Trekking Campo Base dell’Everest fai da te

Il trekking al campo base dell’Everest in Nepal è senza dubbio un sogno per chiunque ami le montagne e il trekking, per alcuni è una vera e propria Mecca.

Ci sono diverse opzioni per completare questa bellissima esperienza, dal classico volo su Lukla ai punti di partenza meno battuti dove volare non è necessario come Salleri/Phaplu e Jiri. In questa guida troverai tutte le informazioni del caso incluse tutte le varianti come il trekking dei Tre Passi e Island peak.

Ho personalmente completato il trekking, senza guida e senza portatori in compagnia dell’ormai non più giovane papà e in piena autonomia, in questo blog troverai tutte le informazioni e i consigli per organizzare al meglio il tuo viaggio fai da te in Nepal e completare il trekking che porta al campo base dell’Everest.

Alba a Chukhung Ri. 

In questa guida i prezzi sono espressi nella moneta locale chiamata “Rupia Nepalese” spesso abbreviata semplicemente con “NRP”. Il cambio al momento della pubblicazione di questo articolo è 1€ = 125 NRP. Per il cambio attuale ti consiglio di dare un’occhiata a questa pagina.

Come arrivare al Campo Base dell’Everest (i vari itinerari e le possibili varianti)

Prima di iniziare, ecco una mappa che spero faccia chiarezza su quali siano le opzioni per raggiungere il campo base dell’Everest e le possibili varianti descritti in questa guida.

In sostanza ecco le quattro principali alternative:

Campo base Everest o Circuito dell’Annapurna?

Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai già preso una decisione, ma nel caso ti stessi ancora dibattendo sul da farsi voglio spendere due parole su quella che per molti è una scelta ardua quando si hanno magari solo due settimane a disposizione per un trekking in Nepal: circuito dell’Annapurna o Campo base dell’Everest?

Prima di tutto, sono entrambi dei trekking bellissimi ma se proprio devo esprimere la mia preferenza, opterei per il Circuito in quanto lo scenario è molto più vario. Si parte da un clima quasi tropicale fino ad arrivare ai 5416 metri del passo, inoltre, essendo un circuito, ogni giorno è diverso e non si è costretti a salire e scendere lungo lo stesso sentiero.

Altre due cose che mi fanno propendere verso il circuito sono il fatto che sia estremamente meno trafficato/popolare del trekking al campo base dell’Everest. Per usare un’espressione di papà dopo aver trovato un vero e proprio ingorgo in prossimità di un ponte sospeso: “Sembra di essere lungo il sentiero che porta alle tre cime di Lavaredo!”. E la nostra esperienza è stata in primavera, non oso immaginare come sia la situazione in autunno.

Altra ragione per cui mi sento di consigliare il circuito sono i costi. Cibo e alloggio sono in media un 30% più economici rispetto al campo base dell’Everest e, specialmente se si decide di completare quest’ultimo con un volo verso Lukla (scelta praticamente forzata se si hanno solo due settimane a disposizione), allora il circuito ti verrà a costare praticamente la metà rispetto al campo base dell’Everest.

Preso tutto questo in considerazione, il campo base dell’Everest ha pur sempre il suo fascino e la scelta finale spetta ovviamente a te, quanto detto finora è solamente la mia modesta opinione.

Nel caso fossi interessato, puoi dare un’occhiata alla mia guida sul Circuito dell’Annapurna, Campo Base dell’Annapurna e Poon Hill.

Trekking da Phaplu a Nunthala. 

Permessi e visti necessari per fare il trekking ed entrare in Nepal

Partiamo dal visto per entrare nel Paese. Il visto è obbligatorio ma fortunatamente i possessori di passaporto italiano (con scadenza inferiore ai 6 mesi) ricevono un visto chiamato Visa On Arrival (VOA) nel momento in cui entrano nel Paese. Il processo è estremamente semplice e lineare ma sfortunatamente non è gratuito.

Ci sono tre opzioni:

15 giorni – 25 USD.

30 giorni – 40 USD.

90 giorni – 100 USD.

Il visto può essere facilmente esteso fino ad un massimo di 150 giorni per anno solare (1 gennaio – 31 dicembre) anche se non è esattamente economico. Qui trovi i costi, probabilmente è preferibile uscire e rientrare con un nuovo visto, in ogni caso con un visto turistico non è possibile rimanere nel Paese per più di 150 giorni per anno solare.

Sono inoltre ufficialmente richieste due fototessere (misura passaporto) per completare il processo di rilascio del visto una volta arrivato in aeroporto/frontiera terrestre, ma se completi il modulo online (resta nel sistema per 15 giorni quindi non farlo con troppo anticipo, a questa pagina trovi un’ottima guida visiva su come farlo, è davvero semplice) non sono necessarie e con ogni probabilità risparmi un bel po’ di tempo al tuo arrivo, specialmente all’aeroporto di Kathmandu dove puoi dirigerti direttamente all’immigrazione senza star lì a compilare il modulo. Consiglio di farlo.

Il visto all’aeroporto Tribhuvan può teoricamente essere pagato con la carta di credito ma nella pratica da quello che ho letto va un po’ a giornate! Io ci ho provato e mi è stato detto che non era possibile, sono in ogni caso accettate tutte le principale valute (euro compresi), per evitare cambi sfavorevoli l’ideale sarebbe pagare in dollari americani ma non mi sbatterei più di tanto la testa almeno che tu non li abbia già.

Per quanto riguarda le frontiere terrestri (qui trovi la lista completa) a quanto pare sono accettati esclusivamente i dollari americani, quindi regolati di conseguenza.

Il Nepal non richiede nessuna vaccinazione obbligatoria ma Epatite A e B sono consigliate.

Trekking da Bupsa a Surke. Instagram!

Permessi per il trekking al Campo Base dell’Everest

N.b. TIMS (Trekker’s Information Management System) che è richiesto per completare molti trekking in Nepal non è più necessario per la regione dell’Everest dal 2018, diffida di chi dice il contrario.

Per raggiungere il campo base dell’Everest sono necessari due / tre permessi a seconda del punto di partenza scelto:

Khumbu Pasang Lhamu Rural Municipality Entry Permit

Questo è un nuovo permesso che sostanzialmente da ottobre 2018 sostituisce il il TIMS. È una tassa che va al governo locale di Khumbu. Il permesso può essere ottenuto a Lukla oppure a Monjo se decidi di iniziare il tuo trekking a Jiri o Salleri. Non è possibile ottenere il permesso a Kathmandu.

Il costo è di 2000 rupie, circa 15€.

Sagarmatha National Park Entry Permit

Come avrai capito questo è il permesso per entrare nel parco nazionale Sagarmatha. Può essere ottenuto al Tourism Board di Kathmandu che si trova a 2km circa dalla principale area turistica di Thamel (si può tranquillamente camminare), l’ufficio è aperto dalle 10:00 alle 17:00.

In alternativa, come fanno in molti, si può ottenere direttamente a Monjo dove si trova l’ingresso del parco nazionale.

Il costo è di 3000 rupie, circa 25€.

Gaurishankar Conservation Area

Questo permesso va ottenuto solo ed esclusivamente se decidi di completare il trekking al campo base partendo da Jiri. Il permesso va ottenuto al Tourism Board di Kathmandu.

Il costo è di 3000 rupie, circa 25€.

Alba a Kala Patthar. 

Quando andare? Meteo, temperature e periodo migliore

Primavera (marzo, aprile e maggio)

Questo è il periodo prima dell’inizio dei monsoni che caratterizzano i mesi estivi (giugno, luglio e agosto). Potrebbe esserci qualche nevicata occasionale all’inizio della stagione ma il meteo è generalmente stabile e secco, perfetto per fare trekking ad alta quota.

Il mese di marzo, seppur più freddo, è preferibile ad aprile e maggio per chi vuole evitare le folle. Aprile e maggio oltre alle temperature più miti portano un campo base decisamente più popolato ed affascinante, verso la fine di maggio, appena prima dei monsoni è infatti il periodo più favorevole per tentare l’ascesa alla cima. Al di fuori di questi mesi (aprile e maggio) il campo base è sostanzialmente una distesa di ghiaccio.

Estate (giugno, luglio e agosto)

Pioggia, pioggia e ancora pioggia. Questa è la stagione dei monsoni è non è assolutamente un periodo consigliabile per fare trekking. Ho conosciuto un gruppo di ragazzi francesi che mi hanno raccontato di un loro amico che ha completato il percorso nel mese di giugno partendo ogni giorno alle 5 di mattina per evitare le piogge a quanto pare ha funzionato.

In ogni caso non è di certo l’ideale in quanto le viste quasi sicuramente ne risentirebbero, luglio e agosto sono ancora più piovosi quindi penso proprio non sia il caso di avventurarsi.

Se vuoi fare trekking in questo periodo il circuito dell’Annapurna è decisamente un’alternativa migliore.

Autunno (settembre, ottobre e novembre)

Questa è considerata la stagione migliore in termini di meteo. La pioggia dei mesi estivi porta via con sé tutta la foschia, le viste sono considerate le migliori dell’anno. Attenzione però al mese di settembre che potrebbe essere ancora relativamente piovoso a seconda dell’annata.

In generale fa leggermente più freddo rispetto alla primavera ma resta comunque il periodo migliore per fare trekking e per questo anche il più affollato. Ad alta quota, le lodge possono essere estremamente affollate specialmente durante il mese di ottobre che vede il picco di turisti nella regione.

Inverno (dicembre, gennaio e febbraio)

È decisamente possibile fare il trekking ma ad alta quota può fare davvero freddo con temperature che possono arrivare a -30 gradi durante la notte. Le giornate sono corte e potrebbe esserci molta neve con conseguente chiusura di alcuni passi (generalmente non il sentiero tradizionale al campo base).

In ogni caso se il freddo e la neve non ti fanno paura questo potrebbe essere un buon periodo per fare trekking nella regione ed evitare le masse, assicurati però di avere il giusto equipaggiamento!

Il villaggio di Cheplung.

Difficoltà e preparazione per fare il trekking al Campo Base dell’Everest

Il trekking non è di certo una passeggiata nei boschi e l’altitudine, soprattutto in prossimità del campo base, si fa sicuramente sentire ma chiunque in discreta forma può completare il trekking.

Per dare un dato oggettivo: ho completato il trekking in compagnia di mio papà che seppur decisamente più allenato della maggior parte dei suoi coetanei ha comunque 63 anni e di certo non ha i tempi di recupero di persone molte più giovani. Senza contare che noi siamo partiti da Phaplu aggiungendo quindi sei giorni di trekking non esattamente facili rispetto all’itinerario da Lukla e non avevamo portatori.

Se quindi decidi di partire da Lukla e magari ci aggiungi pure il portatore ecco che il trekking arriva alla portata di molti. Detto questo, consiglio di prendere la preparazione seriamente, nei mesi precedenti cerca di andare a camminare almeno un paio di volte a settimana per almeno 4-5 ore consecutive in modo da simulare la tipica giornata sul percorso, idealmente dovresti anche ì caricare lo zaino per bene, magari con la stesso peso che andrai a portare durante il trekking. Maggiori informazioni e consigli su come gestire l’altitudine più avanti nella guida.

Il Trekking dei Tre Passi è invece decisamente più duro rispetto a quello al campo base dell’Everest ma anche in questo caso, se si gode di buona forma non dovrebbe essere affatto un problema.

Tramonto a Thame. 

Gli itinerari del trekking al Campo Base dell’Everest

Come visto in precedenza, gli itinerari per raggiungere il campo base dell’Everest sono sostanzialmente tre, partirò descrivendo il classico itinerario da Lukla in dettaglio. Per gli altri due itinerari con partenza da Jiri e Salleri descriverò in dettaglio solo il tratto fino a Lukla in quanto una volta arrivati all’altezza di Lukla il percorso da seguire è lo stesso.

Infine, il Trekking dei Tre Passi che tecnicamente non include la visita al campo base dell’Everest ma nella pratica molti includono questa breve deviazione una volta arrivati a Lobuche.

L’itinerario che segue è pensato in modo da camminare solo nell’arco della mattinata fino al primo pomeriggio (salvo qualche rara eccezione) per un totale di 5-6 ore al giorno e pranzare solo una volta arrivati a destinazione. In linea di massima la partenza è verso 7/7 e mezza e l’arrivo verso le 13/14 al massimo. Probabilmente siamo leggermente più veloci di una persona media quindi se dopo i primi giorni i conti non tornano, regolati di conseguenza.

Ci sono almeno tre buoni motivi per adottare questa strategia:

  • Il tempo durante tutto l’anno è generalmente migliore al mattino, quindi viste migliori e probabilità di pioggia inferiori.
  • Evitare di fare la pausa: non ti fa spaccare il ritmo e soprattutto eviti di camminare a pancia piena con conseguente dirottamento di sangue verso l’apparato digerente che, specialmente ad alta quota, è una pessima idea. Una volta arrivato a destinazione avrai tutto il tempo necessario per rilassarti e recuperare.
  • Arrivare a destinazione e poi pranzare spesso e volentieri ti farà risparmiare i soldi della camera. Il 99% delle lodge, specialmente a bassa quota, è più che disposta ad offrire la camera gratuitamente in cambio dei tre pasti, se però ti fermi a mangiare per strada, i pasti diventano due e la lodge potrebbe essere più riluttante a darti la camera gratis.

Un’altra cosa da tenere a mente è che in realtà ci si può fermare praticamente ovunque lungo il percorso. Specialmente a bassa quota i villaggi si trovano tutti a breve distanza uno dall’altro e le tappe consigliate possono essere tranquillamente modificate con il villaggio successivo. In più anche le lodge/tea house tra un villaggio e l’altro sono davvero tante dando sostanzialmente infinite possibilità per fermarsi nel caso fossi stanco o semplicemente volessi continuare a camminare un’altro po’ dopo essere arrivato alla destinazione designata.

Infine, consiglio di scaricarsi maps.me, l’applicazione funziona anche offline dopo che si sono scaricate le mappa e credo sia uno strumento fantastico per completare i trekking.

Itinerario trekking al Campo Base dell’Everest con partenza da Lukla in 12 giorni

Questa è la versione più breve del trekking, l’unico modo per raggiungere il campo base più velocemente è sostanzialmente andarci in elicottero. Nonostante sia la versione più breve dei tre itinerari, è anche la più costosa in quanto il solo volo di andata e ritorno da Kathmandu a Lukla costa la bellezza di 336$ per nemmo 30 minuti di volo (2019) e può essere comprato sul sito della Yeti Airlines.

Considerando che il costo dell’intero trekking – partendo da Salleri e facendo anche qualche variante rispetto alla versione più breve per un totale di 20 giorni – è stato di circa 370€ a testa, se hai il tempo e la voglia, con i soli soldi che spenderesti per il volo su Lukla potresti tranquillamente finanziarti l’intero trekking.

Capisco che per alcuni il tempo è una variabile non indifferente e i soldi passano in secondo piano, ecco quindi l’itinerario con partenza da Lukla.

Il villaggio di Pangboche. 

Giorno 1. Volo Kathmandu – Lukla (30 minuti circa) / Camminare Lukla – Phakding (4 ore, 8 km)

Lukla (2860m) – Phakding (2610m)

Consiglio fortemente di prendere il volo la mattina presto in modo da avere tutta la giornata davanti, considerando anche il caso di eventuali ritardi che a quanto pare sono frequenti. Il volo mi è stato descritto come estremamente scenografico quindi goditi il paesaggio.

Arrivato a Lukla ti aspetta un tratto estremamente camminabile fino a Phakding, in gran parte pianeggiante o addirittura in leggera discesa.

Giorno 2. Phakding – Namche Bazar (6 – 7 ore , 10 km)

Phakding (2860m) – Monjo (2835m) – Namche Bazar (3440m)

Anche in questo caso consiglio di partire presto in modo da evitare la fila che si crea all’ingresso del parco nazionale a Monjo. Arrivando a metà mattinata da più a valle noi ci siamo fatti 40 minuti di fila per acquistare i biglietti.

In ogni caso, il tratto da Phakding a Monjo è estremamente camminabile ed è paragonabile al giorno precedente. Una volta arrivati a Monjo ed entrati nel parco nazionale inizia però una salita interminabile che non molla praticamente mai fino a Namche Bazar.

Sono solo 5 km di salita ma il tempo di percorrenza consigliato è di 6 ore, il che è probabilmente esagerato, noi eravamo già acclimatati dal circuito dell’Annapurna e in meno di 3 ore siamo saliti. Resta in ogni caso una bella tirata e l’altitudine proprio in questo punto inizia per molti già a farsi sentire.

N.b. Se non hai comprato il tuo Khumbu Pasang Lhamu Rural Municipality Entry Permit a Lukla allora devi farlo a Monjo, il piccolo ufficio si trova prima dell’ingresso al parco nazionale, in ogni caso non preoccuparti perché ti verrà sicuramente chiesto di mostrare, o in caso comprare, il permesso. Qui non abbiamo fatto la fila perché la grande maggior parte della gente aveva già il permesso, con ogni probabilità ottenuto a Lukla.

Alba a Namche Bazar.

Giorno 3. Namche Bazar (Giornata di riposo / acclimatazione)

Abbiamo saltato questa giornata perché, come appena detto, eravamo già acclimatati dal circuito dell’Annapurna. Se non è il tuo caso, è assolutamente consigliabile passare la giornata a Namche Bazar per dare modo al tuo corpo di adattarsi all’altitudine.

È inoltre consigliabile mantenersi comunque attivi, magari salendo verso uno dei numerosi punti panoramici che circondano la città. Se ti manca qualche pezzo di equipaggiamento o magari vuoi trattarti bene mangiando qualcosa di diverso dal tipico cibo locale, questo è il luogo ideale per farlo, più che un villaggio si tratta infatti di una vera e propria città con ristoranti, bar, wifi, negozi, atm ecc ecc.

Anche gli alloggi sono qui decisamente numerosi inclusi hotel di ottima qualità come Hotel khangri ma se come noi viaggi all’insegna del risparmio ti consiglio questa lodge, in cambio dei pasti la famiglia che tra l’altro è davvero carina è disposta a dare camera, wifi e doccia (fredda ma volendo puoi pagare e farla calda) gratis, ti assicuro che a Namche si tratta di un vero e proprio affare.

Giorno 4. Namche Bazar – Tengboche (4 – 6 ore, 8km)

Namche Bazar (3440m) – Tengboche (3870m)

Uscendo da Namche i primi chilometri sono davvero piacevoli ed estremamente camminabili, in gran parte pianeggianti. Dopo circa due ore si arriva a fondo valle dove è posizionato un check point; da qui inizia una bella salita fino Tengboche, sono 600 metri di dislivello che a questa altitudine si fanno sentire, ma una volta arrivati sulla cima termina la giornata di cammino.

A Tengboche si trova anche un monastero buddista che si può visitare ed è molto interessante da scoprire. Piccola curiosità, il famoso Tenzing Norgay era originario proprio di Tengboche. Per chi non lo sapesse, Tenzing Norgay è lo sherpa che insieme a Edmund Hillary ha conquistato per primo la vetta dell’Everest nel 1953.

Monastero di Tengboche. 

Giorno 5. Tengboche – Dingboche (4 – 6 ore, 10km)

Tengboche (3870m) – Pangboche (3930m) – Dingboche (4360m)

La giornata inizia in discesa ma poi il sentiero è sostanzialmente in costante ascesa. Durante questo tratto gli alberi cominciano a sparire e la vegetazione si riduce ad arbusti e di conseguenza si è esposti al sole durante tutto il tragitto. Le viste cominciano a farsi davvero interessanti.

N.b. Durante l’alta stagione, indicativamente aprile, maggio, settembre e ottobre, arrivati a questo punto consiglio fortemente di prenotare il proprio alloggio almeno il giorno precedente. Da qui in poi le lodge non sono molte e le tappe sono praticamente obbligate, il rischio di rimanere senza stanza e dover passare la notte nella sala da pranzo a Lobuche e Gorak Shep è davvero alto. Per prenotare basta chiedere alla lodge dove ti trovi di fare una chiamata, si conoscono tutti e sanno cosa fare.

Giorno 6. Dingboche (Giornata di riposo / acclimatazione)

Anche in questo caso noi abbiamo saltato in tronco questa giornata perché già acclimatati dal circuito dell’Annapurna ma se non è il tuo caso è consigliabile trascorrere la giornata a Dingboche per dare modo al tuo corpo di adattarsi all’altitudine. Se ti senti estremamente bene potresti proseguire e passare al giorno 7 ma la cosa è assolutamente soggettiva: ascolta il tuo corpo.

 

Il villaggio di Pangboche. 

Possibile variante verso Chukhung

Se hai due giorni extra a disposizione qui hai la possibilità di fare una variante davvero interessante che raccomando. Se non hai problemi con l’altitudine, in questa giornata (o addirittura nella precedente) potresti andare fino a Chukhung seguendo sostanzialmente l’itinerario del Trekking dei Tre Passi e il mattino seguente salire sul Chukhung Ri e tornare a Dingboche o Pheriche lungo lo stesso sentiero, non è necessario salire sulla cima del Chukhung Ri (si trova ad oltre 5500m). Il primo punto panoramico, a 5375 m, offre un panorama sufficientemente spettacolare ed è stato senza dubbio uno degli highlights di tutto il trekking.

Noi eravamo già acclimatati e siamo saliti in poco più di un’ora e mezza partendo verso le 4 e mezza dalla lodge a Chukhung ma probabilmente, in caso contrario, ci avremmo messo almeno due ore, farlo all’alba è sicuramente più bello ma puoi tranquillamente farlo anche durante il giorno.

Le lodge a Chukhung fanno cartello, 500 rupie per una doppia e non si discute quindi tanto vale scegliere la migliore, Khangri Resort è il top. Se vuoi allungare ancora di più la variante, da Chukhung puoi anche decidere di visitare in giornata il campo base dell’Island Peak.

Panorama da Chukhung Ri.

Giorno 7. Dingboche – Lobuche (4 – 6 ore, 7km)

Dingboche (4360m) – Lobuche (4940m)

La giornata inizia con un piacevole falsopiano in leggera salita attraverso una bellissima valle fino a quando si attraversa un piccolo fiumiciattolo dove poco più su c’è una piccola lodge che funge da punto di ristoro. Da qui inizia poi una bella rampa di circa 300 metri dove sulla cima si trova un bellissimo punto panoramico con un memoriale che domina l’intera valle.

Dopo questo sforzo il sentiero spiana ed è paragonabile al falsopiano in leggera salita fatto in precedenza fino al piccolo villaggio di Lobuche. Noi abbiamo passato la notte a Mother Heart Lodge, la stanza ci era stata prenotata due giorni prima dalla lodge a Chukhung quindi non avevamo scelta ma credo ci siano opzioni migliori. La New EBC Guesthouse sembra essere di gran lunga l’opzione migliore, ma a quanto pare le agenzie fanno il tutto esaurito con molti giorni di anticipo. In ogni caso anche qui le lodge fanno cartello, 700 rupie per una doppia.

N.b. Qui c’è un’alternativa davvero interessante per chi non ha problemi di budget e soprattutto motivo di orgoglio per noi italiano. A circa 1.5km dal villaggio di Lobuche in direzione di Gorak Shep c’è infatti un centro di ricerca italiano conosciuto come “La Piramide” dove è possibile passare la notte. Ho parlato con due persone che l’hanno fatto e mi hanno detto che la struttura è davvero bella. Si pagano circa 50$, tutti i pasti e la doccia calda sono inclusi, se cerchi un po’ di comfort ad alta quota potrebbe fare al caso tuo.

Il villaggio di Lobuche.

Giorno 8. Lobuche – Gorak Shep – Campo Base Everest – Gorak Shep (5 – 8 ore, 15 km)

Lobuche (4940m) – Gorak Shep (5160m) – Campo Base Everest (5364m)

Questa è la giornata in cui si arriva finalmente al campo base dell’Everest. Il primo tratto è in linea con la fine del giorno precedente e prosegue sul fondo della valle, dopo un paio di chilometri inizia però un sali e scendi davvero fastidioso che, unito al terreno roccioso davvero irregolare e all’effetto imbuto che si crea in questo punto, può richiedere parecchio tempo.

Noi siamo partiti presto e abbiamo impiegato poco meno di due ore per arrivare a Gorak Shep ma di nuovo, eravamo già acclimatati quindi penso che 3-4 ore siano più ragionevoli. Arrivato a Gorak Shep, lascia il tuo zaino alla lodge (o comunque svuotalo di quello che non ti serve) e prosegui verso il campo base base dell’Everest, prima parti meglio è in modo da evitare possibili nuvole pomeridiane.

Da Gorak Shep al campo base sono 1-2 ore circa, non ci sono grandi salite ma il percorso è sulla falsariga dell’ultima parte prima di arrivare a Gorak Shep (terreno irregolare ed effetto imbuto). Arrivato al campo base, goditelo, fai le foto di rito e poi torna a Gorak Shep a riposare in vista del giorno successivo quanto ti aspetta l’ascesa al Kala Patthar.

Qui abbiamo passato la notte al Yeti Resort, la peggiore lodge di tutto il trekking ma la stanza ci era stata prenotata due giorni prima quindi non avevamo scelta, credo comunque ci siano opzioni migliori. 700 rupie per una doppia.

N.b. Se non ti interessa o semplicemente non ti senti in forma non è assolutamente necessario passare la notte a Gorak Shep. Farlo è utile solo se si vuole salire la mattino seguente sulla cima del Kala Patthar (5545 m), ma volendo potresti semplicemente lasciare il tuo zaino a Lobuche, salire al campo base e poi tornare a passare la notte a Lobuche prima di iniziare a scendere il giorno seguente.

Campo Base dell’Everest. 

Giorno 9. Gorak Shep – Kala Pattar – Gorak Shep – Pherice (5 – 8 ore, 15 km)

Gorak Shep (5160m) – Kala Pattar (5545m) – Gorak Shep (5160m) – Lobuche (4940m) – Pheriche (4280m)

Salire sulla cima del Kala Pattar non è esattamente una passeggiate e non è assolutamente necessario, ma se ne hai voglia e ti senti bene consiglio di farlo. Io sono partito al buio per arrivare sulla cima all’alba e ci ho impiegato un’ora e mezza circa (ero già acclimatato) ma potresti metterci anche 2-3 ore. In ogni caso potresti decidere di salire solo fino a metà strada, da lì in poi la vista non migliora più di tanto e sarebbe più che altro una questione di poter dire: “Sono arrivato sulla cima!”.

Se decidi di salire la mattina presto come ho fatto io consiglio di vestirti per bene, mentre si sale ci si scalda velocemente ma durante l’intervallo di tempo passato sulla cima ad aspettare che il sole sorgesse mi si sono letteralmente gelato.

Una volta tornato a Gorak Shep si scende lungo lo stesso sentiero fatto il giorno precedente fino alla base della salita che porta al memoriale prima di arrivare a Lobuche dove invece di puntare verso Dingboche si scende verso Pheriche.

Qui consiglio di dormire al White Yak. Il proprietario è disposto a dare la camera gratuitamente in cambio dei pasti. Il cibo è ottimo, le porzioni sono generose e c’è una bella stanza esterna dove rilassarsi che grazie all’effetto serra garantisce una temperatura estremamente piacevole durante il giorno.

Tramonto a Pheriche. 

Giorno 10. Pherice – Namche Bazar (6 – 8 ore, 15 km)

Pheriche (4280m) – Pangboche (3930m) – Tengboche (3870m) – Namche Bazar (3440m)

Questa è una giornata abbastanza lunga ma scendere di altitudine dovrebbe aiutarti a ritrovare le forze. Inoltre il sentiero, che è lo stesso fatto all’andata, è prevalentemente in discesa cos che dovrebbe aiutare non poco.

Ad un passo decisamente spedito noi ci abbiamo messo 6 ore ma probabilmente 7-8 ore è più verosimile.

Giorno 11. Namche Bazar – Lukla (6 – 8 ore, 18 km)

Namche Bazar (3440m) – Monjo (2835m) – Phakding (2860m) – Lukla (2860m)

Anche questa è una giornata abbastanza lunga che ripercorre lo stesso sentiero fatto all’andata e in gran parte in discesa, le ginocchia a questo punto potrebbero chiedere aiuto ma si tratta dell’ultimo sforzo, tieni duro!

Giorno 12. Volo Lukla – Kathmandu (30 minuti circa)

Rientro a Kathmandu. Se hai tempo e voglia, qui volendo potresti optare pure per rientrare a Kathmandu passando per uno degli altri due punti di partenza descritta qui di seguito risparmiando un po’ di soldi ma soprattutto percorrendo una parte del trekking decisamente meno commerciale e trafficata del tratto che parte da Lukla.

In linea di massima sarebbero 2 – 3 giorni extra se decidi di rientrare da Phaplu/Salleri e 6 – 8 giorni da Jiri.

Crepuscolo dal Kala Patthar, Everest sulla sinistra.

Itinerario trekking al Campo Base dell’Everest con partenza da Salleri / Phaplu in 18 giorni

Questo è l’itinerario che ho personalmente seguito ed è l’ideale per chi vuole raggiungere il campo base dell’Everest senza volare e spendendo il meno possibile, ovviamente avendo a disposizione un paio di giorni extra. È inoltre un bel modo per camminare attraverso zone decisamente meno battute della regione e villaggi meno intaccati dal turismo di massa, considerando il fatto che probabilmente oltre il 90% delle persone che raggiunge il campo base dell’Everest lo fa partendo con un volo verso Lukla.

Rispetto all’itinerario con partenza da Lukla sono necessari sei giorni in più, tre all’andata e tre al ritorno, forse anche quattro sono sufficienti se sei disposto a farti 8-10 ore di camminata al giorno, anche se io personalmente lo sconsiglio. Altro modo per accorciare il trekking di un giorno all’andata e uno al ritorno è prendere una jeep da Salleri verso Kharikhola come descritto più avanti.

Villaggio di Surke. 

Giorno 1. Bus/Jeep Kathmandu – Salleri (9 – 16 ore, 260km)

Per il viaggio da Kathmandu hai due opzioni: la più veloce è prendere la jeep, partenza alle 5:30, 9 – 10 ore con un paio di pause per pranzare, fare colazione e andare al bagno, questa è l’opzione più scomoda, la jeep porta infatti ben dieci persone – due davanti, quattro dietro e poi altre quattro su quello che solitamente è il bagaglio.

Se hai la fortuna di sedere davanti con l’autista immagino il viaggio non sia così male ma noi ci siamo fatti l’andata sulla fila dietro e il ritorno su quella in mezzo (leggermente meglio) ma in ogni caso uno dei viaggi più scomodi della mia vita e credimi ne ho fatti tanti. Il mio consiglio se non sei spilorcio come me e vuoi fare il viaggio più comodo è di comprare due posti, oppure l’intera fila se sei è in due tre persone.

Il costo della jeep è di 1400 – 1500 rupie, questo prezzo si può facilmente avere al ritorno ma all’andata è più dura perché bisognerebbe andare a Chabil di persona (luogo da dove partono sia le jeep che gli autobus verso Salleri) e sono quasi 5 km a piedi da Thamel, in taxi 300 – 400 rupie sola andata. L’alternativa è prendere un bus locale da Ratna Park. Noi abbiamo preferito spendere qualcosa di più pagando 1800 rupie ad una delle agenzie di Thamel.

La seconda opzione è prendere il bus locale che parte sempre da Chabil, è sicuramente più comodo perchè perlomeno si ha un sedile decente ma quest’ultimo con le varie fermate per far scendere e salire la gente può impiegare anche 16 ore per arrivare a destinazione. Il costo è di 1000 – 1100 rupie. Tecnicamente c’è anche una terza opzione: il volo da Kathmandu (Phaplu ha un aeroporto), ma visti i costi a quel punto forse conviene volare direttamente a Lukla.

Qualunque sia la tua scelta tra il bus e la Jeep, una volta arrivato a Salleri consiglio di camminare un paio di chilometri fino a Phaplu giusto per sgranchirsi le gambe ed accorciare leggermente la giornata successiva.

A Phaplu, l’Hotel New Shrestha, proprio di fronte all’aeroporto, ci ha dato camera e wifi gratis in cambio dei pasti e al ritorno ci ha venduto il biglietto della jeep per 1500 rupie con pickup direttamente all’hotel, consigliato.

N.b. Una volta arrivato a Salleri se hai problemi di tempo potresti prendere una Jeep verso Kharikhola risparmiando un giorno e mezzo di cammino. La strada da Salleri a Kharikhola è però in pessime in condizioni e il viaggio è probabilmente ancora più traumatico di quello fatto da Kathmandu, per percorrere 30 km impiega infatti 5-6 ore, il costo è di 1300 – 1400 rupie.

Kharikola vista dall’alto. 

Giorno 2. Phaplu – Nunthala (6 – 7 ore, 18 km)

Phaplu (2500m) – Ringmu(2810m) – Taksindu (2930m) – Nunthala(2220m)

La prima parte del tragitto si cammina lungo la strada in leggera ascesa, il traffico è praticamente assente e quindi non è assolutamente un problema. Arrivato all’altezza di Ringmu si lascia la strada e il sentiero si congiunge con quello proveniente da Jiri.

Qui il sentiero, che occasionalmente attraversa la strada, inizia l’ascesa verso il passo da dove una volta arrivati in cima si hanno delle ottime viste sulla valle, c’è inoltre una stupa davvero carina che stavano ristrutturando al momento del nostro passaggio. Da qui al villaggio di Nunthala è poi tutta discesa e questione di un’ora o poco più.

Consiglio di dormire alla Shangrilla Lodge, ottima struttura, ottimo cibo e wifi gratuito. Sono inoltre disposti a dare la camera con bagno in comune gratuitamente in cambio dei pasti.

Giorno 3. Nunthala – Bupsa (5 – 6 ore, 11 km)

Nunthala(2220m) – Jubing (1660m) – Kharikola (2100m) – Bupsa (2300m)

La giornata inizia in discesa in gran parte attraverso la foresta e alcuni piccoli villaggi di contadini. Una volta arrivati a fondo valle si attraversa un ponte sospeso e poi inizia una lunga salita fino a Kharikola dove il sentiero spiana per un paio di chilometri prima di iniziare di nuovo a salire verso Bupsa.

Qui consiglio di dormire alla Bupsa Guesthouse che si trova all’ingresso del paese. Stanza e wifi gratis in cambio dei pasti, ottimo cibo e ottima vista sulla valle. Se vuoi accorciare leggermente il giorno successivo puoi continuare a camminare un paio di chilometri fino a Kharte o Puiya. Noi all’andata volevamo raggiungere Puiya ma poi ha cominciato a piovere e ci siamo fermati a Kharte dove le lodge sono molto basiche. A Puiya il livello è decisamente migliore ma diventa una giornata abbastanza lunga.

Il passo prima di scendere a Nunthala.

Giorno 4. Bupsa – Cheplung (7 ore, 17 km)

Bupsa (2300m) – Kharte (2530m) – Puiya (2760m) – Surke (2270m) – Cheplung (2690m)

La giornata inizia in salita, segue poi un falsopiano e infine c’è una gran discesa fino a Surke dove si inizia nuovamente a salire verso Cheplung. Qui abbiamo dormito nella prima lodge all’ingresso del paese di cui però non ricordo il nome, camera gratis in cambio dei pasti e doccia calda per sole 100 rupie, un affare.

N.b. Non c’è assolutamente bisogno di passare per Lukla, facendolo allungheresti inutilmente il percorso.

Sostanzialmente da qui puoi tranquillamente seguire l’itinerario descritto nella sezione dedicata alla partenza da Lukla – a partire dal giorno 2 quando invece di partire da Phakding partirai da Cheplung allungando leggermente la giornata.

In breve:

Giorno 5. Cheplung – Namche Bazar (7 – 8 ore , 15 km)

Giorno 6. Namche Bazar (Giornata di riposo / acclimatazione)

Giorno 7. Namche Bazar – Tengboche (4 – 6 ore, 8km)

Giorno 8. Tengboche – Dingboche (4 – 6 ore, 10km)

Giorno 9. Dingboche (Giornata di riposo / acclimatazione)

Possibile variante verso Chukhung, vedi itinerario da Lukla.

Giorno 10. Dingboche – Lobuche (4 – 6 ore, 7km)

Giorno 11. Lobuche – Gorak Shep – Campo Base Everest – Gorak Shep (5 – 8 ore, 15 km)

Giorno 12. Gorak Shep – Kala Pattar – Gorak Shep – Pherice (5 – 8 ore, 15 km)

Giorno 13. Pherice – Namche Bazar (6 – 8 ore, 15 km)

Giorno 14. Namche Bazar – Cheplung (6 – 7 ore, 15 km)

Giorno 15. Cheplung – Bupsa (7 ore, 17 km)

Giorno 16. Bupsa – Nunthala (5 – 6 ore, 11 km)

Giorno 17. Nunthala – Phaplu (6 – 7 ore, 18 km)

Non c’è bisogno di camminare fino a Salleri. Al contrario dell’andata dove l’ultima fermata della Jeep è Salleri e bisogna poi camminare fino a Phaplu, al ritorno le lodge di Phaplu possono organizzare il pick direttamente da qui.

Giorno 18. Bus/Jeep Phaplu – Kathmandu (9 – 16 ore, 260km)

Villaggio di Dingboche. 

Itinerario trekking al Campo Base dell’Everest con partenza da Jiri in 23 giorni

Questo è il trekking più lungo in assoluto per raggiungere il campo base dell’Everest nonché la versione originale percorsa negli anni ‘50 da Edmund Hillary (l’alpinista neozelandese che nel 1953 ha conquistato per primo la vetta dell’Everest insieme allo sherpa Tenzing Norgay) prima che venisse costruito l’aeroporto di Lukla.

In sostanza rispetto all’itinerario con partenza da Lukla, si aggiungono circa 6 giorni di cammino necessari per raggiungere Lukla da Jiri attraverso terrazze di riso e villaggi caratteristici che sono distanti dal turismo di massa. Una volta arrivati qui, l’itinerario è sostanzialmente lo stesso e lo descriverò quindi sinteticamente per non ripetermi.

N.b. Non avendolo fatto di persona riporto solo le informazioni trovate in rete e quello che sono riuscito ad estrapolare dal profilo altimetrico del percorso.

Giorno 1. Bus Kathmandu – Jiri (7-8 ore, 190km)

Per il viaggio da Kathmandu hai due opzioni: il microbus che costa 500/600 rupie ed impiega circa 8 ore, va prenotato il giorno precedente per assicurarsi il posto, fa un paio di fermate per il bagno e per mangiare ma è sostanzialmente un bus diretto. L’altra opzione l’autobus locale che oltre a fare le fermate si ferma a caricare la gente per strada impiegando almeno un paio di ore in più, 10 – 12 ore.

Entrambi partono la mattina tra le 6 e le 8 da Ratna Park, la stazione degli autobus che si trova a sud di Thamel (il quartiere dove si trovano la maggior parte degli alloggi a Kathmandu) e può tranquillamente essere raggiunta a piedi, come già detto consiglio di prendere i biglietti e confermare l’orario il giorno precedente. La strada si snoda attraverso le montagne, se quindi soffri il mal di macchina potresti avere una giornata infelice. Dopo il lungo viaggio consiglio di passare la notte a Jiri.

N.b. Esiste anche un bus che copre la tratta fino a Bhandar ma il pezzo di strada da Jiri a Bandar è in pessime condizioni e può richiedere fino a 18 ore partendo da Kathmandu, il costo è di 800 – 900 rupie.

Sentiero da Namche a Thame. 

Giorno 2. Jiri – Bhandar (7-8 ore, 18km)

Jiri (1905m) – Bhandar (2190m)

Molti decidono di camminare il primo giorno fino a Bhandar ma si tratta di una giornata lunga e faticosa fatta di molti sali e scendi e un bel po’ di dislivello. Se vuoi spezzare la giornata ti consiglio di passare la notte a Shivalaya che si trova circa a metà strada.

Giorno 3. Bhandar – Sete (5-6 ore, 13km)

Bhandar (2190m) – Sete (2575m)

La giornata inizia in discesa attraversando un paio di villaggi fino a quando si raggiunge il fondo della valle e si prosegue lungo un falsopiano che porta al villaggio di Kenja da dove poi inizia una ripida salita che porta a Sete.

Giorno 4. Sete – Junbesi (6-7 ore, 13km)

Sete (2575m) – Junbesi (2670m)

La giornata continua in salita attraverso la foresta fino a quando si raggiunge il Passo Lamjura da dove poi si scende fino a Jumbesi, uno dei paesi più grandi della regione.

Giorno 5. Junbesi – Nunthala (7-8 ore, 16km)

Junbesi (2670m) – Nunthala(2220m)

Si inizia in leggere salita attraverso la foresta da dove è possibile vedere il Monte Everest in lontananza. Si attraversa il villaggio di Ringmo dove è possibile ammirare straordinari esempi di architettura tibetana e infine c’è l’ultimo sforzo per superare il passo prima di iniziare la dolce discesa verso Nunthala, dove il trekking si innesta su quello che è il percorso che porta al campo base dell’Everest partendo da Salleri/Phaplu descritto in precedenza.

Alba a Pheriche. 

In breve:

Giorno 6. Nunthala – Bupsa (5 – 6 ore, 11 km)

Giorno 7. Bupsa – Cheplung (7 ore, 17 km)

Giorno 8. Cheplung – Namche Bazar (7 – 8 ore , 15 km)

Giorno 9. Namche Bazar – Tengboche (4 – 6 ore, 8km)

Giorno 10. Tengboche – Dingboche (4 – 6 ore, 10km)

Giorno 11. Dingboche (Giornata di riposo / acclimatazione)

Possibile variante verso Chukhung, vedi itinerario da Lukla.

Giorno 12. Dingboche – Lobuche (4 – 6 ore, 7km)

Giorno 13. Lobuche – Gorak Shep – Campo Base Everest – Gorak Shep (5 – 8 ore, 15 km)

Giorno 14. Gorak Shep – Kala Pattar – Gorak Shep – Pherice (5 – 8 ore, 15 km)

Giorno 15. Pherice – Namche Bazar (6 – 8 ore, 15 km)

Giorno 16. Namche Bazar – Cheplung (6 – 7 ore, 15 km)

Giorno 17. Cheplung – Bupsa (7 ore, 17 km)

Giorno 18. Bupsa – Nunthala (5 – 6 ore, 11 km)

Ovviamente a questo punto potresti decidere di tornare a Kathmandu da Salleri/Phaplu ed evitarti un paio di giorni di cammino.

Giorno 19. Nunthala – Junbesi (7-8 ore, 16km)

Giorno 20. Junbesi – Sete(6-7 ore, 13km)

Giorno 21. Sete – Bhandar (5-6 ore, 13km)

Giorno 22. Bhandar – Jiri (7-8 ore, 18km)

Giorno 23. Bus Jiri – Kathmandu (7-8 ore, 190km)

Il monastero di Thame. 

Itinerario Trekking dei Tre Passi più Campo Base dell’Everest in 16 giorni

Il trekking dei tre passi, se fatto alla lettera, sfiora senza mai toccare il campo base dell’Everest dando comunque delle ottime viste sulla montagna, molti decidono però di includere la variante facendo quello che può essere chiamato il Trekking dei Tre passi più Campo Base dell’Everest.

Ho fatto solo una minima parte di questo trekking, completando in pratica quella che è solitamente la parte iniziale da Dingboche a Chukhung e la parte finale da Thame a Namche quindi non parlo per esperienza personale ma parlando con altri trekkers incontrati lungo il percorso, sembra essere un trekking tanto spettacolare quanto duro. I tre passi – il passo Kongma, Chola e Renjo – si trovano infatti rispettivamente a 5545, 5420 e 5345 metri, insomma non proprio una passeggiata, specialmente se fatti senza portatore.

In sostanza, prendendo come punto di partenza Lukla, ecco quale sarebbe un possibile itinerario:

Giorno 1. Volo Kathmandu – Lukla (30 minuti circa) / Camminare Lukla – Phakding (4 ore, 8 km)

Giorno 2. Phakding – Namche Bazar (6 – 7 ore , 10 km)

Giorno 3. Namche Bazar (Giornata di riposo / acclimatazione)

Giorno 4. Namche Bazar – Tengboche (4 – 6 ore, 8km)

Giorno 5. Tengboche – Dingboche (4 – 6 ore, 10km)

Giorno 6. Dingboche – Chukhung (2 ore, 4.5 km)

Giorno 7. Giornata di riposo e acclimatazione. Possible ascesa a Chukhung Ri.

Da Chukung volendo potresti anche visitare il vicino campo base dell’Island Peak o addirittura organizzare l’ascesa al picco. In questo caso si tratta di una vera e propria scalata non solo trekking, ed è richiesto un minimo di esperienza di alpinismo.

Island Peak conosciuto in Nepal come Imja Tse raggiunge i 6189m e nonostante sia considerata una scalata ideale per alpinisti alle prime armi, non è sicuramente alla portata di tutti. Senza contare poi anche il costo: superati i 6000 metri, infatti, sono necessari permessi speciali e il tutto può arrivare a costare tranquillamente qualche migliaio di euro.

Alba a Chukhung Ri. 

Giorno 8. Chukhung – Passo Kongma – Lobuche (8 ore, 9.5km)

Giorno 9. Lobuche – Gorak Shep – Campo Base Everest – Gorak Shep (5 – 8 ore, 15 km)

Giorno 10. Gorak Shep – Kala Pattar – Gorak Shep – Lobuche (4- 5 ore, 8 km)

Giorno 11. Lobuche – Dzongla (2 -3 ore, 6.5km)

Giorno 12. Dzongla – Passo Chola – Gokyo (7- 8 ore, 12km)

Giorno 13. Gokyo Ri – Giornata di riposo

Gokyo Ri è un picco che si trova a soli 2km dal Gokyo, mi è stato descritto più volte come il migliore punto panoramico dell’intera regione quindi credo veramente ne valga la pena.

Giorno 13. Gokyo – Passo Renjo – Marlung (6 – 7 ore, 14km)

Giorno 14. Marlung – Namche Bazar (5 – 6 ore, 16km)

Giorno 15. Namche Bazar – Lukla (6 – 8 ore, 18 km)

Giorno 16. Volo Lukla – Kathmandu (30 minuti circa)

Alba a Lobuche. 

Cosa portare per il Trekking al campo base dell’Everest

Contando che non è necessario campeggiare, l’equipaggiamento necessario non è molto. Ecco la lista completa dell’attrezzatura e dell’abbigliamento da mettere nello zaino.

Zaino – 50 litri sono più che sufficienti ma se decidi di non portare un sacco a pelo probabilmente 40 bastano. Papà ha utilizzato il suo Berghaus TrailHead 50 mentre io il mio zaino da viaggio Kelty Redwing 50, sono entrambi degli ottimi zaini il primo specificatamente da trekking, il secondo è un ibrido.

Smartphone – I sentieri sono ben segnalati ma avere maps.me a portata di mano può decisamente aiutare in determinate situazioni.

LifeStraw, filtro per l’acqua o borraccia con filtro – Tutte e tre sono opzioni valide che ti faranno risparmiare un bel po’ di soldi. In quota una bottiglia d’acqua può costare fino a 300 rupie. Sconsiglio le pastiglie in quanto a mio parere poco pratiche e alla lunga costose.

Headlamp – La maggior parte delle lodge ha la luce in camera e probabilmente riusciresti a cavartela con il solo cellulare ma avere una headlamp è più comodo specialmente se vuoi vedere l’alba a Kala Patthar.

Sacco a Pelo – Lo abbiamo portato entrambi e non ce ne siamo pentiti ma potenzialmente potresti farne a meno. Le lodge forniscono sempre almeno una coperta e spesso è possibile averne una seconda gratuitamente il che è sufficiente nella maggior parte delle situazioni ma io un sacco a pelo leggero lo porterei anche per una questione di igiene.

Scalda Collo – Utila sia per proteggersi dal freddo che dal sole, io personalmente non parto mai senza il mio buff in lana merino che utilizzo anche per la polvere/smog. Se non sei un fan del buff ti consiglio di portare un cappello, il sole può davvero fare danni.

Tuta termica – Mai usata durante il giorno ma davvero utile la sera nelle lodge e come pigiama per andare a dormire, leggera e poco ingombrante.

Asciugamano sintetico – Pratico, leggero e si asciuga in fretta.

Custodia impermeabile – Tieni i tuoi documenti e permessi al riparo dall’acqua.

Kindle paperwhite – Ovviamente non è necessario ma sia io che papà eravamo più che felici di averlo durante i pomeriggi passati in relax nelle lodge.

Occhiali da soleMeglio se polarizzati.

Mappa – Noi abbiamo completato tutti i trekking senza una mappa fisica ma potrebbe tornare utile, a Pokhara/Kathmandu non costa più di 400 rupie.

Power Bank – Puoi quasi sempre ricaricare gratuitamente nelle lodge ma ad alta quota bisogna pagare e avere una power bank può farti risparmiare un bel po’ di soldi, 10000mah sono più che sufficienti se devi solo ricaricare il cellulare.

Kit primo soccorso – Comprane uno già preconfezionato o preparalo da solo.

Scarpe da trekkingUn paio di scarpe da trekking è più che sufficiente per completare tutti i percorsi ma se preferisci gli scarponi opta per un paio di leggeri. Io ho usato un paio di Columbia Peakfreak, mentre papà un paio di Salomon LTR GTX.

Ciabatte – Davvero comode la sera per far respirare un po’ i piedi e farsi la doccia, sconsiglio le infradito in quanto sono scomode da portare con i calzini che ad alta quota sono necessari.

Calzini in lana merino – Niente batte la lana merino quando si tratta di calzini da trekking. Noi abbiamo optato entrambi per un paio di Denish Endurance e siamo rimasti soddisfatti. Almeno 2 – 3 paia in modo da riuscire a lavarli.

Ramponi leggeri – Noi non li avevamo ma il giorno del passo Thorong e quello del Campo Base dell’Annapurna avrebbero fatto comodo c’è però da dire che solitamente in aprile (quando abbiamo fatto noi il trekking) non dovrebbe già esserci più neve. In sostanza va ad annata e in base al periodo dell’anno in cui decidi di fare i trekking, in autunno e tarda primavera credo siano sempre inutili.

Bastoncini da trekkingCredo non serva spendere una fortuna, questi AdventureAustria ci hanno servito bene e sono decisamente economici. Nel caso fossi uno scettico dei bastoncini da trekking ti invito a ricrederti, specialmente su lunghe tratte aiutano un sacco.

Down jacket – Se completi il trekking in un periodo non esattamente caldo queste giacche fanno davvero comodo, occupano poco spazio e tengono davvero caldo.

Pail – La sera ma anche mentre si cammina sopra una certa altitudine non fa esattamente caldo e avere un pail fa davvero comodo. Io ho indossato il mio praticamente ogni sera.

Giacca impermeabile o PonchoIn oltre 20 giorni abbiamo preso la pioggia una sola volta ma è sempre meglio prevenire che curare.

Beauty case – Crema solare, burro cacao, saponetta con custodia e magari un pezzo di sapone di marsiglia per fare la biancheria, spazzolino, dentifricio, deodorante e carta igienica (mai fornita dalle lodge).

A tutto questo aggiungerei 2-3 magliette sintetiche che si asciugano davvero velocemente una volta lavate, un paio di pantaloni leggeri convertibili (le ragazze potrebbero optare per un paio di leggings) e un paio di pantaloni più spessi da usare la sera o nelle giornata più fredde ad alta quota, e infine 3 paia di biancheria intima.

Questo è sostanzialmente tutto quello che ti serve per il trekking ma puoi sempre dare un’occhiata alla mia lista completa delle cose da portare in viaggio così da non dimenticare proprio niente.

Ovviamente non è assolutamente necessario ma personalmente cerco di mettere sempre il mio corpo nelle migliori condizioni possibili e avere dei sali minerali a portata di mano (bassa quota può fare davvero caldo e si suda parecchio), del magnesio da prendere la sera per rilassare i muscoli e magari dell’omega 3 per combattere le infiammazioni specialmente dopo 10 – 20 giorni di trekking non farebbe affatto male.

Thame vista dall’alto. 

Guida, portatore o fai da te

Come già detto in precedenza, noi abbiamo completato il trekking in autonomia in pieno stile fai da te e farlo è davvero semplice. Perdersi è sostanzialmente impossibile in quanto il sentiero è praticamente sempre ovvio e ben tracciato, inoltre, soprattutto da Lukla in su, è praticamente impossibile camminare senza avere qualcuno in vista.

Nei rari casi in cui potresti avere qualche dubbio, puoi sempre dare un’occhiata a maps.me dove il percorso è tracciato per intero e l’applicazione funziona perfettamente anche offline. Se tutto questo non dovesse funzionare, un villaggio o qualche locale cui chiedere direzioni non è mai troppo distante anche se dubito fortemente ne avrai bisogno.

L’unica problematica che potrebbe sorgere per chi decide di completare il trekking in maniera indipendendente sono gli alloggi ad alta quota. Lobuche e Gorak Shep sono infatti praticamente tappe obbligate per tutti e durante l’alta stagione le lodge fanno praticamente sempre il tutto esaurito, ovviamente i tour organizzati, ma anche le guide/portatori, lo sanno bene quindi prenotano in anticipo, in ogni caso non disperare.

La soluzione è piuttosto semplice: accontentarsi di dormire nella sala da pranzo oppure chiedere alle lodge più a valle di fare una prenotazione a nome tuo. Noi abbiamo scelto questa opzione per non correre rischi ed è andato tutto bene.

È chiaro che non tutti se la sentono di intraprendere il trekking da soli e anche da casa i tour organizzati non sono esageratamente cari. Se vuoi risparmiare qualcosa, prenotare direttamente a Kathmandu è sicuramente più economico.

Un’ultima opzione che mi sento di consigliare soprattutto a chi vuole un certo grado di libertà rispetto al tour organizzato è quella di trovarsi, una volta arrivati a Kathmandu, un portatore/guida; volendo è possibile farlo lungo il percorso, ho visto spesso insegne che pubblicizzavano il servizio. Questa opzione è ovviamente utile anche nel caso si pensi di non essere in grado di portarsi lo zaino sulle spalle.

Il costo è di circa 20 dollari al giorno e normalmente può portare fino a 20-25 chili quindi può essere diviso anche fino a tre persone. Solitamente il prezzo include anche il suo vitto e alloggio ma è bene stabilirlo in anticipo.

Foto di rito al Campo Base.

Panoramica cibo e alloggio del trekking

Partiamo parlando delle lodge (a volte chiamate teahouse) che si incontrano lungo il percorso di cui sono rimasto piacevolmente sorpreso. Praticamente ogni struttura in cui siamo stati aveva wifi, acqua calda ed elettricità e, sebbene ad alta quota questi servizi siano spesso a pagamento, il fatto che siano quasi sempre presenti è stata una vera e propria sorpresa.

Viene inoltre sempre fornita almeno una coperta (bella spessa) e si può chiederne una seconda senza incorrere in costi extra; avendo noi il sacco a pelo non ne abbiamo mai avuto bisogno, l’unica volta dove ho visto un cartello con scritto che la coperta extra sarebbe stata a pagamento è nell’High Camp che è anche l’unico posto dove il bagno era una latrina, ma a 4900 metri penso sia accettabile! In tutte le altre guesthouse i bagni sono sempre stati decenti, a volte ci sono anche i water, spesso però ci sono le turche con un secchio per tirare l’acqua.

Le stanze sono davvero semplici e per la maggior parte sono delle doppie con due letti singoli e un piccolo comodino nel mezzo, a basse altitudine è possibile anche avere il bagno in camera. C’è poi sempre un’area comune (dining room) che funge sostanzialmente da sala da pranzo, questa è anche l’unica stanza ad essere scaldata la sera quando l’altitudine lo richiede.

Tipica Lodge di Montagna. 

Per concludere, non aspettarti alberghi di lusso ma le sistemazioni sono assolutamente dignitose, certo che più si sale e più diventano basiche, le prese della corrente (non servono adattatori) spariscono dalle camere, la doccia calda e il wifi inizia ad essere a pagamento e così via.

Il cibo offerto è invece praticamente una costante lungo tutto il percorso, la cucina offerta è principalmente di quattro tipi: nepalese, indiana, cinese e infine qualche piatto occidentale. I menu di solito hanno: pasta, riso o noodles saltati con verdure/pollo/bufalo/uova/formaggio, uova bollite/omelette, dal baht (tipico piatto locale con riso, verdure, e zuppa di lenticchie), zuppe (pomodoro, uova, patate, aglio, verdure, pollo, noodles ecc ecc), pizza, pancakes, porridge, muesli, differenti tipi di tè, caffè, bibite varie.

N.b. Sconsiglio la carne per evitare problemi di stomaco in quanto i metodi di conservazione potrebbero non essere proprio il massimo.

Come vedi c’è abbastanza varietà ma noi personalmente finivamo spesso col mangiare due porzioni di Dal Baht al giorno che è di gran lunga il miglior piatto se si parla di rapporto costo/quantità visto che il bis è praticamente scontato e spesso e volentieri si può andare avanti a farsi riempire il piatto fino a scoppiare.

Per quanto riguarda l’acqua, alcuni villaggi offrono stazioni di rifornimento sicure che garantiscono la potabilità dell’acqua e sono decisamente una soluzione più ecologica rispetto alle bottiglie di plastica. Come detto in precedenza consiglio fortemente una tra LifeStraw, filtro per l’acqua e borraccia con filtro: risparmi soldi e non devi fare affidamento sulle stazioni di rifornimento.

Panoramica costi del trekking al Campo Base dell’Everest

Cibo

Colazione (porridge, omelette, musli)

A bassa altitudine: 300 – 400 rupie.

In quota (sopra i 3000 – 3500m): 500 – 600 rupie.

Pranzo/cena (riso saltato, pizza, pasta, dal baht ecc ecc)

A bassa altitudine: 450 – 500 rupie.

In quota (sopra i 3500m): 700 – 800 rupie.

Zuppe

A bassa altitudine: 200 – 250 rupie.

In quota (sopra i 3500m): 300 – 450 rupie.

A bassa altitudine: 50 rupie.

In quota (sopra i 3500m): 120 rupie.

Acqua

A bassa altitudine: 50 – 100 rupie.

In quota (sopra i 3500m): 200 rupie.

Come detto più volte in questa guida, consiglio fortemente una LifeStraw o filtro per l’acqua o borraccia con filtro.

Tipico piatto di Dal Baht. 

Alloggio

L’alloggio è davvero economico, spesso e volentieri è addirittura gratis consumando 2-3 pasti specialmente se si ha la voglia di contrattare. Noi per esempio abbiamo pagato per la camera solo a Pangboche (250 per una doppia), Chukhung (500 rupie per una doppia), Lobuche (700 rupie per una doppia) e a Gorak Shep (700 rupie per una doppia).

Essere in due da certamente una posizione di vantaggio quando si tratta di negoziare il prezzo ma anche da solo a bassa altitudine si può facilmente dormire gratis o comunque pagando non più di 100-200 rupie.

Altre costi da tenere in considerazione solo la doccia calda, il wifi e la corrente elettrica, il linea di massima tutte e tre le cose diventano a pagamento da Namche Bazar a salire, noi non ci siamo praticamente più fatti la doccia (la doccia calda quando è disponibile solitamente costa circa 500 rupie), mi sono rifiutato di pagare 5€ per usare il wifi e con la mia power bank sono riuscito tranquillamente a caricare cellulare e macchina fotografica.

In caso contrario la tariffa per la ricarica va solitamente ad ore o a dispositivo ma specialmente ad alta quota non ci farei troppo affidamento, dei ragazzi a Gorak Shep mi dicevano che nonostante avessero lasciato in carica il telefono tutta la notte si era caricato solamente del 10%.

Ingresso a Namche Bazar.

Costo complessivo del trekking al campo base dell’Everest

Il costo del nostro trekking, partendo da Phaplu, inclusi tutti i costi (vitto, alloggio e permessi ma non il visto di ingresso nel Paese) e le spese sostenute per due giorni a Kathmandu (il giorno prima e dopo del trekking) è stato di 370€ a testa. Per 20 giorni, circa 20€ al giorno dovrebbero essere sufficienti, in ogni caso consiglio di avere con sé almeno l’equivalente di 25€ al giorno in contanti, aspettati più o meno gli stessi costi partendo da Jiri (20€ al giorno per 23 giorni quindi circa 460€).

Questo contando tre pasti al giorno ma praticamente nessuno extra (alcol, bibite, dolci ecc ecc) un’altra cosa da tenere a mente è che essendo in due è spesso possibile avere l’alloggio gratuito, le uniche eccezioni per noi sono state a Lobuche, Chukhung e Gorak Shep.

N.b. Avevamo appena completato il circuito dell’Annapurna quindi il nostro itinerario non ha incluso alcun giorno di acclimatazione (risparmiando quindi due giorni di vitto e alloggio rispetto all’itinerario descritto) ma in compenso abbiamo fatto due varianti, verso Chukhung e Thame che ci hanno portato via due giorni, per farla breve abbiamo comunque passato 18 giorni facendo trekking (come previsto dall’itinerario descritto partendo da Phaplu) più due giorni a Kathmandu per un totale di 20 giorni.

Partendo da Lukla i costi lievitano notevolmente contando che il solo volo costa sui 330 dollari e il costo complessivo del trekking dovrebbe essere indicativamente di 600€ per i 12 giorni di itinerario previsti partendo da Lukla.

In ogni caso, una volta pagato il volo, le spese di vitto e alloggio sono più o meno le stesse e una media di 20€ al giorno dovrebbe essere sufficiente, consiglio comunque di avere con sé almeno l’equivalente di 25€ al giorno in contanti.

Riuscire a pagare con la carta non è affatto scontato ma è tecnicamente possibile prelevare contanti a Lukla e Namche, io comunque consiglio di non farci troppo affidamento e fare il pieno di contanti a Kathmandu.

Nabil Bank permette di prelevare fino a 35000 rupie con una commissione di 500 rupie (usando la mia carta maestro di CheBanca) mentre Standard Chartered Bank permette di prelevare fino a 25000 senza commissioni (usando la mia carta mastercard di N26, ma probabilmente anche le visa prelevano gratis). Questa sono le due opzioni migliori per prelevare a seconda della carta che hai a disposizione.

Per maggiori informazioni su quali carte usare all’estero (senza spendere una fortuna in commissioni bancarie) ti consiglio fortemente di dare un’occhiata a questo articolo.

La valle di Pheriche. 

Sicurezza lungo i sentieri

Tutta l’area (e più in generale il Nepal) è estremamente sicura, mai mi sono sentito minacciato, la gente del posto è estremamente cordiale e disponibile lungo tutto il percorso. I sentieri sono ben tracciati e battuti, facili da seguire ma come detto più volte può sempre consultare maps.me in caso di dubbi.

L’unico vero pericolo può essere l’altitudine, specialmente se decidi di completare il circuito potresti provare il cosiddetto mal di montagna, infatti dopo i 3000 – 3500 metri alcune persone potrebbero iniziare a sentire qualche sintomo: mancanza di appetito, difficoltà a respirare, mal di testa, difficoltà a dormire, stanchezza, vomito ecc.

Ecco quattro consigli utili:

  • La regola più importante in assoluto è evitare di strafare, sali a passo regolare. L’ideale è salire più lentamente di quello che senti potresti sostenere.
  • Non sottovalutare i sintomi, finchè è un leggero mal di testa prima di andare a letto e il giorno dopo ti senti bene non c’è nessun problema, ma se i sintomi persistono evita di guadagnare ancora quota, spesso un giorno di acclimatazione / riposo è più che sufficiente per poi proseguire. In alcuni casi è consigliabile scendere di qualche centinaio di metri e una volta che ti senti meglio riprendere l’ascesa. In sostanza, mai continuare a salire se ti senti male.
  • Dopo i 3000 metri è consigliabile non dormire mai sopra i 500 metri rispetto alla notte precedente. Ad essere onesto, noi abbiamo spesso sforato questa raccomandazione senza avere nessun problema in ogni caso mi limiterei al massimo a 700/800 metri.
  • Bevi molti acqua. Rimanere idratati è fondamentale.

Ci sono inoltre alcuni medicinali come il Diamox che aiutano a prevenire il mal di montagna ma onestamente non ho esperienza a riguardo e non sono un grandissimo fan dei medicinali, a mio parere è meglio ascoltare il proprio corpo invece di fare affidamento sulle medicine.

Infine, non partire ma senza assicurazione viaggio, consiglio fortemente World Nomads in quanto (che sappia io) è l’unica assicurazione viaggio che permette di assicurare trekking fino a 6000 metri (aggiungendola come attività extra) mostrato a questa pagina, la maggior parte delle altre assicurazioni si ferma a 3500 metri, alcune anche meno.

Infine, la maggior parte dei rifornimenti verso i villaggi viene portata da muli e yak, questi animali non sono esattamente graziosi nei movimenti quindi fai particolarmente attenzione e mantieni sempre l’interno del sentiero per evitare di essere spinto verso il fondo valle.

Una carovana di Muli. 

Dove dormire a Kathmandu

Ho passato due settimane a Kathmandu cambiando e provando parecchie strutture, prima con papà e poi da solo in attesa del mio visto per l’India. Ecco quindi le mie raccomandazioni.

Thamel Hostel – Prezzi stracciati sia per il dormitorio che per le camere private, colazione inclusa. La struttura e il wifi non sono il massimo ma resta sicuramente un’ottima soluzione per rapporto qualità prezzo.

The Sparkling Turtle – Ottimo ostello ad un buonissimo prezzo con uno staff davvero gentile. L’unica pecca è la posizione, si trova infatti a circa 3km dal centro di Thamel vicino al Monkey Temple, per il resto è consigliatissimo.

Shangrilla Lodge – Stanze private pulite ed economiche in pieno centro a Thamel, ottimo wifi e il ristorante annesso è una vera e propria chicca.

Hotel Triratna – Buona struttura leggermente più distante dal centro di Thamel, wifi ottimo, la camera singola è davvero economica.

Thamel Home – Leggermento più caro rispetto a quanto elencato finora ma comunque economico per i miei standard. Le camere sono davvero carine, il wifi ottimo, la colazione inclusa è discreta, lo staff è decisamente cordiale e disponibile e la posizione è ottima.

Per qualsiasi cosa non esitare a lasciare un commento!

Se hai trovato questo articolo utile allora considera l’idea di acquistare la tua assicurazione viaggio tramite uno dei link presenti in questo sito, facendolo supporti il mio lavoro senza alcun costo aggiuntivo per te. L’assicurazione che uso e consiglio è World Nomads.

Ti è piaciuto il post? Pinnalo!
 





2 commenti
  • Luca Milani

    Interessante guida! facendo il trekking al Campo Base dell’Everest con partenza da Lukla in 12 giorni, è necessaria o raccomandabile una guida? Si riesce a trovare facilmente da dormire anche da soli? Grazie!

    • ilbackpacker

      Ciao! Non è assolutamente necessaria o raccomandabile. Per dormire a Lobuche e e Gorak Shep ti consiglio di farti prenotare una stanza qualche giorno prima dalle lodge più a valle altrimenti il rischio di dover dormire nella sala da pranzo è davvero alto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*

*