanto l’originale fu incendiato durante una ribellione nel 1877, come se non bastasse, molti degli edifici del parco hanno subito gravi danni durante il terremoto del 2016; il torrione principale è stato riaperto al pubblico, ma la ricostruzione degli altri edifici circostanti richiederà anni. Io ne consiglio la visita in ogni caso. L’ingresso costa 800 yen e con l’app ufficiale c’è un’ audio guida gratuita, porta le cuffie, c’è Wi-Fi gratuito. Per un’ottima vista sul castello completamente gratuita, sali al quattordicesimo piano del Kumamoto City Hall (Google Maps). 

Castello di Kumamoto.

Sempre all’interno del parco del castello c’è la Hosokawa Gyōbutei (Google Maps) ovvero l’antica residenza della famiglia Hosokawa, un importante clan di samurai che governò il feudo di Kumamoto. È una dimora tradizionale in stile giapponese, circondata da un elegante giardino, che offre uno sguardo autentico sulla vita e l’architettura dell’aristocrazia samuraica del periodo Edo. Purtroppo durante la mia visita l’accesso era completamente interdetto a causa dei danni subiti durante il terremoto. A lato potresti considerare il Kumamoto City Museum (Google Maps).

Vista dal Kumamoto City Hall.

Templi vari

Il tempio Honmyo-ji  (Google Maps) è uno dei più famosi di Kumamoto. Il tempio di per sé non è nulla di che ma si trova in cima ad una collina da dove si hanno delle ottime viste sulla città e pure il Monte Aso in lontananza meteo permettendo. C’è pure un viale con dei ciliegi da entrambi i lati che in piena fioritura credo sia molto suggestivo. A quanto pare c’è pure un festival dei ciliegi in fiore che prende luogo qui. Se decidi di salire, consiglio di proseguire poi fino al parco Honmyoji (Google Maps) dove il panorama è ancora più bello e c’è una statua di Katō Kiyomasa, un celebre samurai che fece costruire il castello di Kumamoto.

Se non ti va di fare fatica, in città c’è un tempio carino che non richiede di salire nessuna scalinata, il Fujisaki Hachimangu (Google Maps). Se al contrario cerchi qualche altro punto panoramico, consiglio di salire alla Pagoda Hanaokayama (Google Maps), anche qui oltre ad un ottimo panorama sulla città c’è un bel viale di ciliegi che immagino non sia affatto male durante il periodo della fioritura.

Fujisaki Hachimangu.

Monte Aso

Il Monte Aso è uno dei vulcani più grandi e attivi del Giappone. La sua vasta caldera offre paesaggi mozzafiato; personalmente credo valga assolutamente la pena visitarlo. Consiglio di prendere il primo treno diretto alla stazione di Aso (Google Maps) in modo da salire sul primo bus che sale al vulcano. La fermata è di fronte all’uscita della stazione, questo è il sito ufficiale del bus. Il biglietto costa 1500 yen e permette di salire e scendere dai vari bus quante volte vuoi durante tutta la giornata (volendo potresti prendere il bus per scendere dall’Asosanjo Terminal al centro visitatori o viceversa). Il primo bus era quasi pieno di mercoledì, quindi immagino che durante il weekend qualcuno resti a piedi quasi sicuramente. Scendi all’ultima fermata, Asosanjo Terminal (Google Maps).

Il cratere del vulcano.

Da qui ci sono diverse opzioni: io ho fatto il sentiero descritto in questa pagina (All Trails); volevo fare questo circuito (All Trails), ma stavo letteralmente morendo dal freddo. Ho beccato una giornata davvero fredda a fine marzo, con raffiche di vento intorno ai 60 km all’ora e una temperatura percepita di -5 gradi. Il sentiero non era particolarmente duro, ma neanche una passeggiata nel parco. In ogni caso, le opzioni non mancano: ci sono sentieri più abbordabili, tipo questo (All Trails) e, seppur l’accesso al cratere fosse chiuso durante la mia visita a causa della troppa attività, volendo potresti semplicemente salire al cratere.

Dopo aver fatto un po’ di trekking consiglio di fare un salto al centro visitatori (Google Maps), dove c’è una piccola mostra dedicata al parco. Se vuoi visitare il museo vero e proprio, al secondo piano dell’edificio (Google Maps) devi pagare 1100 yen. Stando ai commenti su Google Maps, la maggior parte delle informazioni sono solo in giapponese, quindi non sono entrato. Dall’altro lato della strada c’è un punto panoramico facilmente accessibile (Google Maps). Detto questo, se si è fatto tardi o semplicemente non hai voglia, puoi tranquillamente scendere a valle saltando il centro visitatori.

La gola di Takachiho

Non ci sono personalmente stato perché abbastanza scomoda da raggiungere con i mezzi pubblici, ma la gola di Takachiho (Google Maps) è una meta molto popolare. Situata a meno di due ore di macchina da Kumamoto, può essere visitata anche in giornata se si noleggia un’auto. La gola è famosa per le sue pareti di roccia verticali, le acque cristalline del fiume e le suggestive cascate, che creano un paesaggio naturale spettacolare. A questa pagina trovi qualche informazione in più.

Dove dormire a Kumamoto?

Io ho dormito all’ HOTEL CARNA A e lo consiglio. La struttura è piuttosto datata tanto che le capsule hanno una tv a tubo catodico ma il prezzo è davvero onesto e soprattutto c’è un ottimo Daiyokujō (grande bagno pubblico) con tanto di sauna. 

Come raggiungere Kumamoto?

Kumamoto ha collegamenti diretti in bus da e verso Fukuoka, Nagasaki e Kagoshima. Puoi prenotare online su siti come global.atbus-de e Willer. Il principale terminal dei bus è Sakuramachi Bus Terminal (Google Maps). La principale stazione dei treni dove volendo puoi prendere gli shinkansen è Kumamoto Station (Google Maps). 

Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Pagoda Hanaokayama.

Beppu

Sulla costa orientale di Kyushu si trova Beppu, una delle località termali più famose del Giappone. La città è rinomata per i suoi onsen (le tradizionali sorgenti termali naturali del Giappone) e per le spettacolari “hells” ovvero sorgenti termali naturali dai colori e dalle forme sorprendenti.

Personalmente non ci sono stato: la rete del trasporto pubblico a Kyushu rende più comodo raggiungere Beppu da Fukuoka, ma ciò implica dover poi tornare a Fukuoka per proseguire il viaggio. Considerando che nel mio itinerario non mancavano altre occasioni per vivere la classica esperienza onsen, ho preferito dedicare il tempo ad altre tappe. Resta comunque una destinazione molto popolare, che credo valga la pena almeno menzionare.

Inoltre, se hai in programma di visitare Shikoku, da Saganoseki, località poco distante da Beppu, parte un traghetto che collega direttamente le due isole. In sostanza, a seconda dei tuoi piani di viaggio, Beppu può rivelarsi una tappa interessante.

A questa pagina puoi trovare ulteriori informazioni sulle diverse onsen della zona.

Vulcano Sakurajima.

Kagoshima

Affacciata su una splendida baia dominata dal maestoso vulcano Sakurajima, ancora oggi attivo, Kagoshima è stata una delle culle della cultura dei samurai e la patria di Saigō Takamori, figura simbolo della Restaurazione Meiji. Oggi unisce il suo passato a un’atmosfera rilassata e a scenari naturali tra i più suggestivi del Giappone.

Cosa fare e vedere a Kagoshima

Kagoshima città

Consiglio di iniziare la visita in città con il Museo della Restaurazione Meiji (Google Maps). L’ingresso costa 300 yen e viene inclusa un’ audio guida gratuita in inglese. Ad intervalli regolari vengono pure proiettati due filmati interessanti pure in lingua inglese. Non sarà il museo migliore che abbia mai visto ma non è neanche male, tutto sommato lo consiglio. Dopodiché dirigiti verso ciò che rimane del castello Tsurumaru (Google Maps), l’unica parte davvero interessante è l’antico cancello visto il recente restauro (Google Maps). Terminata questa breve visita consiglio di salire alla piattaforma panoramica del parco Shiroyama (Google Maps) da dove si hanno delle fantastiche viste sulla città con il vulcano Sakurajima sullo sfondo. Infine, non ci sono stato, ma i giardini Sanganen (Google Maps) sono spesso consigliati. L’entrata è relativamente cara rispetto a molti altri giardini tradizionali ma stando a molti commenti, ne vale assolutamente la pena.

Piattaforma panoramica del parco Shiroyama.

Sakurajima

Il Sakurajima è uno dei vulcani più attivi del Giappone e il simbolo di Kagoshima. Il vulcano fuma costantemente e spesso si verificano eruzioni minori più volte al giorno. Il traghetto (Google Maps) verso l’isola nella baia dove si trova il vulcano fa da spola davvero di frequente, letteralmente 24 ore su 24 e costa solo 200 yen. Una volta arrivato sull’isola, dal porto (Google Maps) consiglio di camminare fino al centro visitatori (Google Maps) dove è possibile visionare un filmato e c’è pure una piccola esposizione, una sorta di piccolo museo dove viene raccontata la storia dell’isola e la sua formazione. Una volta terminata la visita, scendi all’area dove ci sono i bagni termali per i piedi (Google Maps). A questo punto, nel caso fossi più fortunato di me, potresti prendere l’autobus (passa ogni mezz’ora e il pass per l’intera giornata dovrebbe costare 500 yen) che porta al punto panoramico accessibile al pubblico più vicino al cratere (Google Maps). Purtroppo, durante la mia visita, la cima del vulcano era completamente avvolta dalle nubi quindi ho preferito non salire visto che non ci sarebbe stato alcun panorama. A titolo informativo, potresti pure salire a piedi come descritto a questa pagina (All Trails). Giusto per passare il tempo prima di tornare a Kagoshima, io ho finito col fare il breve sentiero costiero (Google Maps) fino all’osservatorio Karasujima (Google Maps), nulla di che. 

Bagni termali per i piedibagni termali per i piedi.

Monte Kaimondake

Per via della sua forma conica quasi perfetta, che ricorda quella del Monte Fuji, il Monte Kaimondake è spesso chiamato “il Fuji di Kagoshima”. Si tratta di un’escursione molto carina con un po’ di semi arrampicata vicino alla cima, il sentiero è ben mantenuto e relativamente trafficato anche durante la settimana, sembra essere un’escursione davvero popolare tra i locali. Dalla cima si ha una fantastica vista sul lago Ikeda e la baia di Kagoshima. Trovi il sentiero descritto a questa pagina (All Trails).

Se come me ti sposti con il trasporto pubblico e adori viaggiare in treno, è fattibile prendere il treno delle 10:00 da Kagoshima, scendere alla stazione di Kaimon (Google Maps), salire sulla cima e poi tornare in città con il treno delle 16:37 ma bisogna mantenere un buon passo. Io non ho avuto problemi ma se vuoi prendertela con più calma, a quanto pare è possibile prendere un bus da o verso Ibusuki da dove le connessioni in treno verso Kagoshima sono più frequenti. 

Detto questo, potresti fermarti ad Ibusuki in ogni caso e visitare i famosi “bagni di sabbia” alla Sunamushi Onsen (Google Maps) dove invece di mettersi in ammollo nell’acqua calda, si viene messi in “ammollo” nella sabbia scaldata dall’attività vulcanica. Io non ci sono stato ma stando al numero di turisti che ho visto salire e scendere dal treno, sembra essere davvero popolare.

Monte Kaimondake.

Yakushima

Yakushima è l’isola più piovosa del Giappone. Questa pioggia costante alimenta una vegetazione lussureggiante e foreste di cedri millenari che sembrano uscite da un film di Miyazaki, non a caso Princess Mononoke è ispirato proprio a questi paesaggi.

L’isola e il suo parco nazionale sembrano davvero un luogo straordinario, che mi sento di consigliare sulla base delle mie ricerche e delle testimonianze di altri viaggiatori. Purtroppo non posso parlare per esperienza personale in quanto le previsioni meteo erano pessime per diversi giorni e non mi andava di restare fermo troppo a lungo aspettando una finestra meteo migliore, così, con un po’ di rammarico, ho lasciato Kagoshima senza visitare Yakushima.

Detto questo, ci sono tre opzioni per raggiungere l’isola: due traghetti e un’imbarcazione veloce. Sul sito ufficiale della Green Guesthouse trovi una tabella riassuntiva molto utile con tutti gli orari e prezzi. A questa pagina trovi qualche spunto interessante per pianificare un itinerario.

Parco nazionale Kirishima-Kinkōwan

Per concludere, se sei interessato ad altre escursioni usando Kagoshima come base, il parco nazionale Kirishima-Kinkōwan a nord della città non è molto distante ma perlomeno durante la mia visita, il trasporto pubblico era talmente carente che ho rinunciato a visitarlo ma se fossi disposto a noleggiare un’auto credo possa essere una destinazione interessante. Io avevo individuato questa escursione ma a questa pagina trovi un sacco di altri spunti interessanti. 

Cancello del castello Tsurumaru.

Dove dormire a Kogoshima?

Io ho dormito a Green Guesthouse, niente di eccezionale ma ottima posizione a due passi sia dal Kosokusen Terminal che dal porto dove partono i traghetti per Sakurajima e Yakushima. Tutto sommato la consiglio.  

Come raggiungere Kogoshima?

Kagoshima ha collegamenti diretti in bus da e verso Kumamoto ma anche Fukuoka. Puoi prenotare online su siti come global.atbus-de e Willer. Il principale terminal dei bus è Kagoshima Chūō (Google Maps) ma molti bus si fermano pure a Kosokusen Terminal (Google Maps) poco distante da Green Guesthouse. La principale stazione dei treni dove volendo puoi prendere gli shinkansen è Kagoshimachuo Station (Google Maps). Infine, visto quanto a sud si trova Kagoshima, vale assolutamente la pena considerare l’idea di prendere qualche volo interno in particolare se intendi lasciare l’isola di Kyushu. Se prenotati in anticipo, i voli hanno prezzi molto competitivi. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Nagasaki.

SHIKOKU

Shikoku è la più piccola delle quattro isole principali del Giappone e una delle meno visitate dal turismo internazionale. È nota soprattutto per il pellegrinaggio degli 88 templi, un itinerario spirituale che attraversa l’intera isola e attira sia devoti sia viaggiatori in cerca di esperienze più contemplative.

Lontana dai ritmi frenetici delle grandi metropoli, Shikoku offre scenari naturali suggestivi, villaggi tradizionali e sorgenti termali. Le sue coste frastagliate, i ponti sospesi che la collegano a Honshū e la calorosa ospitalità locale ne fanno una meta ideale per chi desidera esplorare un Giappone più intimo e genuino.

Non ho letteralmente messo a piede a Shikoku quindi non ho chissà quali informazioni a riguardo ma come anticipato potresti prendere il traghetto da Saganoseki se ti trovi a Kyūshū oppure uno dei vari ponti che la connette a Honshū. In sostanza, non è così difficile includere Shikoku nel proprio itinerario. A questa pagina trovi degli spunti su cosa fare e vedere.

HONSHŪ

Honshū è la più grande e popolosa tra le isole dell’arcipelago giapponese, nonché il cuore culturale, economico e politico del Paese. Qui si trovano le principali metropoli giapponesi (Tokyo, Kyoto, Osaka e Hiroshima) insieme ad alcune delle destinazioni più iconiche e rappresentative del Giappone come il Monte Fuji. È proprio qui, lungo l’asse che va da Tokyo a Hiroshima, che si concentra la maggior parte del turismo internazionale.

Iwakuni.

Hiroshima

Situata nella regione di Chūgoku, sull’isola di Honshū, Hiroshima è una città dal profondo significato storico e simbolico. Divenuta tristemente famosa per essere stata il bersaglio della prima bomba atomica il 6 agosto 1945, oggi Hiroshima è una città moderna e vivace, che unisce memoria e speranza.

Cosa fare e vedere a Hiroshima

Hiroshima ha un bel centro cittadino, la cui arteria principale è Hondori Street (Google Maps), una lunga galleria pedonale coperta, piena di negozi e ristoranti. È la classica via commerciale che si trova in molte città giapponesi: piacevole per una passeggiata, ma nulla di particolarmente speciale.

Parco della pace di Hiroshima.

Parco della pace di Hiroshima

Consiglio di iniziare la visita con il Museo memoriale della pace di Hiroshima (Google Maps), in alta stagione già alle 9:00 c’era la fila per entrare e l’interno era davvero molto affollato quindi credo proprio valga la pena andare il prima possibile. Il museo ripercorre la storia di Hiroshima e l’avvento della bomba nucleare. L’attenzione principale è tuttavia rivolta agli eventi del 6 agosto: lo sganciamento della bomba e il suo esito in termini di sofferenza umana. L’ingresso costa 200 yen, io non l’ho presa ma volendo c’è un’audioguida per 400 yen.   

Cammina poi attraverso il Parco commemorativo della pace (Google Maps) che era il cuore politico e commerciale della città e proprio per questo motivo, fu scelta come obiettivo. Infine visita la famosa cupola della Bomba Atomica (Google Maps). Originariamente sede del Palazzo per la Promozione Industriale, fu uno dei pochi edifici a restare in piedi dopo l’esplosione del 6 agosto 1945. Oggi è conservata nelle stesse condizioni di allora come monumento alla memoria e monito universale contro la guerra nucleare.

Il Castello di Hiroshima.

Castello di Hiroshima

Il Castello di Hiroshima (Google Maps), noto anche come Castello delle Carpe, fu costruito nel 1589 dal potente feudatario Mōri Terumoto, fu per secoli un importante centro del potere nel Giappone occidentale. Risparmiato dalle demolizioni del periodo Meiji, venne tuttavia completamente distrutto, insieme al resto della città, dalla bomba atomica del 1945. Quello che si può vedere ora è pertanto una ricostruzione. L’ingresso costa 370 yen e include un’audioguida gratuita (consiglio di portare le cuffie). L’esposizione interna, dedicata alla storia del castello e della città, non è particolarmente memorabile, ma la vista panoramica dall’ultimo piano merita. La domenica pomeriggio alle 13:00 e 15:00 dovrebbe esserci uno spettacolo di samurai completamente gratuito.

Giardino Shukkeien

Il Giardino Shukkeien (Google Maps) è un raffinato giardino giapponese risalente al 1620, creato subito dopo la costruzione del castello di Hiroshima. Colline, valli e foreste in miniatura riproducono paesaggi naturali in scala, con sentieri che si snodano intorno a un laghetto centrale. È un luogo molto curato e tranquillo, perfetto per una pausa rilassante durante la visita della città dopo essere stati al museo della bomba atomica. L’ingresso costa solo 260 yen e vale senza dubbio la visita.

Giardini Shukkeien.

Museo della Mazda

Il museo Mazda si trova all’interno dello stabilimento principale dell’azienda, a Hiroshima (Google Maps). Il tour, gratuito e disponibile anche in inglese, ripercorre la storia della casa automobilistica attraverso modelli di diverse epoche e una parte della linea di produzione. È necessario prenotare in anticipo perché molto richiesto. Io non ci sono stato personalmente, quindi non posso parlare per esperienza diretta, ma sembra un’esperienza interessante per gli appassionati di motori.

Porta torii.

Isola Itsukushima

Itsukushima è una piccola isola situata a circa mezz’ora a sud di Hiroshima. È famosa soprattutto per la sua gigantesca porta torii, che con l’alta marea sembra galleggiare sull’acqua. Si tratta di un’escursione molto popolare per chi visita Hiroshima. Non aspettarti però un’atmosfera tranquilla: l’isola è quasi sempre affollata, ma resta comunque una meta che mi sento di consigliare.

Per raggiungere Itsukushima da Hiroshima hai due opzioni: puoi prendere il treno verso la stazione di Miyajimaguchi (Google Maps) oppure la linea 2 del tram fino all’ultima stazione Hiroden-Miyajimaguchi (Google Maps), il treno è leggermente più veloce ma costa letteralmente il doppio, a te la scelta. Una volta arrivato a destinazione, i traghetti verso l’isola fanno da spola di continuo, se hai un JR Pass, questo traghetto è incluso, altrimenti sono 200 yen solo andata che puoi pagare direttamente con la tua IC card senza quindi fare la fila per comprare il biglietto.

Una volta arrivato sull’isola, consiglio di dirigersi verso il santuario Hokoku-jinja (Google Maps), puoi tranquillamente fare a meno di entrare e onestamente vale lo stesso discorso per il più famoso Itsukushima Jinja (Google Maps), l’ingresso costa solo 300 yen ma oltre a fare la fila c’è davvero poco da vedere, a mio parere la maggior parte delle persone entrano solo per farsi la foto con la porta torii sullo sfondo. Per il museo chiedono altri 200 yen che non ho pagato quindi non so cosa ci sia all’interno. Vedi te. 

Parco Omoto.

Dopodiché consiglio di camminare fino al parco Omoto (Google Maps) dove solitamente ci sono un sacco di cervi nonché ciliegi in fiore durante il giusto periodo. Se ti va di faticare un po’, da qui c’è un sentiero tracciato pure su Google Maps che sale fino al Monte Komagabayashi (Google Maps) da dove si hanno delle ottime viste sulla baia e poi puoi procedere verso il Monte Misen (Google Maps) che offre un panorama simile ma è molto più affollato visto che la stazione della funivia si trova poco distante. Da qui consiglio di scendere per il sentiero principale (All Trails) che è il meno ripido e meglio mantenuto facendo tappa al tempio Daisho-in (Google Maps). Se per qualsiasi ragione non ti va di salire a piedi, come anticipato c’è una funivia che parte da questo punto (Google Maps) e arriva alla stazione Shishiiwa (Google Maps). Potresti anche decidere di salire in funivia e poi scendere a piedi come sembrano fare in molti, io consiglio il circuito a piedi ma poco cambia. A te la scelta.

Vista dalla cima.

Iwakuni

Iwakuni è una piccola città circa un’ora a sud di Hiroshima (e mezz’ora da Itsukushima) nota soprattutto per il suo iconico ponte Kintai-kyo, una struttura in legno a cinque arcate considerata un capolavoro di ingegneria tradizionale giapponese, costruita interamente senza chiodi metallici. Da Hiroshima ci sono collegamenti frequenti verso la stazione di Iwakuni (Google Maps), una volta arrivato alla stazione prendi il bus per questa fermata (Google Maps). Da qui puoi decidere di attraversare il famoso ponte a piedi (Google Maps), chiedono 300 yen per farlo, io onestamente neanche lo sapevo ed ho puntato direttamente al ponte che sta più a nord perché semplicemente volevo vedere il Kintai-kyo da un altro angolo. Dopodichè ho esplorato il parco che circonda il Santuario Kikko (Google Maps) e preso il sentiero tracciato su Organic Maps che porta al castello di Iwakuni (Google Maps), non è sicuramente il più impressionante del Giappone ma ho comunque trovato la visita piacevole, chiedono 270 yen per entrare e all’interno c’è una sorta di piccolo museo con katane, armi varie e la storia del castello. 

Vista dal castello.

Detto questo, se hai un budget limitato potresti semplicemente salire a piedi e passeggiare intorno al castello, entrare non è assolutamente necessario. Se al contrario i soldi non sono un problema, non ti va di camminare o semplicemente vuoi prendere la funivia che porta al castello (Google Maps) invece del sentiero menzionato in precedenza, vale sicuramente la pena comprare il biglietto combo all’ingresso del ponte (Google Maps), costa 970 yen e permette di attraversare il Kintai-kyo Bridge, prendere la funivia ed entrare al castello. Per concludere, durante la stagione della fioritura dei ciliegi, che di solito avviene all’inizio di aprile da queste parti, il viale con i ciliegi e le lanterne del parco Ukai (Google Maps) a lato del fiume è davvero molto suggestivo. A titolo informativo, se parti la mattina presto, potresti sicuramente visitare sia l’isola che Iwakuni nell’arco dello stesso giorno.

Ponte Kintai-kyo.

Dove dormire a Hiroshima?

Ho passato un paio di notti a Guesthouse Akicafe Inn, struttura davvero molto carina, staff gentile e posizione praticamente perfetta a due passi dalla stazione. Uno dei migliori ostelli in cui sono stato durante il mio viaggio in Giappone. Hanno pure camere private. Ho passato pure un paio di notti a Hiroshima Guesthouse HARU, la struttura non è altrettanto curata e la posizione è leggermente più scomoda ma resta comunque un buon ostello con un ottimo rapporto qualità prezzo. 

Come raggiungere Hiroshima?

Hiroshima ha collegamenti diretti in bus da e verso Fukuoka ad Ovest e Osaka ad Est. Puoi prenotare online su siti come Willer. Il principale terminal dei bus è Bus Station Hiroshima Station North Gate (Google Maps) ma molti bus si fermano pure a Hiroshima Bus Center (Google Maps). La principale stazione dei treni dove volendo puoi prendere gli shinkansen è Hiroshima Station (Google Maps). Infine, in base al tuo itinerario, potresti considerare voli da e verso Hiroshima. Se prenotati in anticipo, i prezzi possono essere molto competitivi e farti risparmiare un bel po’ di tempo. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Cupola della Bomba Atomica.

Onomichi

Onomichi è una piccola cittadina a metà strada tra Hiroshima ed Himeji, perfetta per chiunque voglia spezzare il viaggio e uscire leggermente da quello che è il classico itinerario turistico.

Cosa fare e vedere a Onomichi

L’attrazione numero uno di Onomichi è senza dubbio la cosiddetta “Temple Walk” che, nell’arco di neanche 3 km, collega ben 25 templi. Si tratta di un modo estremamente piacevole di passare mezza giornata. Il percorso è ben segnalato, inizia in questo punto (Google Maps) e attraversa anche la famosa “via dei gatti” (Google Maps). Consiglio inoltre di includere anche il “percorso della letteratura” che porta all’osservatorio sulla cima del Monte Senkoji (Google Maps). Volendo potresti pure prendere la funivia (Google Maps).

Temple Walk.

In sostanza, potresti combinare il tutto seguendo la traccia GPS che trovi a questa pagina, che include anche il tempio Saikoku (Google Maps), ufficialmente fuori dalla “Temple Walk” e pertanto molto meno affollato, ma carino e con ottime viste. Nel caso non ne avessi avuto abbastanza di camminare e visitare templi, io sono stato pure al tempio Jodoji Okunoin Manpuku (Google Maps), che sul retro ha una bella piattaforma panoramica (Google Maps).

Temple Walk.

Dove dormire a Onomichi?

Io ho passato un paio di notti a Onomichi Guest House, senza infamia e senza lode. Se cerchi un’opzione economica, non è poi così male.

Come raggiungere Onomichi?

Che tu arrivi da Hiroshima, a sud, o da Himeji/Osaka, a nord, ti consiglio di prendere il treno sulla San-yo Line fino alla stazione di Onomichi (Google Maps). Se hai fretta e non ti dispiace spendere molto in più, puoi prendere lo Shinkansen fino a Fukuyama, da dove dovrai comunque proseguire sulla San-yo Line. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Onomichi.

Okayama, Naoshima e Teshima 

Da Onomichi io ho tirato dritto verso Himeji ma volendo ci sono alcune destinazioni interessanti nel mezzo che credo valga la pena menzionare. Prima di tutto il Castello di Okayama (Google Maps), soprannominato Castello Nero per il colore scuro delle sue pareti esterne, e il vicino giardino Kōraku-en (Google Maps), considerato uno tra i più belli del Giappone. 

Okayama è inoltre un’ottima base per esplorare le isole Naoshima e Teshima particolarmente popolari tra gli appassionati di arte contemporanea. Ai link trovi alcune informazioni.

Tempio Saikoku.

Himeji

Himeji è una città celebre per il suo magnifico castello, considerato il più bello del Giappone. Conosciuto anche come “Castello dell’Airone Bianco”, il Castello di Himeji, risalente al 1609, è uno dei pochi esempi di architettura feudale giapponese a essere sopravvissuto intatto a guerre, terremoti e bombardamenti. Oggi rappresenta uno dei simboli più iconici del Giappone e un patrimonio mondiale dell’UNESCO.

Castello di Himeji.

Cosa fare e vedere a Himeji

Castello di Himeji

Il castello di Himeji (Google Maps) è senza dubbio l’attrazione numero uno in città. Ho avuto il piacere di visitarlo durante la fioritura dei ciliegi e nonostante la folla, è stato senza dubbio uno degli highlights del mio viaggio in Giappone. Specialmente in alta stagione, consiglio di entrare il prima possibile per evitare lunghe code. Aprono alle 9:00 e quando sono uscito alle 10:30 c’era già una lunghissima fila. L’ingresso costa 1000 yen. Purtroppo, il bastione principale è sostanzialmente vuoto, la visita consiste per lo più in rampe di scale su rampe di scale. Onestamente, se hai un budget davvero limitato potresti fare a meno di entrare nel castello vero e proprio. Detto questo, se decidi di entrare, consiglio di pagare i 50 yen extra per visitare i giardini interni. In caso contrario, potresti semplicemente goderti il castello dal parco esterno. 

Anche i giardini Koko-en (Google Maps) poco distanti non sono affatto male ma anche in questo caso, aspettati una situazione piuttosto affollata. Per concludere, in questo punto (Google Maps) c’è una bella vista sul castello di cui vedi la foto qui sotto e se cerchi un luogo tranquillo con un bel panorama non solo sul castello ma l’intera città, consiglio di salire al parco Otokoyama Haisui’ike (Google Maps).

Tempio di Shoshazan Engyoji

Situato sul Monte Shosha, a nord-ovest di Himeji, il complesso del tempio di Shoshazan Engyoji è un antico luogo di culto buddhista fondato nel X secolo. Immerso in una foresta suggestiva, conserva edifici in legno di grande valore storico e spirituale. La sua atmosfera e il fascino architettonico hanno fatto da sfondo a numerosi film, tra cui l’ultimo samurai.

Per raggiungerlo, prendi un qualsiasi bus diretto a Shosha Bus Stop (Google Maps) dopodichè consiglio di salire a piedi, sono circa 20 minuti, il sentiero inizia in questo punto (Google Maps), è facile da seguire e pure tracciato su Google Maps. Chiaramente, come spesso accade in Giappone, c’è pure una funivia, la stazione si trova in questo punto (Google Maps), il biglietto di andata e ritorno dovrebbe costare 900 yen. Il sentiero sbuca direttamente dove si trova la stazione di arrivo della funivia (Google Maps). Che tu scelga di salire a piedi o in funivia, da qui, per arrivare al complesso vero e proprio, bisogna camminare per un’altra ventina di minuti. In alternativa ci sono pure bus navetta a pagamento, che collegano la stazione superiore alla zona del tempio. Di nuovo, io consiglio di camminare, oltretutto questo tratto è molto meno ripido. Poco dopo la stazione di arrivo è dove bisogna pagare l’entrata che costa 500 yen. I due edifici assolutamente da vedere sono il Engyoji – Maniden (Google Maps) e il Engyoji Three Halls (Google Maps) ma ci sono un sacco di altri santuari, templi e quant’altro, consiglio di esplorare l’intera area che a mio parere è molto carina e perlomeno durante la mia visita per niente affollata.

Engyoji Three Halls.

Dove dormire a Himeji?

Io ho dormito a Himeji 588 Guest House, ottima posizione a metà strada tra la stazione dei treni e il castello. Sono molto fiscali con l’orario del check in e la custodia del bagaglio ma per il resto non è affatto male.

Come raggiungere Himeji?

Himeji Station (Google Maps) ha collegamenti estremamente frequenti sia verso Onomichi/Hiroshima a sud che Kōbe/Osaka a nord. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Himeji Gokoku.

Kōbe

Situata tra le montagne e il mare, e celebre per il suo manzo pregiato, Kōbe è un antico porto commerciale che fonde influenze occidentali e tradizione giapponese in un paesaggio urbano raffinato.

Cosa fare e vedere a Kobe

Per il turismo locale, una delle principali attrazioni di Kōbe è il quartiere Kitano (Google Maps), dove un tempo vivevano diplomatici e commercianti europei. Qui si trovano numerose case in stile occidentale, molte delle quali oggi ospitano piccoli musei e caffè. La più famosa è la casa Moegi (Google Maps), io non sono nemmeno entrato quindi non so se ne valga la pena o meno. Per chi arriva dall’Europa, tuttavia, la visita potrebbe non risultare particolarmente interessante. Resta comunque una passeggiata gradevole, ideale se hai un po’ di tempo libero o se vuoi fare una sosta di mezza giornata lungo il tragitto verso un’altra destinazione. Vale inoltre la pena visitare la Chinatown di Kōbe (Google Maps), a mio avviso la più affascinante tra quelle che ho visto io in Giappone, vivace e ricca di bancarelle e ristoranti. Infine, assaggiare la celebre carne di Kōbe è quasi un obbligo.

Quartiere Kitano.

Monte Rokko

Io ho passato solo mezza giornata a Kobe visitandola da Osaka e non volevo fermarmi fino a tardi quindi me ne se sono andato nella tarda mattinata, ma se decidi di fermarti più a lungo o magari passare la notte qui, potresti salire all’osservatorio Tenran (Google Maps), la vista è considerata una delle più belle del Giappone, spesso descritta come una delle “tre grandi vedute notturne” del paese (Nihon Sandai Yakei), insieme a quelle di Hakodate e Nagasaki. Puoi prendere la funivia in questo punto (Google Maps) che è collegata alla città via bus.

Come raggiungere Kobe?

Kobe ha collegamenti estremamente frequenti in treno sia verso nord che verso sud verso tutte le principali destinazioni turistiche nei dintorni. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Chinatown.

Osaka

Osaka è la seconda area metropolitana del Giappone dopo Tokyo e da secoli rappresenta il cuore economico della regione del Kansai. Conosciuta in passato come Naniwa, fu la prima capitale del Giappone prima del periodo Nara, quando la sede imperiale cambiava con ogni nuovo sovrano. Oggi Osaka è una metropoli moderna e vivace, celebre per la sua anima commerciale e l’imponente castello.

Castello di Osaka.

Cosa fare e vedere a Osaka

Castello di Osaka

Il castello di Osaka (Google Maps) con il suo ampio parco (Google Maps) sono senza dubbio uno dei luoghi più iconici della città. Io, sinceramente, non sono nemmeno entrato nel castello vero e proprio. Ho visitato Osaka in piena fioritura dei ciliegi e c’era una fila assurda per accedervi. Da quanto ho letto, come in altri castelli del Giappone, l’interno non è particolarmente interessante, quindi mi sono risparmiato l’attesa infinita e anche i 1200 yen del biglietto. Non posso però parlare per esperienza diretta. Se decidi di entrare, a quanto pare fare il biglietto online dovrebbe farti risparmiare un po’ di tempo durante l’alta stagione. Sono invece entrato nei Giardini Nishinomaru (Google Maps), più che dei giardini si tratta di un parco pieno di ciliegi che a mio parere offre le viste migliori sul castello, l’ingresso costa 200 yen e durante il periodo della fioritura ci sono pure delle illuminazioni speciali.

Per concludere, io non ci sono stato ma nei pressi del castello c’è pure il Museo di storia di Osaka (Google Maps) che potrebbe essere una visita interessante.

Castello di Osaka dai Giardini Nishinomaru.

Namba e Dotonbori

Namba (Google Maps) è un quartiere famoso per lo shopping e l’intrattenimento, tra i più popolari di Osaka. Dotonbori (Google Maps) è la zona più vivace lungo il canale, famosa per locali, insegne luminose e ristoranti. Consiglio di farci un giro la sera e fare un salto anche al tempio Hozen-ji (Google Maps), che si trova nel cuore del quartiere. Qui si trova anche il mercato Kuromon Ichiba (Google Maps).

Shinsekai

Se cerchi un quartiere meno turistico ma comunque affascinante dove passeggiare la sera, consiglio di fare un salto a Shinsekai (Google Maps), molto colorato e movimentato. Unisce caratteristiche moderne, con insegne vivaci e appariscenti, ad elementi tradizionali. Io non l’ho fatto ma volendo puoi salire in cima alla torre Tsutenkaku (Google Maps) dove c’è una piattaforma panoramica che dovrebbe offrire ottime viste sulla città.

Torre Tsutenkaku.

Sumiyoshi Taisha

Sumiyoshi Taisha (Google Maps) è un bel Santuario immerso nel verde, ti fa quasi dimenticare di essere ad Osaka. Qui c’è il famoso ponte rosso che permette di scattare una bella foto con il suo riflesso sull’acqua.

Parco Minoh

Il Parco Minoh (Google Maps) alla periferia di Osaka è uno dei luoghi migliori della regione del Kansai per vedere i colori autunnali del foliage. Avendo visitato Osaka in primavera non ci sono stato ma in autunno credo possa essere una meta interessante. Ci sono alcuni templi come il Ryuan-ji (Google Maps), una cascata (Google Maps) e una serie di sentieri.

Per concludere, altre due mete che credo valga la pena menzionare sono gli Universal Studios Japan (Google Maps) e l’acquario Kaiyukan (Google Maps).

Sumiyoshi Taisha.

Dove dormire a Osaka?

Io ho dormito a IMANO OSAKA SHINSAIBASHI HOSTEL, buon ostello e buona posizione ma devo dire che i dormitori erano un po’ angusti. Tutto sommato non male.

Come raggiungere Osaka?

Osaka ha collegamenti estremamente frequenti in treno sia verso nord che verso sud verso tutte le principali destinazioni turistiche nei dintorni. Inoltre, la città è servita dall’aeroporto internazionale Kensai (Google Maps). Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Dotonbori.

Kyoto

Situata nel cuore della regione del Kansai, Kyoto è stata la capitale del Giappone e la residenza imperiale per oltre un millennio, dal 794 al 1868. Nonostante i conflitti e gli incendi che nel corso dei secoli l’hanno più volte messa alla prova, la città è riuscita a preservare un patrimonio storico unico, scampando perfino ai bombardamenti della seconda guerra mondiale. 

Oggi Kyoto è una grande città moderna che custodisce con orgoglio il suo passato: templi, santuari, giardini tradizionali la rendono uno dei luoghi più affascinanti e rappresentativi della cultura giapponese.

Santuario di Yasaka.

Cosa fare e vedere a Kyoto

A Kyoto c’è una quantità impressionante di cose da vedere, tanto che si rischia di sentirsi sopraffatti. Anche restando quasi una settimana, sono ripartito senza aver visitato diversi templi che molti considerano imperdibili. Vale ovunque, ma a Kyoto più che mai: cercare di vedere “tutto” è impossibile. Meglio accettarlo e godersi ciò che si riesce a includere senza stress.

Inoltre, seppur la città sia incantevole, sarà stato il periodo della fioritura dei ciliegi ma l’ho trovata spesso estremamente affollata, a volte oltre il limite del tollerabile. Per quanto Kyoto sia una tappa essenziale di qualsiasi viaggio in Giappone, credo abbia senso evitare di incaponirsi su ogni singolo tempio e valutare invece di dedicare parte del proprio tempo a destinazioni meno battute.

Templi veri

Ci sono oltre 1.600 templi in città. Rimanendo in tema con quanto appena detto, visitarli tutti è davvero poco realistico, così come menzionarli uno per uno. Per questo cercherò di consigliare quelli che, per un motivo o per un altro, sono i più popolari: darò un giudizio su quelli che ho visitato e suggerirò un possibile itinerario da seguire. Detto ciò, come anticipato, la lista non è assolutamente completa: so che qualcuno potrebbe non essere d’accordo con me, ma credo che quanto segue sia un buon punto di partenza per trascorrere qualche giorno a Kyoto.

Sentiero del filosofo.

Consiglio di iniziare con il Ginkaku-ji (Google Maps), un tempio zen del XV secolo famoso per la sua estetica semplice e per i suoi eleganti giardini di sabbia e muschio. L’ingresso costa 1000 yen. Se hai un budget limitato, ci sono sicuramente templi più impressionanti da visitare. Detto questo, il tempio si combina bene con il vicino sentiero del filosofo o Tetsugaku no Michi (Google Maps), che è completamente gratuito ed inizia proprio a due passi dal tempio. Particolarmente suggestivo durante la fioritura dei ciliegi in quanto l’intero percorso ne è pieno, è sicuramente una passeggiata piacevole tutto l’anno. Sempre nei pressi del tempio, c’è il sentiero che porta alla cima del Monte Daimonjiyama (All Trails), non ci sono stato ma sembra essere un’escursione abbastanza popolare e non troppo impegnativa che offre delle ottime vista sulla città.

Tornando al sentiero del filosofo, il percorso è piuttosto ovvio e in sostanza si limita a seguire il canale ma consiglio di fare una piccola deviazione verso il tempio Hōnenin (Google Maps), l’ingresso è gratuito. Da qui procedi verso il terminale sud del percorso (Google Maps). Poco distante si trova il tempio Eikandō Zenrinji (Google Maps) che perlomeno in termini di dimensioni è forse tra i più grandi che ho visitato e dà la sensazione che ci sia qualcosa da vedere al contrario di molti altri. Detto questo, il giardino è pieno di aceri che rendono particolarmente suggestivo il foliage autunnale. L’ingresso costa 1000 yen. Poco distante si trova l’ennesimo tempio, il Nanzen-ji (Google Maps), io l’ho saltato perchè ne avevo già visti abbastanza per la giornata quindi non commento. L’ingresso costa 600 yen. Sono invece stato al vicino Keage inkurain (Google Maps), un ex tracciato ferroviario costeggiato da ciliegi che durante la fioritura lo rendono un luogo particolarmente suggestivo.

Tempio Ginkaku-ji.

Proseguendo verso sud troviamo il distretto di Higashiyama (Google Maps) che è uno dei quartieri storici meglio conservati della città. Non ci sono stato ma potresti iniziare con il tempio Chionin (Google Maps) famoso per la sua imponente porta in legno e per una colossale campana di bronzo da 70 tonnellate. Durante l’annuale cerimonia di Capodanno (Joya no Kane), la campana viene suonata 108 volte per scacciare i desideri terreni in vista del nuovo anno. Poco distante si trova il tempio Kodaiji (Google Maps), non sono stato nemmeno qui quindi non mi esprimo ma è rinomato per i suoi giardini curati nei minimi dettagli (particolarmente suggestivo in autunno visti i numerosi aceri), le lacche decorate con polvere d’oro e il pittoresco boschetto di bambù.

Shōgunzuka Mound.

Da lì puoi proseguire verso il Parco Maruyama (Google Maps), che si fonde direttamente con il Santuario di Yasaka (Google Maps), entrambi a ingresso gratuito. L’area ospita numerose bancarelle di street food e diventa particolarmente piacevole durante la fioritura dei ciliegi, quando l’intero parco si riempie di alberi in fiore. Se ti va di fare due passi, dal parco puoi salire a piedi verso lo Shōgunzuka Mound (Google Maps), un’antica necropoli in cima alla montagna, adiacente a un tempio che offre due splendide piattaforme panoramiche con una vista a 360° sulla città e sui dintorni. Tecnicamente l’accesso è a pagamento ma quando ci sono stato io la biglietteria era chiusa e il cancello aperto, con molta gente già all’interno. Il sentiero inizia in questo punto (Google Maps) e in ogni caso è tracciato su Organic Maps. Poco distante si trova anche l’iconica Pagoda (Google Maps), usata come sfondo per la famosa foto che sono certo tu abbia visto più di qualche volta. Va scattata in questo punto (Google Maps). Consiglio fortemente di venirci all’alba se vuoi una foto “pulita” senza folle.

L’iconico scatto.

Il tempio Kiyomizu Dera (Google Maps) è uno dei templi più celebri della città nonché del Giappone. Noto soprattutto per il suo palco di legno che sporge dalla sala principale ed offre una bella vista sui numerosi ciliegi e aceri sottostanti che esplodono in un mare di colori in primavera e in autunno, nonché sulla città di Kyoto in lontananza. Consiglio di venirci nel tardo pomeriggio e rimanere fino all’orario di chiusura in modo da vedere il tramonto, ci sarà un milione di altre persone ma credo ne valga la pena. L’ingresso costa 600 yen.

Il tempio Kiyomizu Dera.

Per concludere questa sezione dedicata al distretto di Higashiyama, non ci sono stato ma potresti considerare l’idea di visitare il tempio Kenninji (Google Maps), fondato nel 1202, è il tempio zen più antico di Kyoto, noto soprattutto per i “due draghi”, un enorme murale a inchiostro su carta che ricopre l’intero soffitto che seppur sembri antico, è stato dipinto nel 2002 per commemorare l’ottocentesimo anniversario del tempio. Infine, nell’estremo sud di Higashiyama ci sono il Tōfuku-ji (Google Maps) e il Komyo-in (Google Maps). Entrambi consigliati in particolar modo durante la stagione autunnale. 

Quelli menzionati finora sono tutti templi relativamente vicini tra di loro o comunque non troppo distanti dal centro ma chiaramente ci sono un sacco di altre opzioni. Io sono stato al To-ji (Google Maps) che durante la fioritura dei ciliegi è aperto di sera e completamente illuminato per offrire uno spettacolo unico ma chiaramente non aspettarti di essere lì da solo, l’ingresso costa 1000 yen per l’occasione.

Tempio To-ji.

Il tempio Bishamondō (Google Maps) è particolarmente suggestivo in autunno grazie al foliage degli aceri. L’ingresso costa 500 yen e dà accesso ad alcune stanze che custodiscono reperti legati alla storia del monastero; onestamente, però, non credo ne valga la pena. I giardini, invece, si possono visitare completamente gratis, inclusa la famosa scalinata che in autunno si riempie di foglie.

Il Daigo-ji (Google Maps) dove si trova la pagoda a cinque piani più antica di Kyoto (Google Maps). L’ingresso costa ben 1500 yen e garantisce l’accesso a tre aree distinte: quella con la pagoda, i giardini, e il tempio. Tutto carino ma un po’ troppo caro per i miei gusti.

Pagoda del Daigo-ji.

Il Kinkakuji (Padiglione d’oro) (Google Maps) è un tempio zen nel nord di Kyoto completamente ricoperto di foglie d’oro. Senza dubbio uno dei più famosi, iconici e affollati del Giappone. Io ho deciso di non visitarlo preferendo fare dell’altro ma se decidi di andarci la mattina presto probabilmente la situazione non è poi così male. Nei dintorni potresti visitare anche il Hojo Teien (Google Maps) famoso per il suo “giardino di rocce” e il Ninna-ji (Google Maps). Se visiti la città in autunno, potresti pure includere il non troppo distante Kitano Tenmangu Momiji-en (Google Maps), l’iconico ponte rosso circondato da aceri. 

Per concludere questa sezione dedicati ai templi della città, se cerchi un’esperienza diversa, il Saihōji (Kokedera) (Google Maps) conosciuto anche come il tempio del muschio è uno dei luoghi più esclusivi e spirituali di Kyoto. Celebre per il suo giardino fiabesco ricoperto da oltre 120 varietà di muschio. L’ accesso è fortemente limitato: la prenotazione è obbligatoria e, prima di accedere ai giardini, i visitatori sono invitati a partecipare a un breve rituale buddista (come la copiatura dei sutra), garantendo un’esperienza intima e lontana dalle folle. Se la cosa ti interessa, questo è il sito ufficiale dove prenotare. L’ingresso costa 4000 yen.

Il tempio Bishamondō.

Santuario Fushimi Inari-Taisha

Il Santuario di Fushimi Inari-taisha (Google Maps) è probabilmente il mio luogo preferito in città. Famoso per le sue centinaia di porte torii vermiglie, che lungo una rete di sentieri conducono fino alla cima del Monte Inari (Google Maps).

Anche in questo caso consiglio di andarci il prima possibile, idealmente all’alba se vuoi evitare la folla. Già verso le sette del mattino, quando io stavo scendendo, la gente stava salendo a flotte. In ogni caso, la maggior parte delle persone fa solo il primo tratto (Google Maps), poi si gira e torna indietro. Pertanto consiglio vivamente di salire fino alla cima: ci sono un sacco di scorci belli e, soprattutto, molta meno gente.

Santuario Fushimi Inari-Taisha.

Foresta di bambù di Arashiyama

L’iconica foresta di bambù (Google Maps) può essere un luogo affascinante e allo stesso tempo deludente, tutto dipende dall’orario in cui la visiti e cosa ti aspetti. Personalmente non l’ho trovata così eccezionale: a meno che tu non sia appassionato di fotografia e voglia assolutamente l’iconico scatto, si può anche valutare di saltarla del tutto. 

Detto questo, soprattutto in alta stagione, se vuoi godertela in pace senza le folle, anche in questo caso consiglio fortemente di venirci all’alba. In particolar modo consiglio di prendere il primo treno diretto a questa stazione (Google Maps), si trova leggermente più distante rispetto a questa stazione (Google Maps) ma il primo treno della mattina arriva circa 20 minuti prima, non è tanto ma è quello che basta per avere 10-15 minuti di pace. Io me ne sono tornato a letto ma se decidi di visitare l’area durante il giorno, potresti combinare la visita con i giardini Sogenchi Teien (Google Maps) il giro in barca lungo la gola (Google Maps), il vicino tempio Daikaku-ji (Google Maps), il tempio Adashino Nenbutsuji (Google Maps) che ha una foresta di bamboo molto simile a quella di Arashiyama e per questo spesso consigliato a chi vuole evitare le folle e infine il tempio Otagi Nenbutsuji (Google Maps) famoso per le sue oltre 1.200 teste di pietra.

Foresta di bambù di Arashiyama.

Palazzo imperiale

A kyoto si trova uno dei due palazzi imperiali del Giappone (l’altro si trova a Tokyo). Seppur l’area visitabile sia limitata credo ne valga comunque la pena. L’ingresso è completamente gratuito. L’ingresso per il pubblico si trova in questo punto (Google Maps). Consiglio inoltre di scaricare l’app ufficiale che contiene un’ audio guida. Porta le cuffie! Se non ne hai ancora avuto abbastanza di templi, il Shokoku-ji (Google Maps) si trova poco distante e volendo potresti pure visitare il castello Nijō-jō (Google Maps). Io non ho visitato nessuno dei due quindi non mi esprimo.

Palazzo imperiale.

Castello di Kyoto

Il castello (Google Maps) vero e proprio è chiuso al pubblico ma l’accesso al parco è consentito ed è completamente gratuito, quando ci sono stato io c’erano pochissime altre persone quindi penso sia un ottimo scelta per chiunque voglia fuggire dalla folla del centro di Kyoto e godersi un po’ di tranquillità. Se decidi di andarci consiglio di prendere il treno fino alla stazione Momoyama-Minamiguchi (Google Maps) così da risalire questa imponente scalinata (Google Maps).

Castello di Kyoto.

Museo ferroviario di Kyoto

Il Museo Ferroviario di Kyoto (Google Maps) è uno dei tre grandi musei ferroviari del Giappone, insieme a quello di Saitama (appena fuori Tokyo) e quello a Nagoya. Io ho visitato quest’ultimo preferendo fare dell’altro a Kyoto ma a seconda del proprio itinerario ed interessi, sono certo possa essere una visita molto interessante.

Dove dormire a Kyoto?

Sauna & Capsule Hostel Rumor Plaza: fortemente raccomandato. Un’esperienza davvero di lusso a un prezzo modesto, a patto che non ti dispiaccia dormire in una capsula. La struttura dispone anche di un’area wellness separata, con sauna, massaggi e bagno pubblico in stile giapponese: davvero molto curata, pulita e piacevole. Lo staff è gentile e la colazione a buffet è generosa e deliziosa: non c’è davvero nulla che mi impedisca di consigliarlo però purtroppo è solo per uomini. Posizione centrale.

Come raggiungere Kyoto?

Kyoto ha collegamenti estremamente frequenti in treno sia verso nord che verso sud verso tutte le principali destinazioni turistiche nei dintorni. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Kyoto.

Nara

Nara fu la prima capitale stabile del Giappone (710–794), con la corte imperiale insediata a Heijō-kyō (a quanto pare non c’è molto da vedere), segnando la fine della tradizione di spostare la sede del potere a ogni nuovo sovrano. Oggi è celebre per i suoi templi storici, i grandi parchi e i suoi iconici cervi liberi, considerati messaggeri divini.

Cosa fare e vedere a Nara

Nara è piuttosto compatta e perlomeno le principali attrazioni si possono visitare in giornata senza per forza passarci la notte usando invece come base Kyoto o Osaka ma se hai tempo a disposizione penso valga la pena passarci un paio di giorni ed usare invece Nara come base per esplorare altre mete nei dintorni della città.

Parco di Nara.

Nara centro

Consiglio di iniziare la visita con i Giardini Yoshikien (Google Maps). L’ingresso è completamente gratuito. Non ci sono stato ma un’alternativa sono i vicini giardini Isuien (Google Maps) che però sono a pagamento e più di qualche commento sembra indicare valga la pena visitare solo quelli gratuiti.

Dai giardini dirigiti verso il Todaiji (Google Maps) che è uno dei templi più famosi e storicamente significativi del Giappone. Il tempio fu costruito nel 752 come tempio principale di tutti i templi buddisti provinciali del Giappone e divenne così potente che la capitale fu spostata da Nara nel 784 per diminuire l’influenza del tempio sugli affari del governo. L’ingresso costa 800 yen, il tempio di per sé è molto carino e la statua del Buddha al suo interno è indubbiamente impressionante ma per il resto non è che ci sia moltissimo da vedere. Se decidi di passare la notte a Nara e vuoi evitare le folle consiglio di venirci appena apre la mattina.

Tempio Todaiji.

Da qui puoi entrare nel parco di Nara (Google Maps) vero e proprio con i suoi innumerevoli cervi e ciliegi in fiore (stagione permettendo). Il Padiglione Ukimido (Google Maps) circondato dai ciliegi può essere particolarmente suggestivo. Un altro luogo che potresti visitare è il Forum internazionale (Google Maps), seppur non eccezionale, il giardini sul retro (Google Maps) è un luogo molto tranquillo dove passeggiare, l’ingresso è gratuito. 

Infine visita il Santuario Kasugataisha (Google Maps) che si trova alla fine del parco quindi è un bel modo per concludere la propria visita a Nara. Ci sono un sacco di lanterne che lo rendono davvero particolare e molto carino, l’ingresso all’area “speciale” costa 500 yen. Onestamente puoi limitarti a dare un’occhiata da fuori.

Santuario Kasugataisha.

Templi fuori città 

Appena fuori dalla principale area turistica ci sono almeno altri due templi degni di nota. Il primo è il Yakushiji (Google Maps), l’ingresso costa 1000 yen, non sarà tanto ma se hai un budget limitato faresti meglio ad usare i tuoi soldi altrove. Detto questo, il complesso è carino e molto meno affollato rispetto a Nara centro. 

Poco distante si trova il Tempio Toshodai-ji (Google Maps), qui non ci sono stato quindi non mi esprimo ma potresti tranquillamente camminare da un tempio all’altro e quindi combinarne la visita. L’ingresso costa 1000 yen.

Il Hōryū-ji (Google Maps) è uno dei templi più antichi del Paese, nonché l’edificio in legno più antico al mondo ancora esistente, realizzato con incastri senza chiodi. Non sono stato nemmeno qui ma immagino possa essere una visita interessante. L’ingresso costa 2000 yen.

Sono invece stato al tempio Hase-dera (Google Maps), bel complesso facilmente raggiungibile grazie alla vicina stazione dei treni (Google Maps). L’ingresso costa 500 yen. La visita può essere combinata con il Sentiero Yamanobe-no-michi di cui parlo qui sotto.

Tempio Hase-dera.

Il tempio Murō-ji (Google Maps) si trova a circa un’ora dal Hase-dera, io non ci sono stato per questioni di tempo ma è noto per il suo tranquillo contesto boschivo e per gli antichi edifici in legno. Fondato nell’VIII secolo, è spesso chiamato il “Kōyasan delle donne” perché storicamente permetteva l’accesso alle fedeli quando altri siti sacri non lo consentivano.

In particolar modo se hai un’auto a noleggio, potresti considerare il Tanzan Jinja (Google Maps) e il tempio Tsubosaka Dera (Google Maps), quest’ultimo è il tempio dove si trova la statua gigante del buddha circondata da ciliegi. Non sono stato in nessuno dei due ma un amico me li ha consigliati entrambi.

Infine c’è il Okuno in (Google Maps) che è uno dei più grandi cimiteri del Giappone, con oltre 200.000 tombe e lanterne che costeggiano un sentiero di circa 2 km. Purtroppo non sono stato nemmeno qui ma sembra un luogo davvero affascinante.

Il sentiero Yamanobe-no-michi.

Sentiero Yamanobe-no-michi

Il sentiero Yamanobe-no-michi è considerato la strada più antica del Giappone, oggi è un’affascinante escursione immersa nel paesaggio rurale della campagna di Nara. Tra templi, ciliegi in fiore, risaie e nessun altro turista si tratta di una delle più belle esperienze del mio viaggio in Giappone. Da stazione (Google Maps) a stazione (Google Maps) sono circa 15 km senza grossi dislivelli quindi accessibile a molti. Trovi la traccia gps a questa pagina (All Trails). Io ci ho messo cinque ore scarse da stazione a stazione con molte pause e il pranzo al sacco ma volendo lungo il percorso ci sono diversi luoghi dove poter mangiare qualcosa come Cafe WaWa Tenri Google Maps), Cafe & Culture Tea House (Google Maps), Yamanobenomichi hana mori (Google Maps) etc etc. Al termine del percorso c’è un memoriale (Google Maps) che segna il luogo simbolico dell’arrivo del buddhismo in Giappone nel VI secolo, evento che trasformò profondamente la cultura e la religione del paese. Qui c’è un bel viale pieno di ciliegi illuminato da lanterne la sera quindi potresti fare in modo di arrivare nel tardo pomeriggio oppure visitare il tempio Hase-dera (Google Maps) come ho fatto io e farmarti al ritorno.

Il sentiero Yamanobe-no-michi.

Yoshino

Yoshino, nella prefettura di Nara, è una località montana celebre per i suoi oltre 30.000 ciliegi, che in primavera trasformano il paesaggio in uno spettacolo unico. Va da sé che il periodo migliore per visitare Yoshino nonché il più affollato sia quello della fioritura dei ciliegi. Ci sono stato durante un weekend e c’era una quantità enorme di persone ma credo ne valga comunque la pena. Consiglio di venirci il pomeriggio e fermarsi fino al tramonto quanto i ciliegi della vallata colpiti dalla luce dorata creano un paesaggio surreale. 

Yoshino.

Dalla stazione di Yoshino (Google Maps) io consiglio di salire a piedi ma volendo c’è un bus che da quanto ho capito ti porta fino a questo punto (Google Maps) e pure una brevissima funivia (Google Maps) che copre il primo tratto della salita (a quanto pare la più vecchia del paese). Attenzione perché durante la fioritura dei ciliegi per prendere il bus bisogna fare una fila infinita. Qualunque sia la tua scelta consiglio di risalire fino all’osservatorio Hanayagura (Google Maps). C’è un bel po’ di salita ma anche con molta calma non dovresti metterci più di due ore dalla stazione. Lungo il percorso potresti fare tappa al tempio Kinpusen-ji (Google Maps). Se non ti va di salire fino all’osservatorio vero e proprio, lungo la strada ci sono altri bei scorci.

Yoshino.

Dove dormire a Nara?

Io ho dormito a Nara Deer Hostel, ottima posizione poco distante dalla stazione dei treni e la principale area turistica. Tutto sommato lo consiglio.

Come raggiungere Nara?

Nara ha collegamenti estremamente frequenti in treno sia verso Kyoto a nord che verso Osaka a ovest. Un’ora circa in entrambi i casi. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Viale pieno di ciliegi al termine del sentiero Yamanobe-no-michi.

Kumano Kodo

Kumano Kodo è una rete di antichi sentieri di pellegrinaggio situati nella penisola di Kii (Google Maps), utilizzati da oltre mille anni per raggiungere i tre grandi santuari sacri di Kumano. I percorsi attraversano foreste di cedri, passi montani e piccoli villaggi rurali. Storicamente erano percorsi spirituali di imperatori, monaci e pellegrini, oggi sono uno dei pochi siti al mondo insieme al Cammino di Santiago a essere riconosciuti come Patrimonio UNESCO per la tradizione del pellegrinaggio vivente.

Si tratta di un cammino piacevole a patto che si abbiano le giuste aspettative. Se ti aspetti un sentiero con paesaggi alpini mozzafiato rischi di rimanere molto deluso. Se al contrario vuoi un’esperienza per lo più culturale unita a una buona dose di esercizio fisico ecco che il Kumano Kodo diventa un’opzione interessante.

Kumano Kodo.

Come anticipato, ci sono diversi sentieri (mappa) ma anche all’interno dei percorsi principali ci sono possibili varianti, scorciatoie etc etc. Fatta questa premessa, la variante più popolare è la Nakahechi, lunga circa 70-100 km, a seconda del punto di partenza viene normalmente completata in 4-6 giorni. 

Un altro aspetto importante da tenere in considerazione è l’alloggio, seppur lungo il percorso ci siano diverse guesthouse, il sentiero è diventato relativamente popolare e durante l’alta stagione (primavera e autunno), i pochi posti letto vengono prenotati con mesi di anticipo. Ho provato a fare qualche prenotazione verso fine marzo e molte delle guesthouse non avevano alcuna disponibilità fino a Maggio! Io ho finito con l’adottare una strategia ibrida: ho saltato la prima sezione, dormito lungo il sentiero dove c’è un po’ più offerta e preso i mezzi a fine giornata per andare a dormire da qualche altra parte per poi tornare sul sentiero il mattino seguente. Tecnicamente si potrebbe pure campeggiare.

Per prenotare le guesthouse lungo il percorso, questo è il sito di riferimento, la maggior parte delle strutture non compaiono su altri siti di prenotazione. Sullo stesso sito vengono pure offerti pacchetti completi con l’alloggio, pasti, bus, trasferimento bagaglio etc etc. Se non hai problemi di budget, sono sicuramente un’opzione interessante, per tutti gli altri consiglio il sistema “ibrido”. Se sei interessato al solo trasferimento del bagaglio, questo è il link. Detto questo, io me lo sono fatto tutto portandomi il mio intero zaino, se viaggi sufficientemente leggero, non dovresti avere problemi.

Kumano Kodo.

Itinerario Kumano Kodo Nakahechi

Il crocevia per chiunque voglia fare la variante Nakahechi del Kumano Kodo è la città di Tanabe comodamente collegata via treno al resto del paese (Google Maps). Da Nara sono circa 3-4 ore. Qui ho dormito a Buddha Guest House, guesthouse molto tradizionale, proprietario ospitale e posizione centrale. Consigliata.

A questa pagina trovi il “percorso ufficiale” diviso in cinque sezioni con arrivo al Kumano Nachi Taisha (dove si trova la cascata Nachi) per un totale di 70.7km con partenza da Takijiri che si raggiunge in bus da Tanabe, qui c’è il centro visitatori ufficiale del Kumano Kodo (Google Maps) e nel caso fossi interessato è possibile prendere il libretto che consente di collezionare i timbri dei vari templi/santuari che certificano il completamente del pellegrinaggio. Questo è il sito ufficiale della compagnia dei bus che opera nella regione ma potresti semplicemente usare Google Maps.

Kumano Kodo.

Se inizi a Takijiri, devi passare la prima notte a Takahara o Nakahechicho Chikatsuyu, non avendo trovato nessuna guesthouse con disponibilità dove alloggiare ho deciso di saltare la prima sezione e sono sceso a questa fermata del bus (Google Maps) da dove ho raggiunto in circa cinque ore J-Hoppers Kumano Yunomine Guesthouse che puoi comodamente prenotare online ed è una delle mie strutture preferite di tutto il viaggio in Giappone. Anche se ufficialmente non sul sentiero ufficiale si tratta di una breve variante che consiglio. Detto questo, un’altra opzione potrebbe tirare dritto fino a Hongu e dormire a Kumano Backpackers. Io ho passato una notte anche qui e poi il giorno seguente ho camminato fino a Koguchi (Google Maps) dove nel pomeriggio ho preso il bus verso Shingu dove ho dormito a Hanare perché tutte le guesthouse nei dintorni del sentiero erano al completo. Se decidi di fare lo stesso, considera l’idea di prenotare due notti così che il giorno successivo puoi tornare a Koguchi con il primo bus del giorno (lasciando buona parte del tuo bagaglio a Shingu), completare il sentiero arrivando al Kumano Nachi Taisha (Google Maps), fare qualche foto di rito all’icona pagoda (Google Maps), scendere alla cascata Nachi (Google Maps) e poi prendere il bus verso Shingu in questo punto (Google Maps).

Cascata Nachi.

Ise

Ise non è una tappa particolarmente popolare ma se come me hai tempo, ti va di uscire dai classici circuiti turistici e vuoi spezzare il viaggio verso Nagoya allora passarci una notte ha perfettamente senso.

Cosa fare e vedere a Ise

Ise ospita uno dei santuari più importanti del Giappone, dedicato a Amaterasu, antenata mitica della famiglia imperiale; la sua centralità deriva anche dal forte legame con l’imperatore e dalla tradizione di ricostruirlo ogni 20 anni. Il santuario è diviso in due complessi principali, Naikū (Google Maps) e Gekū (Google Maps), il primo nonché il più importante dei due si trova leggermente fuori città ma c’è una comoda navetta che li collega.

Santuario Futami Okitama.

Un altro luogo interessante da visitare è il santuario Futami Okitama (Google Maps), famoso per i Meoto Iwa, due scogli sacri uniti da una corda, simbolo di unione e armonia nella tradizione shintoista. Situato sul mare, è uno dei luoghi più iconici della zona di Ise. Puoi semplicemente prendere il treno fino a Futamino-Ura Station (Google Maps), il lungomare è carino e piacevole, ci sono stato al tramonto e non c’era praticamente nessuno.

Dove dormire a Ise?

Io ho dormito a FOLK FOLK Hostel, Cafe & Bar, senza infamia e senza lode. Se cerchi un’opzione economica non è per niente male.

Come raggiungere Ise?

La stazione di Ise (Google Maps) ha collegamenti frequenti sia verso Shingu a sud che Nagoya a nord.

Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Castello di Nagoya.

Nagoya

Con oltre due milioni di abitanti, Nagoya è la quarta città più popolata del Giappone dopo Tokyo, Yokohama e Osaka. Purtroppo gran parte della città, compresa la maggior parte degli edifici storici, è stata distrutta dai bombardamenti aerei del 1945.

Cosa fare e vedere a Nagoya

Nagoya non è una meta particolarmente turistica e come appena accennato, non resta molto di storico da vedere ma offre comunque più di qualche attrazione interessante a seconda dei propri interessi.

Il castello di Nagoya

Il Castello di Nagoya (Google Maps) non è di certo tra i più impressionanti del paese e come se non bastasse, il torrione principale è chiuso al pubblico almeno fino al 2028 per lavori di restauro. Si può però visitare il resto del complesso incluso il palazzo Honmaru (Google Maps) che è stato ristrutturato di recente ed è una ricostruzione fedele di un complesso cerimoniale dell’epoca feudale giapponese, famoso per gli interni riccamente decorati con dipinti su pannelli scorrevoli e abbondante uso di foglia d’oro. L’ingresso costa 500 yen.

Dipinti su pannelli scorrevoli.

SCMAGLEV and Railway Park

Inaugurato nel 2011, lo SCMAGLEV and Railway Park (Google Maps) è uno dei principali musei ferroviari del Giappone. L’esposizione ripercorre l’evoluzione dell’alta velocità nel Paese, con una ricca collezione di treni reali: dalle locomotive a vapore storiche agli shinkansen sperimentali da record, fino ai più recenti convogli a levitazione magnetica (maglev). Il biglietto costa 1000 yen e include un’audioguida gratuita (meglio portare le proprie cuffie). È disponibile anche il Wi-Fi. Il museo offre simulatori di guida dello Shinkansen, numerose aree interattive pensate per i bambini e un piccolo cinema che proietta brevi documentari. Ho trovato la visita interessante, soprattutto considerando la giornata particolarmente piovosa in cui ho deciso di andarci.

SCMAGLEV and Railway Park.

Toyota Commemorative Museum of Industry and Technology

Il Toyota Commemorative Museum of Industry and Technology (Google Maps) è un museo interessante suddiviso in due padiglioni: uno dedicato al settore tessile, che racconta le origini della Toyota, e uno dedicato all’automobile. Sono disponibili visite guidate gratuite in inglese alle 14:00 per il padiglione dedicato al settore tessile e alle 15:15 per quello dell’automobile (sito ufficiale per verificare gli orari), con un massimo di 20 partecipanti e senza possibilità di prenotazione. Ho trovato la visita piacevole; in particolare, il tour guidato consente di apprezzare meglio i contenuti esposti. L’ingresso costa 1000 yen.

Toyota Auto Museum

Il Toyota Automobile Museum (Google Maps) è un altro interessante museo targato Toyota, questa volta interamente dedicato all’automobile. L’ingresso costa 1200 yen e, inviando una mail in anticipo, è possibile prenotare una visita guidata gratuita. La collezione è davvero impressionante e spazia dai primi modelli mai realizzati fino alle auto moderne. Il museo ripercorre la storia globale dell’automobile e della cultura automobilistica, con circa 140 veicoli provenienti da Giappone, Stati Uniti ed Europa, che illustrano l’evoluzione e la diffusione della motorizzazione nei diversi Paesi. La visita è piacevole anche per chi, come me, non è particolarmente appassionato di motori.

Per concludere, Toyota dispone anche di un terzo museo, il Kaikan Museum (Google Maps), dove vengono presentati al pubblico i modelli più recenti e le nuove tecnologie. Non l’ho visitato personalmente, quindi non posso esprimere un giudizio, ma è probabilmente un’opzione interessante da considerare.

Toyota Automobile Museum.

Gola di Korankei

Se ti capita di visitare Nagoya in autunno, puoi valutare una gita alla Gola di Korankei (Google Maps). L’intera valle è ricoperta di aceri che, durante il foliage autunnale, offrono uno spettacolo particolarmente suggestivo. Essendo stato a Nagoya in primavera non l’ho visitata, ma resta sicuramente un’ottima opzione stagionale.

Inuyama

Non sono stato nemmeno a Inuyama, ma mi è stata consigliata da un americano incontrato durante la visita al castello di Nagoya, che vive in Giappone da molti anni. Secondo lui, è una meta ideale per una gita in giornata usando Nagoya come base. Tra le principali attrazioni c’è il castello di Inuyama (Google Maps). Qui trovi un articolo interessante.

Valle del Kiso

Per concludere, a seconda del tuo itinerario, può avere senso visitare la valle del Kiso partendo da Nagoya. Per diverse ragioni ho preferito inserirla come tappa successiva con base a Matsumoto, quindi ne parlerò più avanti nella guida, ma resta comunque un’opzione assolutamente valida da considerare se ti trovi a Nagoya.

Valle del Kiso.

Dove dormire a Nagoya?

Io ho dormito a 9h nine hours Nagoya station, bella struttura pulita e moderna. Consigliato.

Come raggiungere Nagoya?

Nagoya ha collegamenti molto frequenti verso Osaka, Kyoto, Nara, Ise e Shingu a sud. Se arrivi da Osaka, Kyoto o Nara e vuoi risparmiare rispetto al costo del treno, ci sono bus diretti che puoi prenotare su Willer. Verso nord ci sono collegamenti frequenti verso Tokyo ovviamente, anche in questo caso se vuoi risparmiare, gli highway bus costano meno del treno. Nagoya ha pure un aeroporto internazionale con diversi collegamenti verso il resto del paese e non solo (Google Maps). Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Tempio Sensō-ji, Tokyo.

Tokyo

Tokyo, capitale del Giappone e area metropolitana più popolosa al mondo, con oltre 37 milioni di abitanti, è una vera e propria destinazione nella destinazione. Si possono facilmente trascorrere qui anche un paio di settimane, soprattutto includendo escursioni popolari come Nikko, Hakone e Kamakura.

Io vi ho passato dieci notti e sono ripartito senza riuscire a vedere tutto ciò che avevo programmato. Il mio consiglio, quindi, è lo stesso dato per Kyoto: cercare di vedere “tutto” è impossibile. Meglio accettarlo e godersi ciò che si riesce a fare, senza stress.

Cosa fare e vedere a Tokyo

Per praticità, dividerò questa sezione in aree geografiche all’interno di Tokyo, così da ottimizzare gli spostamenti e dare una sequenza più logica a quanto segue. Si tratta, naturalmente, di una suddivisione del tutto personale.

Tempio Sensō-ji visto dal Centro informazioni.

Tokyo nord

Parliamo a grandi linee dall’area nei pressi della stazione di Ueno e quella di Asakusa. Consigli di iniziare con il parco di Ueno (Google Maps), qui ci sono diversi musei che dovrebbero soddisfare un po’ tutti i gusti, io sono stato solo al Museo Nazionale di Tokyo (Google Maps) che è il più antico e importante museo del Giappone, con una vastissima collezione di arte e reperti che raccontano la storia e la cultura del paese. L’ingresso costa 1000 yen ma ci si può tranquillamente passare almeno 2-3 ore, personalmente non l’ho trovato particolarmente interessante ma venivo già da oltre un mese in Giappone quindi di artefatti, pezzi di porcellana, spade e quant’altro ne avevo già visti un bel po’. All’interno del parco c’è inoltre un piccolo santuario (Google Maps).

Una volta terminata la visita al parco di Ueno consiglio di fare un salto a mercato di Ameyoko (Google Maps) e magari pranzare qui. Da qui ti puoi spostare verso Asakusa, non ci sono stato ma se dovessi tornare a Tokyo farei sicuramente un salto al Museo dei Samurai Ninja (Google Maps), in alternativa vai direttamente all’iconico tempio Sensō-ji (Google Maps), l’ingresso è gratuito. Consiglio fortemente di entrare anche al vicino Centro informazioni turistiche e culturali di Asakusa (Google Maps), anche in questo caso l’ingresso è gratuito e dall’ultimo piano ci sono delle bellissime viste sia sul tempio, particolarmente suggestivo la sera quando è illuminato, ma anche la Tokyo Skytree (Google Maps).

Quest’ultima può sicuramente essere un’opzione per godere di una vista panoramica su Tokyo la sera, ma ci sono almeno un paio di alternative completamente gratuite menzionate più avanti nella guida. Consiglio di concludere la giornata ad Akihabara (Google Maps), quartiere simbolo della cultura otaku e dell’elettronica a Tokyo, famoso per negozi di tecnologia, anime, manga, videogiochi e i caratteristici maid café. Nell’arco della giornata, a seconda di cosa decidi di visitare o meno (magari non hai nessun interesse per i musei) potresti fare un giro ai giardini Koishikawa Korakuen (Google Maps), uno dei tanti giardini tipici di Tokyo, l’ingresso costa solo 300 yen. Poco distante dai giardini c’è pure il Bunkyo City Office (Google Maps) che offre una piattaforma panoramica completamente gratuita al 25esimo piano. Chiuso il weekend.  

Akihabara.

Tokyo centro

Parliamo dell’area nei dintorni della stazione centrale di Tokyo. Qui molti consiglierebbe di iniziare la giornata visitando il famigerato Mercato del pesce Tsukiji (Google Maps) dove molti ristoranti sono aperti dalle 5:00 del mattino e servono pesce freschissimo. Ti invito a farci un salto ma personalmente l’ho trovato estremamente affollato, turistico e caro. Mi sono invece piaciuti molto i giardini Hamarikyu (Google Maps) che si trovano poco distanti, in particolare il contrasto con i grattacieli adiacenti, l’ingresso costa 300 yen. Da qui potresti percorrere Chuo-dori Avenue (Google Maps) che durante il weekend è pure chiusa al traffico camminando in direzione del Tokyo International Forum (Google Maps), anche senza considerare la sua funzione di spazio per mostre, concerti e conferenze, l’edificio è assolutamente da vedere. L’ingresso è gratuito, l’architettura moderna, fatta di vetro, acciaio e grandi spazi che creano un ambiente luminoso e futuristico.

Mercato del pesce Tsukiji.

Un’altra possibile breve tappa è il Sukiyabashi Crossing (Google Maps) un attraversamente pedonale affollato quasi quanto quello di Shibuya ma meno popolare, le viste migliori si hanno dal centro commerciale GinzaNovo (Google Maps), al sesto piano c’è una lounge da dove si hanno delle viste discrete, in alternativa puoi salire sul rooftop dove però giustamente chiedono di consumare qualcosa. Da qui procedi verso il Palazzo imperiale (Google Maps), qui puoi visitare più che altro i Giardini Esterni (Google Maps), che sono la parte principale aperta al pubblico. Non l’ho fatto quindi non parlo per esperienza personale ma se prenoti in anticipo, puoi anche partecipare a una visita guidata che entra in alcune aree interne del complesso, ma non nell’edificio del palazzo vero e proprio, che resta sempre chiuso. Qui trovi il sito ufficiale. Una volta terminata la visita del palazzo imperiale consiglio di fare un salto al Santuario Hie (Google Maps) dove c’è una bella scalinata piena di porte Tori in stile Fushimi Inari Taisha seppur su una scala nettamente più piccola.

Sukiyabashi Crossing.

Tokyo Ovest

Parliamo dell’area intorno alle stazioni di Shinjuku e Shibuya. Consiglio di iniziare da Shibuya, ma puoi tranquillamente seguire l’itinerario al contrario se preferisci visitarla di sera. Shibuya è uno dei quartieri più iconici di Tokyo, celebre per il suo affollato incrocio pedonale, l’energia giovanile, le luci al neon e la vivace vita notturna. Se vuoi vedere il famoso attraversamento pedonale (Google Maps) dall’alto, due opzioni completamente gratuite sono il corridoio che connette la stazione di Shibuya (Google Maps) al Shibuya Mark City (Google Maps) e il centro commerciale Shibuya Hikarie (Google Maps), che all’undicesimo piano ha una piattaforma panoramica gratuita (Google Maps), se dovesse essere molto affollata, scendi di un piano, la vista è pressoché identica ma con molta meno gente. Se non ti dispiace spendere 1800 yen, c’è un rooftop bar letteralmente sopra l’attraversamento pedonale che con l’entrata include pure un drink (Google Maps) (sito ufficiale), un’altra opzione è Starbucks dall’altro lato della strada (Google Maps).

Shibuya crossing.

Dopo esserti goduto l’atmosfera di Shibuya per un po’ consiglio di camminare in direzione del santuario Meiji Jingu (Google Maps). Se ti va, lungo il percorso puoi fare una tappa al centro commerciale Tokyu Plaza Omotesando (Google Maps): qui trovi le celebri scale mobili ricoperte di specchi e un piacevole rooftop garden. Tornando al santuario, l’ingresso è gratuito ma se vuoi visitare il parco annesso devi pagare 500 yen. Io non sono entrato al parco ma credo sia il classico giardino in stile giapponese. Sono invece stato al vicino Shinjuku Gyoen National Garden (Google Maps), anche qui l’ingresso costa 500 yen, c’è un classico giardino giapponese e una serra con delle piante tropicali, senza infamia e senza lode a mio parere.

Tokyo Metropolitan Government Building.

Procedi poi verso il Tokyo Metropolitan Government Building (Google Maps), aperto solo dal lunedì al venerdì fino alle 18:45 quindi regolati di conseguenza, qui c’è una piattaforma panoramica completamente gratuita al quarantacinquesimo piano che offre delle bellissime viste sulla città e pure il Monte Fuji in lontananza meteo permettendo. Terminata la visita, fermati sul piazzale di fronte all’edificio per assistere alla proiezione di un cortometraggio sulla facciata dell’edificio, lo spettacolo chiamato Tokyo Night & Light è completamente gratuito e letteralmente da Record del Mondo (motivo per cui consiglio di andare a Shibuya la mattina e Shinjuku la sera). Questo è il sito ufficiale con la programmazione degli spettacoli. Per concludere la giornata, consiglio di passeggiare per i vicoli di Omoide Yokocho (Google Maps), famosi per le piccole izakaya e bancarelle di yakitori che offrono un’atmosfera retrò e autentica della Tokyo del dopoguerra.

Vista dal Tokyo Metropolitan Government Building.

Tokyo Sud

Consiglio di iniziare la giornata con l’iconico teamLab Planets (Google Maps), un museo immersivo di arte digitale dove si cammina scalzi tra installazioni interattive di luce, acqua e specchi. L’ingresso non è economico ma personalmente credo ne valga la pena. Consiglio di prenotare il primo slot della mattina così da evitare le folle per quanto possibile. Una volta terminata la visita puoi fare un salto alla sede della Fuji (Google Maps), l’edificio stesso è molto interessante e per 800 yen è possibile accedere alla piattaforma di osservazione all’interno della sfera gigante dalla quale si hanno delle fantastiche viste sulla città dall’altro lato della baia. In alternativa potresti semplicemente camminare sul lungomare dove c’è una piattaforma completamente gratuita (Google Maps).

TeamLab Planets.

Da qui, se interessato, potresti visitare il tempio Sengakuji (Google Maps) che ospita le tombe dei leggendari 47 ronin (Google Maps) e un piccolo museo, se non conosci la storia, dai un’occhiata a questo video. 300 yen per le tombe e altri 500 yen per il museo. In alternativa vai direttamente al tempio Zojo-ji (Google Maps), l’ingresso è completamente gratuito, sul retro c’è pure un interessante mausoleo (Google Maps), tempio carino e bel contrasto con la Tokyo Tower (Google Maps) sullo sfondo. Quest’ultima, con i suoi 333 metri di altezza supera di 3 metri il suo modello, la Torre Eiffel. Simbolo della rinascita del Giappone nel dopoguerra come grande potenza economica, la Tokyo Tower è stata la struttura più alta del Paese dal suo completamento nel 1958 fino al 2012, quando è stata superata dalla Tokyo Skytree. Io non ci sono salito in cima ma ovviamente è un’opzione, costa 1500 yen. L’iconica foto con le scalinate può essere scattata in questo punto (Google Maps), sostanzialmente è l’ingresso al parcheggio sotterraneo.

Tempio Zojo-ji.

Altre destinazioni a Tokyo

Qui elenco qualche destinazione che sono leggermente più scomode da raggiungere, combinate con altre attrazioni in città o semplicemente di nicchia e non rilevanti per la maggior parte dei viaggiatori. 

Il Ghibli Museum (Google Maps) è una tappa imperdibile per gli appassionati dei film dello Studio Ghibli, mentre può risultare meno interessante per chi non conosce le sue opere. Il museo offre un’esperienza immersiva, con mostre e scenografie ispirate ai film dello studio. I biglietti vengono messi in vendita il 10 del mese precedente a quello della visita (ad esempio, quelli per maggio escono il 10 aprile) e si esauriscono nel giro di pochi minuti. Io ho rinunciato, ma mia sorella e suo marito, collegandosi in piena notte con tre dispositivi diversi, sono riusciti a prenotarli. In sostanza, se ti interessa, è fondamentale organizzarsi per tempo.

I giardini Kiyosumi.

I giardini Kiyosumi (Google Maps) sono vicini al centro ma “distanti” dagli altri principali centri di interesse turistico, sia ben chiaro, nulla di imperdibile, classici giardini in stile giapponese ma se ti trovi da queste parti li consiglio. Io ci sono stato per passare il tempo in attesa dell’imbrunire perché poco distante c’è il ponte Eitai (Google Maps) da dove si può scattare l’iconica foto con le scie di luci create dalle barche con i grattacieli sullo sfondo che vedi qui sotto.

Ashikaga Flower Park (Google Maps) si trova un paio d’ore fuori città, non ci sono stato ma si tratta di un parco floreale famoso soprattutto per le spettacolari glicini con tunnel e alberi illuminati che creano scenari molto scenografici, soprattutto in primavera e durante le illuminazioni notturne. 

N.B. Le mete che seguono sono tutte gite fuori porta: se possibile, organizzale durante la settimana per evitare l’esodo del weekend da Tokyo.

Tokyo International Forum.

Nikko

Nikko è indubbiamente tra le escursioni più popolari da fare, si tratta di una storica città di montagna a nord di Tokyo, famosa per i suoi santuari e templi, patrimonio dell’UNESCO e circondata da tanta natura, tra cui cascate, foreste e il lago Chuzenji. Se decidi di visitarla in giornata, consiglio di prendere il Limited Express che in due ore circa arriva alla stazione Tōbu-nikkō (Google Maps), io sono salito ad Asakusa (Google Maps). Dalla stazione puoi tranquillamente proseguire a piedi verso i vari templi, io sono entrato anche al giardino Shōyō-en (Google Maps), classico giardino in stile giapponese, probabilmente più carino in autunno. In base a cosa decidi di visitare, vale la pena considerare il biglietto combo che include anche il tempio Rinnōji (Google Maps), il tempio Taiyuin (Google Maps) e il Museo (Google Maps) per 1000 yen.

Nikko Futarasan.

Il Santuario Nikkō Tōshōgū (Google Maps) è in generale l’attrazione più famosa della zona. È probabilmente il complesso shintoista più ricco e decorato del Giappone, costruito come mausoleo di Tokugawa Ieyasu, lo shogun che unificò il paese. Io non sono nemmeno entrato perché essendo la golden week c’era una fila infinita all’ingresso e stavo passando la giornata con un amico attento al budget (l’ingresso costa 1600 yen) quindi abbiamo deciso di visitare il santuario Nikko Futarasan (Google Maps) poco distante, l’ingresso costa 300 yen, nulla di eccezionale onestamente. Dopodiché siamo scesi al Kanmangafuchi (Google Maps) dove lungo il fiume ci sono delle statue ricoperte di muschio davvero pittoresche. 

Kanmangafuchi.

Da qui l’idea era quella di prendere il bus verso la cascata Kegon (Google Maps) ma c’era una fila infinita per prendere il bus e le auto che si muovevano a passo d’uomo lungo la strada principale (golden week!!) quindi abbiamo preferito evitare ed abbiamo camminato verso la cascata Choji (Google Maps) e la cascata Kirifuri (Google Maps), non esattamente le cascate più impressionanti che abbia mai visto ma perlomeno non c’era praticamente nessuno. In una giornata normale credo valga la pena andare alla cascata principale e nel caso ti fermassi un paio di giorni, potresti considerare l’ascesa al Monte Nantai (Google Maps) (All Trails) per delle viste spettacolari sul lago Chuzenji.

Kamakura

A solo un’ora di treno da Tokyo troviamo Kamakura che è stata per breve tempo capitale del Giappone dal 1185 al 1333, prima che il potere tornasse a Kyoto. Nel corso dei secoli, si è trasformata in uno dei più importanti centri spirituali del Giappone ed è meta di pellegrinaggi. Arrivando da Tokyo, consiglio di scendere alla stazione Kita-Kamakura (Google Maps) e percorrere a piedi questo breve “sentiero” molto piacevole che trovi su AllTrails. Lungo il percorso ci sono una serie di templi e santuari: Jōchi-ji (Google Maps), Kuzuharaoka (Google Maps), Zeniarai Benten (Google Maps), Sasuke Inari (Google Maps) e infine il grande Buddha di Kamakura (Google Maps) al tempio Kotoku-in. Qui chiedono 300 yen per entrare.

Grande Buddha di Kamakura.

Se non ne hai ancora avuto abbastanza di templi e santuari, poco distante si trova l’Hase-dera (Google Maps), molto carino con numerosi edifici su più livelli. Infine c’è il santuario Tsurugaoka Hachiman-gu (Google Maps). Se non ti va di fare il breve sentiero menzionato in precedenza, consiglio di iniziare la tua visita a Kamakura proprio qui scendendo alla stazione principale (Google Maps) e poi magari andare a vedere il grande Buddha. In ogni caso, qui l’ingresso è completamente gratuito, c’è un piccolo museo d’arte a pagamento all’interno del complesso (Google Maps). Non sono entrato quindi non mi esprimo. Per concludere, sulla spiaggia di Kamakura (Google Maps) si può pure fare surf o potresti semplicemente fermarti a fare il bagno a seconda della stagione.

Spiaggi di Kamakura.

Hakone

Hakone, a meno di cento chilometri da Tokyo è un’altra meta popolare per un’escursione fuori porta. Famosa in particolare per le sorgenti termali e la vista sul vicino Monte Fuji attraverso il lago Ashinoko. Ho visitato Hakone durante la golden week dopo aver passato la mattinata a Kamakura, tra la tarda partenza, autobus in ritardo e ingorghi lungo la strada ho passato tipo due ore ad Hakone quindi non ho avuto modo di fare chissà. Fatta questa premessa, se arrivi da Tokyo, prendi il primo treno diretto alla stazione di Odawara (Google Maps), da qui partono tutti i bus diretti ad Hakone, se vuoi semplicemente esplorare l’area intorno al lago, prendi un bus diretto a questa fermata (Google Maps). Dall’altro lato della strada si trova il Museo d’arte Narukawa (Google Maps), non esattamente il mio tipo di museo quindi non ci sono entrato ma lo consigliano in molti in particolare per la vista sul lago dalla caffetteria interna al museo.

Fuji visto da Hakone.

Volendo poco distante c’è un parco completamente gratuito che offre delle belle viste sul lago e il Fuji meteo permettendo (Google Maps). Io ho semplicemente camminato fino all’iconica porta Tori dall’altro lato del lago (Google Maps) e il vicino santuario (Google Maps), sono tornato indietro, mi sono guardato il tramonto e poi sono salito sul bus verso la stazione di Odawara. Se arrivi ad Hakone in mattinata o magari decidi pure di passarci la notte, considera l’idea di visitare il Museo all’aperto di Hakone (Google Maps), fare un salto alle terme (qui trovi una lista delle varie strutture) o magari salire in cima al Monte Komagatake (Google Maps) prendendo la scenografica funivia (Google Maps). Volendo si può salire pure a piedi (All Trails). Se hai intenzione di prendere la funivia o comunque passare almeno un paio di giorni ad Hakon, dai un’occhiata a Hakone Freepass che include pure uno sconto sul treno da Shinjuku a Tokyo tra le tante cose. 

Yokohama

Per concludere questa lunga sezione dedicata a Tokyo e dintorni, puoi considerare una visita a Yokohama. Un tempo tranquillo villaggio di pescatori, fu aperto al commercio estero nel 1859, dopo la fine dell’isolamento del Giappone, diventando rapidamente una delle principali porte d’accesso agli scambi internazionali, soprattutto durante il periodo Meiji. Non l’ho visitata personalmente, ma questa storia ha lasciato in eredità interessanti architetture dell’epoca, accanto ai moderni edifici che oggi caratterizzano il lungomare, oltre alla Chinatown più grande e famosa del Giappone (Google Maps).

Tokyo Tower.

Dove dormire a Tokyo?

Ho passato quasi una settimana a Hotel Plus Hostel TOKYO ASAKUSA 1, ottimo rapporto qualità prezzo ed ottima posizione a due passi dalla stazione di Asakusa, sauna e bagni tradizionali sono la ciliegina sulla torta. Ho passato anche qualche notte a Hotel Tomariya Ueno, senza infamia e senza lode, a due passi dalla stazione di Ueno.

Come raggiungere Tokyo?

Tokyo ha un sacco di collegamenti diretti verso il resto del paese, con lo shinkansen in appena 5 ore si può arrivare a Fukuoka a sud e Hakodate a nord! Ovviamente ci sono pure un sacco di collegamenti in bus e i due aeroporti più trafficati del paese, Narita (Google Maps) che si trova circa un’ora fuori città e Haneda (Google Maps) molto più vicino al centro che però gestisce più che altro traffico domestico. Se per qualsiasi ragione devi passare la notte vicino all’aeroporto, Toyoko Inn Narita Airport Shinkan è carino e non troppo caro con navette frequenti da e verso l’aeroporto. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Santuario Hie.

La regione dei cinque laghi (Monte Fuji)

La regione dei cinque laghi è una regione ai piedi del Monte Fuji composta da cinque laghi, famosa per i panorami spettacolari sul vulcano e per le attività all’aria aperta.

Cosa fare e vedere nella ragione dei cinque laghi

Partiamo col dire che ho passato sei notti nei dintorni e ho visto il Fuji di rado, quindi se conti di passarci una notte devi fare i conti con la possibilità che il meteo non collabori. Chiusa questa piccola parentesi, a seconda dei propri interessi, ci sono un sacco di attività e possibili destinazioni nei dintorni dei cinque laghi. In base a cosa decidi di fare, può aver senso comprare il pass di uno o due giorni che garantisce corse illimitate sui bus locali, trovi tutte le informazioni del caso a questa pagina.

Monte Fuji.

Monte Ashiwada e Punto panoramico Sankodai

Puoi completare questa escursione partendo comodamente da Kawaguchiko e proseguendo a piedi. Lungo il percorso si trovano numerosi punti panoramici come la cima del Monte Ashiwada (Google Maps) e il punto panoramico Sankodai (Google Maps) con splendide viste sul Monte Fuji, sul Lago Kawaguchi e sul Lago Saiko. Si tratta di un itinerario di meno di 10 km, con circa 500 metri di dislivello, quindi accessibile a molti. Il sentiero è ben mantenuto e facile da seguire. Trovi la traccia GPS a questa pagina (All Trails). Per me è stata una mattinata davvero piacevole: ho incontrato solo un gruppo di studenti. Se cerchi tranquillità e belle viste sul Monte Fuji, è un’ottima scelta, meteo permettendo.

Narusawa Ice Cave.

Narusawa Ice Cave, Fugaku Wind Cave, Foresta Aokigahara e Fuji Yurari Hot Spring

Al termine del sentiero appena descritto, sostanzialmente dall’altro lato lato della strada, si trova la Narusawa Ice Cave (Google Maps), l’ingresso costa solo 300 yen ma a mio parere è una cagata pazzesca, la parte visitabile è davvero piccola, c’è qualche blocco di ghiaccio e nulla di più, molto deludente al punto tale che invece di visitare anche la vicina Fugaku Wind Cave (Google Maps) con simili recensioni, ho preso il primo bus di ritorno a Kawaguchiko. Detto questo, un’opzione più interessante potrebbe essere visitare la Foresta Aokigahara (Google Maps) conosciuta anche come la foresta dei suicidi, famosa per il suo paesaggio suggestivo tra radici, muschio e silenzio. Non ci sono stato ma un amico mi ha detto che non è affatto male. Un’altra opzione potrebbero essere le Fuji Yurari Hot Spring (Google Maps), faceva caldo il giorno in cui ho visitato quest’area quindi non mi sembrava il caso ma in un giornata fredda o magari semplicemente la sera potresti fermati qui prima di tornare a Kawaguchiko.

Pagoda Chureito.

Pagoda Chureito 

La pagoda Chureito (Google Maps) è forse uno dei luoghi più iconici in assoluto del Giappone, perlomeno tra gli appassionati di fotografia. Per quanto mi riguarda, una delle viste più memorabili di tutti i miei viaggi. Consiglio fortemente di venirci all’alba così da evitare le folle. Purtroppo, se non alloggi sufficientemente vicino da camminare, l’unico modo è prendere un taxi perché i mezzi iniziano ad operare troppo tardi. Detto questo, non venirci all’alba non è assolutamente una tragedia e seppur più affollato, il tramonto resta un’ottima opzione, la stazione più vicina è Shimoyoshida Station (Google Maps), da qui in 10 minuti circa si sale alla pagoda.

Fujiyoshida Street

Fujiyoshida Street (Google Maps)  è la celebre strada che si allinea perfettamente con il Monte Fuji sullo sfondo. È uno spot molto popolare per scattare foto, soprattutto utilizzando una lente zoom per ottenere il classico effetto di compressione prospettica. Detto questo, si tratta pur sempre di una strada trafficata: evita comportamenti imprudenti solo per una foto. Non sostare in mezzo alla carreggiata e rispetta le indicazioni locali; non a caso sono presenti cartelli che invitano i turisti a non fermarsi sulla strada. Se decidi di visitare la Pagoda Chureito all’alba, il consiglio è di passare qui subito dopo, quando la luce è ancora favorevole e il traffico è limitato. 

Fujiyoshida Street.

Monte Mitsutoge 

Il Monte Mitsutoge (Google Maps) offre uno dei migliori punti panoramici sul Monte Fuji. Con circa 1200 metri di dislivello, si tratta di un’escursione più impegnativa rispetto a quella descritta in precedenza ma comunque accessibile a molti. Io consiglio di seguire questo itinerario (All Trails) partendo dalla stazione di Mitsutōge (Google Maps), appena sotto la cima c’è pure un rifugio (Google Maps) dove volendo potresti passare anche la notte ma di certo puoi mangiare o bere qualcosa al termine della salita. Una variante interessante rispetto al sentiero descritto su All Trails potrebbe essere scendere in direzione della Pagoda Chureito per il tramonto cambiando sentiero in questo punto (Google Maps). Per chi non vuole fare troppa fatica, un’altra opzione potrebbe essere fare il percorso al contrario e risparmiare un po’ di dislivello prendendo la Mt. Fuji Panorama Ropeway (Google Maps), vicino alla stazione di arrivo c’è pure l’iconica altalena (Google Maps). Da qui potresti proseguire fino al sentiero che porta alla Pagoda Chureito o magari fermarti anche prima e tornare indietro per lo stesso sentiero. In sostanza, a seconda di quanto ti va di camminare puoi creare il tuo itinerario su misura.

Lago Kawaguchiko, Lago Saiko e villaggio Saiko Iyashi-no-Sato Nemba   

Oishi park (Google Maps) sulle sponde del lago Kawaguchiko è un luogo popolare soprattutto in primavera quando ci sono un sacco di fiori. Detto questo, tutta la sponda nord del lago offre delle ottime viste sul Monte Fuji in particolar modo al tramonto. Io ci sono andato in bus ma volendo potresti noleggiare una bici e fare l’intero giro del lago. In quel caso, i più volenterosi potrebbero spingersi fino al lago Saiko dove c’è il villaggio Saiko Iyashi-no-Sato Nemba (Google Maps) che è la ricostruzione di un villaggio tradizionale giapponese. Non ci sono stato ma dovrebbe essere simile a Oshino Hakkai di cui parlo più sotto.

Sponda nord del lago Kawaguchiko.

Monte Fuji

Chiaramente è possibile anche salire sulla cima del Monte Fuji, la montagna più alta del Giappone. Io purtroppo non ho avuto modo di farlo, perché a maggio è ancora troppo presto per considerarlo un semplice trekking: neve e ghiaccio rappresentano ancora un rischio significativo. La stagione ufficiale va infatti da luglio a metà settembre circa. Il sentiero più popolare è lo Yoshida, che oggi, a causa dell’elevato numero di visitatori, prevede un limite ai permessi e va quindi prenotato per tempo. Esistono però anche altri sentieri meno affollati, senza un vero e proprio tetto agli ingressi, ma che richiedono comunque registrazione e il pagamento di una tassa d’ingresso. Per maggiori informazioni, ti rimando al sito ufficiale.

Fuji Motosuko Resort

Se ti è capitato di vedere foto di campi fioriti con il Monte Fuji sullo sfondo, il Fuji Motosuko Resort (Google Maps) è molto probabilmente il luogo in questione. Qui si tiene il Fuji Shibazakura Festival, un evento primaverile ai piedi del Monte Fuji durante il quale vaste distese di fiori creano un tappeto colorato che va dal rosa al viola, generalmente tra aprile e maggio. Non ci sono stato, sia perché il picco della fioritura era ormai passato, sia perché senza auto è un po’ scomodo da raggiungere. Esiste comunque un bus navetta da Kawaguchiko, ma il biglietto costa circa 2400 yen. Se interessato, sul sito ufficiale è possibile prenotare sia il bus che l’ingresso.

Oshino Hakkai

Oshino Hakkai (Google Maps) è una popolare meta turistica costituita da 8 laghetti di acqua sorgiva del monte Fuji, situati tra il lago Kawaguchiko e il lago Yamanakako. Qui c’è la ricostruzione di un villaggio tradizionale giapponese con il monte Fuji alle spalle. Seppur assolutamente fotogenico Io l’ho trovato molto turistico e relativamente affollato nonostante ci sia stato la mattina presto, non oso immaginare come sia la situazione durante il giorno. Per quanto mi riguarda credo ci sia di meglio da fare. Se decidi di andarci, consiglio di combinare la visita con il santuario Kitaguchi Hongu Fuji Sengen (Google Maps) che si trova per strada.

Oshino Hakkai.

Lago Motosu e Lago Shōji

Dei cinque laghi, questi due sono decisamente i più scomodi da visitare con il trasporto pubblico. Personalmente ci ho rinunciato ma se sei più determinato del sottoscritto, al Lago Motosu si trova un punto panoramico davvero particolare, ovvero l’angolo usato per la foto stampata sulle vecchie banconote da mille yen (Google Maps) mentre al Lago Shōji c’è questa piattaforma panoramica (Google Maps) che si raggiunge al termine di questo sentiero (Google Maps). 

Dove dormire nella regione dei cinque laghi?

Seppur la regione dei cinque laghi sia molto vasta, la maggior parte dei viaggiatori usa come base una tra Fujiyoshida e Kawaguchiko. in particolar modo se conti di usare i mezzi per spostarti queste sono le due opzioni che hanno “più senso”. Io ho passato qualche notte a Mt Fuji Hostel Michael’s, buon ostello, spazi un po’ ristretti ma tutto sommato ottimo rapporto qualità prezzo e posizione imbattibile per chiunque voglia andare a vedere l’alba dalla Pagoda Chureito. Ho poi passato un paio di notti a K’s House MtFuji, posizione più centrale a due passi dal lago, aree comuni belle e spaziose, oggettivamente una struttura più confortevole.

Come raggiungere la regione dei cinque laghi?

Seppur tecnicamente sia possibile arrivare in treno da Tokyo, l’autobus non solo costa meno ma è pure più veloce. Puoi prenotare l’highway bus su questo sito. Si tratta della linea Tokyo – Yamanashi. In base a dove decidi di alloggiare, le due stazioni di arrivo per la maggior parte delle persone dovrebbero essere Kawaguchiko Station (Google Maps) o Fujisan Station (Google Maps) ma ci sono anche altre fermate, al link trovi la lista completa. Specialmente in alta stagione, consiglio di prenotare il bus con almeno qualche giorno di anticipo. In alternativa, puoi prendere il treno da Tokyo station o Shinjuku station in direzione di Otsuki station (Google Maps). Da qui ci sono poi connessioni verso Mt.Fuji station (Google Maps) e Kawaguchiko Station (Google Maps). Per concludere, a seconda del tuo itinerario, potresti considerare il bus notturno che collega la regione dei cinque laghi ad Osaka e Kyoto, c’è una sola partenza giornaliera quindi è consigliabile prenotare in anticipo, questo è il sito ufficiale. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Tokyo.

Monti Yatsugatake

I Monti Yatsugatake sono una catena montuosa tra Nagano e Yamanashi, apprezzata per i trekking panoramici, le vette relativamente accessibili e i paesaggi alpini che ricordano le Alpi europee. Durante la mia visita, però, c’era ancora molta neve in quota, quindi ho preferito proseguire verso Matsumoto. In particolare, mi era stata consigliata l’ascesa al Monte Akadake (Google Maps), sia da un amico sia da un ragazzo locale conosciuto lungo il Kumano Kodo. Tuttavia, il tratto finale è piuttosto tecnico, con catene e passaggi esposti: a inizio maggio, con neve e ghiaccio ancora presenti, ho preferito evitare. Il percorso più popolare sembra essere quello che tocca anche la cima del Monte Yokodake e il Monte Iodake come descritto a questa pagina (All Trails). Potresti pure passare la notte a Yatsugatake Honzawa Hot Spring (Google Maps) che a 2150 metri sono le terme naturali più alte del Giappone.

Come raggiungere i Monti Yatsugatake?

Con il trasporto pubblico il crocevia è la stazione di Chino (Google Maps), da qui ci sono bus diretti al parcheggio dove inizia il sentiero descritto in precedenza (Google Maps).

Via del Nakasendō.

Matsumoto

Matsumoto è una città storica famosa per il suo splendido castello nero, uno dei meglio conservati del Giappone, e per l’atmosfera tranquilla con vista sulle Alpi giapponesi.

Cosa fare e vedere a Matsumoto

Come anticipato, l’attrazione numero uno a Matsumoto vera e propria è il suo castello (Google Maps), ci sono tour gratuiti per visitare il castello dalle 10:00 alle 15:00. Non vogliono assolutamente soldi, c’è scritto espressamente che non accettano mance. Io mi sono limitato a fare il giro del castello all’esterno in quanto avevo letteralmente i minuti contati ma può sicuramente essere un bel modo per passare un paio d’ore. Un’altra attrazione poco distante spesso consigliata è il santuario Yōhashira-jinja (Google Maps). Detto questo, la città funge anche da ottima base per esplorare sia le Alpi Giapponesi (Kamikōchi) che la valle del Kiso. 

Castello di Matsumoto.

Valle del Kiso

La Valle del Kiso è stata una delle mie destinazioni preferite in Giappone. Si tratta di una valle storica attraversata dall’antica via del Nakasendō, famosa per i villaggi postali perfettamente conservati che ricreano l’atmosfera del Giappone dell’epoca Edo. Mentre io l’ho visitata in giornata partendo da Matsumoto, volendo è possibile anche fermarsi a dormire. Come accennato in precedenza nella guida, la Valle del Kiso può anche essere raggiunta da Nagoya e, a seconda dell’itinerario, questa può risultare la soluzione più comoda dal punto di vista logistico, soprattutto se si deve poi rientrare a Tokyo per il volo di ritorno.

Magome.

Cosa fare e vedere nella Valle del Kiso

Partendo da Matsumoto e visitando la Valle del Kiso in giornata, consiglio di organizzarsi in questo modo: prendere il primo treno disponibile diretto alla stazione di Nagiso (Google Maps). Al momento della scrittura, si tratta del treno delle 7:42 con arrivo alle 10:02. La stazione degli autobus (Google Maps) si trova letteralmente accanto a quella ferroviaria e da lì parte un minibus per Magome alle 10:10 (Google Maps). Nota bene: sia alla stazione di Nagiso sia sul minibus non è possibile pagare con IC card, quindi assicurati di avere con te abbastanza contanti.

Bene, una volta arrivato a Magome, consiglio di camminare fino a Tsumago, seguendo il percorso descritto a questa pagina (All Trails), una sezione dall’antica via del Nakasendō, io ho pranzato in questo ristorante che si trova circa a metà strada (Google Maps), da qui il sentiero scende al villaggio di Tsumago Juku (Google Maps), considerato da molti il meglio preservato dalla valle. Da qui ho proseguito a piedi fino alla stazione di Nagiso (in alternativa puoi prendere un autobus) e ho poi preso il primo treno diretto a Narai (Google Maps), un altro villaggio postale della Valle del Kiso.

Sono arrivato nel tardo pomeriggio, quando le strade erano praticamente vuote: l’atmosfera era estremamente suggestiva e la visita vale assolutamente la pena. Volendo potresti cenare qui, ma è fondamentale verificare in anticipo gli orari dei treni per il rientro a Matsumoto. In generale, puoi adattare l’itinerario in modo molto flessibile: ad esempio saltare Narai, prendere l’autobus da Magome a Tsumago invece di percorrere il sentiero a piedi. Un’altra opzione è dormire nella valle e rientrare a Matsumoto il giorno successivo. In breve, nella Valle del Kiso puoi costruire l’itinerario che preferisci: quello che ho seguito io rappresenta semplicemente un buon compromesso tra tempo e varietà.

Narai.

Kamikōchi

Kamikōchi è una spettacolare valle nelle Alpi Giapponesi, una delle destinazioni migliori del paese per gli amanti del trekking immersi tra montagne e natura incontaminata. Come anticipato, tratterò Kamikōchi come una destinazione da visitare usando Matsumoto come base. Tuttavia, esistono anche altre opzioni: puoi dormire direttamente a Kamikōchi oppure fermarti nel vicino villaggio di Okuhida Onsengo Hirayu, famoso per le sue terme. Dal punto di vista logistico, questa seconda soluzione può risultare particolarmente sensata se intendi proseguire il viaggio verso Takayama. 

Stando alle mie ricerche, a Kamikōchi le opzioni più economiche sono Nishi-Itoya Mountain Lodge (Sito ufficiale) e Konashidaira Campground (sito ufficiale) dove volendo si può pure campeggiare e le piazzole costano solo 1500 JPY. La maggior parte delle strutture non sono presenti su siti come booking.com pertanto ti invito a consultare il sito ufficiale di Kamikōchi. Mentre a Okuhida Onsengo Hirayu, un’amico mi ha consigliato Hirayu no Mori (Google Maps) (sito ufficiale).

Kamikōchi.

Cosa fare e vedere a Kamikōchi

Partiamo col dire che a causa della neve, l’accesso alla valle è normalmente interdetto dal 15 novembre al 16 aprile e alcuni sentieri rimangono  ufficialmente chiusi anche più a lungo. Io ci sono stato il 10 maggio e sopra i 2300 metri c’era ancora un sacco di neve. Fatta questa premessa, ci sono talmente tante possibili escursioni che invece di elencarle tutte ti rimando al classico All Trails, il sito ufficiale o questo sito dove trovi un sacco di proposte da escursioni brevi senza troppo dislivello a fondo valle, montagne da fare in giornata e trekking di più giorni con soggiorni in rifugio.

Personalmente sono riuscito a salire in giornata fino alla cima del Monte Chogatake (Google Maps), seguendo questo loop (All Trails), oltre al tratto di avvicinamento dal parcheggio degli autobus. La vetta è considerata uno dei migliori punti panoramici sulle Alpi Settentrionali giapponesi. La neve mi ha sicuramente rallentato ma non mi sono praticamente mai fermato: ho impiegato circa quattro ore dal momento in cui sono sceso dal bus fino al rifugio in cima. Al ritorno ho dovuto praticamente correre per riuscire a prendere l’ultimo autobus delle 17:30. In generale, farlo in giornata è chiaramente possibile, ma per molti potrebbe risultare un programma troppo ambizioso. Una soluzione più accessibile è distribuirlo su due giorni, pernottando in rifugio (Google Maps). Se cerchi un opzione molto easy a fondo valle potresti fare questo circuito (All Trails). Per il resto, ti rimando ai siti menzionati in precedenza.

Monte Chogatake.

Come raggiungere Kamikōchi?

In linea di massima, partendo da Matsumoto, ci sono due opzioni: treno da Matsumoto a Shinshimashima Station (Google Maps), su questa linea non si può usare la IC card, il biglietto va acquistato presso le biglietterie automatiche della stazione di Matsumoto. Da Shinshimashima Station ci sono poi bus diretti verso Kamikōchi. L’alternativa è il bus diretto Matsumoto –  Kamikōchi, quest’ultimo va prenotato online sul sito ufficiale. Come anticipato in precedenza, se prosegui il tuo viaggio verso Takayama, vuoi ottimizzare gli spostamenti e risparmiare pure un po’ di soldi, puoi andare a kamikochi con tutti i tuoi bagagli, lasciare quello che devi negli armadietti al centro visitatori, fare il tuo trekking e poi prendere il bus diretto a Takayama a fine giornata o magari a Okuhida Onsengo. In ogni caso trovi tutte le informazioni del caso sul sito ufficiale di Kamikōchi.

Dove dormire a Matsumoto?

Io ho dormito a Minka House, senza infamia e senza lode, ottima posizione poco distante sia dalla stazione dei treni che dal castello.

Come raggiungere Matsumoto?

Arrivando dalla regione dei cinque laghi, puoi prendere il bus dalla stazione di  Kawaguchiko (Google Maps) alla stazione dei treni di Kofu (Google Maps), da qui ci sono poi treni diretti verso la stazione di Matsumoto (Google Maps). Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Alpi Settentrionali giapponesi.

Takayama

Takayama conserva un fascino tradizionale raro tra le città giapponesi, soprattutto nel suo centro storico perfettamente preservato. È una meta molto apprezzata da chi desidera aggiungere una componente più rurale al proprio itinerario nel Giappone centrale. La città è particolarmente vivace durante il Takayama Matsuri, considerato uno dei festival più spettacolari del Giappone, celebre per i carri decorati (yatai) finemente intagliati e per le sfilate tradizionali. Se visiti la città in un periodo diverso, una valida alternativa è il Matsuri no Mori Museum (Google Maps), interamente dedicato al festival.

Takayama.

Cosa fare e vedere a Takayama

Takayama è piuttosto compatta, io ci ho passato un giorno e l’ho trovato più che sufficiente. Oltre a passeggiare per il centro storico (Google Maps) consiglio di fare un salto al Takayama Jinya (Google Maps) che fu la sede di uffici dello shogunato di Edo dal 1692 al 1868. Unico edificio di questo tipo tuttora esistente, è riconosciuto come sito storico di importanza nazionale. L’ingresso costa 500 yen. C’era uno spettacolo di musica dal vivo dalle 10:00 alle 12:00; io ci sono stato di domenica, quindi mi viene da pensare che fosse un evento speciale.

Spettacolo di musica dal vivo.

Se ti va di camminare per qualche ora, potresti seguire questa traccia gps (All Trails) che include il “Higashiyama Walking Course”, un percorso con una dozzina di templi e santuari e le rovine dell’antico castello di Takayama dove non c’è molto da vedere ma in compenso c’è un bel panorama sulle Alpi centrali. Per concludere, non ci sono stato, ma volendo potresti visitare l’Hida Folk Village (Google Maps), un museo all’aperto che raccoglie case tradizionali in stile gasshō-zukuri (simili a quelle di Shirakawa-go). Personalmente ho preferito saltarlo, ma resta comunque un’opzione valida.

Dove dormire a Takayama?

Io ho dormito a Hostel Miyagawa by Murasaki Ryokan, buon ostello all’interno di un edificio storico in centro città e non distante dalla stazione dei treni. 

Come raggiungere Takayama?

Dal terminal degli autobus di Matsumoto (Google Maps) ci sono diversi collegamenti giornalieri diretti, puoi prenotare online su questo sito. Come detto in precedenza, ci sono anche bus diretti da Kamikōchi e Okuhida Onsengo (il villaggio delle terme), questo è il sito ufficiale.

Panorama dalle rovine dell’antico castello di Takayama.

Kanazawa

Durante la Seconda Guerra Mondiale, Kanazawa fu una delle principali città giapponesi (insieme a Kyoto) a sfuggire in gran parte alla distruzione dei raid aerei. Di conseguenza, alcune aree dell’antica città sono sopravvissute in condizioni relativamente buone.

Cosa fare e vedere a Kanazawa

Seppur Kanazawa sia molto più grande rispetto a Takayama, un’intera giornata credo sia più che sufficiente per visitare le principali attrazioni.

Kanazawa Castle Park

Consiglio di iniziare con il Kanazawa Castle Park (Google Maps): è un luogo molto piacevole dove passeggiare. Si possono visitare gran parte dei giardini interni e i cancelli del castello senza pagare. Se si vuole entrare nell’edificio principale (Google Maps) bisogna pagare 320 yen. Non è molto, ma era il weekend e c’era un po’ di fila. Oltretutto, stando alle recensioni, come spesso accade quando si tratta di castelli, all’interno non c’è molto da vedere. Vedi tu. Detto questo, c’è un tour virtuale carino e gratuito nell’area di riposo che funge da centro visitatori (Google Maps).

Kanazawa Castle Park.

Parco Kenroku-en 

Dal Kanazawa Castle Park prosegui verso il parco Kenroku-en (Google Maps) che è considerato uno dei “tre migliori giardini paesaggistici del Giappone”. L’ampio parco era un tempo il giardino esterno del castello di Kanazawa e fu costruito dalla famiglia regnante nell’arco di quasi due secoli. Il Kenrokuen è caratterizzato da una varietà di alberi da fiore che conferiscono al giardino un aspetto diverso a ogni stagione. Personalmente non l’ho trovato così impressionante rispetto ad altri giardini tipici visitati nel corso del mio viaggio ma chiaramente ne consiglio la visita. L’ingresso costa 320 yen.

Parco Kenroku-en.

Distretto Higashi Chaya (Geisha district)

Concludi la giornata all’Higashi Chaya (Google Maps), il più grande dei tre quartieri storici delle “case da tè” di Kanazawa. Fondato nel 1820, era il luogo in cui le geiko (il termine locale per indicare le geisha) intrattenevano i ricchi mercanti con musica, danza e giochi. I tradizionali edifici in legno e le caratteristiche finestre conservano ancora oggi l’atmosfera di oltre 200 anni fa. Personalmente l’ho trovato molto affascinante.

Per concludere, altre due attrazioni consigliate dove però non sono stato sono il Myouryuji Temple, conosciuto anche come “tempio Ninja” (Google Maps). Il tour guidato è disponibile solo in giapponese e le recensioni sono piuttosto contrastanti, quindi ho preferito dedicarmi ad altro, ma resta comunque un’opzione interessante. Inoltre, un’amica mi ha parlato molto bene del 21st Century Museum of Contemporary Art (Google Maps), che a quanto pare merita assolutamente una visita per gli appassionati.

Distretto Higashi Chaya.

Shirakawa-go (Ogimachi) e Ainokura

N.B. Se vuoi essere efficiente con gli spostamenti, il bus diretto a Kanazawa da Takayama è lo stesso che serve anche Shirakawa-go. In questo modo puoi prendere un bus al mattino, visitare il villaggio e poi proseguire verso Kanazawa nel pomeriggio o in serata. Alla stazione degli autobus sono disponibili armadietti dove lasciare i bagagli.

Ogimachi e Ainokura sono due villaggi montani UNESCO famosi per le case tradizionali gasshō-zukuri con tetti di paglia, immersi in paesaggi rurali molto suggestivi e particolarmente spettacolari in inverno sotto la neve. Io ho deciso di visitare i villaggi in giornata partendo da Kanazawa, l’unico vero vantaggio rispetto a quanto suggerito in precedenza è che così facendo è possibile visitare più facilmente anche alcuni degli altri villaggi (io ho scelto Ainokura ma volendo ci sono anche Suganuma, Kaminashi e Kaminashi), visitarli tutti in giornata con il trasporto pubblico diventa però “complicato” perché i bus non sono molto frequenti. Detto questo, se vuoi fare lo stesso, prendi il bus da Kanazawa verso Jōhana Station (Google Maps). Da qui parte il World Heritage Bus (sito ufficiale). Le partenze sono segnate anche su Google Maps e puoi pagare direttamente con una qualsiasi carta, non serve nemmeno una IC Card. In base a quello che vuoi fare, può aver senso comprare l’Hop on/off pass.

Ainokura.

Scendi a questa fermata (Google Maps) e prosegui a piedi verso Ainokura (Google Maps). Il villaggio è molto compatto, quindi non contare di passarci troppo tempo, in particolare se non visiti alcun museo o workshop tra quelli offerti. Io mi sono limitato a passeggiare per il villaggio e a salire al punto panoramico, che consiglio (Google Maps). Finita la visita, torna sulla strada e prendi di nuovo il World Heritage Bus. Volendo potresti fare tappa anche a Suganuma (Google Maps), ma io sono rimasto a bordo fino a Shirakawa-go. Quest’ultimo non solo è nettamente il più grande dei villaggi tradizionali, ma anche il più turistico. Anche qui personalmente mi sono limitato a passeggiare per il villaggio, ma ci sono case museo che si possono visitare, workshop e quant’altro. Di certo consiglio l’iconico punto panoramico (Google Maps). Una volta terminata la visita, prendi il bus diretto a Kanazawa. Consiglio fortemente di prenotare online in modo da evitare di restare bloccati. Questa tratta è relativamente popolare.

Shirakawa-go.

Dove dormire a Kanazawa?

Io ho dormito a Blue Hour Kanazawa, struttura molto accogliente a due passi dalla stazione dei treni. Consigliato.

Come raggiungere Kanazawa?

Dalla stazione di Takayama (Google Maps) ci sono collegamenti frequenti in treno con cambio a Toyama. Kanazawa è inoltre collegata direttamente a Tokyo tramite Shinkansen, con un tempo di percorrenza di appena due ore e mezza. C’è pure un highway bus che collega direttamente Kanazawa a Nagoya, a seconda dell’itinerario che hai in mente potrebbe essere un’opzione interessante, puoi prenotare su Willer. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Shirakawa-go.

Tateyama e Nagano

Io da Kanazawa sono andato direttamente a Sendai ma ci sono almeno altre due tappe interessanti nel mezzo. Prima di tutto la caldera di Tateyama che offre alcuni degli scenari alpini più spettacolari del Giappone, facilmente raggiungibili attraverso l’affascinante Tateyama-Kurobe Alpine Route. Questo è considerato un luogo speciale. Il Tateyama o semplicemente Tate è infatti una delle tre montagne più sacre del Giappone, insieme al Fuji e alla Hakusan. Purtroppo a 3015 metri di altitudine a metà maggio c’era ancora troppo neve per renderlo un semplice trekking ma più avanti nella stagione credo possa essere una tappa davvero interessante per gli appassionati della montagna e non solo. Qui trovi tutte le informazioni del caso per il trasporto. Io avevo individuato questo breve circuito (All Trails) ma ovviamente le opzioni non mancano.

Un’altra tappa interessante potrebbe essere Nagano, qui un paio di ore fuori città si trova l’iconico Jigokudani Monkey Park (Google Maps) dove vivono i macachi giapponesi, diventati famosi perché in inverno si immergono nelle sorgenti termali per scaldarsi. Mi è stato inoltre consigliato il Lago Kagami (Google Maps), particolarmente suggestivo in autunno con il foliage.

Festival Sendai Aoba Matsuri.

Sendai

Sendai è un’ottima tappa per spezzare il viaggio verso nord, nonché una delle mie destinazioni preferite di tutto il viaggio in Giappone, grazie a un grandissimo colpo di fortuna: non avevo la più pallida idea che si svolgesse in quei giorni, ma mi sono ritrovato in città durante l’annuale festival Sendai Aoba Matsuri (sito ufficiale). 

Cosa fare e vedere a Sendai

Sendai centro

Consiglio di iniziare la giornata con la visita al Ōsaki Hachimangū (Google Maps), un santuario shintoista del 1607, costruito per volere del potente signore feudale Date Masamune e oggi riconosciuto come Tesoro Nazionale del Giappone per la sua straordinaria architettura riccamente decorata. L’ingresso è gratuito. Da lì potresti camminare verso il Tempio Rinnoji (Google Maps), un tranquillo tempio buddhista noto soprattutto per il suo splendido giardino giapponese con laghetto e per l’atmosfera di pace. L’ingresso al giardino costa 300 yen.

Tempio Rinnoji.

Un altro lungo spesso consigliato è il Zuihōden ovvero il mausoleo di Date Masamune (Google Maps), il potente signore feudale che fondò Sendai. Non ci sono stato quindi non mi esprimo ma immagino possa essere un luogo affascinante. L’ingresso costa 570 yen. Poco distante c’è pure il museo del castello Aoba (Google Maps), del castello rimane poco o niente e a quanto pare l’intera esposizione è esclusivamente in giapponese quindi io ho evitato ma credo valga la pena menzionarlo vista anche la vicinanza al mausoleo. Per concludere la giornata, sali sulla piattaforma panoramica del centro commerciale AER (Google Maps). L’ingresso è completamente gratuito. Basta salire al piano “31F” con l’ascensore.

Piattaforma panoramica del centro commerciale AER.

Matsushima

Matsushima è di gran lunga la gita fuori porta più polare, famosa per la sua baia costellata di centinaia di piccole isole ricoperte di pini e per i numerosi templi e santuari che punteggiano la costa. Consiglio di iniziare la giornata prendendo il treno verso Matsushimakaigan Station (Google Maps). Da qui io sono salito al Saigyo Modoshi no Matsu Park (Google Maps), niente di eccezionale, ma ci sono almeno un paio di scorci molto belli sulla baia. Nel caso fossi interessato, c’è anche un bar con una terrazza panoramica, io non sono entrato, ma immagino sia il posto ideale per bere qualcosa e godersi il panorama. Detto questo, sono certo che durante la fioritura dei ciliegi sia un luogo molto più suggestivo, il parco è infatti famoso proprio per i suoi circa 250 ciliegi.

Saigyo Modoshi no Matsu Park.

Dal parco consiglio di scendere verso il tempio Zuigan-ji (Google Maps) che è uno dei templi Zen più importanti della regione, fondato nel IX secolo e ricostruito nel periodo Edo, famoso per gli eleganti edifici in legno, gli splendidi interni decorati e le grotte scavate nella roccia. L’ingresso costa 1000 yen. Volendo potresti visitare anche il vicino tempio Entsūin (Google Maps), qui l’ingresso costa 500 yen. Non ci sono stato ma viene spesso consigliata anche la vicina Kanrantei Tea House (Google Maps), l’edificio ha circa 400 anni: fu costruita all’inizio del periodo Edo dai signori feudali di Sendai, che la utilizzavano come luogo di svago e per accogliere ospiti importanti.

Tempio Zuigan-ji.

Prosegui poi verso l’isola di Fukuurajima (Google Maps), chiedono 200 yen per attraversare il ponte ma l’isola è carina, si può facilmente girare a piedi in mezz’ora e offre qualche scorcio interessante sulla baia. Concludi la giornata con l’iconica crociera nella baia, io consiglio la “Basho Cruise” così da scendere al porto di Shiogama (Google Maps) e salire sul primo treno di ritorno a Sendai dalla vicina stazione (Google Maps). Io ho pagato 1500 yen per la crociera. Per le prenotazioni online c’è uno sconto del 10%, qui trovi i vari itinerari, gli orari della “Basho Cruise” e il link per prenotare.  

Basho Cruise.

Dove dormire a Sendai?

Io ho dormito a 9h nine hours Sendai, struttura moderna e pulita, buona posizione centrale. Tutto sommato lo consiglio.

Come raggiungere Sendai?

Se, come me, arrivi da Kanazawa, il modo più veloce in assoluto consiste nel prendere lo Shinkansen verso Tokyo, fare cambio e salire su quello diretto a Sendai: così facendo, sono circa 4 ore di viaggio. Se però vuoi risparmiare, puoi fare come il sottoscritto: prendere l’highway bus da Kanazawa a Niigata, prenotabile online su Willer. Qui ho passato la notte al Bandai Silver Hotel, praticamente a lato della stazione dei bus, e il mattino seguente ho preso il bus verso Koriyama, che anche in questo caso puoi prenotare su Willer. Da qui, a seconda delle coincidenze, puoi proseguire in treno più bus verso Sendai, con cambio a Fukushima, o viceversa: il costo è praticamente lo stesso. Dai un’occhiata a Google Maps utilizzando l’opzione “Costo più basso”. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Festival Sendai Aoba Matsuri.

Hirosaki

Hirosaki è una storica città del Tōhoku famosa soprattutto per il castello e il suo spettacolare parco, considerato uno dei luoghi più belli del Giappone per ammirare i ciliegi in fiore.

Cosa fare e vedere a Hirosaki

Io sono stato a Hirosaki quando la fioritura dei ciliegi era ormai terminata e devo dire che seppur sia stata una giornata tutto sommato gradevole, se hai i giorni contati, probabilmente tirerei dritto verso Aomori.

Detto questo, nel giro di mezza giornata puoi tranquillamente visitare il castello con il suo parco (Google Maps), i giardini botanici (Google Maps) e giardini Fujita (Google Maps). Il castello nel 2015 è stato letteralmente spostato dalla sua posizione originale per lavori di restauri sulle mura dove poggiava, non è particolarmente suggestivo. Resta comunque un luogo piacevole così come il parco e i giardini botanici mentre il giardini Fujita sono molto curati e meritano assolutamente la visita. Il biglietto combo per le tre attrazioni costa 520 yen. 

Castello di Hirosaki.

Dove dormire a Hirosaki?

Io ho dormito al Tabist Hirosaki Touei Hotel, che era l’opzione più economica durante la mia visita. Niente di eccezionale, ma non ho nemmeno nulla di cui lamentarmi.

Come raggiungere Hirosaki?

Arrivando da Sendai, potresti prendere lo Shinkansen, ma se, come me, preferisci spendere la metà, ci sono diverse partenze giornaliere con l’highway bus da Miyagi Kotsu Sendai Highway Bus Center(Google Maps) a Hirosaki Bus Terminal (Google Maps), che puoi prenotare su questa pagina. Gli orari sono disponibili anche su Google Maps. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Giardini Fujita.

Aomori

Questa città portuale era un tempo il principale punto di partenza per raggiungere Hokkaido in traghetto. Sebbene rimanga un importante porto per i traghetti, l’apertura del tunnel ferroviario sottomarino Seikan nel 1988 e l’avvento dei voli low cost hanno ridotto il numero di passeggeri.

Al giorno d’oggi Aomori è conosciuta soprattutto per il vivace Nebuta Matsuri (sito ufficiale), uno dei festival estivi più spettacolari del Giappone, famoso per le enormi lanterne illuminate raffiguranti figure storiche, guerrieri e personaggi mitologici, che sfilano per le strade accompagnate da musica e danze tradizionali.

Nebuta Museum WA RASSE.

Cosa fare e vedere ad Aomori

Al di là del festival, la città non ha molto da offrire al turista di turno. Di nuovo, se hai i giorni contanti probabilmente andrei direttamente a Hokkaido, in particolar modo se sei disposto a prendere lo Shinkansen. In caso contrario, potresti passarci mezza giornata e poi prendere il traghetto verso Hakodate la mattina.

Detto questo, se hai qualche ora da passare in città, consiglio di visitare il Nebuta Museum WA RASSE (Google Maps), il museo dedicato al festival Nebuta Matsuri dove è possibile ammirare alcune delle enormi lanterne illuminate usate nei festival passati. Viene offerta un’audioguida gratuita, porta le cuffie. L’ingresso costa 620 yen. Volendo puoi comprare il biglietto combo che include la visita al museo navale (Google Maps) e l’accesso alla piattaforma panoramica dell’ufficio turistico (Google Maps). Questo biglietto dovrebbe costare 1300 yen. Io sono entrato solo al museo Nebuta WA RASSE perché era già tardi ma se hai qualche ora in più credo proprio valga la pena pagare per il biglietto combo. Per concludere, potresti visitare il mercato del pesce Aomori Gyosai (Google Maps). Ciò che rende speciale questo mercato del pesce è un sistema che consente ai visitatori di creare il proprio donburi di frutti di mare (chiamato nokkedon) con i prodotti locali venduti proprio al mercato.

Dove dormire ad Aomori?

Io ho dormito a Iroha Ryokan, era l’opzione più economica in assoluto durante la mia visita. Struttura pulita ed ottima posizione, proprietaria molto gentile e cordiale. Consigliata.

Come raggiungere Aomori?

Da Hirosaki Station (Google Maps), puoi semplicemente prendere il treno lungo la Ou Line diretto ad Aomori Station (Google Maps), le partenze sono molto frequenti. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Nebuta Museum WA RASSE.

HOKKAIDŌ

Hokkaidō è l’isola più settentrionale del Giappone e una delle più amate dagli appassionati di natura e paesaggi incontaminati. Meno urbanizzata rispetto a Honshū, offre vasti spazi aperti, montagne, laghi e parchi nazionali che cambiano volto a ogni stagione: dai campi di lavanda estivi di Furano alle spettacolari nevicate invernali di Sapporo e Niseko. L’isola è rinomata anche per la sua cucina, in particolare per il pesce fresco, i crostacei e i latticini. Hokkaidō rappresenta la destinazione ideale per chi cerca un Giappone più autentico e tranquillo, lontano dalle grandi città, ma comunque ben collegato al resto del paese.

Hakodate

Hakodate, con il suo porto, è stata per anni il principale crocevia per chiunque volesse raggiungere Hokkaidō. La città ha però perso parte della sua importanza con l’apertura del tunnel ferroviario sottomarino e l’avvento dei voli low cost, proprio come Aomori sull’altro lato dello stretto.

Hakodate Morning Market Square.

Cosa fare e vedere a Hakodate

Consiglio di iniziare la giornata con l’Hakodate Morning Market Square (Google Maps), molto turistico ma vale comunque la pena farci un giro e magari mangiare qualcosa, i prezzi non sono esagerati. Da qui potresti dirigerti verso la Goryokaku Tower (Google Maps), ottima vista sul forte Goryōkaku con la sua iconica forma a stella e la città, l’ingresso costa 1200 yen. Se hai un budget limitato, non credo sia un must-see, a meno che il parco sottostante, con i suoi circa 1500 ciliegi, non sia in fiore: in quel caso penso proprio che valga la pena salire. Il picco della fioritura si registra solitamente all’inizio di maggio. Consiglio poi di passeggiare per il parco vero e proprio (il forte fu trasformato in un parco pubblico ad inizio Novecento), all’interno c’è pure l’ Hakodate Magistrate’s Office (Google Maps) che è una ricostruzione dell’antica sede del governo dello shogunato a Hakodate, non ci sono entrato quindi non mi esprimo. L’ingresso costa 500 yen.

Vista da Goryokaku Tower.

Nel pomeriggio consiglio di passeggiare per il quartiere Motomachi (Google Maps). Hakodate fu uno dei primi porti giapponesi ad aprirsi al commercio internazionale, nel 1859. Di conseguenza, molti commercianti e imprenditori provenienti dalla Russia, dalla Cina e dai Paesi occidentali si trasferirono in città, e Motomachi divenne una delle zone in cui si concentrarono i nuovi residenti stranieri. Ancora oggi, il quartiere conserva numerosi edifici e luoghi di culto che testimoniano questo incontro tra culture giapponesi e occidentali.Tra i più famosi vi sono la chiesa ortodossa russa (Google Maps), l’antico consolato britannico (Google Maps), l’ex sede del governo prefettizio (Google Maps) e la vecchia sala pubblica di Hakodate (Google Maps).

Termina la giornata con il tramonto dalla cima del Monte Hakodate (Google Maps). Per salire a piedi, consiglio il sentiero kyutozando che inizia dal parcheggio in questo punto (Google Maps). È facile da seguire, lo trovi tracciato su organic maps e volendo pure su AllTrails. Se non ti va di camminare, puoi semplicemente prendere la funivia (Google Maps). In ogni caso, per quanto la vista sia affascinante, anche durante la settimana, a fine maggio, al tramonto c’era un disastro di gente: letteralmente flotte di turisti. Se cerchi un po’ di tranquillità, puoi scendere in direzione della batteria di artiglieria risalente alla Seconda guerra mondiale (Google Maps). La vista non è altrettanto bella, ma ci sono comunque più di un paio di scorci interessanti e, perlomeno nel mio caso, non c’era nessun altro nei dintorni.

Monte Hakodate.

Onuma Quasi-National Park

Ōnuma Quasi-National Park (Google Maps) è un’area naturale ai piedi del Monte Komagatake, caratterizzata da laghi, isolotti, foreste e sentieri panoramici, particolarmente suggestiva in autunno quando la vegetazione si tinge di rosso e giallo. Come suggerisce il nome, non si tratta di un parco nazionale vero e proprio ma resta comunque un’area di importante interesse naturalistico. Io non ci sono stato perché il mio itinerario a Hokkaidō era già fin troppo fitto ma sono certo possa essere una bella escursione da fare in giornata partendo da Hakodate trovandosi a solo mezz’ora di treno. Dalla stazione dei treni è possibile completare dei brevi sentieri a piedi oppure noleggiare una bici. Per non sbagliare, puoi sempre fare un salto al centro visitatori (Google Maps).      

Dove dormire a Hakodate?

Io ho dormito a GUEST HOUSE HAKODATE BAY, credo fosse l’opzione più economica disponibile durante la mia visita. Senza infamia e senza lode, buona posizione.

Come raggiungere Hakodate?

Come anticipato, arrivando da Aomori, l’opzione più economica per raggiungere Hakodate è il traghetto. Ci sono due compagnie che operano sulla rotta: Tsugaru Kaikyō Ferry (sito ufficiale) e Seikan Ferry (sito ufficiale). Il viaggio dura circa 4 ore. Io ho viaggiato con Tsugaru Kaikyō Ferry, pagando 2.860 yen a fine maggio, quindi ancora in bassa stagione. Il biglietto può essere prenotato online, anche se io sono andato direttamente al porto e il traghetto era praticamente vuoto. Inoltre, il biglietto standard non assegna un posto a sedere bensì delle delle sale dove ci si può sdraiare. Se invece vuoi una poltrona vera e propria allora può aver senso prenotare in anticipo. Dal porto di Hakodate partono poi autobus diretti verso il centro, con orari coordinati con gli arrivi dei traghetti.  L’alternativa è prendere lo Shinkansen, che attraversa il tunnel ferroviario sottomarino. Questa opzione costa però più del doppio rispetto al traghetto, pur facendo risparmiare circa due ore di viaggio. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Lago Toya

Il Lago Toya è un suggestivo lago vulcanico, famoso per le acque limpide, le numerose sorgenti termali e i panorami sul vulcano Usu e sul Monte Yōtei.

Cosa fare e vedere sul Lago Toya

Consiglio di iniziare la visita dal Toyako Visitor Center (Google Maps), dove troverai una bella esposizione, completamente gratuita, dedicata alla flora, alla fauna e alla storia geologica dell’area. È un ottimo punto di partenza per capire meglio il Parco Nazionale Shikotsu-Tōya e il particolare ambiente naturale che circonda il lago. C’è inoltre un museo annesso dove però non sono entrato quindi non mi esprimo. L’ingresso costa 600 yen. Dal centro visitatori partono diverse escursioni. Personalmente volevo salire sul cratere del Monte Usu (Google Maps), ma durante la mia visita era chiuso al pubblico perché il vulcano era particolarmente attivo in quel periodo. Ufficialmente, il sentiero per raggiungere il cratere parte dalla funivia (Google Maps). Puoi quindi utilizzarla per salire o scendere e risparmiarti gran parte del dislivello: una volta raggiunto il cratere, puoi semplicemente seguire il sentiero panoramico lungo il bordo, che trovi anche su AllTrails.

Lago Toya.

Volendo, sembra esserci anche un sentiero sul versante nord, tracciato su Organic Maps, che si ricongiunge al percorso del cratere più o meno in questo punto (Google Maps). Non l’ho percorso personalmente, quindi non posso dirti quanto sia effettivamente praticabile. Dato che il cratere era chiuso, io ho finito per salire un po’ a caso fino a questo punto (Google Maps), da dove si gode di una bellissima vista sul lago. Un’alternativa più breve è il Kompira Crater Walking Trail (Google Maps), che permette di vedere da vicino i danni provocati dall’eruzione del 2000. Puoi poi proseguire almeno fino al cratere Yu-kun (Google Maps).

Un’altra possibilità è fare un giro in barca sul lago: le partenze sono frequenti dal molo in questo punto (Google Maps). Volendo, puoi anche scendere sull’isola di Nakajima (Google Maps) ed esplorarla a piedi seguendo il sentiero indicato su AllTrails. Non ci sono stato, ma credo possa essere un bel modo per trascorrere una giornata. Per gli appassionati di ciclismo, invece, è possibile fare il giro completo del lago in bicicletta. Infine, durante l’estate, ogni sera alle 20:45 vengono organizzati dei fuochi d’artificio sul lago. Ti consiglio quindi di raggiungere le sponde del Lago Tōya e goderti lo spettacolo!

Fuochi d’artificio sul lago.

Dove dormire al lago Toya?

Io ho dormito a Toyako Guest House Ponkotan, ostello molto curato, pulito e confortevole. Consigliato.

Come raggiungere il lago Toya?

Prendi il treno da Hakodate Station (Google Maps) a Tōya Station (Google Maps). Da qui ci sono poi connessioni frequenti in bus verso Toyako Onsen Bus Terminal (Google Maps). Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Noboribetsu

Noboribetsu è una delle località termali più famose di Hokkaidō, conosciuta soprattutto per Jigokudani, la suggestiva “Valle dell’Inferno” con fumarole, sorgenti sulfuree e paesaggi vulcanici.

Cosa fare e vedere a Noboribetsu

Se alloggi a Noboribetsu vera e propria, prendi il bus verso Noboribetsu Onsen (Google Maps). Da qui ti consiglio questo itinerario a piedi: raggiungi prima la Valle dell’Inferno (Google Maps), goditi il paesaggio surreale e poi prosegui verso il Lago Oyunuma (Google Maps). Io, in realtà, ho fatto prima una deviazione lungo la strada fino al Lago Kuttara (Google Maps), ma non sono convinto che ne valga particolarmente la pena, soprattutto se non hai voglia di camminare troppo. Consiglio invece fortemente di mettere i piedi in ammollo al Pediluvio naturale del fiume Oyunuma (Google Maps): nel tardo pomeriggio non c’era praticamente nessuno e me la sono goduta un sacco. Prima o dopo tutto questo, se la cosa ti interessa, puoi prendere la funivia (Google Maps) e salire al Noboribetsu Bear Park (Google Maps), che ospita numerosi orsi bruni di Hokkaidō. A quanto pare, ci sono anche dei bei punti panoramici con vista sul Lago Kuttara. Io non ci sono stato, quindi non posso esprimermi personalmente.

Valle dell’Inferno.

Stesso discorso per il Noboribetsu Date Jidai Village (Google Maps), un parco tematico che ricrea un villaggio del periodo Edo, con edifici tradizionali, spettacoli di samurai e ninja e varie attività a tema. Personalmente questo genere di attrazioni mi dà una certa sensazione di finzione che non apprezzo particolarmente, ma lo segnalo perché potrebbe comunque essere interessante per qualcuno. Potresti infine concludere la giornata al Dai-ichi Takimotokan (Google Maps), che ospita il più grande complesso termale di Hokkaidō. Da quanto mi è stato detto, è possibile acquistare un pass giornaliero e accedere alle onsen anche senza soggiornare in hotel. In alternativa, ci sono numerose altre onsen in paese.

Lago Oyunuma.

Museo nazionale degli Ainu (Upopoy)

Il Museo Nazionale Ainu (Google Maps) è il principale museo nazionale del Giappone dedicato alla storia, alla lingua e alla cultura degli Ainu, la popolazione indigena di Hokkaidō. L’ho trovato davvero carino e interessante: il complesso è diviso in diverse aree e comprende anche la riproduzione di un villaggio tradizionale. C’è poi il centro culturale, dove ogni giorno vengono organizzati numerosi spettacoli, dalla musica tradizionale alla danza, oltre a documentari, workshop e altre attività. Insomma, c’è davvero un po’ di tutto. L’ingresso costa 1.200 yen. Io l’ho visitato partendo da Noboribetsu in giornata, ma volendo puoi anche lasciare il bagaglio negli armadietti della stazione di Shiraoi (Google Maps), visitare il museo e poi proseguire direttamente verso Sapporo.

Museo nazionale degli Ainu (Upopoy).

Dove dormire a Noboribetsu?

Io ho dormito a Noboribetsu Guest House AKA & AO e lo consiglio. Ottimo ostello a due passi dalla stazione dei treni.

Come raggiungere Noboribetsu?

Arrivando da Hakodate o Tōya, prendi qualsiasi treno diretto a Noboribetsu Station (Google Maps). Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Sapporo

Sapporo è la capitale dell’Hokkaido e la quinta città più grande del Giappone. È anche una delle città più giovani del Paese: nel 1869, quando iniziò ufficialmente lo sviluppo della città, contava appena sette abitanti! Sapporo divenne famosa in tutto il mondo nel 1972, quando ospitò i Giochi Olimpici Invernali. Oggi la città è nota soprattutto per i suoi ramen, la birra e l’annuale Festival della Neve, che si tiene ogni febbraio.

Cosa fare e vedere a Sapporo

Rispetto alle altre grandi città del Giappone, a mio parere Sapporo, seppur piacevole, non ha moltissimo da offrire al turista, soprattutto perché si tratta di una città relativamente recente dal punto di vista storico. Detto questo, ci si può tranquillamente passare un paio di giorni, anche perché è di fatto una tappa obbligata per la maggior parte degli spostamenti verso e da Hokkaidō. La maggior parte delle attrazioni si trovano fuori città ma consiglio di fare almeno una breve passeggiata in centro nei dintorni di Odori Park (Google Maps) e l’iconica torre dell’orologio (Google Maps). 

Moerenuma Park.

Moerenuma Park

Moerenuma Park (Google Maps) è un grande parco artistico alle porte di Sapporo, progettato dall’artista e architetto Isamu Noguchi, dove ampi spazi verdi, installazioni e strutture geometriche si fondono in un unico paesaggio. L’ho trovato un luogo davvero piacevole, perfetto per passeggiare e trascorrere qualche ora. La fontana offre diversi spettacoli durante la giornata. Niente di eccezionale, ma può essere utile dare un’occhiata agli orari prima della visita. Qui trovi una foto con il programma.

All’ingresso del parco è inoltre possibile noleggiare delle biciclette (Google Maps). Io, però, l’ho visitato interamente a piedi senza problemi. Ci sono anche moltissimi ciliegi, quindi immagino che durante la fioritura il parco diventi ancora più suggestivo.

Moerenuma Park.

Hill of the Buddha

Hill of the Buddha (Google Maps) è un suggestivo complesso buddhista alle porte di Sapporo, progettato dall’architetto Tadao Andō. Il punto forte è la monumentale statua del Buddha, che emerge da una collina ricoperta di lavanda creando, quando i fiori sono in piena fioritura, un paesaggio davvero scenografico.

Io ci sono stato quando la lavanda non era ancora fiorita, quindi l’atmosfera era probabilmente meno spettacolare, ma ho comunque trovato la visita piacevole. Detto questo, non aspettarti un’attrazione particolarmente ricca: oltre alla statua del Buddha e ad alcuni monoliti che ricordano quelli dell’Isola di Pasqua, non c’è molto altro da vedere e, volendo, la visita si può tranquillamente concludere in una decina di minuti. Insomma, dipende da quanto ti interessa questo genere di luogo. Io ho pagato 300 yen per l’ingresso. Di fronte all’entrata c’è una fermata dell’autobus (Google Maps), ma le corse non sono particolarmente frequenti, quindi controlla gli orari e regolati di conseguenza.

Hill of the Buddha.

Mount Moiwa

Il Mount Moiwa (Google Maps) è una delle montagne più famose di Sapporo, raggiungibile anche in funivia e celebre soprattutto per la spettacolare vista sulla città, particolarmente suggestiva al tramonto e di notte. Come sempre, io sono salito a piedi: il sentiero più breve parte da questo punto (Google Maps) ed è davvero facile da seguire. Sono circa 3 km con 500 metri di dislivello, quindi niente di particolarmente impegnativo. In alternativa, puoi prendere la funivia (Google Maps).

Mount Moiwa.

Il Villaggio storico di Hokkaido e Museo

Il Museo di Hokkaidō (Google Maps) racconta la storia e la natura di Hokkaidō e si trova a circa dieci minuti a piedi dal vicino museo all’aperto. L’esposizione è organizzata attorno a cinque temi principali, tra cui la cultura Ainu, la storia dell’isola e la sua fauna selvatica. Avendo già visitato il Museo Nazionale Ainu (Upopoy), ho preferito dedicare il tempo ad altro, anche se vale la pena sottolineare che questo museo offre una panoramica molto più ampia, concentrandosi sull’intera storia di Hokkaidō e non soltanto sugli Ainu. Se decidi di venire fin qui, molti consigliano di visitare anche il vicino Villaggio Storico di Hokkaidō (Google Maps). Il museo all’aperto comprende circa 60 edifici provenienti da diverse zone dell’isola, risalenti principalmente ai periodi Meiji e Taishō (1868-1926), quando lo sviluppo di Hokkaidō venne portato avanti su larga scala. Il villaggio è suddiviso in quattro aree: una città, un villaggio di pescatori, un villaggio agricolo e un villaggio di montagna. Se decidi di visitare entrambe le attrazioni, conviene acquistare il biglietto combinato.

Shiroi Koibito Park

Shiroi Koibito Park (Google Maps) è un parco a tema dedicato al celebre cioccolato Shiroi Koibito, dove è possibile visitare la fabbrica, scoprire la storia del marchio e passeggiare tra edifici e giardini in stile europeo. Io sono arrivato troppo tardi per la visita alla fabbrica: l’ultimo ingresso è alle 16:30, quindi mi sono limitato a passeggiare per i giardini esterni. Carini, ma niente di eccezionale. Immagino però che, se la visita alla fabbrica e il processo di produzione ti interessano, l’esperienza sia decisamente più completa. Trovi tutte le informazioni, compresi orari e prezzi, sul sito ufficiale, dove puoi anche acquistare i biglietti in anticipo.

Shiroi Koibito Park.

Festival della neve

Il Festival della Neve di Sapporo si tiene ogni anno a febbraio, per circa una settimana. È uno degli eventi invernali più popolari del Giappone. Il festival nacque nel 1950, quando alcuni studenti delle scuole superiori costruirono delle statue di neve nel Parco Odori. Da allora è cresciuto fino a diventare un enorme evento internazionale, famoso per le spettacolari sculture di neve e ghiaccio che ogni anno attirano milioni di visitatori. Se ti capita di visitare Hokkaidō in questo periodo, credo valga assolutamente la pena farci un salto!

Otaru

Otaru (Google Maps) è una pittoresca città portuale a circa un’ora di treno da Sapporo, famosa per il suo storico canale (Google Maps), l’orologio a vapore (Google Maps) e gli edifici in stile occidentale. Per questioni di tempo non ci sono stato ma sembra essere una destinazione abbastanza popolare da visitare in giornata usando come base Sapporo. Per gli appassionati del Whisky, volendo si può pure visitare la Distilleria Nikka Whiskey Yoichi (Google Maps). Potresti inoltre salire sulla cima del monte Tenguyama (Google Maps) dal quale si hanno delle ottime viste sulla città con l’oceano sullo sfondo. Ovviamente come spesso succede in Giappone, esiste la possibilità di prendere la funivia (Google Maps). Infine, se ti capita di visitare la regione in Febbraio, dai un’occhiata alle date del Otaru Snow Light Festival. Durante il festival il centro di Otaru si illumina con migliaia di candele e lanterne.

Hill of the Buddha.

Dove dormire a Sapporo?

Sono stato in tre ostelli diversi durante i miei due soggiorni a Sapporo: HELIO HOSTEL SAPPORO è probabilmente il mio preferito, ambiente moderno e pulito, ottima posizione molto centrale, EZO Run Sapporo seppur meno curato offre un’atmosfera più rilassata, sembra quasi di essere ospiti a casa di qualcuno, The Stay Sapporo seppur sia un buon ostello è stato quello che mi è piaciuto di meno. 

Come raggiungere Sapporo?

Sapporo funge da hub del trasporto pubblico per l’intera isola di Hokkaido, da qui sostanzialmente ci sono collegamenti diretti in treno e bus verso tutte le principali destinazioni del paese. Inoltre, l’aeroporto New Chitose (Google Maps) ha diversi collegamenti giornalieri verso tutte le principali città del paese e pure un sacco di destinazioni internazionali. Per raggiungerlo dal centro, se vuoi risparmiare qualcosa, consiglio di prendere il New Chitose Airport Limousine Bus (si può pagare con IC card a bordo) invece del treno. Trovi gli orari anche su Google Maps. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili.

Mount Moiwa.

Furano

Furano è una piccola città di Hokkaidō circondata da colline e campagne, famosa soprattutto per i suoi vasti campi di lavanda e per gli splendidi paesaggi rurali, che in estate raggiungono il loro massimo splendore con la fioritura della lavanda e degli altri fiori.

Cosa fare e vedere a Furano

In centro città non c’è esattamente molto da fare. Per rendere gli spostamenti efficienti, io ho fatto quanto segue portando lo zaino con me e sostanzialmente visitando le varie attrazioni mentre mi spostavo verso Asahikawa. Volendo potresti fare lo stesso sfruttando gli armadietti della stazione o in alternativa, torna semplicemente a Furano a fine giornata. Dalla stazione di Furano prendi il treno diretto a Naka-Furano Station (Google Maps). Qui ci sono anche gli armadietti, ma dovrai camminare per circa 2 km per raggiungere Farm Tomita (Google Maps). Durante l’alta stagione, invece, il treno ferma anche a Lavender-Farm Station (Google Maps), proprio davanti al vivaio. Attenzione però: qui non ci sono armadietti.

Farm Tomita.

Farm Tomita è una delle attrazioni più famose di Furano, conosciuta soprattutto per gli spettacolari campi di lavanda che in estate si trasformano in un vero e proprio mare di colori e profumi. Anche a fine maggio, comunque, c’erano diversi altri fiori in fiore e ho trovato il posto carino da visitare. Perlomeno durante la mia visita, l’ingresso era gratuito. Tieni d’occhio gli orari dei treni e cerca di organizzarti in modo da tornare in stazione per prendere un treno diretto a Bibaushi Station (Google Maps). A titolo informativo, qui non mi sembra ci fossero armadietti.

Dalla stazione io ho poi camminato fino a Shikisai-no-oka (Google Maps), un vasto parco floreale famoso per i coloratissimi campi di fiori disposti sulle dolci colline, che in estate creano uno dei paesaggi più iconici di Hokkaidō. L’ingresso è a pagamento soltanto da luglio a settembre. Un’alternativa leggermente più vicina alla stazione è Kanno Farm (Google Maps). Non ci sono stato, ma credo possa essere un’esperienza abbastanza simile. Da qui ho poi preso il primo treno diretto ad Asahikawa Station (Google Maps).

Volendo, nel mezzo c’è anche il Lago Shirogane (Google Maps), raggiungibile con i mezzi pubblici, ma dal punto di vista logistico diventa piuttosto complicato. Io ho lasciato perdere, ma soprattutto se hai un’auto potrebbe valere la pena prenderlo in considerazione. Rimanendo in tema di escursioni, potresti anche valutare il circuito Mount Tokachi–Mount Biei (AllTrails). Sembra davvero una bella escursione, ma, come appena detto, con il solo trasporto pubblico non è facilmente fattibile.

Shikisai-no-oka.

Dove dormire a Furano?

Io ho dormito a Hostel Tomar, probabilmente uno dei migliori ostelli del mio intero viaggio in Giappone. Ambienti interni molto curati e puliti. Fortemente consigliato.

Come raggiungere Furano?

Arrivando da Sapporo, consiglio di prendere il bus Highway Furano Go. Fa un paio di fermate in città e, se ti trovi in centro, la più comoda è probabilmente l’Hokkaido Chuo Bus Sapporo Terminal (Google Maps). Volendo, puoi pagare direttamente a bordo con una IC card. Il bus compare anche su Google Maps utilizzando la funzione di trasporto pubblico. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Furano.

Asahikawa e Parco Nazionale Daisetsuzan

Asahikawa è la seconda città più grande di Hokkaidō e un’ottima base per esplorare il centro dell’isola, in particolar modo il vicino Parco Nazionale Daisetsuzan.

Cosa fare e vedere ad Asahikawa

Io mi sono limitato a visitare il parco nazionale ma se cerchi qualcosa da fare in città, lo zoo è spesso consigliato (Google Maps).

Parco Nazionale Daisetsuzan

Il Parco Nazionale Daisetsuzan è il più grande parco nazionale del Giappone: un’immensa area selvaggia fatta di montagne vulcaniche, foreste e paesaggi alpini. È stato uno dei miei luoghi preferiti di tutto il viaggio. Consiglio di prendere il primo bus del mattino, che durante la mia visita partiva intorno alle 7:00, a seconda della fermata da cui sali. Gli orari compaiono anche su Google Maps e la destinazione finale è l’Asahidake Visitor Center (Google Maps). Perlomeno durante la mia visita, era possibile pagare soltanto in contanti.

Monte Asahidake.

Una volta arrivato al centro visitatori, hai diverse opzioni. La più semplice consiste nel prendere la funivia (Google Maps). Dalla stazione di arrivo puoi raggiungere la cima del Monte Asahidake (Google Maps) con circa 700 metri di dislivello. Il sentiero è davvero facile da seguire, ma trovi la traccia anche su AllTrails. Se anche questo ti sembra troppo impegnativo, puoi semplicemente passeggiare nei dintorni della stazione della funivia, dove troverai alcuni laghetti e diversi punti panoramici.

Se invece decidi di salire sulla cima del Monte Asahidake, consiglio di non tornare indietro per lo stesso sentiero e di completare il circuito descritto su AllTrails. L’ho trovato davvero piacevole: viste fantastiche, pochissima gente e persino delle sorgenti termali naturali dove mettere i piedi a mollo. Attenzione però alle condizioni del sentiero. Durante la mia visita, a inizio giugno, soprattutto sul versante nord del Monte Asahidake c’era ancora parecchia neve. Non ho trovato tratti particolarmente pericolosi o esposti, ma è sicuramente qualcosa da tenere in considerazione e da verificare prima di partire.

Parco Nazionale Daisetsuzan.

Infine, se come me ti rifiuti di prendere la funivia, puoi salire a piedi dal centro visitatori. Il sentiero è chiaramente tracciato su Organic Maps ed è facile da seguire, ma aggiunge circa altri 500 metri di dislivello. Salendo e scendendo a piedi, oltre a completare il circuito descritto sopra, la giornata diventa però piuttosto impegnativa. Io sono rientrato giusto in tempo per prendere l’ultimo bus del giorno, che durante la mia visita partiva alle 15:40.

Dove dormire a Asahikawa?

Io ho dormito ad Asahikawa Ride, seppur la struttura non sia esattamente moderna, l’ostello è molto confortevole e ben posizionato rispetto alla stazione dei treni. Il proprietario è davvero amichevole e gentile. Consigliato. 

Come raggiungere Asahikawa?

Se arrivi da Furano, puoi semplicemente prendere il treno diretto ad Asahikawa Station (Google Maps) come descritto in precedenza, se invece arrivi direttamente da Sapporo, l’Highway bus seppur un po’ più lento ti costa circa la metà. Se ti trovi in centro, la fermata più comoda è probabilmente l’Hokkaido Chuo Bus Sapporo Terminal (Google Maps).

Ci tengo inoltre a segnalare che Asahikawa Airport (Google Maps) ha voli diretti verso Tokyo, Nagoya e Osaka a prezzi molto competitivi, a seconda del tuo itinerario, vale la pena prenderlo in considerazione come punto di entrata o uscita dall’isola. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Monte Asahidake.

Utoro Onsen e Parco Nazionale Shiretoko

Utoro Onsen è un piccolo villaggio termale che funge da porte di ingresso al Parco Nazionale Shiretoko e l’omonima penisola, dove foreste, montagne e coste incontaminate ospitano una delle aree al mondo con la più alta concentrazione di orsi bruni.

Cosa fare e vedere a Utoro Onsen e Parco Nazionale Shiretoko

A Utoro Onsen vera e propria non c’è molto da fare, l’unico cosa che consiglio è andare a vedere il tramonto da Oronko Rock (Google Maps). La cima si raggiungere al termine di un breve sentiero. Per il resto, goditi il bagno nelle Onsen.

Parco Nazionale Shiretoko

Sarà che avevo grandi aspettative e quindi era facile rimanere deluso, sarà che non ho visto nemmeno un orso, sarà che in quota c’era ancora tanta neve, oppure sarà semplicemente che visitare il parco con i mezzi pubblici è parecchio limitante. Fatto sta che la mia visita non è stata particolarmente memorabile. Se poi aggiungiamo che si trova letteralmente fuori dal mondo e richiede diverse ore di viaggio per essere raggiunto, onestamente non è una destinazione che mi sento di consigliare fortemente. La visita è stata comunque piacevole, ma considerando tempo e fatica necessari per arrivarci, credo ci siano altri luoghi in Giappone che meritano maggiormente la priorità.

Bene, iniziamo col dire che a questa pagina trovi la tabella con gli orari dei bus diretti al parco. In ogni caso, una volta arrivato a Utoro Onsen, è abbastanza facile recuperare tutte le informazioni necessarie. Consiglio di iniziare la visita prendendo il bus per Shiretoko Goko (Google Maps). Qui trovi un percorso di circa 2 km su una passerella sopraelevata, che puoi percorrere in totale autonomia. Con un po’ di fortuna potresti anche riuscire ad avvistare qualche orso. La passerella è dotata di una recinzione elettrica lungo tutto il percorso per impedire agli orsi bruni di accedervi.

Passerella sopraelevata

Volendo, ci sono anche percorsi più lunghi che offrono maggiori possibilità di avvistamento della fauna, ma durante il periodo di massima attività degli orsi, dal 10 maggio al 31 luglio, è obbligatorio partecipare a un tour organizzato. Il percorso lungo, della durata di circa 3 ore, costa 6.000 yen, mentre quello breve, di circa un’ora e mezza, costa 3.600 yen. Io ho lasciato perdere. In ogni caso, questo è il sito ufficiale, dove trovi tutte le informazioni aggiornate.

Una volta terminata la visita, prendi il primo bus di ritorno verso lo Shiretoko National Park Nature Center (Google Maps). Qui c’è una piccola ma interessante esposizione dedicata al parco nazionale, utile per saperne qualcosa in più prima di proseguire. Dal centro parte anche un breve sentiero verso la cascata Furepe (Google Maps): lungo il percorso ho visto più di qualche cervo. Se riesci a combinare bene gli orari degli autobus, potresti anche raggiungere il Lago Rausu (Google Maps). La fermata dell’autobus è questa (Google Maps) e da lì sono circa 3 km a piedi fino al lago. Il sentiero è tracciato su Organic Maps, ma a quanto pare può esserci parecchio fango, quindi regolati di conseguenza. Se hai un’altra giornata a disposizione, da Utoro Onsen partono anche diverse crociere in barca che potrebbero essere interessanti.

Cascata Furepe.

Io ho invece tentato l’ascesa al Monte Rausu (Google Maps), ma purtroppo sono dovuto tornare indietro a un paio di chilometri dalla cima perché c’era ancora davvero troppa neve. Da quanto mi è stato detto, condizioni simili possono protrarsi fino a metà luglio, quindi controlla bene la situazione prima di partire. Il sentiero è quello descritto su AllTrails. La fermata dell’autobus più vicina è questa (Google Maps), ma da lì bisogna comunque camminare per qualche chilometro lungo la strada. Io ho fatto il percorso a piedi, ma sono passate parecchie auto, quindi immagino che, con un po’ di pazienza, si possa anche tentare l’autostop. Nei pressi dell’inizio del sentiero ci sono inoltre delle sorgenti termali naturali davvero carine (Google Maps), dove consiglio assolutamente di fermarsi al ritorno.

Dove dormire a Utoro Onsen?

Io ho dormito a Shiretoko Village, struttura molto tradizionale in vero stile giapponese con Onsen al suo interno. Io ho preso una stanza privata per trattarmi bene al termine del viaggio ma volendo hanno pure dei dormitori. Non distante dalla stazione dei bus. Consigliata.

Come raggiungere Utoro Onsen?

Perlomeno durante la mia visita, era possibile raggiungere Utoro Onsen in giornata partendo da Asahikawa, ma per farlo devi necessariamente prendere il primo Limited Express del mattino diretto ad Abashiri Station (Google Maps). Da qui devi prendere il treno locale per Shiretokoshari Station (Google Maps). Dall’altro lato della strada si trova la stazione degli autobus (Google Maps), da dove partono i bus diretti a Utoro Onsen. Gli orari sono disponibili su questa pagina.

Se arrivi direttamente da Sapporo, oppure devi tornarci dopo aver visitato il parco nazionale, esiste anche un bus diretto giornaliero che viaggia di notte da Sapporo a Utoro Onsen e durante il giorno nella direzione opposta. Puoi prenotarlo online su questo sito. Come destinazione seleziona “Shiretoko”, anche se di fatto il bus arriva alla stazione degli autobus di Utoro Onsen. Nella sezione “come spostarsi in Giappone” trovi un sacco di altre informazioni utili. 

Parco Nazionale Shiretoko.

OKINAWA

Nicola, ti sei completamente dimenticato di Okinawa! In realtà, ho scelto consapevolmente di non visitare l’arcipelago durante questo viaggio. Avrei dovuto andarci a fine inverno, quando il clima non è ancora particolarmente favorevole per godersi il mare, e alcuni amici che ci sono stati mi hanno inoltre scoraggiato, soprattutto per i costi piuttosto elevati necessari per raggiungere e visitare le isole più belle.

Okinawa rimane comunque una destinazione che mi incuriosisce, soprattutto per il suo mare e per la cultura delle isole Ryūkyū, molto diversa da quella del Giappone continentale. Semplicemente, considerando il periodo del mio viaggio e il budget a disposizione, ho preferito dare la priorità ad altre zone del Paese. Del resto, se l’obiettivo è soprattutto trovare spiagge tropicali e isole paradisiache, in Asia esistono numerose alternative altrettanto belle e decisamente più economiche.

Queste, naturalmente, sono considerazioni basate sulla mia esperienza indiretta e sui consigli ricevuti: non avendo visitato Okinawa, non mi sento di dare un giudizio personale sull’arcipelago. Nel caso tu decida di inserirla nel tuo itinerario, qui trovi una guida interessante che può aiutarti a organizzare il viaggio.

Castello di Himeji.

Possibili itinerari in Giappone

Di seguito elenco alcuni possibili itinerari di 2, 3 e 4 settimane. Ovviamente non esiste un itinerario perfetto per un dato lasso di tempo, quindi prendi ciò che segue come semplice ispirazione e adattalo in base ai tuoi interessi e al tuo budget, tenendo conto di quanto letto finora. Se il tuo obiettivo è attraversare l’intero paese da nord a sud, come ho fatto io, senza saltare continuamente da una destinazione all’altra ogni due giorni, consiglio almeno due mesi, idealmente anche di più.

Itinerario di due settimane in Giappone

Per il viaggiatore medio con due settimane in Giappone, credo valga la pena concentrarsi esclusivamente sul Giappone centrale, questa chiaramente è anche la parte più turistica ma garantisce di vedere tutti gli highlights come Tokyo, Kyoto, il Monte Fuji, Nara etc. 

Tokyo (4 notti)

Giorno 1:

Visita Tokyo Nord.

Giorno 2:

Visita Tokyo Centro.

Giorno 3:

Visita Tokyo Ovest.

Giorno 4:

Visita Tokyo Sud.

La regione dei cinque laghi (1 notte)

Giorno 5:

Bus da Tokyo la mattina. Monte Ashiwada e Punto panoramico Sankodai è quello che farei personalmente ma le opzioni non mancano.

Kyoto (3 notti)

Giorno 6:

Alba alla Pagoda Chureito più Fujiyoshida Street. Treno verso Kyoto in tarda mattinata. Il sentiero del filosofo e distretto di Higashiyama nel pomeriggio.

Giorno 7:

Foresta di bambù di Arashiyama la mattina presto. Templi vari.

Giorno 8:

Il Santuario Fushimi Inari-Taisha la mattina presto. Templi vari.

Nara (2 notti)

Giorno 9:

Treno Kyoto – Nara. Esplora Nara centro.

Giorno 10:

Esplora i dintorni di Nara: il Sentiero Yamanobe-no-michi, Yoshino e alcuni templi meno conosciuti sono tutte ottime opzioni.

Himeji (1 notte)

Giorno 11:

Treno da Nara a Himeji. Visita il castello e poi il Tempio di Shoshazan Engyoji.

Hiroshima (2 notti)

Giorno 12:

Treno da Himeji. Parco della pace di Hiroshima, Castello Hiroshima e Giardini Shukkeien.

Giorno 13:

Isola Itsukushima. Se parti la mattina presto puoi sicuramente includere anche una breve visita ad Iwakuni. 

Giorno 14:

Rientro a Tokyo.

Itinerario di tre settimane in Giappone

Con una settimana in più a disposizione, a mio parere hai sostanzialmente due opzioni. La prima è usare l’itinerario di due settimane descritto sopra come base e aggiungere qualche destinazione meno battuta lungo il percorso. Per esempio, dopo la regione dei Cinque Laghi potresti attraversare la Valle del Kiso, proseguire verso Nagoya e da lì raggiungere Kyoto, dove potresti poi seguire l’itinerario di due settimane descritto in precedenza. In alternativa, potresti spingerti verso Takayama e Kanazawa. Ancora prima di lasciare Tokyo, potresti fermarti una notte in più nella capitale e dedicare una giornata a Nikkō, Kamakura o Hakone. Un’altra possibilità è inserire il Kumano Kodo oppure trascorrere una notte a Onomichi, spezzando così il viaggio tra Himeji e Hiroshima.

In sostanza, userei l’itinerario di due settimane come traccia e aggiungerei qualche tappa in base ai tuoi interessi, senza cercare necessariamente di riempire ogni singolo giorno. La seconda opzione è invece dedicare l’intera settimana a un’altra isola. Hokkaidō o Shikoku, per esempio, sono entrambe abbastanza grandi da giustificare una settimana intera e possono offrire un’esperienza molto diversa rispetto al Giappone che si incontra lungo il classico itinerario Tokyo–Kyoto–Hiroshima.

Nara.

Itinerario di quattro settimane in Giappone

Con un mese o più a disposizione puoi iniziare a pensare di coprire buona parte del Paese, a patto di essere disposto a spostarti frequentemente e a utilizzare qualche Shinkansen o, eventualmente, volo interno. Come itinerario di base puoi semplicemente seguire la guida nell’ordine in cui è stata scritta. L’ordine delle destinazioni è infatti pensato per attraversare il Paese da sud a nord, cercando di ottimizzare gli spostamenti il più possibile. Chiaramente, con un solo mese a disposizione non puoi pensare di visitare ogni singola destinazione menzionata nella guida, ma puoi sicuramente andarci vicino. Per semplicità, potresti limitarti a esplorare l’isola di Honshū e aggiungere Shikoku e Hokkaidō soltanto se hai almeno cinque o sei settimane a disposizione.

Giardini Hamarikyu, Tokyo.

Come spostarsi in Giappone

Il Giappone vanta uno dei migliori sistemi di trasporto pubblico che abbia mai utilizzato. In particolare, la rete ferroviaria è eccellente: capillare, efficiente e in grado di collegare praticamente tutte le principali città e destinazioni turistiche. Inoltre, gran parte del sistema di trasporto pubblico è perfettamente integrata con Google Maps, rendendo molto semplice pianificare gli spostamenti. Fatta questa premessa, anche se su alcune linee è possibile pagare direttamente con una normale carta contactless o tramite Apple Pay e Google Pay, per la maggior parte dei viaggiatori consiglio comunque di utilizzare una IC Card. Si tratta di una carta prepagata che permette di pagare rapidamente le corse sulla maggior parte di treni, metropolitane, tram e autobus compatibili, oltre a poter essere utilizzata per piccoli acquisti in numerosi negozi, ristoranti e praticamente tutti i principali convenience store.

Di IC Card ne esistono diverse, tra cui Suica, PASMO e ICOCA. Sono state emesse da compagnie di trasporto differenti, ma dal punto di vista del viaggiatore sono in gran parte intercambiabili e possono essere utilizzate sulle reti che aderiscono al sistema di interoperabilità nazionale. Se hai un iPhone, personalmente consiglio la Suica digitale, che puoi aggiungere direttamente all’app Wallet e ricaricare tramite Apple Pay senza dover acquistare una carta fisica. La procedura richiede meno di un minuto: apri Wallet, premi “+”, seleziona “Carta di viaggio” e scegli Suica. Ti consiglio inoltre di attivare la Express Mode, che permette di utilizzare la carta senza dover sbloccare il telefono o aprire Wallet: basta avvicinare l’iPhone al lettore.

Su Android, invece, la situazione è più complicata: la versione mobile delle IC Card giapponesi dipende dal supporto hardware del dispositivo e, in pratica, per i telefoni acquistati all’estero non è generalmente un’opzione affidabile. Se utilizzi Android, la soluzione più semplice è quindi acquistare una IC Card fisica. Per i visitatori stranieri esistono inoltre versioni specifiche come la Welcome Suica e la TOURIST PASMO, pensate per soggiorni brevi. Entrambe sono valide per 28 giorni e non prevedono un deposito rimborsabile; il credito residuo, invece, non viene restituito alla scadenza. La Welcome Suica è disponibile senza deposito, mentre la TOURIST PASMO è stata introdotta nel 2026 ed è anch’essa priva di deposito.

Santuario Fushimi Inari-Taisha.

La Welcome Suica può essere acquistata in diversi punti, soprattutto negli aeroporti e nelle principali stazioni di Tokyo. La TOURIST PASMO è invece disponibile negli aeroporti di Narita e Haneda. Per ricaricare una IC Card fisica, normalmente devi utilizzare contanti: nelle principali stazioni trovi apposite macchinette di ricarica, mentre è possibile effettuare il top-up anche presso numerosi convenience store. Con le carte fisiche, cerca le macchinette compatibili con il simbolo della tua IC Card. Detto questo, soprattutto nelle zone rurali del Giappone, ci sono alcune linee di autobus e treni sulle quali non è possibile pagare con alcun metodo elettronico. In questi casi, all’ingresso del mezzo trovi una macchinetta da cui devi prendere un piccolo biglietto con un numero. Questo numero indica la fermata o la stazione in cui sei salito e serve a calcolare la tariffa da pagare al momento della discesa. Solitamente c’è anche uno schermo che mostra in tempo reale il prezzo corrispondente a ciascun numero.

Quando è il momento di scendere, normalmente basta inserire il bigliettino nell’apposita macchina e pagare la tariffa in contanti. Assicurati quindi di avere con te banconote da 1.000 yen e qualche moneta: anche se la macchina può dare il resto, in genere non è possibile cambiare banconote di taglio più grande, come quelle da 5.000 yen. Un paio di volte mi è addirittura capitato di entrare in una stazione utilizzando la mia IC Card e poi scendere in una piccola stazione sperduta senza alcun terminale con cui registrare l’uscita. In questi casi non succede nulla di grave: se c’è del personale, basta spiegare quanto è successo e ti faranno pagare la corsa in contanti. Una volta, invece, non c’era letteralmente nessuno e, seppur non intenzionalmente, ho finito per non pagare affatto. Attenzione però, perché questo blocca la IC Card: il sistema registra infatti l’ingresso, ma non l’uscita, lasciando la corsa aperta. Per poterla utilizzare nuovamente è necessario rivolgersi al personale di una stazione, che dovrà sistemare manualmente la transazione. A me è successo un paio di volte ed è sicuramente una cosa da tenere a mente in quanto senza questa procedura, la tua IC Card diventa sostanzialmente inutilizzabile.

Castello di Hiroshima.

Treni in Giappone

A grandi linee, in Giappone esistono tre tipologie di treni. Ci sono innanzitutto i treni “normali”, equivalenti ai nostri regionali, che fermano praticamente a ogni stazione lungo la linea. Nella maggior parte dei casi, per questi treni è sufficiente utilizzare la propria IC Card: la passi al lettore quando entri in stazione e nuovamente quando esci, proprio come faresti con la metropolitana. Ci sono poi i Limited Express, che puoi considerare come dei regionali veloci: effettuano meno fermate e richiedono un supplemento rispetto alla tariffa base. È proprio qui che il sistema può diventare un po’ meno intuitivo. In sostanza, per prendere un Limited Express servono due componenti di viaggio: la tariffa base e il supplemento Limited Express, che include il posto a sedere. Se hai una IC Card, la tariffa base viene semplicemente scalata dalla carta; devi però acquistare separatamente il biglietto per il Limited Express. Se invece non utilizzi una IC Card, devi acquistare entrambi.

Io ho preso un Limited Express soltanto un paio di volte e ho sempre acquistato il biglietto direttamente alla biglietteria, quindi non parlo per esperienza diretta per quanto riguarda le macchinette. A quanto pare, sulle linee che utilizzano questo sistema trovi delle apposite macchinette per il Limited Express, generalmente vicino alla stazione o sulla stessa banchina da cui parte il treno. Quando acquisti il biglietto per il posto, assicurati di selezionare Reserved Seat e quindi il posto che preferisci. La macchinetta stamperà un biglietto con indicati numero della carrozza e numero del posto. Esiste anche l’opzione Non-Reserved Seat, che può essere utilizzata quando tutti i posti riservati sono esauriti ma vuoi comunque salire sul treno. In questo caso puoi occupare soltanto i posti disponibili indicati come liberi. Se durante il viaggio il posto che hai scelto viene prenotato da un altro passeggero, dovrai lasciarlo e spostarti.

Sentiero Yamanobe-no-michi.

Ci sono infine i famosi Shinkansen, i cosiddetti “treni proiettile”, di fatto l’equivalente giapponese dell’alta velocità italiana. Ti sembrerà assurdo, ma nel corso del mio viaggio in Giappone non ne ho mai preso uno. Il motivo è abbastanza semplice: sulle principali tratte dove avrebbe senso utilizzare l’alta velocità esistono anche i cosiddetti highway bus, di cui parlerò più avanti, che in molti casi costano letteralmente la metà, se non addirittura un terzo. Chiaramente sono anche molto più lenti, ma per chi, come me, non è particolarmente limitato dal tempo e preferisce risparmiare, la scelta è stata praticamente sempre scontata.

Naturalmente non mi aspetto che sia così per tutti: immagino che per qualcuno prendere almeno uno Shinkansen sia parte integrante dell’esperienza di viaggio in Giappone. In tal caso, ecco un paio di informazioni utili. Innanzitutto, puoi prenotare i biglietti direttamente online tramite il sito ufficiale. Inoltre, non devi preoccuparti troppo dei bagagli: sugli Shinkansen puoi portare tranquillamente anche valigie piuttosto grandi. Se la somma di altezza, larghezza e profondità del bagaglio non supera i 160 cm, non è necessaria alcuna prenotazione speciale. Per bagagli con dimensioni complessive comprese tra 160 e 250 cm, invece, è necessario prenotare un posto con spazio dedicato ai bagagli ingombranti.

Dazaifu.

Se viaggi con parecchi bagagli e preferisci evitare di trascinarteli da una città all’altra, puoi inoltre utilizzare uno dei numerosi servizi di trasferimento bagagli disponibili in Giappone tipo questo. Spediscono le valigie direttamente da una struttura all’altra, permettendoti di viaggiare molto più comodamente, e possono essere particolarmente utili durante gli spostamenti in treno. Ci tengo inoltre a segnalare che, in alcuni casi, gli Shinkansen corrono sostanzialmente in parallelo alle linee ferroviarie tradizionali. Queste ultime sono ovviamente molto più lente, ma anche decisamente più economiche. Il problema è che Google Maps tende a mostrare per prime le opzioni più veloci, che includono quasi sempre lo Shinkansen. Per ovviare al problema, quando cerchi un collegamento ordina i risultati in base al costo più basso: in questo modo puoi individuare facilmente eventuali alternative più economiche.

Per concludere, potresti aver sentito parlare del JR Pass, un pass che permette di viaggiare illimitatamente per un determinato periodo sulla maggior parte delle linee gestite da Japan Railways. Non è però valido sulle linee ferroviarie private e ci sono alcune eccezioni anche all’interno della rete JR, quindi è importante controllare sempre cosa è effettivamente incluso. Potresti quindi chiederti se valga la pena acquistarlo. In passato, per molti viaggiatori, la risposta era abbastanza scontata, ma negli ultimi anni il prezzo è aumentato notevolmente e oggi non è più necessariamente conveniente. A meno che tu non abbia in programma un vero e proprio tour de force, con numerosi e lunghi spostamenti in treno, spesso pagare le singole corse risulta più economico. Fortunatamente, capire quale delle due opzioni convenga è piuttosto semplice, soprattutto se hai già un itinerario ben definito: utilizza il calcolatore ufficiale del JR Pass, inserisci tutte le tratte che prevedi di fare e confronta il costo totale delle singole corse con quello del pass. In questo modo puoi sapere con buona certezza quale soluzione conviene nel tuo caso.

Castello di Matsumoto.

Autobus in Giappone

In generale, ci sono due tipologie di autobus. I primi sono quelli del trasporto urbano, che, per quella che è stata la mia esperienza, sono perfettamente integrati con Google Maps e, nelle grandi città, possono essere normalmente pagati con una IC Card. Detto questo, soprattutto nelle zone rurali del Giappone, può comparire anche il cosiddetto “sistema a bigliettino” di cui ho parlato in precedenza.

Sugli autobus urbani, così come sui tram, il sistema è estremamente metodico: normalmente si sale dalla porta posteriore e si scende da quella anteriore. I cosiddetti Highway Bus sono invece tutta un’altra cosa. Solitamente partono da vere e proprie stazioni, percorrono lunghe distanze e fanno relativamente poche fermate. Nei viaggi più lunghi viene spesso prevista anche una pausa in un’area di servizio, mentre a bordo trovi generalmente Wi-Fi e sedili comodi. Il viaggio è insomma confortevole, in perfetto stile giapponese.

Come anticipato, gli Highway Bus sono quasi sempre il modo più economico per coprire medie e lunghe distanze in Giappone. A seconda della tratta, il prezzo può essere anche la metà, o persino meno, rispetto al treno, soprattutto se paragonato agli Shinkansen. Per chi viaggia con un budget ridotto, c’è inoltre un altro vantaggio importante: alcuni Highway Bus effettuano il viaggio durante la notte, permettendoti di risparmiare anche una notte di alloggio.

Itsukushima.

Purtroppo, questi autobus non sono sempre integrati in Google Maps. Esistono quindi diverse piattaforme per cercare e prenotare i biglietti, tra cui alcuni dei principali operatori nazionali come Willer Express, Japan Bus Online e Highwaybus, oltre a numerosi operatori regionali. Ho cercato di inserire nella guida tutti i link più utili, ma il messaggio principale che voglio trasmettere è semplice: non fidarti ciecamente di Google Maps quando devi organizzare gli spostamenti in autobus in Giappone. Soprattutto fuori dalle grandi città, è molto facile che esistano collegamenti o alternative che Google Maps semplicemente non mostra.

Noleggiare un’auto in Giappone

Io mi sono spostato esclusivamente con il trasporto pubblico, ma nessuno ti vieta di fare un road trip in Giappone. Noleggiare un’auto è infatti un’opzione presa in considerazione da alcuni viaggiatori, grazie alle distanze relativamente contenute, alle strade generalmente in ottime condizioni e al traffico spesso scorrevole. Personalmente, però, credo che l’auto abbia senso soprattutto a livello regionale, più che per attraversare l’intero Paese. Può essere particolarmente comoda per raggiungere attrazioni, templi ed escursioni meno accessibili con i mezzi pubblici. Se il tuo itinerario è concentrato sulle grandi città e sulle destinazioni meglio collegate, continuerei a preferire il trasporto pubblico. Se invece vuoi esplorare angoli più remoti del Paese, il noleggio auto può fare davvero la differenza. Nel caso fossi interessato, puoi dare un’occhiata a siti come Discover Cars per confrontare le diverse opzioni. N.b. Il Giappone richiede la patente internazionale. Se ti trovi già all’estero o semplicemente vuoi ottenere la patente internazionale online, puoi farlo a questo sito.

Tokyo.

Viaggio in Giappone: costi

Nel corso dei miei esatti 89 giorni di viaggio ho speso 5.090,03 € tutto incluso, fatta eccezione per l’assicurazione di viaggio e i voli di andata e ritorno per il Giappone. Ho però incluso anche il volo interno da Hokkaidō a Tokyo. In sostanza, con poco meno di 60 € al giorno ho coperto tutti gli spostamenti all’interno del Paese, vitto, alloggio e attività varie. Il mio stile di viaggio è stato piuttosto economico: ho dormito quasi esclusivamente in ostello, non ho mai preso lo Shinkansen, non bevo e non fumo e credo di aver speso più di 10 € per un singolo pasto raramente. Allo stesso tempo, però, non mi sono fatto mancare nulla: ho visitato tutto quello che volevo vedere, non ho fatto volontariato, autostop o altri espedienti per ridurre le spese il più possibile e mi sono spostato parecchio, attraversando letteralmente il Paese da nord a sud. Insomma, se 60 € al giorno possono sembrare pochi, è altrettanto vero che il Giappone può essere visitato spendendo ancora meno. Il mio budget non rappresenta quindi necessariamente il minimo indispensabile, ma piuttosto quanto ho speso viaggiando in modo molto economico, senza però rinunciare alle esperienze e ai luoghi che mi interessavano davvero.

Costo dell’alloggio in Giappone

Le principali destinazioni turistiche offrono un’ampia scelta di ostelli, molto popolari anche tra i viaggiatori giapponesi, che spesso rappresentano la maggior parte degli ospiti, soprattutto al di fuori delle mete più frequentate dagli stranieri. A differenza di altre destinazioni, come il Sud-est asiatico, le tariffe nei fine settimana tendono a essere più alte proprio perché il turismo interno rappresenta una componente importante della domanda. La forte concorrenza tra le strutture garantisce comunque un ottimo rapporto qualità-prezzo, con standard generalmente elevati. Detto questo, un letto in dormitorio in un buon ostello costa normalmente 20-30 € a notte, a seconda della destinazione, e durante l’alta stagione, come il periodo della fioritura dei ciliegi, i prezzi possono tranquillamente raddoppiare. I ciliegi saranno anche belli da vedere, ma se il budget è una priorità, ci penserei bene prima di organizzare un viaggio in Giappone proprio in quel periodo: tra voli, alloggi e trasporti, l’alta stagione può far lievitare sensibilmente il costo complessivo del viaggio. Attenzione anche alla Golden Week, un insieme di quattro festività nazionali concentrate tra la fine di aprile e l’inizio di maggio. È uno dei periodi di maggiore affluenza turistica dell’anno per via degli spostamenti dei giapponesi, un po’ come il periodo di Ferragosto in Italia. Di conseguenza, anche in questo caso, è bene prenotare con largo anticipo e aspettarsi prezzi più elevati.

Costo del trasporto in Giappone

Come accennato in precedenza, il trasporto pubblico in Giappone è tra i migliori con cui abbia mai avuto a che fare, ma purtroppo non è esattamente economico, soprattutto per quanto riguarda gli spostamenti extraurbani di media e lunga distanza. Per chi viaggia in modo itinerante e vuole attraversare diverse zone del Paese, è quindi molto probabile che i trasporti rappresentino la voce più pesante del budget, anche viaggiando in maniera low cost.

Tempio Hase-dera.

Costo del cibo in Giappone

La cucina giapponese non è solo deliziosa, ma anche relativamente economica. Ovviamente, il costo dipende dal tipo di ristorante che scegli, ma se non hai troppe pretese, non è difficile spendere meno di 10 € per un pasto. Per chi è particolarmente attento al budget, i vari convenience store, come 7-Eleven, FamilyMart e Lawson, offrono una buona selezione di pasti preconfezionati che, tutto sommato, non sono affatto male. Anche nei supermercati è possibile trovare del buon sushi fresco a prezzi decisamente ragionevoli. Consiglio inoltre le catene di “fast food” giapponese, che offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo. Tra le mie preferite ci sono Sukiya, Matsuya, Nakau e Yoshinoya, ma ce ne sono molte altre. In questi locali puoi tranquillamente sederti e consumare un pasto sostanzioso e di buona qualità spendendo ben meno di 10 €.

Altri costi (prelievi e sim card)

Partiamo dai costi dei prelievi, che utilizzando le migliori carte per viaggiare possono essere ridotti a zero. Gli ATM presenti praticamente in ogni 7-Eleven permettono di prelevare senza commissioni utilizzando una Mastercard. Anche con una Visa i costi sono comunque piuttosto contenuti: 110 yen per prelievi inferiori a 10.000 yen e 220 yen per importi superiori. Io ho prelevato quasi sempre qui. Detto questo, anche gli ATM di Japan Post Bank (JP Bank) e AEON Bank dovrebbero consentire di prelevare gratuitamente con molte carte internazionali.

Tempio Yakushiji.

Per quanto riguarda le SIM card, in Giappone le principali reti mobili sono au, NTT docomo, Rakuten Mobile e SoftBank. Se ti limiti a visitare le grandi città, una vale più o meno l’altra, ma quando inizi a spingerti in aree remote NTT docomo tende ad avere la copertura più capillare, motivo per cui la preferisco per un viaggio che include anche zone rurali e di montagna. Il problema è che, perlomeno durante la mia visita, i normali piani telefonici degli operatori giapponesi erano sostanzialmente riservati ai residenti o comunque a chi disponeva di un visto di lunga durata. Ho provato anche ad attivare online una eSIM con Ahamo, operatore virtuale che utilizza la rete NTT docomo, senza però riuscirci. Anche recandomi direttamente in alcuni negozi, sono stato sistematicamente indirizzato verso le varie SIM prepagate pensate per i turisti.

Alla fine ho optato per una eSIM di Ubigi, che utilizza proprio la rete NTT docomo in Giappone. Perlomeno durante il mio viaggio, i suoi piani mi sono sembrati più convenienti rispetto alle classiche SIM prepagate per turisti, oltre a essere decisamente più comodi: puoi semplicemente acquistare e installare la eSIM online prima della partenza senza dover perdere tempo una volta arrivato. Detto questo, il mercato è in continua evoluzione e, quando leggerai questa guida, l’accesso ai normali piani telefonici potrebbe essere diventato più semplice anche per i turisti.

Giardini Yoshikien.

Viaggio in Giappone: sicurezza

Il Giappone, insieme a Singapore, Taiwan e Hong Kong, è uno dei Paesi in cui mi sono sentito più al sicuro durante tutti i miei viaggi. Sia chiaro, anche qui la criminalità esiste, ma si tratta di fenomeni relativamente rari e, nel complesso, il Giappone è senza dubbio una destinazione molto sicura, anche per chi viaggia con bambini. Come in qualsiasi altra parte del mondo, è comunque sempre bene usare il buon senso, ma, parlando per esperienza personale, la sicurezza è davvero una delle ultime cose di cui mi preoccuperei durante un viaggio in Giappone.

Stai pianificando un viaggio in Giappone? Dai un’occhiata a questi post:

Quale zaino da viaggio scegliere

Le migliori carte per viaggiare

Che cosa portare in viaggio

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