Viaggio in India fai da te

L’India, il settimo Paese più grande al mondo per superficie e il secondo più popoloso dopo la vicina Cina, dai grandi picchi dell’Himalaya a nord alle spiagge e la giungla del sud, è un luogo di estrema diversità geografica ma anche culturale, assolutamente un unico al mondo che offre infinite possibilità di viaggio per tutti i gusti.

Ho passato quasi 4 mesi viaggiando zaino in spalla soprattutto nel nord del Paese, scalfendo solamente quello che a tutti gli effetti può essere considerato un continente e richiederebbe anni per essere visitato decentemente, in ogni caso che tu abbia a disposizione qualche settimana o qualche anno, con questa guida ricca di informazioni e consigli, voglio aiutarti a organizzare al meglio il tuo viaggio fai da te in India.

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Jodhpur, la città blu.

Quando visitare l’India

In generale, il miglior periodo dell’anno per andare in India è quello che va da ottobre a marzo, quando le giornate nella maggior parte del Paese sono calde e soleggiate e soprattutto secche. Il grosso problema durante il resto dell’anno, infatti, sono i monsoni che iniziano indicativamente a giugno nel sud del Paese e raggiungono il nord agli inizi di agosto, seguendo l’andamento descritto da questa immagine.

Questo fa sì che anche mesi normalmente sconsigliati come giugno e luglio siano comunque un ottimo periodo per visitare le zone montagnose a nord perché i monsoni devono ancora arrivare e le temperature sono estremamente gradevoli grazie all’altitudine. Anche i mesi di agosto e settembre offrono la possibilità di visitare alcune regioni sempre a nord che godono di un clima particolare, situate nelle cosiddette “rain shadow” vedono pochissima pioggia e, sempre grazie all’altitudine, godono di temperature ottimali durante questo periodo. Due classici esempi sono la Spiti Valley e il Kashmir.

Generalizzare quando si parla di un Paese così grande e diverso geograficamente non è facile e consiglio di fare ricerche specifiche sull’area che si vuole visitare. In linea di massima comunque la regola da tenere a mente è quella di visitare la pianura indiana da ottobre a marzo e le montagne da maggio a settembre.

Il forte rosso.

Documenti e vaccinazioni per entrare in India

Per entrare in India è sempre necessario ottenere un visto. Nel caso si arrivi in India in aereo tramite uno dei 28 aeroporti internazionali il processo per ottenere il visto è piuttosto semplice: si può fare tranquillamente tutto online tramite l’apposito portale e far richiesta per il cosiddetto “E-Visa”.

Ci sono tre opzioni: 30 giorni, 1 anno e 5 anni. Il visto di 30 giorni costa solo 10$ dollari per la bassa stagione (aprile – giugno) e 25$ nel resto dell’anno, questo visto è “Double Entry” il che significa che durante la durata del visto puoi uscire dal Paese e rientrare una seconda volta.

Il visto di un anno invece costa 40$ mentre quello da 5 anni costa 80$, sono entrambi visti “multiple entry”, cioè puoi uscire e rientrare tutte le volte che lo desideri. Ricorda però che non ti è consentito soggiornare per più di 90 giorni alla volta. Infine, tutti gli e-visa iniziano la loro validità dal giorno del rilascio e non dal giorno di ingresso nel Paese. Ricorda inoltre che teoricamente al tuo arrivo potrebbe esserti richiesto un biglietto di uscita nei limiti del visto. Personalmente per ben due volte non mi è mai stato chiesto niente ma sono sempre entrato via terra, all’aeroporto potrebbero essere più fiscali.

I templi di Khajuraho.

L’E-Visa è senza dubbio l’opzione più pratica ed economica per chiunque voglia visitare l’India ma è bene ricordare che questo visto vale solo se si entra tramite uno dei 28 aeroporti internazionali o uno dei 5 porti (Mumbai, Cochin, Mormugao, Chennai e New Mangalore). Se invece entri attraverso uno confine terrestre come nel mio caso – io arrivavo dal Nepal – è necessario munirsi del visto tramite gli uffici diplomatici/consolari presenti in Italia oppure nel mio caso a Kathmandu in Nepal. La richiesta va comunque fatta online tramite l’apposita pagina prima di recarsi all’ambasciata/consolato.

N.b. Nel caso di e-visa “multiple entry” quindi quelli da 1 e 5 anni, gli ingressi successivi al primo possono essere fatti via terra.

L’india non richiede nessuna vaccinazione obbligatoria fatta eccezione per visitatori provenienti da Paesi a rischio febbre gialla. Epatite A e Epatite B sono sempre consigliate e in ogni caso sarebbe bene parlare con un medico di viaggio.

 

Trekking nell’Himalaya.

Cosa fare e vedere in India

Viste le dimensioni del Paese, ho deciso di dividere questa sezione della guida in tre aree/itinerari: nord, centro e sud che indicativamente coprono rispettivamente tutto quello che si trova a nord di Nuova Delhi, la regione compresa tra Nuova Delhi e Mumbai e infine ciò che si trova a Sud di Mumbai. Per ogni regione troverai una mappa più dettagliata e nel caso di viaggi lunghi si possono tranquillamente combinare i vari itinerari tra di loro.

Ovviamente io stesso, nonostante i quattro mesi passati in India, ho solo scalfito tutto quello che c’è da vedere e nonostante abbia fatto del mio meglio per rendere la guida più completa possibile quanto segue sono in linea di massima solo le destinazioni di maggior interesse turistico.

In questa guida i prezzi sono espressi nella moneta locale chiamata “Rupia Indiana” spesso abbreviata con “INR”. Il cambio, al momento della pubblicazione di questo articolo, è 1€ = 80 INR. Per il cambio attuale ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina.

Centro India

Partiamo da quello che si può considerare il centro-nord del Paese ma che per praticità chiamerò solo centro. Copre sostanzialmente gli stati del Haryana, Uttar Pradesh e Rajasthan seguendo a grandi linee quello che è probabilmente l’itinerario più popolare in assoluto.

In tutte queste regioni fa davvero caldo durante il periodo estivo ed è pertanto consigliare visitarle durante il periodo ottobre – marzo.

Nuova Delhi

La capitale del Paese e anche per molti la prima tappa di un viaggio in India. Io ci ho trascorso solo un paio di giorni e il periodo (fine maggio) non era sicuramente ideale da un punto di vista climatico ma diciamo che non sono stato esattamente impressionato da questa gigantesca città, estremamente caotica e inquinata. Detto questo, ecco alcune cosa da fare se si hanno un paio di giorni a disposizione.

Cosa fare e vedere a Nuova Delhi

Delhi potrebbe tenerti occupato per un bel po’ di giorni ma credo che per vedere le principali attrazioni un paio di giorni siano sufficienti.

All’interno del forte rosso.

Centro storico

La parte più antica della città raggruppa molti dei principali siti turistici e si può creare un bel circuito: uscendo alla fermata della metro Chandni Chowk si può visitare il Forte Rosso e trascorrere tranquillamente un paio d’ore, l’ingresso costa 950 INR (900 INR se si paga con la carta) è piuttosto caro e se hai un budget limitato credo che un’occhiata da fuori sia sufficiente, i giardini interni a mio parere non sono esattamente impressionanti.

Dal Forte Rosso prosegui lungo Chandni Chowk Road e visita i due templi Shri Digambar Jain Lal Mandir e Bhagwan Shri Kalki Mandir che si trovano all’inizio della strada e poi cammina fino all’iconico mercato delle spezie che si trova in questo punto sempre seguendo Chandni Chowk Road. Da qui consiglio di fare marcia indietro attraverso le viuzze di Kinari Bazar e Dariba Kalan prima di raggiungere la moschea Jama Masjid.

Questo appena descritto è a grandi linee il classico itinerario nel centro storico di Delhi. Personalmente ho visitato anche il tempio Swaminarayan Akshardham, l’ingresso è gratuito e la struttura è davvero impressionante, si trova a due passi dalla stazione metro Akshardham il che lo rende di davvero facile accesso. Sono stato anche ai giardini Lodhi, ingresso gratuito e sicuramente un angolo di pace all’interno della caotica città, ci sono inoltre un paio di edifici e monumenti antichi che si possono visitare all’interno del parco.

Altri luoghi iconici che però personalmente non ho visitato sono indubbiamente le tombe di Humayun, simili per architettura al Taj Mahal, il Qutub Minar, dove si trova il minareto fatto di mattoni più alto al mondo, e l’iconico India Gate, un memoriale di guerra. Il tempio Sikh Sri Bangla Sahib Gurudwara è carino e la sera servono cibo gratuitamente a tutti i presenti nella “mensa”, un’esperienza interessante.

Il tempio Sri Bangla Sahib Gurudwara.

Come raggiungere Nuova Delhi?

I collegamenti da e verso Delhi sono praticamente verso qualunque città di rilievo nel raggio di almeno 1.000 km siano essi via treno/bus o aereo. All’interno della città consiglio invece di usare la metro che permette virtualmente di andare ovunque a a costi davvero irrisori, inclusi gli spostamenti verso l’aeroporto.

Dove dormire a Nuova Delhi?

Io ho dormito a Joey’s Hostel e lo consiglio. Il prezzo è ottimo, lo staff è davvero gentile e disponibile, la colazione inclusa è buona e soprattutto se si è a Delhi durante l’estate, le sale comuni climatizzate sono un tocco per niente male e la posizione vicino alla stazione metro è davvero pratica. Se invece cerchi qualcosa più vicino al centro storico allora dai un’occhiata a Hindustan-by Backpackers mentre nella zona Posh di Delhi a sud della città Madpackers è sicuramente un’ottima scelta.

Agra

La città di Agra che si trova a solo un paio d’ore da Delhi ospita quella che è l’attrazione per eccellenze in India, il Taj Mahal.

Cosa fare e vedere ad Agra

Taj Mahal

Anche in questo caso credo che il costo dell’entrata sia a dir poco sproporzionato e ovviamente di continuo aumento. In ogni caso, l’ingresso costa 1.100 rupie (1.050 se si paga con la carta) più 200 rupie per entrare nel mausoleo, sono solo un paio di euro in più ma se hai un budget davvero limitato sinceramente non credo ne valga la pena e consiglio di limitarsi al biglietto standard.

Il Taj Mahal è aperto tutti i giorni dalle 6:00 alle 7:00 eccetto il venerdì. Consiglio di entrare dal cancello est in quanto è meno affollato, la biglietteria apre alle 5:30 circa, consiglio anche di presentarsi lì a quell’ora in modo da entrare il prima possibile: il sito già verso le 8:00 è estremamente affollato.

Il Taj Mahal.

Il forte di Agra

La struttura è simile a quella del Forte Rosso di Delhi ma meglio conservata. Dal forte si ha un’ottima vista sul Taj Mahal ed è spesso visitato nell’arco della stessa giornata. Il costo di un tuk tuk dal Taj Mahal al forte è di circa 30 – 50 rupie mentre l’ingresso costa 600 rupie ma c’è un sconto di 50 rupie se si mostra il biglietto d’ingresso al Taj Mahal.

Per concludere, un altro sito interessante che si trova a soli 40 km da Agra è il Fatehpur Sikri, si tratta di cittadella murata davvero impressionante che riceve una frazione del turismo di Agra e può essere tranquillamente raggiunta con il bus in giornata.

Come raggiungere Agra?

Agra si trova lungo una delle principali linee ferroviarie del Paese ma è anche una delle più trafficate quindi è difficile riuscire a riservare un posto specialmente con poco preavviso, ma vale comunque la pena provare. In alternativa è possibile prendere un bus, da Nuova Delhi sono 4-5 ore.

Dove dormire ad Agra?

Anche qui ho dormito a Joey’s Hostel e lo consiglio fortemente. C’è una bella terrazza con vista Taj Mahal e l’ostello si trova a cinque minuti a piedi dall’ingresso, la colazione inclusa non è affatto male e lo staff è super disponibile.

Orchha

Orchha è leggermente fuori dal classico itinerario ma credo valga assolutamente la pena essere visitata, si tratta di un piccolo villaggio medievale sulle rive del fiume Betwa con un forte davvero impressionante e una serie di templi davvero interessante.

Orchha vista dall’alto.

Cosa fare e vedere a Orchha

Tutte le attrazioni si trovano nel giro di pochi chilometri e per questo una giornata credo sia sufficiente per visitare la città. Consiglio di iniziare la visita il mattino presto perché il solo forte può tranquillamente richiedere un paio d’ore ed è inoltre bene ricordare che con il biglietto d’ingresso, che costa 200 rupie, è poi possibile visitare anche le catacombe e il tempio Lakshmi Narayan Mandir.

Per concludere, consiglio di visitare anche il tempio Chaturbhuj Mandir dal quale si ha una bella vista sul forte e pagando poche rupie al custode è possibile anche salire sul tetto del tempio godendo di un bellissimo panorama su tutto il paese.

Le catacombe di Orchha.

Come raggiungere Orchha?

Orcha ha una piccolissima stazione dei treni servita solo un paio di volte al giorno, se procedi verso Khajuraho dovrebbe esserci alle 7:25 del mattino un treno passeggeri, non prenotabile. In ogni caso il metodo per raggiungere Orchha è quello di passare per Jhansi che si trova a circa 15 km. A Jhansi c’è una stazione dei treni ben servita, così come una stazione degli autobus con collegamenti verso tutte le principali città vicine. Da Jhansi a Orchha in tuk tuk sono 45 minuti circa, io ho pagato 220 rupie condividendolo con un amico. Un’alternativa più economica che però non ho testato è prendere uno dei tuk tuk condivisi che a quanto pare, una volta pieni, partono dalla stazione degli autobus e dovrebbero costare 20 rupie a persona.

Dove dormire ad Orchha?

Shree Ram Homestay è probabilmente l’opzione migliore in paese. Una buona alternativa sembra essere Temple View Guesthouse. In ogni caso il paese è davvero piccolo e bene o male tutti gli alloggi sono concentrati in centro quindi non dovrebbe assolutamente essere un problema trovare una sistemazione.

Il forte di Orchha.

Khajuraho

Khajuraho è un piccolo paese a metà strada tra Agra e Varanasi, quindi un’ottima tappa per spezzare il viaggio tra la due popolari tappe. Qui si trovano numerosi gruppi di templi Indù e giainisti che fanno parte di un sito Unesco grazie al meraviglioso lavoro di intaglio della pietra che li caratterizzano.

Uno dei templi di Khauraho.

Cosa fare e vedere a Khajuraho

Molti vengono a Khajuraho esclusivamente per visitare il cosiddetto complesso principale (ovest) o “Western Group”: qui si trovano sicuramente i templi più impressionanti e meglio conservati, l’ingresso costa 600 rupie e l’apertura è alle 6:00 del mattino, e consiglio di ammirare l’alba all’interno del complesso.

Una volta visitato il complesso principale consiglio anche di visitare il gruppo di templi a est e il gruppo a sud, quest’ultimi non sono sicuramente belli come quelli del gruppo ovest ma credo valga comunque la pena. Non c’è nessun ingresso da pagare, fatta eccezione per un paio di templi dove è richiesto un piccolo contributo, se hai un budget davvero limitato potresti addirittura considerare di visitare solo i questi e saltare il gruppo ovest.

I templi si trovano tutti a breve distanza uno dall’altro e un buon modo per visitarli è sicuramente a bordo di una bici che si può noleggiare per 100 rupie o poco più, in alternativa puoi sempre contrattare un paio d’ore con un tuk tuk.

Quelli che mi sono stati consigliati e ho personalmente visitato sono: Vamana Temple, Javari Temple, Jain Temples, Duladeo Shiva Temple, Beejamandal Temple e Chaturbhuji Temple.

Infine, da Khajuraho è possibile partecipare con un tour al vicino Panna National Park famoso per l’alta densità di tigri che vengono avvistate praticamente sempre durante la visita. Il costo è “per jeep” che se non sbaglio può essere condivisa fino a 4 persone, quindi se vuoi risparmiare conviene farlo in gruppo.

Come raggiungere Khajuraho?

Se arrivi da Varanasi, il modo più comodo e conveniente è prendere il treno notturno che parte tre volte alla settimana (lunedì, mercoledì e sabato) e con destinazione finale proprio Khajuraho. Se invece arrivi da Orchha, consiglio di andare a prendere il treno a Jhansi; da Agra consiglio di prendere il treno notturno (partenza ogni giorno).

Infine, se prosegui verso Orchha (passando per Jhansi) e vuoi prenotare il tuo treno online, inserisci come destinazione Datia, altrimenti il sistema non mostra alcun treno. Mi è stato riferito che esiste anceh un treno diretto per Orchha, partenza alle 12:30 ma è spesso in ritardo e si tratta di un treno senza prenotazione quindi estremamente affollato, con un costo di solo 50 rupie.

Dove dormire a Khajuraho?

Headquarter Khajuraho è un ostello davvero carino a due passi dal complesso principale (ovest), il manager “Mister Moustache” è una persona estremamente disponibile e gentile.

Varanasi

Varanasi, una delle città più antiche dell’India e del Mondo, è anche una tra le più sacre del Paese: qui infatti ogni anno milioni di pellegrini visitano i suoi antichi ghats (scalinate che scendono fino all’interno del fiume) per bagnarsi nelle acque del Gange.

Uno dei tanti ghat di Varanasi.

Cosa fare e vedere a Varanasi

Varanasi non è una di quelle città dove ci sono attrazioni assolutamente imperdibili, qui la vera attrazione è osservare le cerimonie che prendono vita lungo il fiume. Qui, ogni giorno, oltre 60.000 persone si immergono nelle acque del Gange specialmente all’alba e al tramonto. Durante questi due momenti del giorno vengono offerti i popolarissimi “boat tour” che consistono in un giretto in barca della durata di circa un’ora che regalano una prospettiva diversa delle varie cerimonie che si svolgono lungo i Ghats. Il classico tragitto del tramonto solitamente inizia a Dasaswamedh Ghat per proseguire poi verso Manikarnika Ghat dove si possono ammirare le cremazioni e infine Dasaswamedh Ghat per la cerimonia Aarti.

Consiglio semplicemente di perdersi tra il labirinto di viuzze della parte antica di Varanasi dove, tra mucche, pellegrini e cibo di strada, si respira davvero un’atmosfera unica.

Come raggiungere Varanasi?

Da Khajuraho ci sono tre treni la settimana (martedì, venerdì e domenica) se invece arrivi da Agra, ci sono treni tutti i giorni. Un’altra possibile destinazione è Lucknow, 8 ore circa di bus. C’è inoltre un bus giornaliero che connette direttamente Varanasi a Kathmandu in Nepal.

Dove dormire a Varanasi?

Ho passato qualche giorno al Good Vibes Hostel, posizione centrale e davvero economico ma niente di più. Poi mi sono spostato al Gostops Varanasi che è fuori dalla città antica in una struttura nettamente più carina e tutto sommato credo sia un’opzione migliore. Più a sud lungo il Gange due ottime opzioni sono La Vaca Hostel e Moustache.

Il fiume Gange a Varanasi.

Lucknow

Concludo questa sezione dedicata al centro nord con una destinazione che non ho personalmente visitato ma mi è stata consigliata da diversi viaggiatori: Lucknow, la capitale dell’Uttar Pradesh e storicamente una città davvero importante tanto da essere considerata il cuore della cultura dell’India del Nord.

L’attrazione principale è il Bara Imambara, un grande complesso di tombe costruito nel 1783 con un interessante labirinto al suo interno e il vicino Chhota Imambara, un imponente mausoleo risalente al 1837. Il biglietto d’ingresso è unico e costa 500 INR per gli stranieri.

Come raggiungere Lucknow?

In treno il collegamento è possibile da Agra e Nuova Delhi mentre se ti trovi a Varanasi l’unica opzione possibile è il bus. È inoltre possibile raggiungere Lucknow dalla città di Sunauli al confine col Nepal.

Questo appena descritto è un itinerario popolare che sostanzialmente inizia a Nuova Delhi e termina a Varanasi. Un altro itinerario forse ancora più popolare è quello che attraversa lo stato del Rajasthan che molti combinano in un unico viaggio.

Jaipur

Jaipur, capitale del Rajasthan e conosciuta anche come la “Città rosa”, vista la vicinanza a Nuova Delhi e Agra è per molti la prima tappa di un viaggio nella regione.

Il tempio delle scimmie a Jaipur.

Cosa fare e vedere a Jaipur

Ci sono numerosi siti da visitare a Jaipur e dintorni, inoltre, non dimenticare che Jaipur è una delle principale città indiane per quanto riguarda la produzione di tessuti e vestiario, si possono fare dei veri affari.

Jaipur City Palace e Hawa Mahal

Questi due edifici sono senza dubbio i più iconici del centro di Jaipur e si trovano a poca distanza uno dall’altro. Personalmente non ho visitato il Jaipur City Palace perchè sono arrivato all’ingresso troppo tardi, è aperto infatti ogni giorno dalle 9:30 alle 17:00 e l’ingresso per gli stranieri costa 500 rupie. L’Hawa Mahal, conosciuto anche come il palazzo del vento, si trovo poco distante ma mi è stato sconsigliato di visitare l’interno in quanto l’esterno del palazzo è molto più suggestivo, specialmente la sera quando è illuminato.

Infine, il Jantar Mantar che si trova letteralmente nel mezzo ed è invece un sito Unesco famoso per avere il più grande dei cinque osservatori astronomici fatti costruire da Maharaja Jai Singh durante il periodo 1727-1734. Aperto ogni giorno dalle 9:00 alle 16:30, l’ingresso costa 200 INR per gli stranieri.

N.b. Considera l’acquisto del biglietto combo che da accesso a Jantar Mantar, Amber Fort, Central Museum, Hawa Mahal, Isarlat e Nahargarh Fort per 1000 INR, il biglietto è valido due giorni e può essere acquistato in uno qualsiasi dei siti appena citati.

C’è inoltre un altro biglietto combo che per 500 INR, sempre valido due giorni, include l’ingresso al City Palace, Royal Gaitor e i cenotafi di Maharanis e Jaigarh.

Hawa Mahal.

Forte Amber, Forte Jaigarh e Forte Nahargarh

Se questa è una delle tue prime tappe in Rajasthan, o più generale in India, probabilmente non ne avrai avuto ancora abbastanza di vedere forti ma personalmente ne avevo già visti a sufficienza senza contare quelli che avrei visitato in futuro quindi mi sono limitato a visitare brevemente Amber Fort! In ogni caso ecco alcune info sui vari forti.

Amber Fort

Si trova circa 11 km a nord del centro di Jaipur ed è considerato il più bello dei tre forti, si possono visitare i giardini esterni gratuitamente e una buona fetta delle prime linee difensive; se invece si vuole visitare l’interno della cittadella, il biglietto costa 500 INR. L’attrazione principale all’interno del forte è la “Sheesh Mahal” una stanza ricoperta da migliaia di piccoli specchi.

Volendo si può raggiungere il forte con il trasporto pubblico grazie al bus numero 5 che passa per Hawa Mahal e New Gate.

Amber fort.

Jaigarh Fort

Questo forte si trova a circa un chilometro da Amber fort. Mai stato conquistato in battaglia, è conosciuto per avere il più grande cannone al mondo, il Jaivana. A quanto pare meritano moltissimo anche i giardini interni e le viste sul grande complesso di Amber Fort sottostante. L’ingresso per gli stranieri costa 150 INR.

Nahargarh Fort

Infine, Nahargarh Fort, il più piccolo dei tre e facilmente raggiungibile anche a piedi dal centro di Jaipur, offre delle ottime viste sulla città stessa e il lago Man Sagar.

Altri siti di interesse in città e dintorni sono il Jal Mahal (Water Palace), un palazzo in parte sommerso che si trova letteralmente in mezzo al lago e può essere visto dalla strada che porta ad Amber Fort. Uno dei famosi Step Well, poco distante da Amber Fort, con ingresso gratuito e infine il Monkey Temple (Galtaji) un complesso di templi immerso nella foresta in un contesto davvero suggestivo che si raggiunge al termine di una breve camminata, ingresso gratuito.

Per spostarsi tra le varie attrazioni consiglio di pagare per l’intera giornata un tuk tuk, i prezzi durante la mia visita in bassa stagione erano circa 600 INR per una persona e 800 INR per due.

Per concludere, partendo da Jaipur nell’arco di una giornata si può visitare il Chand Baori, costruito più di 1.000 anni fa è uno dei forti più grandi e belli al mondo, la visita viene spese combinata con il Bhangarh Fort che si trova più o meno a metà strada da Jaipur e Chand Baori. Visitare entrambi i siti con il trasporto pubblico anche se fattibile dalle mie ricerche non è esattamente semplice, nel caso fossi interessato qualsiasi agenzia in città offre il tour/trasporto di un giorno verso entrambe le destinazioni.

Step Well a Jaipur.

Come raggiungere Jaipur?

Jaipur può essere raggiunta in treno da tutte le principali città circostanti (Delhi, Agra, Ajmer ed ha anche collegamenti diretti verso Mumbai). Anche i collegamenti in autobus sono davvero frequenti e virtualmente verso qualsiasi città degna di nota nel raggio di centinaia di chilometri.

Dove dormire a Jaipur?

Moustache Hostel Jaipur è uno dei migliori ostelli in cui sia mai stato, non esattamente vicino al centro ma a due passi dalla stazione degli autobus, la struttura è nuovissima e davvero confortevole.

Pushkar

Pushkar è una destinazione davvero popolare tra i viaggiatori, si tratta di una città sacra famosa per il tempio di Brahma, una divinità Hindu considerata il creatore di questo mondo che per contorte ragioni ha pochissimi templi a lui dedicati. Sinceramente l’ho trovata estremamente turistica e non mi ha impressionato più di tanto ma credo comunque valga la pena fermarsi per spezzare il viaggio verso Jodhpur.

Tramonto sul lago di Pushkar.

Cosa fare e vedere a Pushkar

Molti vedono Pushkar come una destinazione adatta al relax e in effetti non c’è molto da fare. La piccola città è costruita attorno al lago Pushkar che si dice sia stato create da Lord Brahma ed è per questo meta di pellegrinaggio, ci son ben 52 ghats che lo circondano e le cerimonie si susseguono tutto il giorno.

Proprio in merito a queste cerimonie, fai attenzione perché ci sono molti monaci non esattamente onesti che cercheranno di benedirti, colorati la fronte ecc ecc con il solo scopo di farsi poi dare dei soldi.

Il bazar è ricco di souvenir di ogni genere e di certo non mancano i centri di yoga e meditazione. Questo è un ottimo punto per guardare il tramonto e nel caso avessi voglia di fare una bella camminata all’alba, il tempio Savitree offre delle ottime viste, durante il giorno potresti anche salire in funivia.

Come raggiungere Pushkar?

Da Jaipur, Jai Ambay tecnicamente offre un bus diretto con aria condizionata per 300 rupie, arrivato ad Ajmer mi hanno però messo (a spese loro) su un bus locale perché non c’erano abbastanza passeggeri diretti a Pushkar.

In sostanza credo sia preferibile prendere uno dei tanti bus (anche governativi RSRTC) che da Jaipur, Jodhpur e Bundi arrivano fino ad Ajmer e poi da lì prendere il bus locale per 20 rupie che ti porta a Pushkar con partenze davvero frequenti. Lo stesso discorso vale quando dovrai lasciare Pushkar, prendi prima il bus diretto ad Ajmer che da lì hai molte più opzioni.

Volendo ci sono collegamenti in treno, a quanto pare dalla stazione dei treni dovrebbe comunque essere possibile prendere il bus per Pushkar senza andare alla stazione dei bus.

Dove dormire a Pushkar?

Anche qui consiglio Moustache, ottima struttura e bellissimo terrazzo sul tetto che domina l’intera città. Un’altra buona alternativa potrebbe essere Zostel. Se invece cerchi qualcosa di più lussuoso, dai un’occhiata a Inn Seventh Heaven.

Bundi

Non ci sono personalmente stato per questioni di tempo e meteo (la città aveva appena subito forti piogge ed era in parte allagata) ma è sicuramente una destinazione che ha una certa popolarità tra i viaggiatori.

La città ha oltre 50 pozzi a gradini, la maggior parte dei quali è però ormai in pietose condizioni, eccezione fatta per il Rani Ji Ki Baori (Pozzo della regina). Un altro sito di interesse è forte Taragarh, costruito nel XVI secolo è uno dei più famosi del Rajasthan, l’entrata costa 500 INR per gli stranieri.

Come raggiungere Bundi?

I collegamenti in autobus verso Jaipur e Ajmer sono davvero frequenti, 4-5 ore. Bundi ha inoltre una stazione dei treni che però non è molto servita. Un’alternativa è la città di Kota, a circa un’ora di strada, da dove partono bus che collegano le due città ogni 15 minuti circa.

Dove dormire a Bundi?

Bhavyam HomeStay sembra essere un’ottima opzione economica così come Blue Door, se invece cerchi qualcosa di più lussuoso dai un’occhiata Dev Niwas Heritage Hotel.

Jodhpur

Jodhpur è la seconda città del Rajasthan per dimensioni, si trova letteralmente alle porte del deserto Thar ed è conosciuta come la città blu: la maggior parte delle case nel centro storico è infatti dipinta di blu.

Tramonto sulla città blu.

Cosa fare e vedere a Jodhpur

Dei circa mille forti che ci sono in India, quello di Jodhpur è sicuramente un must-see e al contrario di molti altri vale il prezzo d’ingresso.

Mehrangarh Fort

Il forte di Jodhpur, che domina la città dall’alto di un colle, è il più grande di tutto il Rajasthan, costruito nel 1458 non è mai stato conquistato in battaglia.

Al contrario di tutti gli altri forti che ho visitato in India, l’ingresso di 600 rupie include un audio tour (anche in lingua italiana) davvero interessante e ben strutturato. Si possono tranquillamente trascorrere un paio d’ore a esplorare le varie stanze e giardini, con un’ottima vista sulla città sottostante.

Jaswant Thada e Singhoria Hill

Sono le tombe in marmo dei reali, a circa 1 km al forte e possono quindi tranquillamente essere raggiunte a piedi. L’entrata costa sola 30 rupie.

Un altro luogo che consiglio fortemente è Singhoria Hill, punto panoramico anch’esso poco distante dal forte, al tramonto ci sono delle viste spettacolari sul forte stesso e la città sottostante. L’ingresso è gratuito, basta semplicemente salire lungo le scalinate che si trovano a lato della strada.

Il forte di Jodhpur visto da Singhoria Hill.

La città blu

Vengono dappertutto offerti dei tour ma sinceramente credo basti perdersi tra i vicoli della città antica per assaporarne l’atmosfera. Tutta la parte della città ai piedi del forte verso ovest è davvero carina e volendo c’è anche un’uscita secondaria del forte che porta letteralmente nel cuore della città blu.

Ho inoltre trovato questo punto panoramico camminando a caso e a quanto pare è uno degli spot prediletti dai vari tour.

Il centro della parte nuova di Jodhpur non è esattamente impressionante ma vale comunque la pena farci una passeggiata, i dintorni della torre dell’orologio non sono male.

Come raggiungere Jodhpur?

Io ho raggiunto Jodhpur a bordo del bus statale (RSRTC) partito da Ajmer, 205 rupie, 5 ore circa. In ogni caso ci sono collegamenti frequenti sia da Ajmer che da Jaisalmer. Per città più distanti, i collegamenti diretti sono solitamente notturni. Anche la stazione dei treni è servita regolarmente con collegamenti diretti giornalieri che raggiungono Delhi a nord e Mumbai a sud.

Dove dormire a Jodhpur?

Anche qui ho dormito a Moustache Jodhpur e lo consiglio, la terrazza sul tetto, e più in generale la struttura, è davvero carina, con dormitori spaziosi. L’unica pecca è forse la posizione, si trova infatti al lato opposto della città blu; io mi sono comunque sempre spostato a piedi senza problemi e la stazione dei bus pubblici è davvero vicina. Se però cerchi qualcosa di più centrale, dai un’occhiata a HostelLaVie. Per qualcosa di più lussuoso, MH Guest House.

La città blu.

Jaisalmer

Conosciuta anche come la città dorata, è localizzata nell’estremo ovest del Rajasthan nel mezzo del deserto del Thar, a poca distanza dal confine con il Pakistan.

Cosa fare e vedere a Jaisalmer

Anche qui il forte che domina la città è l’attrazione principale. Al contrario degli altri forti della regione questo è però un forte abitato: all’interno c’è una vera e propria cittadella abitata con negozi, ristoranti, hotel e quant’altro.

Il forte di Jaisalmer.

Il forte di Jaisalmer

Essendo una cittadella si può entrare e visitare il forte a piacimento senza pagare nessuno ingresso e camminare tra le viuzze è davvero piacevole – anche se come spesso succede in India si viene continuamente invitati all’interno di negozi e ristoranti. Ci sono inoltre numerosi punti panoramici dai quali si può osservare la città sottostante e il deserto in lontananza.

È inoltre possibile visitare il palazzo reale che si trova all’ingresso della cittadella, personalmente non l’ho fatto in quanto mi è stato detto che non c’è molto da vedere e l’ingresso fissato a 500 rupie non è esattamente economico (incluso l’audiotour).

Ho però visitato il complesso di templi Jain anch’esso all’interno della cittadella. I templi sono famosi per gli intagli in pietra davvero impressionanti, se non hai visto altre opere di questo tipo credo ne valga la pena. Sono aperti al pubblico dalle 8:00 alle 12:00 e l’ingresso costa 200 rupie.

Haveli

Sono un collezione di residenze lussuose costruite ad inizio ‘800 per i figli di un ricco commerciante di Jaisalmer. Patwon Ki Haveli è il più impressionante dei cinque ed è stato convertito a museo, all’interno si possono osservare pezzi d’arte e di arredamento manifesto dello stile di vita estremamente lussuoso del tempo. L’ingresso costa 250 rupie mentre per gli altri Haveli, si trovano tutti lungo la stessa strada, l’ingresso è di 100 rupie.

Facciata esterna di uno degli Haveli.

Lago Gadisar

Questo lago di origine artificiale era usato in passato come riserva di acqua per la città, ora invece è più che altro un’attrazione turistica, ci sono un paio di templi e tombe sulle sponde e anche in mezzo al lago. Non aspettarti niente di particolare ma vale sicuramente la pena farci un giro per guardare l’alba o il tramonto seduti sui ghat.

Ci sono moltissimi pesci gatto che popolano il lago e vengono a riva attratti dai numerosi locali che li cibano: niente di che ma è sicuramente qualcosa di insolito da osservare e ovviamente non mancherà chi cercherà di offrirti del cibo per i pesci! Volendo vengono anche offerti dei giri in barca.

Il lago Gadisar.

Notte nel deserto

La notte passata nel deserto del Thar, spesso con annesso giro sul dorso di un cammello, è senza dubbio il tour più popolare offerto in città. A tutto questo viene praticamente sempre annessa anche la visita a Kuldhara, villaggio a circa 18 km da Jaisalmer, completamente abbandonato all’inizio del diciannovesimo secolo per ragioni sconosciute.

Le attività svolte e le destinazioni visitate, così come il livello di comfort, variano profondamente da compagnia a compagnia. Personalmente stavo per fare il tour con una compagnia chiamata desert man, con recensioni ottime ma vista la bassa stagione non c’era molta gente e mi sarebbe costato 1.750 rupie e se avessero trovato qualcun’altro sarebbero scesi a 1.500. Alla fine ho finito col farlo con dei ragazzi conosciuti per caso al lago Gadisar che non volevano assolutamente fare il giro con il cammello per ragione etiche, per me non era fondamentale e così mi sono unito a loro più che altro per la compagnia pagando 1.250 rupie e visitando alcuni villaggi nel deserto invece di fare il giro con il cammello.

Qualunque sia la tua scelta credo che dormire nel deserto valga assolutamente la pena anche solo per vedere un impressionante cielo stellato!

Per concludere, consiglio fortemente di godersi il tramonto da questo punto panoramico, che si trova in cima ad un piccolo colle, non c’è nessun ingresso da pagare e la vista è davvero ottima. Qualcuno potrebbe suggerirti di andare a vedere il tramonto a Vyas Chhatri che oltre ad essere più distante ha anche un ingresso da pagare. Credo che lo spot sopra citato sia un’opzione nettamente migliore.

Kuldhara, il villaggio abbandonato.

Come raggiungere Jaisalmer?

Jaisalmer si può facilmente raggiungere in treno da Jodhpur oppure in autobus, il treno è leggermente più economico e sicuramente più comodo ma il tempo di percorrenza è lo stesso, 6 ore circa. Io ho preso il bus statale a 275 rupie. Se invece arrivi da sud (Udaipur) ci sono bus notturni. La compagnia migliore è Hanuman, l’ufficio di Jaisalmer si trova qui, ho pagato 800 rupie per la cuccetta andando direttamente in ufficio, contro le 987 rupie di Redbus.

Dove dormire a Jaisalmer?

Anche qui per l’ennesima volta in Rajasthan ho dormito a Moustache, l’ostello è davvero carino ma si trova fuori dalla cittadella, all’interno un ostello che mi era stato consigliato fortemente è Zostel, a quanto pare l’edificio storico con all’interno l’ostello è davvero carino.

Alba nel deserto.

Udaipur

Udaipur è stata una delle mie ultime tappe in India quindi, come spesso succede al termine dei miei viaggi, c’è stato moltissimo relax e pochissima esplorazione. Detto questo ecco alcune delle principali attrazioni di Udaipur.

Cosa fare e vedere a Udaipur

Il palazzo di Udaipur, costruito interamente in granito e marmo è indubbiamente l’attrazione numero uno in città. Se hai un budget limitato (l’ingresso costa 500 rupie) e hai già visto altri forti/palazzi in Rajasthan credo si possa tranquillamente saltare, ma non perderti assolutamente da Ambrai Ghat la vista di sera sul palazzo.

Un altro edificio sicuramente interessante è il tempio Jagdish, incisioni su marmo davvero impressionanti con ingresso gratuito. Due punti panoramici davvero suggestivi sulla città sono il tempio Shri Manshapurna Karni Mata, raggiungibile a piedi gratuitamente o con funivia per 110 rupie, e il Monsoon Palace, costo di 300 rupie per salire unito al costo del trasporto perché il palazzo si trova fuori città.

Consiglio di assistere allo spettacolo di folklore che si svolge all’interno di un teatro esattamente in questa posizione. Molto carino da vedere e al costo di sole 150 rupie, con l’aggiunta di altre 150 rupie se vuoi scattare foto. Si tiene ogni sera dalle 19:00 alle 20:00, cerca di arrivare presto perchè anche in bassa stagione c’era il pienone.

Il palazzo di Udaipur.

Forte Kumbhalgarh e Tempio Ranakpur

Non ci sono stato personalmente ma questo è un tour popolare che parte da Udaipur. Le mura del forte Kumbhalgarh sono le seconde più lunghe al mondo dopo quelle della grande muraglia cinese, mentre il tempio Ranakpur è considerato il più spettacolare di tutti i templi Jain.

Visitare entrambi i siti nell’arco di una giornata con il trasporto pubblico sembra essere impossibile, a questa pagina trovi spiegato come raggiungere il solo tempio e tornare a Udaipur in giornata. Un’alternativa che mi era stata consigliata è quella di noleggiare una moto e farsi il tour in giornata o ancora passare la notte a Ranakpur arrivando da o prima di proseguire verso nord (Jaisalmer, Jodhpur); la città sembra non essere male e così spezzi anche il viaggio.

Per concludere, se cerchi un buon caffè, Jheel’s Ginger Coffe seppur davvero caro per gli standard indiani ne offre uno di ottima qualità e la piccola terrazza sul lago è davvero carina, ci ho letteralmente passato ore a leggere. Se invece cerchi un luogo dove abbuffarti con un ottimo Thali (probabilmente il migliore di tutto il mio viaggio in India) fatti un giro Natraj Dining Hall, anche qui il prezzo non è esattamente backpacker friendly ma visto il formato “all you can eat” ne vale assolutamente la pena, ci sono stato due volte!

Hotel a 5 stelle nel mezzo del lago di Udaipur.

Come raggiungere Udaipur?

Vista la posizione piuttosto centrale, da Udaipur ci sono collegamenti diretti in bus verso tutte le principali città del Rajasthan in 8-10 ore (Jaisalmer, Jodhpur, Ajmer, Jaipur) e collegamenti diretti da Delhi e Mumbai 14-16 ore.

In treno invece i collegamenti diretti ci sono solo da Ajmer, Jaipur, Delhi e Mumbai. Se parti da Jaisalmer o Jodhpur devi cambiare treno ad Ajmer perdendo un sacco di tempo. quindi conviene prendere il bus.

Dove dormire a Udaipur?

Anche qui ho dormito a Moustache e mi sento assolutamente di consigliarlo. Bellissima terrazza sul tetto, ottime aree comuni, camere pulite e spaziose. Hanno anche un tavolo da ping pong. Cos’altro si può chiedere?

Danza etnica ad Udaipur.

India del Nord

Con India del Nord intendo sostanzialmente tutto quello che sta a Nord di Delhi e in particolar modo la regione dell’Himalaya a cavallo tra gli stati di Himachal Pradesh e Kashmir, dove ho passato la maggior parte del mio tempo durante il mio viaggio in India.

In tutte queste regioni fa davvero freddo durante il periodo invernale ed è pertanto consigliare visitarle durante il periodo aprile – settembre, che rende tutta quest’area un’ottima alternativa al resto del Paese che solitamente proprio in questi mesi è sotto l’ondata di caldo che caratterizza l’estate indiana in pianura.

Durante il resto dell’anno (e anche i primi mesi della primavera) specialmente gli spostamenti via terra possono essere estremamente difficili a causa della neve, alcune strade e passi sono proprio chiusi.

Io che muoio di freddo al passo Konmaru La.

Rishikesh

Situata ai piedi dell’Himalaya e attraversata dal fiume Gange, la città è considerata la capitale mondiale dello Yoga, diventata estremamente famosa dopo che i Beatles la visitarono nel 1968.

Cosa fare e vedere a Rishikesh

Devo dire che, complice il periodo pre monsoni (fine maggio) e le vacanze scolastiche in India, ho trovato la città estremamente affollata con un meteo terribile ma immagino che il resto dell’anno sia molto più vivibile.

Yoga e meditazione

Se non sei interessato ad iscriverti a dei corsi di yoga (estremamente popolari sono i corsi per diventare maestro di yoga, immagino che i prezzi siano davvero competitivi), di meditazione, ristoranti vegani e tutto quello che in un certo senso può essere legato al mondo degli yogi, la città di per sé a mio parere non ha moltissimo da offrire e potresti tranquillamente concentrarti su altre destinazioni. Se però hai tempo, vale la pena fermarsi qualche giorno prima di proseguire verso nord.

Rishikesh vista dall’alto.

Visita le cascate

Un’attività che non è legata al mondo Yoga, è la visita di alcune cascate nei dintorni della città: Neer Garh, Garud Chatti, Patna e HimShail. Il modo migliore per visitarle è noleggiando uno scooter, circa 300 rupie al giorno.

Alba al tempio Maan Kunjauri Devi

Purtroppo non sono riuscito a trovare nessuno con cui condividere il taxi (da solo costava troppo) per salire al Tempio Maan Kunjapuri Devi dal quale dicono essere magnifico ammirare l’alba. Volendo si può sia salire che scendere a piedi lungo il sentiero (tracciato su maps.me) anche se molti decidono di salire in taxi e scendere a piedi. Durante il giorno si può raggiungere con il trasporto pubblico con i bus diretti a Gangotri.

Per concludere, il rafting sul fiume Gange è estremamente popolare ed offerto praticamente ovunque in città. Rishikesh è inoltre spesso il punto di partenza per visitare la “vicina” valle dei fiori.

Come raggiungere Rishikesh?

Rishikesh si trova solamente a 230 km da Delhi e per questo scelta dagli abitanti della città come meta di vacanza anche solo per il week end. Il modo più pratico e diretto è raggiungere Rishikesh in bus, sono 5-7 ore di viaggio. Il treno in questo caso è più scomodo perché la stazione più vicina si trova ad Haridwar da dove c’è almeno un’altra ora di strada. Altre destinazioni con collegamenti diretti in bus sono Jaipur e Agra verso sud, Shimla, Chandigarh e Manali verso nord.

N.b. Dalla stazione dei bus di Rishikesh a Lakshman Jhula (la parte turistica) se c’è traffico, nonostante siano pochi chilometri, potrebbe volerci quasi un’ora!

Dove dormire a Rishikesh?

A Rishikesh sono stato a male quindi ho avuto modo di provare più di qualche ostello durante il mio soggiorno molto più lungo del previsto. Il migliore in assoluto è Blue Jay Hostel, un po’ caro ma davvero pulito e moderno, fortemente consigliato. Sono poi stato a Shalom Backpackers e Hashtag Hostel entrambi non sono male ma Blue Jay è nettamente meglio.

Il villaggio di Chitkul

Shimla

Da Rishikesh molti si dirigono direttamente verso Manali ma se hai intenzione di visitare la Spiti Valley (che non posso consigliare abbastanza e di cui parlerò in dettaglio a breve) personalmente credo sia molto meglio dirigersi verso Shimla e visitare Manali in seguito.

Cosa fare e vedere a Shimla

Shimla è una città che ha avuto sempre grande importanza per l’India, tanto che nel 1864, durante il periodo coloniale, divenne la capitale estiva. La città infatti trovandosi a 2.276 metri di altitudine offre un clima piacevole durante la calde estate indiana. Dopo l’indipendenza divenne prima la capitale del Punjab e poi quella dell’Himachal Pradesh, di cui lo è tuttora.

The Mall e The Ridge

Queste due aree corrispondono al centro della città, qui si può notare l’architettura vittoriana tipica del periodo coloniale; zone sono estremamente vivibili, piene di bar, negozi e ristoranti, il luogo ideale per farsi una passeggiata. Un’altra area carina da esplorare è quella del Lower Bazaar dove trovano spazio il mercato della verdura e alcuni ristoranti estremamente economici frequentati dai locali.

Jakhoo Hill

Jackhoo Hill e l’omonimo tempio a 2.445 metri di altezza, è il punto più alto della città, dal quale, meteo permettendo, si gode di un bellissimo panorama a 360 gradi. Si può tranquillamente raggiungere a piedi (lo consiglio) e prendendo la funivia in questo punto. Solo andata 295 rupie mentre andata e ritorno circa 550, a mio parere davvero caro per la distanza coperta.

Villaggio di Hikkim nella Spiti Valley.

Come raggiungere Shimla?

Sono arrivato a Shimla con un bus da da nord e ho fatto un giro davvero strano, ma il modo più spettacolare per raggiungere la città è in treno da sud. Il primo passo è raggiungere la stazione di KalKa che si trova a 4-7 ore di treno da Delhi, qui si sale a bordo del treno di montagna che collega Kalka a Shimla. Questo tratto della ferrovia è stato recentemente nominato sito Unesco, attraversa ben 103 gallerie e a quanto pare offre viste spettacolari.

L’alternativa è raggiungere la città in autobus, i collegamenti da e verso Shimla ci sono praticamente da tutte le città circostanti con collegamenti diretti anche a sud dalla città di Delhi

Dove dormire a Shimla?

La città, estremamente popolare per i turisti locali, per qualche strana ragione non è assolutamente popolare tra i viaggiatori stranieri e questo si capisce dallo scarso numero di ostelli in città. Io ho dormito al Thira Shimla, un po’ fuori dal centro in una location davvero strana ma la struttura è accogliente e lo staff davvero carino, l’alternativa è lo YMCA Shimla, la posizione è migliore ma è più caro e le recensioni sono peggiori.

Il villaggio di Kibber nella Spiti Valley.

Spiti Valley

La Spiti Valley o in italiano la Valle dello Spiti, è un deserto freddo di montagna nel bel mezzo dell’Himalaya caratterizzato da paesaggi surreali, antichi monasteri e una popolazione estremamente ospitale con una forte influenza tibetana. La regione della Spiti Valley è senza dubbio uno degli highlights del mio viaggio in India.

Come detto in precedenza, solitamente la gente decide di visitare la regione partendo da Manali o Shimla ma a mio parere, la seconda è il luogo ideale perché all’inizio della stagione estiva entrambi i passi (Rothang 3978 m e Kunzum La 4590 m), che devi superare entrando da nord, potrebbero essere chiusi a causa delle neve. Mentre invece la strada che raggiunge la valle dello Spiti da sud a quanto pare è aperta tutto l’anno. Da Shimla, inoltre, si sale di altitudine molto più lentamente e lasceresti i passi alla fine, ideale soprattutto se arrivi direttamente dalla pianura.

N.b. Nel 2020 dovrebbe aprire un tunnel che sostanzialmente bypassa il Passo Rothang, problema quest’ultimo che non dovrebbe più sussistere.

Quello che trovi di seguito è a grandi linee il “classico itinerario”. Ovviamente si potrebbero passare mesi a viaggiare nella regione ma quello che vedi nella mappa dovrebbe comunque tenerti occupato per almeno 2-3 settimane.

Per visitare la regione, e più precisamente attraversare la regione vicino al confine con il Tibet, gli stranieri devono ottenere un permesso chiamato “Inner Line Permit” che costa 400 rupie, 200 permesso e 200 per l’agenzia, sembra non essere possibile farlo da soli. Dura 14 giorni e che io sappia si può fare a Shimla, Rekong Peo (dove consiglio di farlo) e Kaza.

N.b. L’itinerario descritto e gli spostamenti ruotano attorno al trasporto pubblico (cioè come ho fatto io) ma volendo ci sono moltissimi tour o driver privati che si possono facilmente organizzare sia da Manali che da Shimla. Un altro mezzo estremamente popolare tra i viaggiatori è la moto, viste le condizioni delle strade su cui si guida consiglio questa opzione solo a chi ha una certa esperienza. Infine l’autostop, io stesso l’ho fatto soprattutto nei dintorni di Kaza ed ha funzionato perfettamente. Ovviamente sono disponibili tour e taxi/jeep condivisi che si possono organizzare facilmente sempre da Manali.

Itinerario fai da te nella valle dello Spiti

La Spiti Valley inizia ufficialmente all’altezza di Tabo, ma consiglio di fermarsi tra Sangla e Chitkul un paio di giorni prima di proseguire verso Rekong Peo. Nel caso da Shimla volessi spezzare ulteriormente il viaggio, Narkanda e Rampur sembrano essere due tappe interessanti.

Infine, ho cercato di raccogliere più informazioni possibili sugli autobus ma invito fortemente ad avere conferma di tutto una volta arrivati sul posto. Se cerchi un sito che viene aggiornato spesso su orari di bus e stato dei passi dai un’occhiata qui, ci sono molti articoli utili.

Per quanto riguarda l’alloggio, non ci sono praticamente ostelli in queste zone ma solo guesthouse. Io ho avuto la fortuna di viaggiare con un gruppo di ragazzi e quindi condividere sempre la camera anche se i prezzi sono comunque ampiamente abbordabili.

Dhankar vista dall’alto.

Sangla

Partendo da Shimla consiglio di prendere il bus delle 7:30, il successivo dovrebbe essere alle 10:30, sono 9-10 ore di viaggio, 530 rupie. La strada è davvero scenografica per la maggior parte del tempo!

Arriverai a Shimla nel tardo pomeriggio/sera quindi prendi una camera per la notte, ci sono numerose opzioni nella piazza principale, i prezzi sono simili. Il giorno successivo consiglio di svegliarsi presto e visitare a piedi il vicino villaggio Kamru, sali fino al forte e torna a Sangla in tempo per prendere il bus delle 12:00 diretto a Chitkul, si ferma sulla piazza principale e costa 48 rupie, 2 ore circa.

Chitkul

A Chitkul consiglio di trascorrere una/due notti al massimo, si tratta di un piccolo villaggio di montagna a 3.450 m, il più alto raggiungibile via strada della Sangla Valley. Esplorare il villaggio non richiede più di un paio d’ore ma si possono fare delle breve escursioni. In particolare si può prendere il sentiero che sale lungo la montagna dietro il paese; da lì si hanno delle ottima viste su tutta la valle, oppure segui la strada fino alla base militare, punto in cui gli stranieri non posso proseguire oltre, il confine con il Tibet non è molto distante.

Il villaggio di Kalpa.

Rekong Peo e Kalpa

Io sono rimasto due notti a Chitkul e ho preso il bus verso Rekong Peo alle 6:30 del mattino (120 rupie, 3 ore e mezza), credo ci sia un bus anche nel pomeriggio alle 13:30 che potresti usare per passare una sola notte a Chitkul e avere la mattinata per girare un po’ ma non so se arriveresti in tempo per fare il permesso, l’ufficio dovrebbe essere aperto dalle 10:00 alle 17:00.

Appena arrivi a Rekong Peo, ti consiglio di fare il tuo “Inner Line Permit”, tutte le agenzie fanno cartello quindi una vale l’altra. Io l’ho fatto da The Monk Travels: compili il modulo, paghi 400 rupie e in meno di un’ora dovresti avere il tuo permesso. Rekong Peo è anche l’ultimo posto dove ci sono atm prima di arrivare a Kaza, luogo dove gli atm non sempre hanno cash.

Una volta ottenuto il permesso consiglio di salire a Kalpa, questo piccolo villaggio davvero carino domina Rekong Peo dall’alto, la vista sulla valle e i picchi tutto intorno sono davvero impressionanti; un ottimo luogo dove trascorrere la giornata prima di scendere a Rekong Peo il giorno successivo per prendere il bus. In alternativa potresti salire a Kalpa il pomeriggio e poi scendere a Rekong Peo per passare la notte.

Ogni ora circa ci sono bus tra Kalpa e Rekong Peo, 20 rupie, mezz’ora circa di viaggio, partenza da qui. Tieni permesso e passaporto a portata di mano per il viaggio e prendi il bus diretto a Kaza, stazione si trova qui, cerca di arrivare un po’ in anticipo e compra il tuo biglietto per assicurarti un posto a sedere, un bus alle 6:30 e uno alle 13:00 il costo è di 195 INR, 4-5 ore. La domenica mattina il primo bus che scende verso Rekong Peo è intorno alle 10:00, non lo sapevamo e siamo quindi dovuti scendere verso la stazione a piedi!

N.b. Nel caso volessi saltare Sangla e Chitkul, ci sono bus diretti sia da Shimla che da Manali verso Rekong Peo (e viceversa). Credo siano almeno 16 ore di bus in entrambi i casi.

Il villaggio di Nako.

Nako

Consiglio di passare la notte a Nako e proseguire il giorno successivo ma se hai i tempi stretti potresti prendere il bus da Rekon Peo la mattina, passare il pomeriggio a Nako e poi proseguire verso Tabo con il bus da Rekong Peo delle 13:00.

A Nako si può visitare il monastero (niente di eccezionale), girovagare tra le viuzze della parte più antica del villaggio, che sembra letteralmente essersi fermata a centinaia di anni fa, e infine passeggiare attorno al piccolo laghetto. Se vuoi una bellissima vista sali fino al mulino da preghiera che vedi in cima al villaggio, da qui, puoi proseguire lungo il sentiero (tracciato su maps.me) e fare un’escursione di qualche ora.

Abbiamo dormito ad Amar Guesthouse, non male.

Tabo

Dopo aver passato la notte a Nako, prendi lo stesso bus del giorno precedente partito da Rekong Peo alle 6:30 in arrivo verso le 11:30 e prosegui fino a Tabo, 120 rupie, 3 ore circa. Durante questo tratto ti verrà controllato il permesso per la seconda e ultima volta.

Il monastero di Tabo, fondato nel 996 è considerato il più antico monastero buddista continuamente abitato di tutta l’India e la regione dell’Himalaya, una visita è d’obbligo. Per una breve camminata puoi salire verso le grotte di meditazione che si trovano lungo le pendici della montagna, ottime viste sulla valle e il villaggio.

La nostra guesthouse non era niente di eccezionale, consiglio invece Kunzom Top per mangiare: ottimo cibo e buoni prezzi.

Il monastero di Tabo.

Dhankar

Il vecchio monastero di Dhankar è uno dei più suggestivi che abbia mai visto, abbarbicato su formazioni rocciose a forma di coni, domina la valle dall’alto all’altezza della confluenza dei fiumi Pin e Spiti.

Purtroppo Dhankar si trova a circa 7 km dalla strada che collega Tabo a Kaza e non è raggiunto dal trasporto pubblico. Quello che abbiamo fatto noi è stato prendere il bus che parte da Tabo alle 9:00 e in un’ora circa ci siamo fatti scaricare alla base delle strada che porta al monastero, 42 rupie.

Qui abbiamo fatto l’autostop per mezz’ora circa, fino a quando una coppia di signori francesi ha dato un passaggio a tre di noi, io ed altri due ragazzi abbiamo aspettato un altro po’ senza successo ed abbiamo finito col camminare. La distanza non è molta ma l’altitudine si fa sentire, se dovessi camminare consiglio di prendere le scorciatoie che tagliano i tornanti, sono tracciate su maps.me.

Esplora il villaggio e il monastero per il resto della giornata mentre la mattina del giorno successivo consiglio di salire fino al lago, il panorama e le prime luci del giorno che colpiscono la valle sono qualcosa di fantastico.

A Dhankar consiglio di dormire al guesthouse del monastero nuovo, costruito di fronte al vecchio: dal terrazzo si hanno delle ottime viste sul villaggio e il monastero vecchio, il cibo è buono così come i prezzi.

 

Tramonto a Dhankar.

Kaza

Il giorno successivo siamo scesi a piedi sulla strada principale in modo da prendere lo stesso bus del giorno precedente in arrivo da Tabo verso le 10:00, un’ora circa, 50 rupie.

Kaza è la principale città della Spiti valley, qui con un po’ di fortuna potresti anche avere connessione ad internet, durante la mia visita c’erano solo un paio di posti con il wifi, uno di questi è Travellers Shed.

Puoi decidere se passare la notte qui oppure proseguire verso uno dei villaggi nei dintorni di Kaza. Kunzum Homestay offre camere private a prezzi stracciati e non è affatto male.

Come funziona il trasporto a Kaza e dintorni? Se vuoi visitare i villaggi circostanti sappi che da Kaza partono sostanzialmente 3 bus ogni giorno, uno che fa il tragitto Ki Gompa – Kibber – Chicham, passa la notte qui e torna il mattino seguente a Kaza facendo il giro contrario. Un altro che fa il tragitto Langza – Hikkim – Komic dove passa la notte e torna a casa il mattino seguente. Infine c’è un bus diretto a Mud nella Pin Valley che fa esattamente la stessa cosa. Questo fa si che gli abitanti dei villaggi possano andare a Kaza per la scuola, il mercato ecc ecc e poi la sera tornare a casa.

Il villaggio di Kibber.

Pin Valley

Per questioni di tempo ho dovuto saltare la Pin Valley ma se hai tempo, da quello che mi è stato raccontato, vale davvero la pena visitarla. Un itinerario potrebbe essere il seguente: prendi il bus da Kaza verso Mud, il villaggio domina la valle e offre un bellissimo panorama, passa la notte qui e poi il mattino seguente, quando il bus torna verso Kaza, scendi a Sagnam che puoi usare come base per esplorare i villaggi di Kungri e Ka facendo anche alcune escursioni a piedi.

A Sagnam mi era stata fortemente consigliata uno guesthouse che si trova più o meno in questo punto, il nome dovrebbe essere “Shanta Rakshita”.

Un trekking di più giorni connette la Parvati Valley (di cui parlerò in seguito) alla Pin Valley, non ci sono villaggi lungo il percorso quindi bisogna portarsi cibo e attrezzatura da campeggio. Ho conosciuto una coppia polacca che mi ha raccontato essere stato bellissimo anche se in alcuni tratti davvero duro.

Key Gompa

Questo è probabilmente il luogo più iconico dell’intera valle. Il monastero situato sulla cima di una collina che domina la valle è assolutamente incredibile, ad oggi uno dei luoghi più spettacolari che abbia mai visto.

Prendi il bus Key – Kibber – Chicham che parte da Kaza alle 17:00 ed impiega 45 minuti circa per raggiungere il monastero, il costo è di 30 rupie. Il ritorno ha più o meno questi orari: Chicham 6:30, Kibber 7:30, Key Gompa 8:30.

Prendi il sentiero che risale lungo la montagna per avere le viste migliori sul monastero e il giorno seguente assisti alla preghiera delle 8:00.

Durante la mia visita la guesthouse del monastero era in fase di ristrutturazione quindi abbiamo dovuto dormire in quella che si trova vicino al parcheggio ai piedi dell’edificio.

Il monastero di Key.

Kibber

Si trova a pochi chilometri dal monastero di Key. Qui è dove ho salutato i miei compagni di avventura che nel pomeriggio di quella giornata sono tornati a valle in autostop, mentre io il giorno seguente ho camminato verso l’ancora più remoto villaggio di Tashigang.

Per raggiungere Kibber, la mattina dopo aver assistito alla preghiera abbiamo camminato fino all’incrocio che porta al monastero e qui abbiamo fatto l’autostop, dopo nemmeno dieci minuti un gruppo di turisti indiani ci ha dato un passaggio. In alternativa sai che potresti aspettare il bus preso il giorno precedente.

Qui non c’è moltissimo da fare, io mi sono limitato a passeggiare per il villaggio, ma teoricamente si può camminare fino al villaggio di Chicham oppure raggiungere la cima del Dangmachan Peak.

Io ho dormito a Norling Home, bell’area comune con vista sul villaggio, camera pulita e buon cibo.

 

Il villaggio di Kibber.

Tashigang

Il piccolo villaggio di Trashigang, dove vivono 22 persone durante la stagione estiva, è letteralmente fuori dal mondo. Vanta però il seggio elettorale più alto del pianeta, non è raggiunto dal trasporto pubblico anche c’è una strada sterrata che può essere percorsa da veicoli motorizzati. Io ho deciso di raggiungerlo a piedi da Kibber.

Ci ho impiegato poco meno di 3 ore camminando con passo spedito, ottimo panorama lungo tutto il percorso, l’unica guesthouse del villaggio costa 600 rupie con tre pasti inclusi, la coppia di anziani parla si e no 10 parole di inglese ma si fa capire e ti accoglie letteralmente in casa come un membro della famiglia, esperienza fantastica!

Per il resto non c’è molto da fare in paese, io come sempre mi sono messo a seguire sentieri a cosa nei dintorni, altrimenti puoi semplicemente goderti la vista e la pace che si respira, disperso tra le vette dell’Himalaya.

Se non ho capito male c’è una macchina che scende verso Kaza quasi ogni mattina verso le 8:00, io però ho deciso di prendere il sentiero che collega Tashigang al monastero di Key impiegando due ore circa, qui ho preso il bus verso Kaza. Se decidi di camminare chiedi indicazioni nel piccolo villaggio di Gette, il sentiero tracciato su maps.me non è corretto e ci ho messo un sacco di tempo a trovare l’imbocco giusto per scendere.

Il piccolo villaggio di Tashigang.

Komic

Prendi il Bus Langza – Hikkim – Komic che parte da Kaza alle 17:00 ed impiega un’ora e mezza circa per raggiungere Komic, il costo è di 48 rupie.

Il villaggio di Komic a 4.587 metri di altitudine è il più alto al mondo raggiunto da una strada asfaltata. Ho passato la notte al Jordan In World Homestay, 600 rupie per la stanza con cena, colazione e pranzo al sacco, esperienza fantastica, tre generazioni diverse vivono sotto lo stesso tetto, l’uomo che tratta con gli ospiti parla un ottimo inglese ed è estremamente cordiale, il cibo delizioso.

Hikkim

Il giorno seguente consiglio di camminare verso il vicino villaggio di Hikkim dove si trova l’ufficio postale più alto al mondo a 4.400 metri, da qui volendo si potrebbe proseguire verso Langza, passare la notte e il giorno successivo prendere il bus di ritorno verso Kaza. Per questioni di tempo io ho preferito tornare a Kaza in autostop saltando quindi Langza.

L’ufficio postale più alto al mondo.

Lago Chandratal

L’ultima grande attrazione prima di lasciare la Spiti Valley. Per raggiungerlo con il trasporto pubblico bisogna prendere il bus Kaza-Manali che parte ogni giorno alle 4:30 del mattino. Poi ha tre opzioni: scendere in cima al passo Kunzun dove dovresti arrivare verso le 8:30 (140 rupie) e camminare per circa 3 ore lungo il sentiero (tracciato su maps.me) che non è particolarmente duro ma vista l’altitudine non è proprio una passeggiata nel parco; in ogni caso lo consiglio fortemente, panorama incredibile!

Il sentiero si congiunge alla strada in questo punto, da qui fai l’autostop fino all’area dove si trovano tutti i campeggi dove potrai trascorrere la notte (questo punto).

Due alternative meno dure sono: rimanere a bordo del bus e scendere dove inizia la strada sterrata che porta al lago (questo punto) e camminare lungo la strada fino ai campeggi, la strada rispetto al sentiero è in gran parte pianeggiante e più breve in termini di distanza ma il panorama non è altrettanto scenografico, 2 ore circa. volendo puoi provare a fare l’autostop.

Oppure, se non ti va di camminare, puoi rimanere a bordo del bus fino al piccolo villaggio di Batal da dove si può organizzare un taxi.

Il lago Chandratal.

Qualunque sia la tua scelta, passa la notte in uno dei numerosi campeggi che si trovano qui. Ci sono opzioni per tutte le tasche, da semplici tende con un materassino per terra a vere e proprie tende con tanto di letto e bagno privato. Noi avevamo optato per l’opzione più economica in assoluto, pagando 1.000 rupie a testa con pranzo, cena e colazione (dopo aver contrattato) ma i tizi del camping ci hanno preso in amicizia durante il pranzo e ci hanno fatto l’upgrade gratuito dandoci una delle tende con letto e bagno privato!

Passa il resto della giornata al lago, mentre se non sei stanco di camminare, invece di seguire la strada sterrata fino al lago, puoi prendere un sentiero davvero carino che corre parallelamente alla strada, non è segnato su maps.me ma è davvero facile da seguire, ci è stato consigliato dai ragazzi del camping. In alternativa, non dovresti avere problemi a fare l’autostop, noi siamo andati a piedi e tornati in autostop.

Il giorno successivo fatti trovare all’incrocio per le 8:40 al massimo in modo da salire a bordo del bus proveniente da Kaza, lo stesso che hai preso il giorno precedente. Da qui ci vogliono circa 6 ore per raggiungere Manali, 207 rupie.

N.b. Se hai intenzioni di proseguire verso Leh in autobus ti consiglio di scendere in questo punto e aspettare il bus diretto verso Keylang.

Se hai trovato questo articolo utile allora considera l’idea di acquistare la tua assicurazione viaggio tramite uno dei link presenti in questo sito, facendolo supporti il mio lavoro senza alcun costo aggiuntivo per te. L’assicurazione che uso e consiglio è World Nomads.

La “strada” dal Lago Chandratal al passo Rothang.

Manali

Manali è probabilmente la “hill station” più popolare di tutta l’India. A 2.050 metri sul livello del mare la città offre refrigerio dalla calda estate Indiana e specialmente durante il mese di giugno, le vacanze scolastiche locali, è letteralmente invasa dai turisti.

Cosa fare e vedere a Manali

Prima di tutto è bene specificare che la città è letteralmente spezzata in due, la parte antica, chiamata “Old Manali”, e la parte nuova. La parte antica con edifici caratteristiche e piccole viuzze tipiche dei villaggi di montagna è oggettivamente più carina ma veramente tanto turistica.

In città non c’è moltissimo da fare, l’unica vera attrazione è l’Hadimba Devi Temple, ci sono però molti ristoranti e bar e, per chi fosse interessato, la marijuana da queste parti cresce spontanea ed è praticamente legale, anche la vita notturna non è affatto male.

A me è piaciuto particolarmente Rocky’s Cafe, domina la città dall’alto e si ha una bellissima vista su tutta la valle; altro bar molto più spartano ma carino dove bersi un chai e leggere un buon libro è il River Valley View Cafe, in ogni caso c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Hadimba Devi Temple.

Jogini Falls e Vashisht

Questa è una bella escursione che si può fare in giornata partendo da Manali a piedi. Prendi il sentiero che inizia vicino al Rocky’s Cafe e dirigiti verso il villaggio di Goshal, da qui attraversa il fiume verso la cascata Jogini. Il sentiero, tracciato su maps.me, è piacevole e davvero facile da seguire. Puoi salire fino alla base della cascata (merita!) e poi proseguire fino a Vashisht dove volendo ci sono delle sorgenti termali, anche se a mio parere non troppo allettanti. Da qui puoi tornare a Manali in tuk tuk.

N.b. Volendo potresti usare come base, invece di Manal, Vashisht dove ci sono un paio di ostelli e il villaggio è sicuramente più tranquillo e meno turistico.

 

La cascata Jogini.

Naggar

Non ci sono stato personalmente ma sembra essere una buona idea per un’escursione con partenza da Manali, o volendo come alternativa meno turistica dove fermarsi un paio di giorni. Si tratta di un antico villaggio che è stato la capitale della regione e preserva alcuni edifici storici come il castello e un paio di templi. La catena Gostop ha recentemente aperto un ostello che sembra davvero carino.

Infine, Manali è il punto di partenza per diversi trekking, i più popolari sono probabilmente Beas Kund Trek (2-3 giorni) e Chandrakhani Pass Trek (5-6 giorni). Estremamente popolare è anche l’escursione in giornata al passo Rohtang, io la sconsiglio, si tratta esclusivamente di un passo di montagna molto trafficato, passerai ore in auto e il passo quasi sempre coperto dalle nubi non offre una vista spettacolare. Senza contare inoltre che se hai intenzione di proseguire verso Leh o la Spiti Valley dovrai passarci in ogni caso.

Come raggiungere Manali?

Ci sono bus diretti da numerose città, inclusi bus notturni da Delhi e Rishikesh a sud, 14 ore circa. Altre destinazioni sono Shimla, Dharamsala e Leh (con stop a Keylong)

N.b. A Manali ci sono due stazioni degli autobus, la prima in centro è usata dai bus governativi (HRTC) mentre quella per i bus privati si trova qualche chilometro a sud, in questa posizione.

Dove dormire a Manali?

Ho passato un bel po’ di tempo a Manali provando più di qualche ostello. Madpackers Manali è il mio preferito, in una zona tranquilla con un bel giardino e una colazione inclusa che cambia ogni giorno, poco distante c’è un altro bel ostello, Orchards House. Folklore un’ottima alternativa per rapporto qualità prezzo. Infine, Alt Life, seppur un po’ fuori mano e leggermente più costoso mi è stato fortemente raccomandato.

Parvati Valley

La Parvati Valley si snoda a metà strada tra Manali e Shimla lungo le sponde del fiume Parvati. La valle è particolarmente popolare tra gli israeliani tanto che Kasol, il principale villaggio della regione, è soprannominato “Mini Israel”.

Cosa fare e vedere a Kasol e dintorni

L’intera valle è famosa per l’atmosfera rilassata e soprattutto la facilità con la quale si possono reperire hashish e marijuana ma ti assicuro che c’è molto di più e consiglio la visita a chiunque, non solo gli amanti delle canne.

Rashol

Il piccolo villaggio di Rashol si raggiunge al termine di un trekking con partenza da Kasol, il sentiero è abbastanza breve ma piuttosto ripido quindi specialmente per salire potrebbero volerci anche 3 ore, ma una volta arrivato in cima la vista merita. Il sentiero è tracciato su maps.me, particolarmente suggestivo durante la fioritura dei rododendri da marzo a luglio in base all’altitudine.

Il villaggio di Pulga.

Manikaran

Sempre partendo da Kasol, il villaggio di Manikaran si raggiunge al termine di un trekking, questa volta in gran parte pianeggiante che corre dall’altro lato del fiume rispetto alla strada, breve e piacevole, un’ora circa. Una volta arrivato al villaggio puoi visitare il mercato e le sorgenti termali.

Se non vuoi camminare anche al ritorno ci sono bus abbastanza di frequente diretti verso Kasol, 10 rupie.

Manala

Questo villaggio davvero atipico è particolarmente famoso tra gli amanti dell’hashish, qui viene infatti prodotta la famosa “Malana cream”, hashish estremamente potente che viene venduto ad ogni angolo del villaggio.

Un’altra ragione per visitare il villaggio è il fatto che gli abitanti del luogo si ritengono appartenenti ad una casta “superiore”. I non induisti, come il sottoscritto, non posso avere contatto diretto con le persone per scambiarsi oggetti, bisogna infatti prima metterli a terra, la gente per strada ti schiva e anche entrare negli edifici è proibito.

Raggiungere il villaggio non è esattamente semplice, non c’è trasporto pubblico, il modo più pratico è prendere un taxi condiviso da Jari che può essere facilmente raggiunta in bus da Kasol. Il costo è di 1.600 rupie, andata e ritorno, il tassista aspetta tre ore all’inizio del breve sentiero che porta al villaggio. Io l’ho condiviso con altri 2 ragazzi, da solo non credo proprio valga la pena. L’alternativa è fare l’autostop ma il traffico lungo la strada è davvero scarso.

Sorgenti di Khirganga.

Kalga, Tulga, Pulga e Tosh

Questi quattro villaggi si trovano dove termina la strada, a circa 15 km da Kasol. Precisamente la strada termina a Barshani e da qui bisogna proseguire a piedi, ad eccezione di Tosh che può essere raggiunto in taxi.

Tutti e quattro i villaggi hanno un’atmosfera estremamente rilassata, distanti dalla civiltà, sono il luogo ideale dove passare un paio di giorni in assoluto relax. Personalmente ho optato per Kalga, dove ho dormito quattro notti alla Blue Star Guesthouse, bell’ambiente e ottimo cibo. Ho poi visitato Tulga e Pulga in giornata, la seconda abbastanza turistica. Non sono stato a Tosh ma a quanto pare è il più popolare e turistico in assoluto dei quattro villaggi.

Qualunque sia la tua scelta, consiglio di visitare le vicine sorgenti termali di Kheerganga che si raggiungono al termine di 2-3 ore di trekking a seconda del villaggio di partenza. Le sorgenti termali con vista sulle montagne sono davvero un luogo unico, purtroppo cresciuto notevolmente in popolarità con ai piedi campeggi ovunque. Credo comunque valga la pena fare l’escursione, molti decidono di passare la notte qui (ragione per cui ci sono un sacco di campeggi), io invece sono tornato a Kalga in giornata.

Al giorno ci sono diversi bus che fanno la tratta Kasol Barshani, 40 rupie. Quando decidi di lasciare la valle puoi prendere il bus Barshani Kullu, 110 rupie.

Come raggiungere la valle del Parvati?

Da Manali ci sono almeno un paio di bus al giorno diretti verso Kasol, io sono arrivato alla stazione in ritardo e ho dovuto fare Manali – Kullu 70 rupie, Kullu – Bunthat 15 rupie e infine Bunthat – Kasol 62 rupie. Non ho mai aspettato più di 10 minuti tra un bus e l’altro, 6 ore circa. Ci sono inoltre bus diretti da Delhi e Chandigarh

Dove dormire a Kasol?

Io ho dormito a Hostel Cozy beds, niente di eccezionale ma tutto sommato lo consiglio, posizione tranquilla leggermente fuori dal centro sulle rive del fiume.

Il villaggio di Kalga.

Dharamsala, McLeod Ganj e Bhagsu

Dharamsala “nasce” sostanzialmente nel 1959 con l’arrivo del Dalai Lama e il governo del Tibet in fuga dal proprio Paese a seguito dell’invasione cinese. Qui si trova tutt’oggi la residenza ufficiale del Dalai Lama, anche se a quanto pare non è spesso da queste parti!

McLeod Ganj e Bhagsu sono praticamente due villaggi satellite scelti dai viaggiatori come base per i proprio spostamenti. Bhagsu in particolare è dove si trovano praticamente tutti gli ostelli, si tratta di un villaggio un po’ hippie dove hashish e marijuana sono ampiamente tollerate. Ci sono parecchi bar e ristoranti davvero carini dove passare qualche giornata di relax ma anche numerose possibilità per fare corsi di ogni tipo da cucina a yoga e massaggi.

Cosa fare e vedere a Dharamsala, McLeod Ganj e Bhagsu

Come appena detto, molti si basano a Bhagsu e non lasciano letteralmente il villaggio ma ci sono almeno un paio di attività interessanti da fare nei dintorni.

Il tempio del Dalai Lama e il Museo del Tibet

Una visita a Dharamsala non può considerarsi conclusa senza entrare nel tempio del Dalai Lama, non aspettarti però chissà quale meraviglia, il tempio è infatti a mio parere tutt’altro che impressionante. Ciò che invece mi ha veramente colpito è il vicino Museo del Tibet, l’ingresso è gratuito.

Triund

Questo villaggio/accampamento si trova a circa 3 ore da Bhagsu e si raggiunge al termine di un piacevole sentiero davvero facile da seguire se si parte da questo punto, un po’ meno se invece decidi di prendere una delle scorciatoie che partono dal centro di Bhagsu che poi si immettono sul sentiero principale.

Una volta arrivato a Triund se ne hai voglia puoi proseguire verso la cima di Triund Hill (almeno un’altra ora e mezza) altrimenti rilassati, goditi il panorama e poi torna a valle. Volendo si può passare la notte qui, sembra essere davvero popolare specialmente tra i locali, se non hai l’attrezzatura da campeggio dovrebbe essere possibile noleggiarla in loco.

Da Triund volendo si potrebbe proseguire attraverso le montagne e il passo Indrahar, fino a raggiungere il villaggio di Lamu completando un trekking di più giorni per il quale non ho informazioni a riguardo ma credo sia consigliabile avere una guida.

Triund con Dharamsala in lontananza.

Galu Waterfall e Bhagsu Waterfall

Queste sono altre due escursioni carine e decisamente meno impegnative, soprattutto la cascata di Bhagsu che si trova a circa 20 minuti dal villaggio e, seppur spesso affollata, vale comunque la pena farsi un giro.

La cascata di Galu è invece un po’ fuori mano e si raggiunge in un’ora circa partendo da Bhagsu (il sentiero è tracciato su maps.me), non esattamente impressionante ma molto meno affollata e assolutamente un bel luogo dove passare qualche ora in relax.

Come raggiungere Dharamsala?

Da Manali ci sono bus notturni, 8 ore circa. Ci sono inoltre bus diretti da Delhi, 12 -13 ore. N.b. Questi bus appartengono a compagnie private che non posso usare la stazione della compagnia governativa in centro, verrai pertanto scaricato in questo punto dove c’è un benzinaio che funge da stazione degli autobus. Da qui, io ho camminato fino a Bhagsu ma si tratta di una bella scampagnata in salita, in alternativa puoi prendere un taxi. Durante il giorno a quanto pare ci sono dei minibus locali che fanno avanti e indietro ma i bus notturni arrivano davvero presto quindi se non vuoi camminare il taxi è l’unica opzione.

Dove dormire a Dharamsala?

Come detto in precedenza, praticamente nessuno dorme a Dharamsala, tutti gli ostelli si trovano nella piccola Bhagsu dove consiglio Hostel Triangle Folks, un’altra opzione economica in centro al villaggio è La Vaca. Ci sono poi un paio di ostelli davvero carini più a nord, un po’ fuori mano ma la vista merita davvero. The Bunker e Alt Life sono probabilmente i migliori.

Il villaggio di Nako nella Spiti Valley.

Leh

Capitale del territorio di Leh Ladakh è la base ideale per visitare la regione e sfuggire dai monsoni che caratterizzano il periodo estivo nel resto del Paese. Qui infatti l’alta stagione va da maggio a ottobre con il clima durante questo periodo davvero piacevole e precipitazioni scarse. Sappi però che se vuoi raggiungere Leh via terra da Manali, la strada apre normalmente solo verso giugno.

Cosa fare e vedere a Leh

In città ci sono almeno un paio di siti che vale la pena visitare ma come già detto, Leh è meglio usata come base per esplorare la regione, cosa che molti viaggiatori decidono di fare a bordo delle iconiche “Enfield”.

Tra i siti in città consiglio assolutamente la Shanti Stupa al tramonto, il panorama su Leh merita davvero e una volta sceso il sole le luci della stupa vengono accese, davvero suggestivo. L’iconico Palazzo di Leh, più carino da fuori che da dentro (o perlomeno così mi è stato detto), l’entrata costa 300 rupie e io ho quindi deciso di saltarlo ma si può comunque salire e darci un’occhiata da fuori prima di proseguire verso il tempio Tsemo Maitreya da dove si domina il palazzo dall’alto, qui l’ingresso costa 100 rupie.

Dei centinaia di monasteri della regione, i più iconici sono probabilmente Thiksay, si trova lungo la strada principale e si può tranquillamente raggiungere in autobus, Spituk anch’esso facilmente raggiungibile in bus mentre Likir e Hemis richiedono una combinazione di bus+autostop se non si vuole noleggiare una moto/taxi.

Ci sono inoltre numerose escursioni e trekking e che possono essere organizzati da Leh, di seguito elenco due opzioni che ho personalmente scelto e mi sento di consigliare.

Shanti Stupa.

Trekking Markha Valley

Questo trekking è diventato abbastanza popolare negli ultimi anni, è davvero carino e ne esistono più varianti che vanno dalla versione breve che ho fatto e può essere completato in quattro giorni e tre notti oppure altre versioni che possono tranquillamente allungare il trekking fino a sei o più giorni.

La differenza principale è il punto di partenza, se decidi di partire da Spituk, passerai i primi due/tre giorni camminando per raggiungere la vera e propria valle del Marka passando per Gandala Pass a 4.970 metri, una volta superato il passo l’itinerario è sostanzialmente lo stesso del trekking di quattro giorni.

Trekking nella valle del Markha partendo da Spituk

Nel caso fossi interessato a questa versione, tecnicamente puoi organizzare un taxi da Spituk a “Zingchen” dove termina la strada e risparmiare un giorno di cammino. Il giorno seguente si raggiunge Rumbak e da qui si affronta il Gandala Pass prima di raggiungere Shingo dove trascorrere la notte.

Da Shingo ci si ricongiunge con la versione breve del trekking e si può raggiungere Sara in giornata, da qui in poi puoi seguire l’itinerario descritto qui sotto.

Trekking nella valle del Markha partendo da Chilling/Skyu

Questa è la versione più breve e popolare del trekking che ho personalmente completato in quattro giorni e tre notti.

Giorno 1, Leh – Skyu – Sara

Se sei fortunato come me, puoi prendere l’unico bus delle settimana diretto a Skyu che parte la domenica alle 9:00 dalla stazione dei bus locali, 3 ore circa, 140 rupie. L’alternativa è organizzare un taxi privato. Alcuni decidono di scendere a Chilling invece di arrivare fino a Skyu, secondo me non ne vale la pena, si cammina lungo la strada e il panorama è sostanzialmente lo stesso.

Da Skiu a Sara sono 2-3 ore circa, arrivato a Sara consiglio di dormire alla Gusthouse che si trova in alto sulla destra, la signora è estremamente gentile. Alloggio, cena e colazione e pranzo al sacco per 1.200 rupie.

La mia guesthouse ad Hankar.

Giorno 2, Sara – Hankar

Da Sara ad Hankar sono 5-7 ore di cammino, se vuoi spezzare la giornata volendo potresti passare la notte a Markha. Ad Hankar consiglio di proseguire fino al termine del villaggio dove c’è una guesthouse davvero carina con tanto di pannelli solari per l’acqua calda. Anche qui 1.200 rupie per cena, colazione e pranzo al sacco.

Giorno 3, Hankar – Nimaling

Da Hankar a Nimilang chiamato “Tent Restaurant” su maps.me sono 3-4 ore circa. Il panorama comincia a farsi davvero spettacolare, dalla valle quasi desertica si inizia a prendere quota e si possono vedere le vette innevate dei giganti dell’Himalaya. Anche l’altitudine inizia a farsi sentire e alcuni decidono di spezzare l’ascesa fermandosi a Tachungtse. Sia a Tachungtse che a Nimaling non ci sono guesthouse ma solo campeggi attrezzati decentemente dove viene fornito tutto l’occorrente. A Nimaling il costo è di 1.400 rupie, per tenda, cena, colazione e pranzo al sacco.

Vista dal passo Konmaru La. 

Giorno 4, Nimaling – Chogdo – Leh

Nimaling si trova ai piedi del passo Konmaru La, ci vuole un’ora circa per arrivare in cima da dove si ha una bellissima vista a 360 gradi sulle montagne circostanti. Dalla cima del passo sono circa 3/4 ore in discesa lungo il torrente che va attraversato più volte; in alcuni punti non è esattamente chiaro dove, ma in ogni caso niente di impossibile.

Arrivati a Chogdo la maggior parte dei viaggiatori ha un taxi (organizzato prima della partenza) che li aspetta per tornare a Leh. Io mi sono limitato a chiedere ad altri trekkers e una coppia mi ha offerto un passaggio a bordo della propria jeep privata gratuitamente. Il costo di un shared taxi è circa 2.800 rupie da dividere in base al numero di passeggeri.

In alternativa potresti proseguire fino a Shang Sumdo, passare la notte qui e prendere il bus locale che parte ogni mattina verso Leh.

Per concludere, il sentiero è davvero facile da seguire, è tracciato su maps.me e come molti suggeriscono basta “seguire la cacca dei cavalli”. L’unico “problema” è che perlomeno nel 2019 alcuni tratti del fiume vanno guadati “scarpe in mano”, in quanto non ci sono ponti. In ogni caso è assolutamente possibile completare il trekking in maniera autonoma e ne vale la pena!

Marmotte lungo il trekking.

Numbra Valley e Lago Pangong Tso

Le due escursioni vengono anche offerte singolarmente e se hai un budget limitato, il lago Pangong Tso può tecnicamente essere visitato con il trasporto pubblico ma se rientra nel budget, consiglio di unirsi a un “tour” per visitare entrambi i luoghi.

Più che un tour vero e proprio infatti ciò che la maggior parte delle agenzie offre è uno “shared taxi” che ti porta di luogo in luogo nell’arco di tre giorni. Il primo giorno si sale fino al passo Khardung La a 5.359 metri poi si scende verso la Numbra Valley dove si visita il monastero di Diskit, si prosegue poi verso Hunder dove si visitano le dune di sabbia (si può fare un giro con il cammello) e si poi si va in paese dove si passa la notte. I miei compagni di viaggio avevano già organizzato l’alloggio, io me ne sono andato a dormire in una guesthouse davvero carina con camera privata, cena e colazione a 800 rupie.

Il secondo giorno si raggiunge il lago al termine di 6-7 ore di macchina attraverso un paesaggio surreale. Si passa il resto della giornata sulle rive del bellissimo lago diviso a metà tra India e Cina poi il mattino seguente si torna a Leh attraverso il passo Changla, a 5.360 metri. Al lago ho pagato 1.000 rupie per una stanza con cena e colazione. Noi come gruppo abbiamo poi deciso di pagare 50 rupie extra (300 in totale) per visitare anche il monastero di Hemis prima di tornare a Leh.

Passo Khardung La.

Il prezzo dello “shared taxi” per i tre giorni è di 19.000 rupie, massimo 6 persone, io ho girato un paio di agenzie finchè ne ho trovata una che aveva la macchina piena ed ho quindi pagato 3.200 rupie. A questo costo vanno aggiunte 600 rupie per l’Inner Line permit, necessario per visitare sia la Numbra Valley che il Lago Pangong Tso, qualsiasi agenzia è in grado di farlo e non è possibile fare richiesta autonomamente.

Nel caso fossi interessato al viaggio fai da te verso il Lago Pangong Tso, a questa pagina trovi una guida completa ma sostanzialmente ci sono solo due bus diretti che vanno al lago da Leh il sabato e la domenica, gli stessi bus tornano a Leh rispettivamente domenica e lunedì. Quindi l’ideale è partire il sabato e tornare la domenica, il costo è di circa 500 rupie andata e ritorno.

Lago Pangong Tso.

Come raggiungere Leh?

Molti decidono di volare per evitare il lungo viaggio via terra ma se come me preferisci l’opzione più economica, Leh può essere raggiunta via terra da partendo da Manali via Keylong oppure da ovest partendo da Srinagar.

Con la compagnia governativa (HRTC) da Manali devi prima prendere il bus verso Keylong, ogni ora circa con l’ultima partenza nel pomeriggio, io ho preso quello delle 13:00, 208 rupie, 6/7 ore. Passa la notte a Keylong e il giorno successivo lo stesso autobus parte alle 5:00 del mattino, 550 rupie, 14 ore circa, è un viaggio tanto infinito quanto spettacolare.

Un’alternativa più comoda ma più costosa è il bus turistico HPTDC, il costo è di 2.700 rupie inclusa una notte in dormitorio, la cena e la colazione all’hotel HPTDC di Chandrabhaga. Infine si possono organizzare minibus o taxi condivisi tramite qualsiasi agenzia a Manali ma ovviamente il costo lievita ancora di più.

Nel caso dovessi fare il percorso al contrario, il bus verso Keylong parte da Leh alle 3:30 del mattino. Da e verso Srinagar, l’opzione più economica è il bus governativo JKSRTC che copre la tratta in due giorni facendo tappa a Kargil (470 rupie) la compagnia offre due alternative più comode (670 – 1058 rupie, semi deluxe e deluxe). Infine ci sono minibus privati che coprono la tratta di notte,1.200-1.500 rupie.

Il palazzo di Leh.

Dove dormire a Leh?

Personalmente, stanchissimo dal lungo viaggio in bus mi sono preso una camera privata all’hotel Jan Palace dove ho finito col rimanere per tutto il mio soggiorno a Leh, senza infamia e senza lode ma ottima posizione. Mi hanno dato una camera sul retro per un prezzo stracciato dopo aver contratto. Mikza Buddhist Home, Rover’s Den e Kargyan Guest House sembrano delle ottime opzioni.

Srinagar

N.b. Non ho visitato Srinagar in quanto mi trovano a Leh in agosto 2019 proprio quando sono iniziate le proteste e la città è stata letteralmente isolata dal resto del mondo, questo è successo altre volte in passato in quanto la situazione politica è instabile da anni, consiglio di fare le dovuto ricerche prima di visitare la città.

Srinagar è la capitale estiva dello stato di Jammu e Kashmir nonché la più grande città della regione del Kashmir.

Le dune di Hunder nella Numbra Valley.

Cosa fare e vedere a Srinagar

La città è usata soprattutto come base per visitare le vicine valli dove il trekking è una delle principali attività ma anche la città offre diverse attrazioni interessanti come per esempio i diversi giardini. I principali sono: Shalimar Bagh Mughal, Nishat Mughal, il giardino dei tulipani (festival si tiene in aprile) e infine Chashma Shahi. Per un ottimo tramonto vista lago e città, sali al Pari Mahal Palace. Un altro punto panoramico davvero popolare è il tempio Shankaracharya.

Un altro highlights in città è la visita dei laghi che la circondano. Molti decidono di affittare una barca per la giornata e visitare il lago Dal e Nigeen dove ogni mattina si può visitare il mercato galleggiante.

Infine, visita il centro storico della città, dove si trovano numerose importanti moschee come Jamia Masjid, la più grande del Kashmir e Shah Hamdan i cui interni sono particolarmente curati.

Per concludere, come già detto in precedenza le possibilità per fare trekking sono pressoché infinite, qualsiasi agenzia in città dovrebbe offrire diverse opzioni.

Come raggiungere Srinagar?

Come detto in precedenza, da Leh JKSRTC offre bus che raggiungono Sringar nell’arco di due giorni facendo tappa per la notte a Kargil oppure ci sono compagnie private che offrono bus diretti. Da Jammu a sud sono invece 12 ore di bus.

Jammu

L’idea era di visitare Jammu dopo essere stato a Srinagar ma per ovvie ragioni ho dovuto saltare. Detto questo, la città è la capitale invernale dello stato di Jammu e Kashmir alternandosi quindi con Srinagar.

Cosa fare e vedere a Jammu

Jammu è conosciuta come la città dei templi, i principali sono Raghunath, Ranbireshwar, Bawey Wali Mata e Maha Maya. Altri luoghi di interesse sono il parco Baag – e – Bahu e il museo Amar Mahal.

Come raggiungere Jammu?

Jammu è ben connessa via treno verso sud, Amritsar dista circa 5 ore mentre Delhi sono circa 10 ore. Se vuoi proseguire verso nord (Srinagar) è comunque preferibile prendere il treno fino a Udhampur e da lì proseguire in autobus. In alternativa ci sono bus diretti da e verso Srinagar, 12 ore circa.

Il buddha del monastero di Diskit nella Numbra Valley.

Amritsar

La città è considerata la capitale spirituale e culturale della religione Sikh. La città non è caotica e il piccolo centro è un luogo piacevole dove passeggiare.

Cosa fare e vedere ad Amritsar

Il tempio dorato (Golden Temple o Harmandir Sahib) in centro città è il più importante della religione Sikh e merita assolutamente una visita, l’ingresso è gratuito, particolarmente suggestivo al tramonto quando illuminato prendere letteralmente vita. Non l’ho fatto personalmente ma un’esperienza interessante è dormire nei dormitori del tempio, cibo e alloggio sono completamente gratuiti ma ovviamente è bene lasciare un’offerta.

Un’altro tempio molto simile, anche se non altrettanto spettacolare, è il Durgiana Temple, si trova leggermente fuori dal centro ed è molto meno affollato del Goldent temple, consiglio la visita.

Il Golden Temple.

La cerimonia a Wagah Border

Il confine di Wagah (lato pakistano) o Attari (lato indiano) è l’unico confine aperto tra i due Paesi e qui ogni giorno prende luogo una cerimonia alquanto particolare. La frontiera è aperta solo dalle 10:00 alle 16:00 e verso le 15:00 circa inizia una vera e propria cerimonia di chiusura durante la quale le forze di frontiera dei due stati sfilano con costumi tradizionali e danno luogo ad uno spettacolo mentre la gente assiste dagli spalti.

Ho assistito alla cerimonia dal lato indiano ma ovviamente si è bene accetti anche dal lato pakistano. L’ingresso è gratuito e – per quanto non condivida queste gare a chi ce l’ha più grosso tra i due Paesi, che non hanno certo bisogno di alzare la tensione – credo sia assolutamente da non perdere.

Gli ostelli organizzano tuk tuk condivisi o in alternativa ci sono veri e propri bus organizzati, io arrivavo dal Pakistan ed ho facilmente trovato un minibus con un posto extra che mi ha portato a Amritsar per 100 rupie.

N.b. Gli orari di apertura e chiusura del confine sembrano variare spesso e di conseguenza anche l’inizio della cerimonia, quindi ti invito a verificare sul posto. Inoltre non è possibile entrare nello “stadio” con i bagagli, ho dovuto lasciare lo zaino grande in custodia.

Per concludere, se sei un amante del Kulfi devi assolutamente provare il Bombay Kulfi, sembra incredibile ma hanno anche dei gusti sugar free!

La cerimonia del Wagah border.

Come raggiungere Amritsar?

Amritsar è un stazione ferroviaria importante ed è pertanto connessa a tutte le principali città nel nord ovest del Paese con collegamenti diretti che arrivano anche fino a Mumbai e Varanasi. Anche i collegamenti in bus sono disponibili verso tutte le principali città, inclusa Manali verso nord da dove molti iniziano il proprio viaggio nel cuore dell’Himalaya.

Se arrivi, o prosegui il tuo viaggio verso il Pakistan (questo è l’unico confine tra i due Paesi che si può attraversare), il bus pubblico che opera durante il giorno costa 35 rupie dalla stazione di Amritsar, ogni ora circa. Dall’ultima fermata del bus all’immigrazione sono un paio di chilometri, 20 rupie per un tuk tuk. Il confine chiude ufficialmente alle 15:30 orario Pakistan 16:00 orario India, la cerimonia inizia alle 18:00, 17:30 in Pakistan.

Dove dormire ad Amritsar?

Io ho dormito a Gostops Amritsar e lo consiglio, un’ottima alternativa sembra essere Nutz Backpackers.

Il tempio Durgiana Mandir.

India del Sud

Con India del Sud intendo sostanzialmente tutto quello che sta a Sud di Mumbai. In questa regione fa davvero caldo durante il periodo estivo ed è pertanto consigliare visitarle durante il periodo ottobre – marzo.

Ciò che segue è una breve descrizione di quelle che sono le principali destinazioni nella regione. Il mio viaggio in India è terminato proprio a Mumbai, non ho quindi visitato il sud del Paese (molto probabilmente lo farò durante l’inverno del 2021). In sostanza quello che trovi qui sotto sono più che altro informazioni raccolto in internet con il fine di rendere la guida più completa possibile.

Mumbai

Questa gigantesca metropoli, con una popolazione che si aggira intorno ai 20 milioni di abitanti, è la città più grande dell’India e la capitale dello stato di Maharashtra. È inoltre considerata la capitale commerciale del Paese e uno dei maggiori porti indiani.

Cosa fare e vedere a Mumbai

Ho passato meno di 24 ore a Mumbai ma è stato più che sufficiente per assimilare il caos della città. Ho trascorso il pomeriggio in compagnia di amici senza vedere molto della città e passato la maggior parte del tempo in spiaggia a Girgaum Chowpatty, particolarmente consigliata al tramonto, estremamente vivibile e con un sacco di ristorantini davvero economici dove stare un paio d’ore. Se sei alloggiato più a nord, Juhu Beach è un’ottima alternativa.

Altre attrazioni nel sud della città sono il Gateway Of India, il museo Chhatrapati Shivaji Maharaj Vastu Sangrahalaya, Fashion Street, Chhatrapati Shivaji Maharaj Terminus (sito Unesco) e Colaba. Infine, vengono offerti tour guidati nelle slum di Mumbai, Dharavi è probabilmente la più popolare, molti tour usano i propri proventi per finanziare progetti benefici all’interno delle baraccopoli.

Tramonto dalla spiaggia Chowpatty.

Come raggiungere Mumbai?

La città è estremamente connessa con tutto il resto del Paese, la stazione ferroviaria e l’aeroporto sono tra i più importanti dell’India, ci sono collegamenti diretti virtualmente verso ogni angolo dell’India.

Dove dormire a Mumbai?

Io ho dormito a Nap on Map Hostel e lo consiglio, localizzato in una posizione strategica davvero vicino all’aeroporto e la stazione dei treni. Se preferisci essere più vicino al centro storico di Mumbai dai un’occhiata a Hebbar’s Heritage Home e Backpackers Panda Colaba.

Ajanta ed Ellora

Per visitare entrambi i siti è bene stare di base nella città di Aurangabad.

Le grotte di Ellora sono un sito Unesco, un impressionante complesso di santuari di roccia di ben tre religioni diverse: Buddismo, Induismo e Jainismo. Per raggiungere le grotte da Aurangabad un tuk tuk dovrebbe costare circa 600 rupie, per strada potresti fermarti al Forte Daulatabad, l’ingresso alle grotte costa 600 rupie per gli stranieri.

Il giorno seguente visita invece le grotte di Ajanta, un taxi dovrebbe costare 1.200 rupie e vale la pena se condiviso, altrimenti il bus costa 150 solo andata. Le grotte di Ajanta sono un gruppo di trenta monasteri buddisti anch’essi scavati nella roccia, anche qui l’ingresso costa 600 rupie.

Le grotte di Ajanta.

Come raggiungere Aurangabad?

Ci sono collegamenti diretti da Mumbai sia in treno che in autobus, 7 ore circa.

Dove dormire a Aurangabad?

Zostel Aurangabad è probabilmente il miglior ostello in città.

Nashik

Si tratta di un’antica città che alcuni paragonano a Varanasi, per gli induisti è una delle città più sacre al mondo. Qui i ghats sono più “autentici” e non ancora toccati dal turismo di massa, se quindi cerchi un luogo dove poter assistere ai rituali induisti senza essere assillato da qualcuno che vuole venderti un tour in barca o la cerimonia di turno, Nashik sembra essere il luogo ideale dove passare un giorno o due.

Come raggiungere Nashik?

Nashik si trova a soli 180 km da Mumbai e ci sono bus di frequente, 4 o 5 ore di viaggio mentre verso Aurangabad sono circa 6 ore.

Dove dormire a Nashik?

Kubera Dormitory sembra essere l’unico ostello decente in città.

I ghat di Nashik.

Bidar e Bijapur

Bidar e Bijapur sono ancora più lontane dai classici itinerari turistici. Il forte di Bidar è uno dei più grandi del Paese ma stranamente non attira grandi folle, ad oggi infatti l’ingresso è gratuito e potresti essere una delle poche persone presenti durante la tua visita.

Per raggiungere Bidar arrivando da Nashik devi prima passare per Gulbarga da dove sono circa tre ore di bus.

Bijapur ha invece più di qualche sito di interesse. Palazzi, tombe, templi e minareti completamente costruiti in basalto rendono l’architettura della città particolarmente interessante. Anche qui con il vantaggio di goderti tutti i principali siti senza molti altri turisti.

Per raggiungere Bijapur da Bidar sono circa 7 ore di autobus.

Il forte di Bidar.

Hampi

Qui si ritorna su percorsi ben più battuti, Hampi è diventata una destinazioni estremamente popolare nel corso degli anni. La città è famosa tra i viaggiatori per la sue risaie, i giganteschi massi, i templi e l’atmosfera rilassata. Anticamente capitale del Vijayanagar, un impero risalente al quattordicesimo secolo, le rovine sono sparse su una superficie di ben 26 chilometri quadrati.

Come raggiungere Hampi?

Da Bijapur prendi il bus diretto a Hospet (3-4 ore) e da qui sono circa 30 minuti in Tuk Tuk o con il bus locale. Hospet funge da crocevia anche se viaggi in treno, qui infatti si trova la stazione dei treni più vicina.

Dove dormire a Hampi?

Campeggiare è un’opzione davvero popolare da queste parti, se cerchi una sistemazione più comoda dai un’occhiata a Sunrise Guest House.

Virupaksha Temple ad Hampi.

Goa

Indubbiamente una delle destinazioni più popolari del Paese, il piccolo stato ha una storia alquanto particolare, la regione è stata infatti una colonia portoghese per ben 450 anni ed è stata annessa al resto del Paese solo nel 1961!

A quanto pare, l’esperienza varia profondamente in base alla spiaggia che si sceglie, alcune sono infatti state completamente invase e trasformate dal turismo di massa. Due spiagge mantengono ancora un’atmosfera autentica: Palolem e Patnem.

Se visiti la regione per la prima volta e vuoi fare anche un po’ di turismo culturale, Panaji, capitale dello stato, è sicuramente un buon luogo da dove iniziare. Bardez è il centro della vita notturna, mentre Pernem è considerata la zona “relax”.

Come raggiungere Goa?

Ci sono collegamenti diretti da Mumbai a nord in treno così come autobus notturni, 13 ore circa. Da Hampi in bus sono circa 10 ore.

Spiaggia a Goa.

Gokarna

Gokarna ricorda Goa prima del turismo di massa ma a quanto pare la situazione sta cambiando rapidamente soprattutto lungo la spiaggia principale.

Ci sono però molte spiagge, spesso accessibili solo in barca dove si può ancora respirare l’atmosfera hippie che molti cercano da queste parti, una di queste spiagge sembra essere Om Beach.

Bangalore

La città è la terza in India per dimensioni e capitale del tech start up del Paese. Sta velocemente diventando popolare tra i viaggiatori come una città dove trascorrere qualche notte brava tra club e locali, soprattutto nel quartiere di Indiranagar.

A parte questo, non sembra esserci molto altro da fare, la città è di scarso interesse storico ma perlomeno è molto più vivibile delle altri grandi metropoli indiane.

Bangalore.

Kodagu

A solo sei ore di bus da Bangalore, si trova questa regione selvaggia perfetta per tutti gli amanti della natura. Madikeri, la capitale, è il luogo ideale da dove organizzare escursioni verso le numerose cascate, circondati da un paesaggio insolitamente montagnoso per il sud dell’India.

questa pagina trovi spunti interessanti.

Piantagione di caffe a Kodagu.

Mysore

La città, conosciuta anche come “Mysuru”, è considerata la capitale culturale dello stato del Karnataka ed è classificata come la seconda città più pulita dell’India! L’antica città ha un patrimonio architettonico non indifferente con il Mysore Palace che è senza dubbio l’attrazione numero uno. Ci sono inoltre numerosi parchi sparsi nel centro città.

Un’escursione popolare da fare in giornata è quella verso Srirangapatna, un’antica città fortezza che si trova a solo 20 km da Mysore dove ci sono numerosi siti di interesse storico.

Mysore Palace.

Kochi

La città portuale è particolarmente famosa per le antiche reti da pesca cinesi donate dall’imperatore cinese al regno di Kochi nel quattordicesimi secolo in segno di amicizia. Un altro sito particolarmente interessante è l’Hill Palace Museum dove è esibita la corona reale Cochin, 1.75kg di puro oro con ben 95 diamanti ed oltre 2.000 altre pietre preziose.

Alleppey

L’unica ragione per visitare Alleppey, è per organizzare una houseboat e per esplorare le backwaters. Le backwaters non sono altro che un insieme di lagune, laghi, fiumi e canali che costituiscono un vero e proprio ecosistema utilizzato dai locali per la pesca, l’agricoltura e il trasporto di beni.

Ci sono centinaia di imbarcazioni e tour tra cui scegliere, l’opzione più popolare è tre giorni e due notti.

Houseboat Allepey.

Munnar e Parco Nazionale Periyar

Munnar è la classica hill station che gli inglesi usavano per scappare dalle caldi estate indiane. Le piantagioni di tè la fanno da padrone e nei dintorni della città ci sono numerose possibilità per fare trekking.

Il parco nazionale Periyar, circa 100 km più a sud, nato come santuario per tigri ed elefanti, ora copre ben 925 chilometri quadrati e al suo interno contiene numerose specie a rischio estinzione. L’accesso al parco viene fatto dalla città di Thekkady da dove è possibile organizzare escursioni guidate.

Munnar.

Varkala

Nell’estremo sud dell’India, Varkala è una città costiera distante dal turismo di massa dove passare qualche giorno di relax in spiaggia. Papanasam è la spiaggia più popolare.

Spiaggia a Varkala.

Possibili itinerari in India

Per visitare tutti i luoghi dei quali ho parlato finora sono necessari mesi se non addirittura anni, di seguito elenco alcuni dei classici itinerari nel Paese, divisi per regione che possono tranquillamente essere combinati tra di loro in modo da formare itinerari di più mesi.

Come per ogni Paese, non esiste l’itinerario perfetto dato un lasso di tempo, quindi prendi ciò che segue come ispirazione e modifica o crea l’itinerario in base ai tuoi interessi/budget e periodo dell’anno!

Itinerario di 7 giorni in India

Una settimana non è molto tempo ma dovrebbe essere sufficiente per vedere alcuni highlights ed assaporare un po’ d’India.

Nuova Delhi (2 notti)

Giorno 1:

In base al tempo a disposizione potresti visitare le tombe di Humayun, simili per architettura al Taj Mahal, il Qutub Minar, dove si trova il minareto fatto di mattoni più alto al mondo, e l’iconico India Gate oppure qualche ora di relax ai giardini Lodhi.

Giorno 2:

Visita il centro storico seguendo l’itinerario descritto nella sezione dedicata a Nuova Delhi.

Dove dormire: Joey’s Hostel o Madpackers

Agra (1 notte)

Giorno 3:

Trasferimento da Delhi ad Agra. Volendo potresti visitare il Taj Mahal nel pomeriggio ma se vuoi evitare il caldo e le folle è meglio farlo il mattino seguente.

Dove dormire: Joey’s Hostel

Jaipur (3 notti)

Giorno 4:

Visita il Taj Mahal all’alba e subito dopo il forte di Agra. Trasferimento a Jaipur nel pomeriggio.

Giorno 5:

Visita il centro storico e almeno uno dei forti di Jaipur.

Giorno 6:

Shopping, relax, visita altri siti a Jaipur oppure organizza un’escursione a Chand Baori e Bhangarh Fort.

Dove dormire: Moustache Hostel Jaipur

Giorno 7:

Rientra a Delhi.

Itinerario di 10 giorni in India

Con qualche giorno in più a disposizione consiglio di seguire l’itinerario appena descritto fino al quarto giorno e poi hai due alternative.

Prima opzione.

Varanasi (2 notti)

Giorno 4:

Visita il Taj Mahal all’alba e subito dopo il forte di Agra. Treno notturno verso varanasi.

Giorno 5:

Esplora la città e i suoi ghats.

Dove dormire: Gostops Varanasi

Khajuraho (2 notti)

Giorno 6:

Passata la mattinata a Varanasi e nel pomeriggio prendi il treno notturno verso Khajuraho.

Giorno 7:

Esplora i templi di Khajuraho.

Dove dormire: Headquarter Khajuraho

Orchha (2 notti)

Giorno 8:

Trasferimento ad Orchha.

Giorno 9:

Esplora il forte e i templi della città.

Giorno 10:

Rientra a Nuova Delhi.

Seconda opzione. Questo itinerario può essere considerato un tour del Rajasthan in 10 giorni con una breve tappa ad Agra. Segui l’itinerario descritto in precedenza fino al giorno 5.

Tipico look degli uomini in Rajasthan.

Jodhpur (1 notte)

Giorno 6:

Trasferimento a Jodhpur. Visita la città Blu nel pomeriggio e sali a Singhoria Hill per il tramonto.

Dove dormire: Moustache Jodhpur

Jaisalmer (3 notti)

Giorno 7:

Visita il forte di Jodhpur in mattinata e poi trasferimento verso Jaisalmer nel pomeriggio.

Giorno 8:

Volendo potresti esplorare il forte la mattina presto e poi nel pomeriggio iniziare il safari nel deserto.

Giorno 9:

Se hai optato per il safari nel deserto, si rientra a Jaisalmer nella tarda mattinata quindi hai tempo a sufficienza per prendere il bus/treno notturno verso Delhi.

Dove dormire: Moustache

Giorno 10:

Rientra a Nuova Delhi.

Itinerario di 15 giorni in India

Con 15 giorni a disposizione personalmente opterei per la seconda versione dell’itinerario di 10 giorni, aggiungendo magari una o due tappe che potrebbero essere Pushkar e Udaipur.

Passo  Chang La.

Itinerario di 3 settimane in India

Tre settimane sono un buon compromesso per visitare gran parte delle destinazioni incluse negli itinerari descritti finora. Entrando nel dettaglio, consiglio di seguire la prima versione dell’itinerario di 10 giorni e poi una volta arrivato ad Orchha dirigersi verso Jaipur e visitare il Rajasthan come descritto nella seconda versione dell’itinerario di 10 giorni. In sintesi:

Nuova Delhi (2 notti)

Agra (1 notte)

Varanasi (2 notti)

Khajuraho (2 notti)

Orchha (2 notti)

Jaipur (3 notti)

Jodhpur (2 notti)

Pushkar (1 notte)

Jaisalmer (3 notti)

Udaipur(2 notti)

Nuova Delhi (1 notti)

Itinerario di 15 giorni in India del Nord

Questo è un itinerario perfetto per il periodo estivo quando nel resto del Paese le temperature sono insopportabili. Ho incluso la Spiti Valley perché credo meriti davvero, ma se non sei interessato consiglio di sostituire quella settimana con qualche giorno tra la Parvati Valley e Dharamshala.

Altre due città che possono essere “incastrate” facilmente nell’itinerario sono Amritsar e Rishikesh, le temperature qui non saranno però altrettanto piacevoli durante il periodo estivo.

Infine, Leh è sicuramente una città dove potresti passare tranquillamente una settimana tra trekking ed escursioni varie e merita assolutamente la visita soprattutto quando nel resto del Paese pioggia e caldo sono la norma. Con solo due settimane a disposizione però, consiglio fortemente di volare in quanto il solo viaggio in bus da Manali tra andata e ritorno ti porterebbe via 4 giorni.

Trekking verso il lago Chandratal.

Nuova Delhi (2 notti)

Giorno 1:

In base al tempo a disposizione, potresti visitare le tombe di Humayun, simili per architettura al Taj Mahal, il Qutub Minar, dove si trova il minareto fatto di mattoni più alto al mondo, e l’iconico India Gate oppure qualche ora di relax ai giardini Lodhi.

Giorno 2:

Visita il centro storico seguendo l’itinerario descritto nella sezione dedicata a Nuova Delhi. Bus notturno verso Shimla oppure treno.

Dove dormire: Joey’s Hostel o Madpackers

Shimla (1 notte)

Giorno 3:

Esplora The Malle e The ridge, sali a Jakhoo Hill.

Dove dormire: Thira Shimla.

Spiti Valley (8 notti)

Giorno 4:

Bus Shimla Reckong Peo. Richiedi il permesso. Passa la notte a Kalpa.

Giorno 5:

Bus Reckong Peo – Nako. Esplora il villaggio e passa la notte qui.

Giorno 6:

Bus Nako – Tabo. Visita il monastero e passa la notte qui.

Giorno 7:

Bus Tabo – Dhankar. Visita il monastero e passa la notte qui.

Giorno 8:

Bus Dhankar – Kaza. Passa il pomeriggio in città e poi prendi il bus verso Key Gompa. Passa la notte qui.

Giorno 9:

Assisti alle preghiere del mattino al monastero e volendo fai l’autostop verso Kibber, passare qualche ora qui oppure torna direttamente a Kaza.

Giorno 10:

Bus verso il lago Chandratal. Passa la notte qui.

Giorno 11:

Bus verso Manali.

Manali (2 notti)

Giorno 12:

Esplora la città e rilassati in uno dei numerosi caffe.

Giorno 13:

Escursione alla cascata Jogini e la vicina Vashisht. Bus notturno verso Delhi.

Giorno 14:

Rientra a Delhi.

Itinerario di tre settimane in India del Nord

La settimana extra dovrebbe permetterti di aggiungere qualche tappa all’itinerario appena descritto senza troppi problemi. Le due opzioni migliori sono probabilmente una settima Leh, in questo caso consiglio di volare da Delhi all’inizio del viaggio e poi scendere verso Manali in autobus, così facendo se il budget è limitato dovrai volare una sola volta.

Altrimenti passa la settimana extra la tra Parvati Valley e Dharamshala.

Itinerari india del sud

Come detto in precedenza non sono stato a sud di Mumbai e le informazioni presenti sono esclusivamente frutto di ricerche. Detto questo, due itinerari nel sud del Paese potrebbero essere i seguenti. Conto di visitare l’area nell’inverno del 2021 e provvederò ad aggiornare la guida.

Da Mumbai a Goa in due tre settimane

Mumbai -> Ajanta -> Ellora -> Nashir -> Bidar -> Bijapur -> Hampi -> Goa

Da Bangalore a Varkala in due tre settimane (Kerala)

Bangalore -> Kodagu -> Mysore -> Kochi -> Mannur -> Periyar -> Varkala

Come spostarsi in India

In un Paese di queste dimensioni le distanze possono preoccupare, ma ti garantisco che gli spostamenti sono sorprendentemente efficienti anche per chi viaggia con un budget limitato e non si può permettere di prendere voli interni.

Treni in India

I treni sono senza dubbio il miglior modo per viaggiare in India, comodi, relativamente veloci ed economici sono l’ideale per tutti i viaggiatori zaino in spalla. Il sistema ferroviario è ben sviluppato e praticamente tutte le principali città sono raggiunte da treni, fatta eccezione per i nord del Paese dove le montagne rendono la cosa poco pratica.

Ecco alcuni consigli pratici. La maggior parte dei treni h 5 classi, in ordine di prezzo:

  • “2s” o “Second sitting” è la più economica ma la sconsiglio fortemente, la gente è ammassata. Niente aria condizionata.
  • “SL” o “Sleeper” questa è già una buona opzione, gli scomparti hanno otto “letti” e si viaggia relativamente comodi, non c’è però l’aria condizionata quindi duranti i mesi estivi si muore dal caldo.
  • “3A” o “AC 3-Tier” è l’opzione più popolare tra i viaggiatori, la disposizione è identica alla “Sleeper” ma qui c’è l’aria condizionata, personalmente ho quasi sempre viaggiato qui. Vengono forniti lenzuola e cuscino per la notte.
  • “2A o “AC 2-Tier” rispetto alla “3A” ci sono due letti in meno e ogni letto ha la sua tendina.
  • “1A” o “AC First Class” la prima classe ha scomparti davvero spaziosi da due o quattro letti, i bagni a quanto pare hanno anche la doccia.

Disposizione 3AC e Sleeper.

L’unico problema dei treni è che per la maggior parte delle tratte vanno prenotati con almeno un paio di giorni di anticipo, nel caso di tratte estremamente trafficate addirittura settimane!

Praticamente ogni ostello/hotel/agenzia può prenotare un treno ma ovviamente il servizio costa quindi consiglio di registrarsi semplicemente sul sito ufficiale, a questa pagina trovi una guida dettagliata in italiano nel caso dovessi avere problemi. Io ho usato un numero indiano e non ho avuto problemi, dovessi usare il numero italiano la registrazione potrebbe essere più difficoltosa.

Alcuni lamentano di non riuscire a pagare con una carta straniera, basta però attivare l’opzione se non presente, vai su “my profile”, poi “preferred bank list” e seleziona “international cards”.

Infine, durante la prenotazione potresti vedere un biglietto venduto in “WL” o “Waiting list” il che significa che sei tra le “riserve” nel caso qualcuno cancelli il proprio biglietti; viene inoltre spesso fornita una probabilità di ottenere il biglietto, per esempio se sei WL10 a una settimana dalla partenza il biglietto è praticamente assicurato.

Se non ti va di sbatterti più di tanto con la registrazione sul sito e sei disposto a pagare qualche extra puoi semplicemente usare 12Go.

Bus in India

Dove non arrivano i treni sta pur tranquillo che arrivano gli autobus che sono anche un’ottima alternativa per chi non ha voglia di prenotare il proprio biglietto del treno in anticipo. Gli autobus, infatti, tendono ad avere disponibilità anche all’ultimo momento.

Praticamente ogni stato in India ha la sua compagnia di bus che spesso e volentieri è l’opzione più economica, anche se non sempre non la più comoda. I cosiddetti VIP bus che offrono una cuccetta stile treno sono infatti gestiti da compagnie private.

La situazione bus è molto meno complicata: Redbus ha infatti una lista estremamente completa di bus a lunga e media distanza disponibili siano essi privati o governativi e le carte straniere sono tranquillamente accettate.

Per esperienza personale, se si vuole risparmiare è comunque preferibile comprare direttamente il biglietto dalla compagnia in questione senza passare per Redbus. Più di qualche volta ho semplicemente cercato il bus sull’app e poi sono andato a comprarmi il biglietto in ufficio risparmiando, anche se a volte la cosa è davvero poco pratica.

Un’altra app che funziona davvero bene, sia per autobus che per treni, è Ixigo, spesso vengono inoltre offerti cashback e sconti vari sia su Ixigo che su Redbus.

Taxi in india

Taxi e tuk tuk in India si trovano praticamente ovunque, saper contrattare è fondamentale, una buona strategia è chiedere al tuo ostello/hotel quando dovrebbe costare una determinata tratta se sei diretto da qualche parte. Un’altra tecnica con cui non ti puoi sbagliare è offrire la metà di quello che ti viene chiesto.

Soprattutto in città, se hai una sim locale conviene usare app come Grab e Ola, la seconda è stata fondata proprio in India ed è leggermente più economica. In entrambi i casi la tariffa offerta è comunque migliore rispetto a quella che otterresti dopo aver contrattato 10 minuti.

Un taxi nella Numbra Valley.

Moto in India

Moltissimi viaggiatori optano per l’acquisti di una moto durante il loro viaggio in India, e la cosa è particolarmente popolare nel nord del Paese dove strane spettacolari e passi di montagna sono un vero e proprio paradiso per i motociclisti. Con il proprio mezzo è inoltre possibile raggiungere luoghi altrimenti poco accessibili. Le iconiche Royal Enfield sul mercato dell’usato vengono normalmente vendute sui 2.000 dollari.

Il noleggio varia in base alla cilindrata ma va solitamente tra 1.000 e 2.000 rupie al giorno. Molti decidono di affittare le moto per esplorare la Spiti Valley da Manali e i dintorni di Leh. Viste le condizioni delle strade consiglio di farlo solo ai motociclisti esperti.

Autostop in India

L’autostop funziona abbastanza bene e soprattutto nel nord del Paese l’ho usato più di qualche volta senza mai attendere più di tanto. Se non vuoi assolutamente pagare per il passaggio è bene specificarlo perché può essere che ti venga chiesto un piccolo compenso. L’autostop non è consigliabile a ragazze sole.

Viaggio in India: costi

Quindi, quanto costa un viaggio in India? Poco, se sei un viaggiatore zaino in spalla o comunque viaggi low cost. L’India è senza dubbio uno dei Paesi più economici al mondo, se ci si mette d’impegno e si viaggia lentamente si può tranquillamente sopravvivere con un budget di soli 10 € al giorno.

Anche spostandosi di frequente e togliendosi qualche sfizio, insomma viaggiare con un po’ più di “stile”, difficilmente si arrivano a spendere più di 20-25 € al giorno.

Costo dell’alloggio in India

Nelle principali città e destinazioni turistiche gli ostelli sono numerosi, economici e per la maggior parte davvero carini e puliti a dispetto di quello che si potrebbe pensare. Un buon ostello costa normalmente sui 4-5 € a notte in dormitorio, per una camera privata aspettati di pagare circa il doppio.

Alcune catene di ostelli, come per esempio Moustache (ma non solo), offrono tariffe agevolate a coloro che prenotano il proprio soggiorno direttamente in ostello o tramite il loro sito ufficiale, vale la pena dare un’occhiata o chiedere alla reception.

Al di fuori delle classiche mete turistiche, gli ostelli scarseggiano e sono sostituiti dalle cosiddette guesthouse, la mia esperienza a riguardo varia profondamente: ho avuto ottimi soggiorni, a volte un po’ meno, in ogni caso niente di scandaloso, fai un breve sopralluogo e non dovresti avere problemi.

Per concludere, couchsurf, soprattutto nelle grandi città, sembra essere estremamente popolare, se hai un budget davvero limitato o semplicemente vuoi entrare in contatto con i locali, dacci un’occhiata.

Souvenirs in India.

Costo del trasporto in India

Come già detto in precedenza, pur essendo un Paese in via di sviluppo, la rete di trasporto pubblico è estremamente efficiente ma anche davvero economica! Un bus a lunga distanza (10-12 ore) costa indicativamente 6-8 € e i treni, soprattutto se ci si accontenta della “Sleeper Class”, costa ancora meno!

Costo delle attrazioni in India

L’unica cosa “davvero costosa” sono gli ingressi a monumenti a attrazioni varie che per i turisti sono normalmente 10-20 più volte più costosi che per i locali, 600 rupie, circa 7 € sembra essere piuttosto standard quando si tratta di edifici e monumenti gestiti dal governo.

Prelievi gratuiti in India

Due banche che non mi hanno mai dato problemi e permettono di prelevare senza alcun tipo di commissione (usando la giusta carta) sono Bank Of Baroda e State Bank of India.

Per concludere, assolutamente non dimenticare di trattare su qualsiasi prezzo, di tutti i Paesi in cui sono stato, l’India è di gran lunga quello in cui la cultura del negoziare è più radicata e, soprattutto nel caso di turisti, si tratta di vere e proprie fregature. Purtroppo la persona bianca viene vista spesso e volentieri come una borsa di soldi camminante, tutto è negoziabile, i tuk tuk che 9 volte su 10 sparano cifre assurde, gli alloggi, i souvenirs e addirittura il cibo!

Viaggio in India: sicurezza

L’india è un Paese sicuro? Viaggiare in India è sicuro? Queste sono domande che mi sono state fatte più volte. La risposta breve è sì, credo sia estremamente difficile sentirsi in pericolo in India. Per quanto riguarda la sicurezza, sotto molti aspetti è paragonabile a quella del sud est asiatico, i crimini violenti sono estremamente rari e nonostante non consiglio assolutamente di camminare da soli di notte nelle periferie delle grandi di città, usando un po’ di buon senso e seguendo alcuni consigli pratici difficilmente avrai alcun problema. Il discorso cambia quando si tratta di fregature come descritto nel paragrafo precedente, ma queste hanno davvero poco a vedere con la tua incolumità.

Uno dei problemi più grandi incontrato dai viaggiatori riguarda solo il sesso femminile. Nonostante per ovvie ragione non lo abbia provato sulla mia pelle, ho conosciuto almeno un paio di ragazze che hanno avuto qualche problema durante il loro viaggio in India, come per esempio sguardi poco piacevoli. Una ragazza mi ha detto di essere stata palpeggiata su un autobus notturno e in generale l’atteggiamente degli indiani nei confronti delle ragazze straniere può essere estremamente inopportuno. Non ho particolari consigli a riguardo se non cercare di vestirsi in maniera modesta e possibilmente scegliere sedili con altre ragazze a lato (Redbus li mostra in rosa).

Viaggiare in India e non prendere la diarrea sembra essere praticamente impossibile, soprattutto se sei nel Paese da poco tempo e non hai il tempo necessario per adattare il tuo stomaco. Evita sempre di lavarti i denti con l’acqua di rubinetto. In generale, fai attenzione a quello che bevi e se vuoi fare un piacere sia all’ambiente che alle tue tasche, utilizza una borraccia con filtro!

Per concludere, nonostante l’uso di marijuana sia estremamente tollerato nel nord del Paese, soprattutto da turisti, conviene fare estremamente attenzione in quanto la polizia, fortunatamente o sfortunatamente, sa che può spillarti un bel po’ di soldi. Parlo esclusivamente per sentito dire ma anche a detta dei locali, tutto è risolvibile pagando la giusta cifra, quindi onde evitare problemi più seri conviene tirare fuori il cash e risolvere la questione il più velocemente possibile prima che ci siano troppe persone coinvolte!

Stai pianificando un viaggio in India? Dai un’occhiata a questi post:

Quale zaino da viaggio scegliere

Le migliori carte per viaggiare

Che cosa portare in viaggio

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